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Poldark Recensioni

Poldark | Recensione Episodi Dal 2×02 Al 2×05

E siamo arrivati a metà stagione per questo secondo anno di “Poldark”, che, grazie al cielo, è già stato rinnovato per una terza stagione. ALLELUJA, ALLELUJA.
Riprendendo quanto detto nella breve recensione che avevamo scritto per il primo episodio (e che trovate qui) e passando per i quattro episodi che si sono succeduti (dal secondo a questo quinto), facciamo un bilancio della prima metà del racconto.

Carissimi…sembra ieri che ci siamo trovati qui a parlare della première di questa seconda stagione e ora, siamo già al quinto episodio!
Devo confessarvi che sto adorando questa stagione. Mi correggo. Ci sono delle cose che sto adorando di questa stagione, ma ce ne sono anche altre che francamente mi fanno urlare e inveire contro gli autori.
Ci eravamo lasciati con Ross pronto al processo e Demelza indaffarata nel cercare una via di salvezza per il marito (quanto è meravigliosa questa donna! Così caparbia, così forte e così intelligente… così perfetta per Ross!). E, incredibilmente, Ross è stato scagionato. George, colui il quale era il deus ex machina di tutta questa caccia alle streghe, è stato sconfitto (almeno per ora) e ricoperto di ridicolo (almeno agli occhi di Ross e dei Poldark).
Abbiamo scoperto anche della gravidanza di Demelza e, seppur lei ne fosse felicissima, ne era anche spaventata perché l’idea di avere un bambino non era una di quelle idee che sembravano occupare la mente del marito, Ross non voleva che qualcuno prendesse ancora, nel loro cuore, il posto di Julia. E allora Demelza lo ha tenuto per sé, confidandosi, incredibilmente, solo con Elizabeth. E Francis? Ebbene, il colpo ha sparato a vuoto e lui ha avuto l’occasione di un nuovo inizio. Niente è casuale secondo lui, che ha interpretato la botta di culo grazia ricevuta come una seconda possibilità, come un motivo di riscatto. Quello che per lui era stato un atto di coraggio prima di dire addio alla vita (la sua ribellione verso George), è poi divenuto un peso sulla sua testa come realtà e allora perché non abbracciarla appieno e sfruttarla per vivere DAVVERO?
E’ stato in queste puntate che abbiamo visto il meraviglioso percorso di questo personaggio che, come liberato del peso che gravava sulle sue spalle e sulla sua coscienza è diventato un uomo nuovo, un uomo più leggero. Onestamente, sembrava un po’ un figlio dei fiori costantemente fumato, manco avesse sbagliato secolo, però devo dire che l’idea di leggerezza d’animo è quella che meglio lo ha rappresentato: Francis, liberandosi dai pesi che lo opprimevano, dal senso di inferiorità e di incapacità, ha finalmente lasciato uscire il vero se stesso. E mi ha conquistata. Tanto lo odiavo nella prima stagione, tanto in questa si è rivelato meraviglioso. Lo dico subito così rileviamo immediatamente uno degli elefanti nella stanza: Francis nel finale di questa ultima quinta puntata è morto, annegato. E sì, ce lo aspettavamo un po’ tutti per come si era messa la puntata stessa, così incentrata su di lui, sul suo rapporto col figlio, con Elizabeth e persino con Verity. Francis ha spaccato su tutta la linea. E poi ce l’hanno tolto così. MA ANDATE AL DIAVOLO.

