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Poldark Recensioni

Poldark | Recensione episodi 6-7-8-9-10

Carissimi, anche questa seconda stagione di Poldark è giunta al termine e ora non abbiamo che da aspettare la prossima primavera per sapere cosa succederà… l’attesa ci devasterà. E’ sicuro.

Io e Sam siamo qua, pronte a tirare un po’ le somme di queste ultime puntate in cui Ross Poldark è riuscito a farsi odiare, sclerare addosso e poi, in fondo, anche amare (grazie al cielo direi). Una stagione in cui la personalità dei nostri protagonisti è stata caratterizzata sempre meglio, il loro temperamento, i loro sentimenti sono stati i veri protagonisti. E gli autori sono riusciti nell’ardito compito di farci piangere insieme a loro, di farci amare come loro, di definire con loro, grazie a loro, le nostre emozioni. CHAPEAU.

E allora, ecco le nostre impressioni!

Gli eventi si sono susseguiti in una spirale di drammaticità crescente, che ha tenuto incollati gli spettatori per tutta la stagione.

E infine è accaduto: i sentimenti tenuti sotto la cenere per anni da Ross ed Elizabeth sono emersi e i due, seppur per poco, hanno “concretizzato” il loro amore. Evento inevitabile e scritto sin dall’inizio di questo show, non solo perché esso è l’adattamento di una serie di romanzi, ma perché Ross è sempre stato innamorato di due donne e il suo percorso è stato anche quello di dover comprendere a quale amore può rinunciare (tutti noi lo avevamo capito, ma lui no). Quando ha sposato Demelza, Ross non era ancora innamorato di lei, o non ne era ancora cosciente, almeno, e anche quando si è reso conto di amarla non ha smesso di provare sentimenti per Elizabeth, che semplicemente erano stati da lui (come da lei) riposti in un cassetto, come le regole sociali, oltre che i sentimenti genuini per Demelza, da parte di Ross, e Francis, da parte di Elizabeth, imponevano.

D’altronde l’ambientazione storica della vicenda è il XVIII secolo e allora non esistevano vie di mezzo, in primo luogo proprio per i legami: quando si provava qualcosa per una persona, era amore, niente di meno, e proprio per questo spesso esso era incredibilmente profondo, in quanto i sentimenti erano vissuti in modo più totalizzante, come dicevo anche per le concezioni e convenzioni sociali. Era dunque oltremodo difficile lasciar andare tali sentimenti, a maggior ragione quando ci si ritrovava improvvisamente privati dell’oggetto del proprio amore per vederlo legarsi a qualcun altro… e questo qualcun altro era niente di meno che un membro della famiglia, il che obbligava a restare fianco a fianco con la persona amata e perduta.

Quindi, come dicevo, inevitabile e scritto sin dall’episodio 1.

Indubbiamente, Ross è un grandioso protagonista: è un uomo moderno per valori e modo di pensare, è altruista e non fa differenze di classe, è coraggioso, leale nei confronti degli amici e di chi ha bisogno di lui, è complesso, ma è, altresì, oltremodo orgoglioso e testardo. Queste ultime due caratteristiche, in questa stagione ben più che nella prima, hanno reso difficile sopportare e condividere alcune sue scelte e modi di agire, ma anche questo fa parte del naturale evolversi di una storia e del percorso del personaggio principale. E, d’altro canto, non avrebbe senso e non sarebbe credibile presentare un protagonista come perfetto.

Elizabeth si è confermata ancora una volta come la tipica donna del tardo ‘700, non certo una persona discutibile o malvagia, anzi, semplicemente non preparata ad altro che a fare la dama, soprattutto a causa della madre, che nelle sue sciocche superficialità, vanità e presunzione non l’ha resa in grado di essere davvero forte e indipendente. Inoltre, Ross a parte, tutti l’hanno poi “chiusa” in una sorta di campana di vetro, impedendole di vedere davvero la realtà (quindi anche, giusto per fare un esempio, le azioni di George, dal quale in ogni caso lei si è tenuta distante, fino alla morte del marito, per lealtà verso la propria famiglia) e dopo la morte di Francis si è trovata ad affrontare una situazione drammatica, che non è esplosa in toto come tale, sempre Ross a parte, solo grazie al fatto che effettivamente George era ed è rimasto innamorato di lei, altrimenti Elizabeth, la zia e il piccolo Geoffrey si sarebbero ritrovati in mezzo a una strada.

