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Pretty Little Liars Recensioni

Pretty Little Liars | Recensione 5×24 – I’m a good girl, I am

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This is the end of me” – In fin dei conti me lo aspettavo … no, fermi, non mi aspettavo niente di ciò che è successo in questa puntata, cosa avete capito? Mi aspettavo QUESTO episodio, attendevo quel momento in cui una 5B piuttosto debole prendesse il volo, sapevo che sarebbe arrivato quell’episodio che puntualmente mi avrebbe dato ragione e avrebbe mostrato a tutti cosa è in grado di fare Pretty Little Liars. Le parole della canzone conclusiva, quella che racchiude alcune delle scene più belle mai viste nella serie, ancora le sento nella mia testa accompagnate da tutte quelle emozioni che PLL ha messo in mostra con abilità e sorprendente profondità, esattamente come questo show sa fare fin dall’inizio ma che soltanto in pochi hanno capito. In un episodio in cui ogni parola sembrava essere pensata, scritta e pronunciata con incredibile precisione e accuratezza, la storia abbraccia una svolta dalla quale non si torna indietro ma che porta Spencer, Aria, Emily e Hanna ad affrontare la sfida più importante della loro vita, in attesa del confronto finale.

Il processo ad Alison DiLaurentis continua ma prosegue nell’unico modo che una storia come la sua potesse prevedere. L’accusa, innegabilmente potenziata da segreti e verità che qualcuno lì fuori sta snocciolando con parsimonia, mette a segno colpo dopo colpo, come un ARCIERE dalla spietata precisione; la difesa, nonostante non incarni la risolutezza di Annalise Keating, fa del suo meglio cercando di gestire nel miglior modo possibile un caso di cui conosce solo la facciata, una storia di cui vede solo la superficie, come la punta di un iceberg fatto di bugie ormai troppo radicate per essere smentite. A colpirmi particolarmente da questo punto di vista è stata proprio Alison, nel momento in cui, pochi istanti prima della sentenza, ammette di fronte al suo avvocato l’ennesima menzogna su cui aveva costruito la sua vita ma per la prima volta da quando conosco questo personaggio, non c’era fierezza o accettazione nel suo sguardo o nelle sue parole ma soltanto rimpianto, soltanto la consapevolezza di non poter più raccontare quella verità che prima le sembrava così banale e che adesso invece sembra quasi impossibile da raggiungere perché le persone che hanno subito le azioni di Ali stanno modellando la sua verità, storia dopo storia, momento dopo momento. E nonostante tutto, nonostante il passato e gli errori di Alison, Aria, Spencer e Emily si ritrovano ancora lì, alle sue spalle, a lottare per lei, a sostenerla contro tutto e tutti, a formare nuovamente quella rete di protezione che la loro amicizia è sempre stata perché alla fine, mai come in questo momento, tutte loro ci sono dentro insieme (e voi che pensavate fosse una frase fatta).

Troppe persone conoscevano Alison, troppe persone la odiavano, vedendo in Mona invece l’eroe per eccellenza, la ragazza che si è ribellata alla sua nemesi, a costo anche della sua stessa vita. È questa la linea d’attacco che l’accusa presenta ad una giuria che si convinceva sempre di più, momento dopo momento, della colpevolezza di Alison. E a mettere a segno un altro punto importante ci pensa un testimone a sorpresa, qualcuno che apparentemente non dovrebbe neanche conoscere Alison ma che invece sembrava particolarmente legata a quella che presumibilmente è stata la sua vittima, sto parlando di Leslie Stone, la misteriosa amica di Mona apparsa come per magia a Rosewood poco tempo prima. Ben lontana dall’essere quella ragazza dimessa e dispiaciuta per la sua perdita che avevamo conosciuto durante la sua prima comparsa, Leslie si mostra in tutta la sua determinazione e fierezza accusando apertamente Alison, rivelando una sospetta lettera in cui Mona le confidava il suo timore che le minacce di Alison potessero realizzarsi e puntando infine il dito anche contro le storiche amiche di Ali, insinuando la loro complicità in tutta la vicenda. L’ennesimo attacco subito mette le ragazze all’erta più di quanto non lo siano state per tutta la loro vita, cercando disperatamente una via di fuga da un incubo dal quale non riescono a svegliarsi. E se la pista Varjak sembra essere giunta ad una fase di stallo dalla quale non riesce a muoversi, Alison cerca di richiamare qualsiasi particolare possa confermare la sua versione, riportando quindi alla mente i dettagli del giorno del ringraziamento in cui venne attirata al parco da Cyrus per compromettere in questo modo il suo alibi ma tutto ciò che riesce a ricordare era la sensazione di non essere sola, avendo visto nei pressi di un nascondiglio una sciarpa e una giacca che, per paura, l’avevano messa in fuga. Aria, Spencer e Emily si ritrovano dunque con un debole indizio tra le mani mentre Alison e Hanna utilizzano mezzi estremi per poter avere la possibilità di parlare da sole di quelle frasi apparentemente senza significato trovate accuratamente nascoste in camera di Mona.