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E devo dirvelo, Francis è la storyline meglio riuscita di questa stagione, perché hanno reso il suo percorso molto credibile, e l’attore, beh, complimenti perché ha fatto un cambiamento pazzesco. Un cuore libero in una mente e in un corpo liberi.
E poi ci sono loro, l’altra storyline che direi perfetta, Caroline Penvenen e il Dr. Enys: ma quanto sono bellissimi?!?! E in quest’ultima puntata, fatta di tanti, tantissimi #maiunagioia, le loro scene sono state così tenere, così romantiche nel vero senso del termine. La scena del bacio sulla collina, beh, è stata SEMPLICEMENTE PERFETTA, il coronamento di un percorso iniziato nella prima puntata. Caroline sembrava davvero solo la ricca nipote ereditiera e invece si è dimostrata ben diversa da quello che ostentava. Dietro quel velo di apparenza e superficialità, perfino di egoismo, c’era tutt’altro, ovvero una ragazza ben consapevole degli usi e costumi del suo tempo ma, non per questo, incline al loro assecondamento. La sua lingua tagliente non ha risparmiato nessuno, né il suo fidanzato nonché forse-promesso sposo, né Ross, né tantomeno George. Davvero eccezionale. Potremmo vederla come la versione benestante di Demelza. E in effetti è bello vedere come sia stata proprio Demelza a chiedere al Dr. Enys se per un uomo non può valere lo stesso principio valevole per le donne, ovvero innalzare il proprio status sociale sposando una donna più abbiente… La situazione davvero ricorda lei e Ross! Ed Enys è esattamente come si è descritto: sicuro nel suo lavoro, con quella sicurezza data dalla competenza e dell’esperienza, e poi invece così titubante e insicuro in amore. Eppure ha dimostrato di sapere una cosa: sa che la ama e sa che dietro quell’apparenza c’è LA donna che vorrebbe accanto. Lui la vede. Per me sono bellissimi, tanto che quasi mi dispiace siano nel telefilm del #maiunagioia e che, quindi, anche per loro molto probabilmente arriverà l’uragano.

E ora veniamo alle note dolenti. Nell’arco di queste puntate, fino a questa quinta, abbiamo visto diversi salti temporali e, a mio avviso, non sono stati gestiti benissimo. O meglio, gli autori non hanno gestito nel migliore dei modi il rapporto tra i due (amatissimi) protagonisti. Nelle prime due puntate Ross e Demelza erano molto uniti, ancora legati al ricordo della (fresca) morte della figlia, eppure dopo il processo il tempo è passato e loro sembravano vicini ma, in qualche modo, lontani. Sicuramente i problemi economici sono sempre per Ross una spina nel fianco, così come anche George che, come una serpe, si è insinuato sempre più nella sua miniera, prendendone il controllo. Eppure qualcosa stona, un momento prima Ross riconosce in Demelza la donna della sua vita e poi, durante un riavvicinamento con Francis e la sua famiglia (ovvero Elizabeth), eccolo lì a fare il cascamorto con Elizabeth. Ora, ve lo dico, avevo voglia di prenderlo a badilate nei denti, cioè spiegatemelo: sua moglie se ne è andata in giro di notte e lui, anche quando lo viene a sapere, cosa fa? Continua a bere e a fare il provolone con la sua ex fidanzata? Seriamente? E, di grazia, si potrebbe sapere come mai? No, perché io ero rimasta a lui che professava il suo amore per la donna della sua vita (Demelza, non Elizabeth, DEMELZA) e mo’ che fa? Anche NO, ho già detto NO? NO.
Incredibilmente (chi l’avrebbe mai detto), in tutto questo Elizabeth lo ha rimesso al suo posto! CHAPEAU mia cara. Per una volta mi sei piaciuta. Peccato che la nostra piccola Demelza abbia sentito tutto… piccola ma così forte. Quanto potrà sopportare ancora?
Il tempo è ulteriormente passato, Ross è stato sempre più impegnato nei suoi affari, una nuova miniera in società proprio col cugino Francis, ma è sembrato che il rapporto con Demelza in qualche modo si sia rinsaldato, forse proprio grazie all’arrivo del figlio che comunque ha riacceso di amore il suo cuore. E infatti, eccola lì una delle più belle dichiarazioni d’amore: Demelza per lui è come la stella polare, ovvero la stella che gli indica la strada (che poi in realtà non è la stella polare ma la stella del cane… chiaro riferimento al loro incontro e alla loro storia).