E, alla fine della stagione, sua madre è divenuta anche un peso in più, una spesa in più, da affrontare (non che questo sia colpa della madre, ma è lo stato dei fatti). Non può stupire, dunque, che lei abbia accettato George (soprattutto dopo il comportamento di Ross, che prima le salta addosso, lanciandola letteralmente sul letto – si è quasi temuto che la faccenda sfociasse nella violenza e per fortuna non è stato così, sarebbe stato orribile e avrebbe rovinato il personaggio di lui –, poi l’abbandona nuovamente).

elizabeth

Come sappiamo, George è ricco, con Elizabeth e Geoffrey è sempre stato gentile, amorevole e dolce, Ross è sposato ed Elizabeth si è sentita sola, si è ritrovata sola a dover affrontare tutto, con un figlio maschio senza eredità. E George ha rivelato l’intenzione di adottarlo e farne suo erede. Quale madre, sola, all’epoca non avrebbe fatto lo stesso?

Elizabeth fa molta pena. Per quanti dolori Demelza abbia avuto (e ne ha avuti vari, dalla morte della piccola Julia al tradimento di Ross), Demelza ha pur sempre Ross, mentre Elizabeth si è ritrovata sola.

Fino alla fine, Demelza si è dimostrata incredibilmente forte e decisa e il suo atteggiamento, nonostante le esplosioni di rabbia più che comprensibili per la ferita infertale dal marito che lei ha amato così tanto, è stato ammirevole, poiché nonostante il dolore non si è lasciata abbattere e ha reagito con durezza. Una durezza che Ross ha di certo meritato.

E’ stato deludente il Capitano Mc Neil, poiché lui sembrava amare Demelza e invece si è dimostrato ben peggiore di quanto apparisse e non migliore di tanti altri uomini dell’epoca (e purtroppo anche moderni).

Sarà interessante vedere quale sarà il percorso di questa giovane donna dolce e caparbia allo stesso tempo.

Con l’ultima, bellissima puntata tutto sembra tornato in asse: Ross ha ultimato questa parte di percorso che gli si poneva dinanzi e ha finalmente capito che la donna della sua vita è Demelza e i due nel finale sembravano desiderosi di ritrovare l’antico rapporto. Con le sue azioni per Dwight e per gli uomini del paese, inoltre, è finalmente tornato a essere quel protagonista che amavamo nella prima stagione.

In questa seconda parte di stagione ci siamo trovati dinanzi a vari eventi terribili, non ultimo la morte di Ted, l’operaio della miniera di Ross. Un evento davvero triste, come la morte di Francis prima, che ha suscitato un senso di ingiustizia, accentuato dal fatto che il giovane uomo fosse appena divenuto padre. Tuttavia, tali accadimenti sottolineano un aspetto fondamentale, che rende la storia credibile, ovvero la crudezza della vita a quei tempi.

Infine, veniamo a colui che, dinanzi alle scelte molto discutibili di Ross, è divenuto protagonista nel cuore di molti spettatori: il dott. Dwight Enys.

La sua parte della trama è stata bellissima, davvero. Raccontata con delicatezza e senza toni eccessivamente sdolcinati, ha rappresentato alla perfezione ciò che dicevo prima a proposito dei sentimenti in relazione a Ross ed Elizabeth: l’inesistenza di mezze misure quando si provava qualcosa per qualcuno e le difficoltà nascenti dalle convenzioni sociali, in primo luogo la rigida divisione in classi sociali.

