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Pilot Addicted Rubriche & Esclusive Snatch

Pilot Addicted… Snatch

Cari addicted, sono qui oggi per parlare di Snatch. Dico la verità spettavo questa serie principalmente per rivedere tanti volti noti e amati nel cast, perché tra i protagonisti ci sono niente meno che il Ron Weasley di Harry Potter, il Freddie di Skins ed il Chuck Bass di Gossip Girl: ovviamente da addicted non potevo resistere!

La serie ripercorre la scia dell’omonimo film di Guy Ritchie del 2000 e ha per protagonisti un gruppo di giovani truffatori che, alla ricerca del colpo che li salverà dai debiti, si ritrovano loro malgrado coinvolti in un giro di criminalità molto più ampio e pericoloso. Il ritmo della narrazione è serrato e incalzante, con un buon sottofondo indie rock, e una vena da comedy che percorre tutto il pilot; i personaggi sono sopra le righe, eccentrici ed esagerati, e per questo riescono a conquistare già dalla prima inquadratura.

Il protagonista principale è Albert Hill, interpretato da Luke Pasqualino. L’occhio è chiaramente appagato, ma credo che il suo personaggio possa sviluppare un buon percorso di approfondimento. Il padre Vic (Dougray Scott) è un noto criminale, che ha educato il figlio fin da piccolo più a prendere e scappare che a guadagnarsi le cose in modo “canonico”; e così, anche dalla prigione, riesce a controllare e gestire la vita e gli affari del figlio, facendolo sempre vivere nell’ombra della sua fama. “La mela non cade lontano dall’albero” pensano tutti, e invece Albert cerca di arrabattarsi con piccoli lavoretti sporchi per tenere a galla la sua attività di copertura gestita dalla madre e sembra rifiutarsi di cedere alle lusinghe di un colpo grosso che potrebbe cambiargli la vita, rifiutando così in un certo senso anche la strada che il padre ha tracciato per lui.

Al suo fianco c’è l’amico fidato Charlie Cavendish, uno straordinario Rupert Grint. Per un attore come lui, che porta il peso ingombrante di un ruolo così importante all’interno di una saga di successo mondiale, uscire dall’ombra di Ron Weasley non credo sia stato facile, ma ammetto che come in ogni altra sua interpretazione che ho avuto modo di vedere, il suo talento emerge in modo lampante. Nei panni di Charlie è estremamente divertente, a tratti buffo, e perfetto in quegli abiti così british, doppiopetto e papillon. Anche la sua famiglia ha molto da mostrare: una dinastia di nobili decaduta, che in una casa antica e in rovina coltiva marijuana e relazioni di dubbia natura. Irriverente e a tratti un po’ impacciato, mi ha conquistato già dalla prima apparizione.

Il terzo membro della banda è Billy (Lucien Laviscount), il braccio del gruppo, letteralmente. È durante il suo incontro di boxe che si ha un punto di svolta nelle vicende. Una scommessa non andata a buon fine spinge i ragazzi ad accettare la proposta di Lotti (Phoebe Dynevor, se avete seguito The Village la ricorderete in panni certamente più dimessi) e a ribellarsi contro il boss locale, interpretato da Ed Westwick. Il suo Sonny Castillo è del tutto sopra le righe e totalmente fuori controllo, in uno stato di perenne delirio di onnipotenza che gli fa credere di poter fare di tutto e tutti ciò che più gli piace, un cavallo pazzo, un violento e un borioso.

Il clichè del tradimento della ragazza del boss che decide di prendere le parti dei poveri  ma affascinanti criminali squattrinati non è certo una svolta innovativa, ma queste serie, partendo come remake di un film già di successo (considerando che nel cast originale figuravano attori del calibro di Brad Pitt e Benicio Del Toro), sicuramente non si propone come obiettivo quello della totale innovazione. Ha dalla sua parte un buon racconto, un ritmo che non ti fa contare i minuti alla fine dell’episodio e un cast giovane e di talento, e queste mi sembrano delle premesse più che sufficienti.

Se sono riuscita anche solo un po’ a farvi interessare a questo show, posso cercare di conquistarvi ulteriormente dicendo che tutti e dieci gli episodi di questa prima stagione sono stati rilasciati in un colpo solo e quindi non dovrete aspettare nemmeno un secondo per godervi il proseguimento della storia. Io una sbirciata al secondo episodio l’ho già data e posso confermarvi che ne vale decisamente la pena!

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