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Vogliamo parlare di quanto siano belli?!?
Eppure, passa un altro anno e ciaone! Eccoci ci di nuovo a un evento mondano e via con il valzer Ross-Elizabeth… ora, ma che problemi avete?!? Non è che “cambia il tempo ma noi no”, scusate la citazione, però, obiettivamente: un minimo di linearità nella storia. E questa volta, mi dispiace, ma Elizabeth l’avrei presa a calci nel sedere, ma poi come è possibile che due puntate fa Elizabeth sia stata onesta e integra nel rimettere al suo posto Ross (maledetto bastardo non te lo perdonerò mai) e, invece, ora lei gli dica esattamente quello che per lui è fonte di instabilità? Ammesso e non concesso che sia in crisi con Demelza, perché io, giuro, l’inizio e l’evolversi di questa crisi non l’ho visto (voi sì?). Casualmente proprio ora che Francis si avvia sul viale del tramonto… che sia un preparare la strada a un riavvicinamento Ross-Elizabeth? Sinceramente la scena finale di questa puntata mi ha lasciato un po’ a propendere per il sì: l’inquadratura stretta su Elizabeth abbracciata a Ross e poi ecco Demelza, triste e in lacrime sì ma perché? Per il destino di Francis o quello del suo matrimonio e del suo amore sincero verso Ross?
E allora io spero che saranno profetiche le parole di Francis, che Ross davvero non dimentichi perché ha scelto Demelza. (E spero per lui di sì, altrimenti ve lo dico che do fuori di matto!)

Confido che gli autori staranno più attenti in futuro a giocare con i salti temporali e quello che questi comportano nella caratterizzazione dei rapporti tra i personaggi, perché altrimenti rischierebbero di fare dei pastrocchi irrimediabili.
Detto tra di noi, io a questo punto vedo il futuro di Elizabeth con George, mi sembra la sua occasione per riappropriarsi di quello status andato in decadenza ma tanto voluto dalla madre per lei e, in più, è l’unico modo per sostenersi quindi… incredibilmente George avrà quello che ha sempre voluto. Certo che mi verrà da ridere a vederlo gestire oltre all’invidia nei confronti di Ross anche la gelosia amorosa; spero che gli autori devino un po’ la strada dai continui problemi finanziari di Ross, perché onestamente mi sembra sempre la solita minestra! Okay lo so, per il periodo e per il tipo di società non è che si possa fare diversamente, ma io preferirei una scelta diversa.
Va bene, chiudo qui che già è venuto un poema!
– Gnappies_mari

Avete mai fatto caso a quanto lentamente passi il tempo tra uno hiatus e l’altro e quanto invece questo si velocizzi con l’inizio di una nuova stagione? Dopo tanto tempo passato a desiderar di rivedere il tenebroso Ross e la dolce Demelza, oltre alla sfilza di curati e affascinanti personaggi che costruiscono lo show, siamo già arrivati alla metà di questa seconda, splendida stagione. Purtroppo non ho avuto modo, per varie problematiche, di poter dire la mia sulla première che ha aperto le danze di questo nuovo ciclo di puntate quindi spero mi perdonerete almeno un piccolo elogio alla serie.

Non nascondo di aver cominciato “Poldark” per due ragioni ben precise, Aidan Tuner e la BBC, ma di esser invece rimasta per tutta una serie di ragioni che rende questa serie un vero gioiellino. Con un cast di prima scelta, una storia che riesce a tenerti incollato allo schermo ma soprattutto a farti comprendere a fondo i propri personaggi, dei paesaggi mozzafiato e delle musiche incantevoli, “Poldark” ha lentamente conquistato uno spazio nel mio cuore da divoratrice di serie tv. Questa seconda stagione, seguendo le orme della prima, sinora ha addirittura alzato il livello, portando sia nuova linfa con l’introduzione di alcuni, mirati, personaggi alla storia, che uno sviluppo degno di nota per i suoi protagonisti iniziali, riuscendo così a non deludere le mie aspettative ma addirittura a sorprendermi.