L’amore tra Dwight e Caroline Penvenen ha rappresentato l’aspetto davvero romantico di questa parte della storia, sentito e profondo ma ostacolato da tutto: situazione sociale ed economica, persone, eventi.

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Laddove Ross è il perfetto protagonista per temperamento e complessità, il dott. Enys è il ritratto del vero gentiluomo, sensibile e dolce, ma altresì dotato di un carattere forte, emerso pienamente negli scontri con Lord Penvenen e con Charlie, rivelatosi tristemente l’informatore.

L’amore che lega Dwight e Caroline sembra aver finalmente trionfato, ma lo zio, che pur sembra aver rivalutato il Dottor Enys, non lo sa e Dwight è partito ora per la guerra.

Siamo veramente ansiosi di rivedere Dwight e Caroline Enys nella terza stagione e assistere al prosieguo di questa tormentata storia d’amore.

-Sam

 

Da un punto di vista narrativo, in queste ultime puntate abbiamo fondamentalmente seguito tre storie principali (attorno alle quali hanno girato gli eventi del paese):

  1. Caroline e il Dr. Enys
  2. (Ross) Elizabeth e George
  3. Ross e Demelza

Iniziamo dalle cose belle, Caroline e Dwight sono davvero dolcissimi. Innamorati e dolcissimi (sì l’ho già detto lo so, ma è proprio vero!).

Si sono amati dal primo momento, si sono voluti e, nonostante si siano allontanati, alla fine si sono ritrovati. Perché l’amore vince su tutto? Può essere. Sicuramente, come dice Dwight nell’ultima puntata, è meglio provare che vivere nel rimorso di un qualcosa non fatto. Onestamente non ci speravo in un loro lieto fine: il Dr Enys è un dottore nel vero significato della professione, il suo obiettivo è aiutare le persone, a prescindere dal compenso che ne può ricevere, e pensare a Caroline che molla tutto (il suo agio) per un cottage e poco altro, mi sembrava davvero difficile. E invece no, lei ha scelto di lottare fino alla fine per il suo amore, per il suo lieto fine. Tutto questo denota la grande apertura mentale di questa donna in questo secolo, cosa che, è vero, Caroline ci aveva già dimostrato di possedere fin da quando l’abbiamo conosciuta nelle sue prime battute, sempre così al vetriolo verso chiunque se lo meritasse. Speriamo che questo lieto fine arrivi in tutti i sensi, non solo di loro insieme, ma loro con l’eredità di lei; per ora ce li godiamo nella loro infinita DOLCEZZA. E credo comunque che lo zio di Caroline stia davvero rivalutando Dwight, non solo da un punto di vista professionale (visto che il suo medico di fiducia si è chiaramente rivelato un incompetente!), ma anche da un punto di vista personale; anche se dice alla nipote di non perdere tempo a pensare a lui, credo che un passo nella direzione dell’accettazione sia stato fatto. Piano piano…

La scena che ho preferito tra loro è stata quella all’interno della locanda con Caroline che dice a Enys “Now no doubt you hate me” e lui che le risponde “And now no doubt I hate you”… e il tutto suggellato con un bacio. MERAVIGLIOSI. Per non parlare della fotografia di questa scena: Caroline all’interno della locanda rappresenta la perfetta contrapposizione tra la classe (la sua) e la semplicità (degli altri presenti), i suoi colori così sgargianti contro i colori caldi del posto e delle persone che lo occupano, davvero una scena stupenda!

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In questa stagione del #maiunagioia la loro storia mi ha riempito il cuore.

E il Dr Enys è stato la grande rivelazione della stagione, un gentiluomo fiero e leale, un uomo d’onore e di valore, un uomo di scienza se così possiamo dire, dedito al suo lavoro e alla cura degli altri. E Caroline, nonostante si sia mostrata come la tipica donna di alto rango, con la puzza sotto al naso, ci ha da subito fatto vedere la sua vera personalità, una donna fiera e capace di seguire il suo cuore nonostante le difficoltà.