Emily e Spencer lottano contro il tempo per ripercorrere i passi di Alison e trovare anche il minimo collegamento con la sua storia, andando avanti con la determinazione di un caterpillar pur di dimostrare la loro verità, da sempre troppo complicata per essere semplicemente raccontata. E quando meno se lo aspettano, quasi come un miracolo, si apre davanti a loro un debole spiraglio di speranza incrociando quella stessa ragazza che effettivamente si nascondeva al parco lo stesso giorno in cui Alison cadeva inconsapevolmente nella trappola di A. Ragazza problematica e per questo protetta dalla sua insegnante Ella, la testimone inattesa accetta, dopo un primo momento di incertezza, di raccontare ciò che ha sentito e visto il giorno del Ringraziamento … vale a dire niente di concreto, niente che l’avvocato difensore di Alison possa minimamente utilizzare in tribunale, niente che possa ancora tenere a galla le speranze delle liars, prontamente affondate un po’ come tutte le mie ships.

Attiva in una sua missione personale, Aria è sul punto di perdere nuovamente il controllo e sappiamo bene che quando questo succede non ne esce mai niente di buono. Terrorizzata dal coinvolgimento di suo fratello in un sempre più evidente piano di A, disposto a tutto pur di chiudergli la bocca, Aria cerca di convincere in ogni modo Mike a non raccontare tutti i dettagli di quella che questa volta è la sua verità, limitandosi, in caso di convocazione a testimoniare, a pronunciare monosillabi innocenti. Ma non convinta, Aria si rivolge all’unica persona che, tra alti e bassi, è stata sempre un punto di riferimento stabile nella sua vita, ossia Ezra Fitz, chiedendogli quindi di portare via suo fratello nella speranza di tenerlo lontano dagli sviluppi del processo e delle ripercussioni di A.

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Se da una parte però Ezra accetta di proteggere Mike in nome di quel sentimento che non è svanito e che probabilmente non svanirà mai, dall’altra parte il giovane Montgomery adesso cattura l’interesse di un altro ragazzo innamorato e disposto a tutto pur salvare la sua fidanzata da un destino che non merita, e sto parlando ovviamente di Caleb.

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Ciò che si crea è uno dei momenti più geniali e ben fatti dell’intera stagione in cui due personaggi che non avevano mai avuto la possibilità di interagire davvero nel corso degli anni si ritrovano a diventare due facce di una stessa medaglia, due aspetti di una situazione difficile per tutti e in cui entrambi hanno ragione ed entrambi hanno torto. Se Caleb vuole proteggere Hanna a tutti i costi vedendo in Mike un ragazzo obbligato a crescere e a prendersi le sue responsabilità, Ezra affronta la situazione con occhio più adulto e razionale, cercando una soluzione che non preveda gettare un ragazzo innocente in pasto ad un gioco fatale di cui non ha mai scelto di fare parte. Pur di rimediare a quelli che vedeva come i suoi errori, Mike sembra deciso a testimoniare, sottovalutando i limiti che A è disposto a superare pur di zittirlo e approfittando proprio del confronto tra Caleb e Ezra, prova a fuggire correndo invece tra le braccia di chi aveva già cercato di fermarlo una volta. La ricerca di Mike rimette Caleb e Ezra nella stessa squadra e mentre il ragazzo non riesce a nascondersi dal suo cacciatore munito di arco e frecce, l’inaspettato duo riesce a proteggersi dagli attacchi di A e alla fine riesce anche a trovare Mike legato e imbavagliato ma almeno ancora vivo.