Ci eravamo lasciati con Ross alle prese con la sua udienza e soprattutto un grandissimo punto di domanda sulla sorte di Francis. Il secondo episodio ha ripreso la storia essenzialmente da qua, con i tentativi di risolvere la situazione a loro favore, o quantomeno di aver una possibilità di fronte al giudice da parte di Demelza, e la consapevolezza che Francis non ha concluso la sua esistenza nel più vigliacco dei modi (per un semplice scherzo del destino). E se il meno carismatico dei Poldark si è abbandonato alle sue debolezze e paure sopravvivendo solo per una mera casualità, Ross invece non è stato disposto a piegarsi, né a venir meno ai propri ideali. Se c’è una cosa che ho sempre ammirato di questo personaggio, criticando spesso la sua testardaggine, è la sua bontà di cuore e la sua forza d’animo. Ross non si arrende MAI, non sarebbe in grado di tradire la sua morale e i propri principi nemmeno di fronte a una possibilità di salvezza ed è proprio questo a renderlo un uomo d’onore. E senza chinare il capo di fronte alla giustizia, di fronte alle persone che lo vorrebbero in carcere o peggio con un cappio legato intorno al collo, Ross ha affrontato quest’udienza dicendo il vero, parlando con il proprio cuore e il proprio ardore e riuscendo così, anche con l’aiuto di alcune testimonianze chiave (alla fine vogliamo tutti un po’ di bene a Jud no?), a superare l’ennesima difficoltà e tornare a casa da uomo libero.
Nel corso dei seguenti episodi si sono intrecciate varie storie, in un delicato e studiato progredire degli eventi che ci ha portato brutalmente a questo quinto episodio. Abbiamo avuto, così, la possibilità di ammirare quanto Ross si sia battuto strenuamente per portar avanti la sua miniera, per trovare una soluzione non solo ai suoi problemi ma anche a quelli della povera gente. Ci siano scontriati di fronte alle incertezze di Demelza, al suo forte spirito, ma anche alla paura di confessare a un marito che sente distante e contrario di essere nuovamente incinta. Abbiamo visto George, che per via del suo piano fallito ha passato la metà del tempo ad allenarsi e duellare (goffamente a mio parere) per proteggersi dalla furia di Ross. Abbiamo ritrovato un Francis desideroso di vivere, di godersi ciò che quel colpo mancato gli ha permesso di assaporare ancora una volta, una Elizabeth incredula ma tuttavia più in pace con se stessa e un possibile spunto romantico nascere e crescere lentamente sullo sfondo (perché è bastato uno sguardo per convincermi che il Dr. Enys e la signorina Penvenen DEVONO stare insieme).

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Tutti questi avvenimenti sono sfociati nella nascita del piccolo Jeremy, l’adorabile nuovo Poldark di casa, nella riappacificazione tra le due famiglie, la nuova collaborazione lavorativa e la possibilità di un futuro e una soluzione all’orizzonte; ma se questa serie ci ha insegnato qualcosa, è che purtroppo i protagonisti non riescono a vivere serenamente o conquistare personali vittorie senza poi subire il doppio delle perdite e così tutto ciò che “Poldark” ha portato avanti per la prima metà di questa stagione si è concluso con la morte di un personaggio che sì, non è mai stato tanto amato, ma sicuramente meritava di meglio.

Probabilmente Francis è colui che ha avuto la crescita migliore, la più lineare e sorprendente. In questi pochi episodi, in grado però di coprire un buon lasso di tempo, l’uomo è riuscito a conquistare il mio favore e riscattare la sua immagine. Tornando sui suoi passi, comprendendo i propri errori e impegnandosi VERAMENTE per la sua famiglia e per il suo futuro, l’uomo era sulla strada della redenzione e della “rinascita”, ma purtroppo tutto questo gli è stato negato dallo stesso destino che lo aveva salvato tempo prima.

I Poldark sono tornati, dunque, a sprofondare nel lutto e nella cattiva sorte, considerato il doppio pericolo che corre ora Ross, con la sua cambiale in mano ai Warleggan, e l’incertezza legata alla famiglia che Francis ha abbandonato prematuramente. Se ci aggiungiamo anche l’insicurezza di Demelza nei confronti dell’amore di suo marito e della figura di Elizabeth nella sua vita, creiamo il drammatico quadretto che sicuramente animerà questa seconda parte di stagione!

