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Pilot Addicted Rubriche & Esclusive

Pilot Addicted | Poldark

Il Pilot Addicted di questa settimana ci porta in UK, con Poldark, remake di BBC One della serie del 1975.

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Anche questa settimana, come al solito, mi son data alla visione di una nuova serie. Purtroppo per quanto mi ripeta più e più volte che dovrei smettere di interessarmi alle nuove uscite e concentrarmi sulle decine che già seguo, alle volte è semplicemente impossibile dire di no ad un pilot fresco di giornata. Stavolta è toccato ad una serie tratta da un romanzo che non ho mai letto e di una storia di cui, ahimé non avevo mai sentito parlare prima di qualche mese fa. Posso essere sincera? Mi son buttata su Poldark praticamente grazie al binomio BBC/Aidan Turner che si è rivelato essere VINCENTE.
Basata sui romanzi di Winston Graham la serie, ambientata verso la fine del diciottesimo secolo circa, tratta della storia di Ross Poldark giovane arruolato nell’esercito per evitare la forca e tornato nella sua terra dopo ben 3 anni di assenza. In questo arco di tempo però tante cose son cambiate e una volta messo piede in ciò che è rimasto della sua casa, della sua vecchia vita e dei suoi averi Ross dovrà riprendere in mano la situazione e andare avanti con la sua vita. Questa è in breve la trama di questo show che si snoderà in 8 puntate da circa 60 minuti ciascuna su BBC One ed ora arriviamo al mio parere.
Ho trovato questo pilot buono, non privo di imperfezioni, a tratti mi è parso un po’ lento anche se dopotutto bisognava introdurre la vicenda, i personaggi e i vari aspetti che verranno trattati in seguito ma comunque i 60 minuti di questo primo episodio mi son sembrati troppo. Per contro mi son piaciuti veramente tanto i vari personaggi, il cast scelto, i paesaggi da togliere il fiato, l’atmosfera, le musiche e anche la fotografia. Non mi aspettavo molto dalla serie, anche perché in generale non sapevo cosa aspettarmi ma son rimasta soddisfatta perché nell’insieme credo che la storia possa rivelarsi interessante e intrigante con il proseguo degli episodi e inoltre… Come si può dire di no quando ti regalano un Aidan Turner? Ma lasciate perdere le mie considerazioni da fangirl e andate a dare un occhiata a questo pilot perché, a mio parere, ne vale la pena!
-Claw

Premessa: la sottoscritta non sa NIENTE della serie classica della BBC di cui questa è un remake, quindi prendete le mie parole per quello che sono. Pura telecronaca degli eventi ^_^
Galles, 17equalcosanonricordo. C’era una volta Ross Poldark, un bambino taaaaanto fortunato! Così fortunato che parte per la guerra lasciando a casa la ragazza che ama, il padre, una bella casa in campagna con accanto le miniere di stagno e delle scogliere mozzafiato… Torna sfregiato, col padre morto pieno di debiti e la ragazza che ama si sta per sposare con suo cugino. Sulla carrozza che lo riporta “a casa”, Ross guarda gli estranei che gentilmente lo hanno informato della rovina della sua vita ed esclama: “Ma che bella fortuna che tengo!”
Scende dalla carrozza, e un gatto nero di passaggio si gratta le balle. Ross decide, contro ogni consiglio ed ogni buonsenso, e dopo aver visto in che razza di stalla è stata trasformata la fattoria dalla servitù del padre (che più che esseri umani sembrano uno strano incrocio tra i gemelli Carrow dei Mangiamorte e delle capre di passaggio), di restare in Galles e non trasferirsi lontano per rifarsi una vita. Tanto per non farsi mancare niente, decide anche di andare al matrimonio del cugino, giusto perché il dolore non è mai abbastanza. Poi, da vero uomo gallese e ignorante, decide di rimettere in piedi la fattoria e di scatenare una rissa con tanto di squadrone punitivo di popolani con torce e forconi, il tutto per prendere con se una nuova aiutante in cucina dai capelli rosso fiamma e dal faccino decisamente carino. Ora, in tutto questo, attorno al protagonista gravita tutta una serie di personaggi più o meno viscidi, decisi più che mai a vederlo fallire e ad allontanarlo dai suoi possedimenti per puro e mero guadagno monetario. Probabilmente acquisteranno spessore col tempo, per il momento sembrano solo una manica di briganti ben vestiti con le attitudini di Scrooge dopo una giornata particolarmente storta.
Quello che davvero colpisce di Poldark, a mio parere, è la caratterizzazione del protagonista, la qualità della riproduzione dell’ambientazione d’epoca e la fotografia. Già solo per queste tre cose, il pilot merita un’occhiata. Certo, è un dramma storico. Vi deve piacere il genere per sopportare un’oretta buona di struggimenti sull’amore per la propria terra, i problemi della propria famiglia, l’amata che non si può amare ma che si amerà sempre che corre incontro al protagonista a cavallo per implorarlo di non andarsene e via discorrendo. Per gli appassionati del genere, però, questo è un appuntamento IMMANCABILE. Abbiamo una recitazione di alto livello (E di bel vedere. Aidan Turner da solo vale tutta la serie… E no, non sono una pervertita. Non ditemi che l’occhio delle donzelle non vuole la sua parte!), unita a panorami seriamente mozzafiato, inquadrati grazie alle lunghe cavalcate di Ross sull’orlo di magnifiche scogliere a picco sul mare. Abbiamo romanticismo e un pizzico di azione, e un personaggio principale carismatico alla maniera del più datato Heathcliff delle sorelle Bronte: cupo e tenebroso, tormentato, struggente. Abbiamo uomini senza scrupoli decisi ad impadronirsi della sua terra, e un gruppo di amici/affittuari pronti a difendere il proprio signore per pura lealtà (E questo ci dice, di Ross Poldark, che sicuramente unito al carisma ha anche un cuore buono e giusto come tutti i santi protagonisti di storie del genere). Insomma: non manca niente. Come sono certa che non mancheranno le ship wars tra chi preferisce Ross assieme a Demelza o assieme a Elisabeth. In sostanza: questo pilot è promosso sotto tutti i punti di vista come prodotto di qualità decisamente superiore alla media.
Guardate Poldark!
-Ocean