Al mondo di Aria va poi aggiunto un elemento da sempre sospetto e ogni volta più ossessivo dopo ogni apparizione, l’imperscrutabile Andrew. Su Andrew non sono ancora pronta a cambiare idea, in lui vedo il modello perfetto per un depistaggio con i fiocchi in quanto ogni sua parola e ogni suo gesto sembrano convincerci sempre di più della sua colpevolezza o di un suo coinvolgimento nei piani di A ma ciò che invece a me sembra evidente in un personaggio che non ha mai avuta tanta importanza quanto ne ha ora è il suo bisogno quasi compulsivo di restare vicino ad Aria, di essere la persona che la salva e l’aiuta in ogni occasione, di essere quell’eroe che non è mai stato per Spencer. In Andrew quindi non vedo né A né un suo collaboratore ma soltanto un ragazzo problematico e probabilmente disposto a spingersi oltre limiti stabiliti pur di ottenere per una volta ciò che desidera, l’ennesimo outsider che forse guardava ad Alison e al suo gruppo di amiche come un obiettivo da raggiungere.

E restando sul fronte “ragazzi problematici”, ecco che finalmente rispunta fuori il buon vecchio Toby e la sue pseudo relazione con Spencer viene nuovamente rimessa in discussione per cercarne una definizione o almeno una conclusione. Come sapete, sia Spencer che Toby hanno avuto secondo me diversi crolli nel corso di questa seconda parte di stagione, ma nel rapporto tra loro non ho mai avuto dubbi nel difendere Spencer a spada tratta, con tutte le sue decisioni e le sue scelte discutibili. Non sopportavo Johnny e mi sembrava anche parecchio inutile l’inglesino Colin ma appoggio Spencer al cento percento quando non rinnega nessuno dei suoi comportamenti (alla fine del tutto innocenti anche se l’espressione imperdibile di Emily quando l’ha saputo sembrava volesse etichettarla come la prostituta del paese) perché ha trovato in altre persone quelle attenzioni che avrebbe dovuto ricevere da colui che era sempre stato il suo Romeo.

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Per quanto riguarda proprio Toby, raramente nelle mie recensioni mi lascio andare alle teorie ma sta di fatto che da molto tempo ormai lo considero il più probabile candidato per l’identità di A e il suo cambiamento repentino mi sembrava l’ennesima prova di un personaggio che aveva bisogno di allontanarsi prima di rivelare il suo vero volto. In questo episodio ad ogni modo, non posso negare che, essendo anche shipper Spoby da sempre (si, sono una persona complicata), mi è piaciuto sinceramente rivedere un Toby che pensavo fosse ormai del tutto scomparso. Quello che VORREI vedere nella sua storyline è quindi un ragazzo innamorato che ha fatto degli errori pensando di agire per il meglio ma che, nel momento in cui si è reso conto di essere a un passo dal perdere la persona che ama, è tornato indietro scegliendo ancora una volta Spencer prima di tutto; quello che però la mia mente machiavellica MI SPINGE a vedere è un ragazzo che potrebbe rivelarsi più subdolo di quanto avessimo mai immaginato e di cui a breve ne capiremo i veri intenti.

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E come un cerchio che si chiude, torniamo al processo dove tra piccole speranze e infinite preoccupazioni, Spencer, Aria e Emily sono pronte a guardare le spalle di Alison ma soprattutto di Hanna contro tutto e tutti, contro i pareri e i divieti dei loro genitori, contro il pericolo imminente di intraprendere lo stesso percorso. In quella che, ribadisco, considero una delle scene più belle dell’intera serie, la giuria emette il suo verdetto ed Alison DiLaurentis viene dichiarata colpevole per l’omicidio di Mona Vanderwaal.

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Per la prima volta ho provato vera compassione per Alison, per il dolore che ha sentito nell’essere accusata di un crimine che non ha commesso, nell’essere ritenuta bugiarda nell’unico momento in cui era sincera, ma a spezzarmi il cuore è stata la reazione di Aria, Spencer e Emily, empatiche fino in fondo, mentre condividevano la sofferenza di Ali. Ma il colpo di grazia arriva quando Aria si volta e vede la Tanner di fronte a sé e mi fa impazzire il modo in cui afferra il braccio di Spencer per chiamarla perché in quel preciso momento tutte loro capiscono a cosa stanno andando incontro.

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Dopo cinque stagioni ricche di bugie, di segreti, di errori e di storie, Spencer Hastings, Aria Montgomery, Emily Fields e Hanna Marin vengono arrestate e trattate come le più pericolose tra le criminali mentre il loro peggior nemico da qualche parte, convinto di averle piegate, prepara la sua ultima mossa giocando con le sue bambole preferite.

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E nella trepida attesa di quello che sarà un innegabile evento mediatico, io vi lascio e vi do appuntamento alla prossima settimana per l’esplosivo season finale di Pretty Little Liars,
kisses, Walkerit-A

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