Questa seconda parte di stagione ha visto anche lo sbocciare del rapporto “di coppia” (se possiamo chiamarlo così) tra George ed Elizabeth. Un rapporto costruito lentamente, pezzo dopo pezzo, dal giovane Waerlaggen proprio per arrivare a conquistare (con ogni mezzo aggiungerei) la mano della giovane vedova Poldark. George è sinceramente innamorato di Elizabeth, eppure non ha puntato al suo cuore con onestà, con affetto, bensì con l’astuzia e con il potere che è riuscito a esercitare su questa donna che, di fatto, non è che una tipica dama di fine settecento: votata alla cura della famiglia e conscia che il suo posto nella società è rilegato a compagna e madre. Non ho bisogno di spiegare cosa penso di Elizabeth, è Demelza a dipingerla perfettamente quando le dice di avere pietà di lei visto che non è mai stata in grado di prendere una posizione, di scegliere: niente di più vero purtroppo. Elizabeth si è sempre fatta trasportare dagli eventi e da ciò che la società le imponeva. E questa è la più grande differenza tra lei e Demelza: quest’ultima è fiera, risoluta, sa cosa vuole e, soprattutto, è indipendente, cosa che, al tempo, era più unica che rara in una donna (cioè, vogliamo parlare del fatto che dopo tutto quello che il padre le ha fatto passare, le parole con cui l’ha apostrofata, Demelza sarebbe pronta a tornare da lui con il piccolo Jeremy?!? Ecco, Demelza, che donna.). Ed è da questa differenza che capiamo come Elizabeth non possa davvero essere la donna giusta per Ross, non per la visione (moderna) del mondo che ha lui, un mondo in cui gli esseri umani sono tutti uguali, con gli stessi diritti, diritti che lui stesso ha difeso a rischio della sua stessa vita. Elizabeth non avrebbe mai (avuto) la forza di stargli accanto e supportarlo, semplicemente perché lei non vive gli stessi moti d’animo e di coscienza.

Nemmeno di fronte alla persona a cui ha rischiato di portare via tutto (aka Demelza) Elizabeth abbassa le arie, nemmeno allora chiede scusa e questa cosa mi fa incaxxare perché per una volta nella tua vita in cui decidi per te stessa e fai una cosa fondamentalmente SBAGLIATA (perché andare a letto con l’uomo di un’altra è sbagliato, non importa se lui è il tuo amore storico) dovresti avere almeno la decenza di mostrarti meno superba, non dico pentita (alla fine era quello che volevi, lo sappiamo) ma almeno NON GUARDARE L’ALTRA DALL’ALTO VERSO IL BASSO. NON NE HAI IL DIRITTO. E allora, sono sincera, se mi dispiace per lei e il destino che George le riserverà, perché ora che l’elefante nella stanza è stato scoperchiato – ovvero, di chi è il figlio che porta in grembo?!? (mortacci vostra già lo so che sarà di Ross – io non ho letto i libri) – ne vedremo delle belle, sono anche convinta che “chi si somiglia si piglia” pertanto, mia cara, sono arcicavoli tuoi. Anche perché, diciamocela tutta, sposare l’unico uomo che ha come acerrimo nemico il tuo grande amore non è che sia proprio la decisione degna di un genio… per niente.