– Claw

La seconda puntata è stata molto intensa e drammatica, sia per il confronto tra Francis e Dwight Ennys, che per il confronto-non confronto tra Francis ed Elizabeth.
Per la maggior parte del tempo Francis è stato un insopportabile rammollito, ma bisogna fare i complimenti a Kyle Soller, che lo interpreta, per la fantastica interpretazione: Francis non è un personaggio facile da affrontare e lui lo fa benissimo.
Ovviamente, la parte più drammatica è stata il processo a Ross, che di certo non è stato aiutato dalla testardaggine di Demelza, la quale, giusto ogni tanto, potrebbe dare retta a ciò che le viene detto.
Tuttavia, per esigenze di narrazione, è giusto che sia andata così, perché questo ha contribuito ad alimentare la tensione; nonostante noi sapessimo che doveva finire bene per Ross, infatti, gli autori sono riusciti in ogni caso a tenerci col fiato sospeso fino a quel fatidico momento.
E’ stato bellissimo il discorso finale di Ross al processo (mezzo tramite il quale ci è stata mostrata la concezione della giustizia dell’epoca). Sebbene Ross sia irrudicibilmente avventato, è pur vero che in tale momento ha assolutamente ragione. Inoltre, il suo discorso è splendido da un punto di vista “stilistico”, per così dire, poiché le sue parole ricordano la seconda parte dell’incipit della Dichiarazione d’Indipendenza Americana: “… Noi riteniamo che sono per se stesse evidenti queste verità: che tutti gli uomini sono creati eguali; che essi sono dal Creatore dotati di certi inalienabili diritti, che tra questi diritti sono la Vita, la Libertà, e il perseguimento della Felicità; che per garantire questi diritti sono istituiti tra gli uomini governi che derivano i loro giusti poteri dal consenso dei governati; che ogni qualvolta una qualsiasi forma di governo tende a negare questi fini, il popolo ha diritto di mutarla o abolirla e di istituire un nuovo governo fondato su tali principi e di organizzarne i poteri nella forma che sembri al popolo meglio atta a procurare la sua Sicurezza e la sua Felicità.”

Nella puntata è stata molto divertente la new entry Caroline Penvenen, che ha indiscutibilmente una bella chimica con il Dott. Enys… ma ne parliamo più avanti.

Proseguendo nel terzo episodio, la narrazione ci ha mostrato gli strascichi che la perdita di Julia e l’essere sottoposto al processo hanno lasciato su Ross: non solo non voleva altri figli, ma si è tenuto distante da Demelza, trattandola con sufficienza. Questa volta la nostra bella criniera di fuoco non ha avuto torto. Questo è uno dei tratti positivi di Demelza: ha coraggio e, nel XVIII secolo, è una donna moderna. Il momento tra lei ed Elizabeth, nel bosco, è stato molto bello. In fondo, entrambe le donne, per quanto di spirito diverso, si sono trovate e si trovano costantemente a dover far fronte a una situazione nella quale, in qualche modo, sono quelle in posizione svantaggiata, almeno in apparenza, ed entrambe cercano di fare del loro meglio e di aiutare i propri mariti (certo, con Ross è diverso, per ovvi motivi). E’ da sottolineare come tra Ross ed Elizabeth quella leale sia nei confronti di Demelza che di Francis sia stata Elizabeth, non Ross. E’ stato terribile che Demelza lo abbia sentito… e non ci si può non chiedere se questa situazione non sia una sorta di seme per il futuro. Almeno, Ross ha posto rimedio con il discorso sul bambino, che è stato molto toccante.
La puntata ha alternato momenti di tensione ad altri comici, che sono tutti assicurati dai nostri domestici preferiti, Prudie e Jud, i quali hanno finalmente fatto qualcosa di buono aiutando Ross a scampare dalla forca e sono prontamente tornati a riprendere il loro ruolo (letteralmente di corsa).
Inoltre, finalmente Francis si è reso conto di essere un uomo fortunato, tutto sommato, e si è sollevato dal suo perenne stato di rammollito; per ciò che lo concerne, è stata una buona idea far notare che Elizabeth ha capito, perché lei, nonostante il temperamento diverso da quello di Demelza e il suo ruolo di “tipica donna dell’epoca” (più o meno), non è superficiale o sciocca, anzi.
Particolarmente bella la scena finale, quella del “rituale del raccolto”, che nello splendido sfondo della Cornovaglia ha visto finalmente la famiglia riunita.