Infine, ci sono loro, Ross e Demelza (e già ho gli occhi a cuoricini e piango…come li adoro, sì li adoro!); tutta la stagione è stata improntata sul dissidio interiore di Ross: la contrapposizione tra la sua vita per come avrebbe dovuto essere/voluto che fosse, piena di agio, di nobiltà, di ricchezza e felicità versus quella che davvero ha, fatta di miseria, di perdite sia in termini di affetti (la figlia) che di averi (la prima miniera ma anche, seppur solo temporaneamente, la seconda). E, a conti fatti, la riprova di questo suo dissidio interiore è rappresentata dal suo eterno conflitto tra il sentimento che lo tiene legato a Elizabeth e l’amore che prova per Demelza. Un sentimento, il primo, idealizzato e rappresentazione di tutto quello che la vita di Ross avrebbe dovuto essere; mentre il secondo, reale, ne definisce la condizione di sofferenza e fatica che la vita gli ha riservato. E tutto questo lo ha portato da un lato ad allontanarsi da sua moglie, non perché non ne fosse innamorato, ma semplicemente perché (appunto) specchio del suo stesso fallimento; dall’altro lato ad aver voglia di riprendersi ciò che era proprio di diritto: nasce così la sua estenuante lotta per la realizzazione della miniera, e anche l’evolversi del suo rapporto con Elizabeth. Ed ecco, in parte, spiegata la sua notte con quest’ultima. Una notte che non ha fatto altro che riportarlo alla realtà. Una realtà ancora più schifosa di come poteva essere prima, quando comunque almeno aveva l’amore, la famiglia.

E sono le sue parole finali a Demelza a darcene prova: “quando porti un amore idealizzato allo stesso livello di uno imperfetto non è quest’ultimo a uscirne in difetto (sofferente)”. Come a dire che alla fine, sul piatto della bilancia, un amore idealizzato non vale il confronto con un amore reale. Chapeau Ross. Come ti fai perdonare tu, nessuno proprio. Ma se ci pensiamo è davvero così: non è l’amore stesso fatica? Non è l’amore stesso sopportazione?

(piangiamo – di nuovo – tutti insieme…)

E nelle parole di Demelza, nella descrizione che fa di sé, ritroviamo anche la descrizione di Ross, due caratteri fieri, indomiti, caparbi ma se Ross è impulsivo e passionale Demelza è più riflessiva e razionale. Loro due si complementano. Il loro amore è un amore reale, vissuto, che ha attraversato la tempesta e, nonostante questo, seppur distrutto, ne uscirà più forte, come testimonia la scena finale di loro due sulla scogliera con lo sguardo volto all’orizzonte.

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Che serie meravigliosa Poldark, la musica mi è entrata nel cuore, i colori, i paesaggi…entri nella storia e ne fai parte. Grazie!

-Gnappies_mari

Bene, per questa stagione ci fermiamo qui. Appuntamento all’anno prossimo, con la terza di cui vi lasciamo un breve trailer!

Ricordatevi di passare in questa meravigliosa pagina per news, aggiornamenti e sui nostri attori britannici preferiti!

Gli Attori Britannici Hanno Rovinato La Mia Vita

 

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3 comments

Federicuccia 10 Novembre 2016 at 19:02

alla fine di questo viaggio doloroso, è Elizabeth che ne pagherà le conseguenze più devastanti, data la “benevola” idea del marito di portare via Geoffrey Charles da lei!
tanto non è figlio suo, cosa gliene può importare? se è per questo nemmeno quello che Elizabeth porta in grembo è di George, ci scommetto tutto ciò che volete che è di Ross!

ma cosa fa intendere a Elizabeth la zia Agatha? che il pargolo nascerà prima o un destino più infausto?
ricordiamoci che ha predetto con le carte la morte di Francis!

bellissimi Dwight e Caroline!!!

Reply
Gnappies_mari 10 Novembre 2016 at 19:40

Ciao federicuccia! La zia prevede un possibile parto anticipato per via del fatto che il bimbo potrebbe essere di Ross… il #maiunagioia farà sì che sicuramente sarà di Ross…
Dr enys
Alla prossima!

Reply
Sam
Sam 14 Novembre 2016 at 14:59

Elizabeth è la più sfigata in assoluto.
Con tutto i dolori patiti da Demelza, tra cui la perdita terribile subita. della propria bambina, in generale la più sfigata è Elizabeth.

Fa una pena assoluta.

Ha ragione Mari, la zia Agatha fa notare a Elizabeth che il bambino di cui è incinta potrebbe nascere prima non perché prematuro, ma perché di Ross e non di George.

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