Nel quarto episodio abbiamo visto che gli strascichi del processo a Ross non hanno avuto conseguenze solo su di lui, ma anche sulle politiche generali, divenute molto più severe. Ovviamente, esse si sono abbattute sullo strato più basso della società, causandone malattie e morti.
A causa delle continue macchinazioni di George, che nonostante la sua paura di Ross (o forse proprio a causa di essa) ha continuato la scalata alla miniera per danneggiarlo, la guerra tra i due ha raggiunto un nuovo apice e ha quasi infranto la neo ritrovata serenità della famiglia Poldark. Una serenità che si è arricchita anche del perdono che Francis ha finalmente concesso a Verity e al marito.
La riappacificazione tra Francis e Ross e Francis e Verity e il marito sono state alcune delle parti più belle dell’episodio, coronati dal bellissimo festeggiamento finale della famiglia unita. Visivamente bellissimo, dicevo, ma anche malinconico perché… beh, di certo non possiamo pensare che i problemi per i Poldark siano finiti e che nessuno cercherà di dividerli.
Il romanticismo ci è stato dato da Dwight Enys, da una parte, e da Demelza e Ross, dall’altra. Il Dott. Enys e Lady Caroline sono sempre stati palesemente attratti l’uno dall’altra, ma il loro rapporto è stato di certo ostacolato in primo luogo proprio da Caroline, che ha dimostrato di essere la tipica esponente dell’epoca di quella classe sociale, con il suo disprezzo e la sua noncuranza per la vita di coloro che sono al di fuori di quella classe sociale, anche se sotto questa concezione è sembrato, prima, per poi divenire certo, esserci la pronta disponibilità ad ampliare le proprie vedute.
Tra Demelza e Ross, invece, il momento di massimo romanticismo è stato il litigio tra i due, mentre lui la salva e lei è in travaglio, una scena davvero bellissima e intensa. Questi due sono davvero dei protagonisti perfetti, due personaggi incredibili, per forza e profondità, e ben costruiti.

Un altro salto temporale nel quinto episodio ci ha portati a più di un anno dopo la nascita del secondogenito di Ross e Demelza, che sembra godere di buona salute.
La puntata è stata chiaramente dominata da Francis, anche perché diciamolo: nel momento in cui è cambiato, dando vita alla bellissima evoluzione che abbiamo visto nel personaggio e che lo ha portato a essere finalmente degno di ammirazione (nonostante qualche passo incauto, vista la situazione non rosea sua e di Ross), è stato chiaro che il suo destino fosse segnato. La sua morte era scritta (anche letteralmente, in realtà, nei romanzi) e la si è vista arrivare da lontano proprio dal suo cambiamento, da vicino, invece, dalla promessa al figlio di essere a casa in tempo per la lettura serale. La sua morte è stata molto triste, proprio ora che era rinato e sbocciato nell’uomo che avrebbe sempre dovuto essere, e dispiace davvero. Dopo la geniale gestione del processo in cui è stato magistrato e in cui si è rigirato il “collega” con scaltrezza ed eleganza, salvando così gli uomini, il suo “canto del cigno”, per così dire, è stato lo splendido confronto con Demelza, genuino, profondo e davvero molto delicato.

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Su Ross ed Elizabeth, onestamente quello che innervosisce di più è Ross. Elizabeth, senza secondi fini, per una volta nella vita si è decisa a dire senza remore ciò che pensa e prova, una cosa che, peraltro, anche i muri sapevano, ma la sua risposta onesta è nata dalle continue insistenze di Ross, il quale, diciamolo, proprio questo voleva e questo ha sempre voluto tutte volte che ha iniziato un discorso del genere con lei (e lo ha fatto spesso, addirittura tentando di sedurla nella casa di suo cugino, di cui lei è moglie). Poteva evitare di dirlo, ancora una volta? Sì, tecnicamente sì, ma non sarebbe giusto condannarla per semplici parole, quando Ross è quello che invece ha agito, e soprattutto per essersi concessa, una volta soltanto, di parlare chiaro affermando una verità stra-risaputa anche dai muri.
E così, il romanticismo vero ci è stato dato, ancora una volta, dal caro Dott. Dwight Enys e da Lady Caroline, in particolare con la bellissima scena nel bosco. Il Dott. Enys è davvero un bel personaggio, è il classico “good boy”, ma in una storia ambientata in un secolo in cui del prossimo quasi non ci si curava, in cui la società era rigidamente divisa in classi sociali e soprattutto nei confronti degli appartenenti alla classe sociale più bassa non si aveva alcuna considerazione, un personaggio così è necessario, è una ventata di aria fresca e un vero sollievo. Il sorriso di genuina e felice consapevolezza del Dott. Enys, alla notizia che Caroline entro alcuni mesi diverrà maggiorenne, è in grado di sciogliere il ghiaccio. Ovviamente non entusiasmiamoci, la batosta è sempre dietro l’angolo.

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E infine, facciamo un bilancio generale di questa prima metà di stagione: Aidan Turner splendido nel ruolo di Ross Poldark, che padroneggia alla perfezione, con la splendida presenza scenica e il carisma di cui è dotato; bellissime le evoluzioni di molti personaggi e interessante l’introduzione dei nuovi, proprio come Caroline (ma anche lo zio non è affatto spiacevole). La sigla, ovviamente, dovrebbe durare di più, non solo per la fotografia, ma per la meravigliosa musica.
Il difetto è come viene trattato lo scorrere del tempo. Avendo lo show pochi episodi a stagione, come “Victoria”, è comprensibile che ci siano salti temporali, per poter mostrare tutto ciò che si vuole narrare, tuttavia è un’arma a doppio taglio, perché questi salti temporali sono troppo bruschi e lasciano interdetti.

 

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Nel complesso, in ogni caso, lo show resta stupendo, per recitazione, fotografia, regia, costumi, scenografie. E, soprattutto, perché è una fedele rappresentazione della vita nel tardo XVIII secolo in Gran Bretagna. Ricorda “North & South”, sia quello, famosissimo, ambientato nell’America del XIX secolo, prima, durante e subito dopo la Guerra di Secessione, che l’adattamento con Richard Armitage del romanzo di Elizabeth Gaskell sulla Rivoluzione Industriale inglese.
Pertanto, nonostante il difetto dei bruschi salti temporali, “Poldark” è uno show di qualità, un vero gioiellino da non perdere.

– Sam

 

Vi ricordiamo che trovate le ultime news più succose qui e qui.

Bene, per questa settimana ci fermiamo qui. Ci rivediamo a fine stagione!

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3 comments

Federicuccia 7 Ottobre 2016 at 09:08

io ho trovato spacca cuore francis che ha l’allucinazione di ross che lo salva (e il flashback di quando il cugino lo soccorse quand’erano piccoli) e, realizzando che fosse tutto frutto dello shock e della paura, si lascia andare e annega. straziante.

“perché non hai mai voluto imparare a nuotare?” domanda disperato ross di fronte al corpo senza vita di francis :'(

Reply
Gnappies
Gnappies_mari 7 Ottobre 2016 at 09:30

Davvero commovente e straziante. Povero Francis, bravissimo l’attore. Una storyline meravigliosa la sua finita purtroppo in tragedia. E ora mi aspetto un bel casino…

Reply
Sam
Sam 7 Ottobre 2016 at 14:13

E’ vero, io quasi ho pensato che si sarebbe salvato! Poi ho pensato “Oddio, e se è un’allucinazione?”
E infatti.

Che tristezza, sì.

Reply

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