Poldark è una di quelle serie che dalla loro, prima ancora di andare in onda, hanno una serie di carte vincenti: un protagonista affascinante, Aidan Turner di Being Human, per il quale si può fare il tifo, i paesaggi mozzafiato della Cornovaglia, una storia d’amore tormentata, una trama che spinge chi guarda a sentirsi emotivamente coinvolto: Ross Poldark è un uomo che, dopo aver combattuto, torna a casa per trovare la ragazza che amava fidanzata con suo cugino, suo padre morto e le sue terre in rovina. E’ un protagonista che si ama per il carattere forte, per i suoi ideali (è critico verso la guerra, rispettoso verso i suoi dipendenti e pronto a fare sacrifici), per il bell’aspetto. E’ una figura, almeno finora, positiva, senza grosse ombre. Il pilot si concentra molto sulle difficoltà di Poldark, che si ritrova un mondo diverso da quello che aveva lasciato, e sulla sua sofferenza per Elizabeth, la donna che amava e che avrebbe voluto sposare, senza però cadere troppo nel melenso e mostrando non solo l’umanità di Ross Poldark, ma anche la sua capacità di reagire e impegnarsi per migliorare le sue condizioni. Al momento, nessuno degli altri personaggi brilla particolarmente e quello che emerge di più è proprio lui, ma è interessante anche Demelza, la ragazza che assume come cameriera. Tra lei ed Elizabeth, è Demelza quella che, almeno a me, è sembrata più interessante, al punto che, anche se i tormenti amorosi tra Elizabeth e Ross sembra che la faranno da padrone nei prossimi episodi, sono loro due che hanno una dinamica che m’interesserebbe vedere più approfondita.
Quello che vedremo sarà l’ascesa di un uomo che risorge dalle ceneri, dopo aver visto la sua stessa famiglia voltargli le spalle e aver perso l’amore. E’ promettente, e a me ha lasciato la voglia di saperne di più.
Se vi piacciono i bei paesaggi inglesi, Aidan Turner e una storia di rinascita, Poldark fa al caso vostro.
-Eilidh

Aspettavo questa serie con ansia, da quando la annunciarono, poiché mi sono trovata prima orfana di “Hornblower” (la miniserie con Ioan Gruffud di ITV1 su Horatio Hornblower, andata in onda tra il 1998 e il 2003, tratta dai romanzi di C.S. Forester; qui in Italia è stata trasmessa interamente nel 2003… Voi direte: “E tu, nemmeno ventenne, ti guardavi serie così?” Cielo, sì! Io da bambina volevo diventare un Cavaliere Jedi! Ed era il periodo di “Master And Commander”) e poi de “I Tudors” (sul regno di Enrico VIII, andata in onda dal 2007 al 2010 e trasmessa in Italia dal 2008). Ah! E non dimentichiamo “The White Queen”. Io adoro le serie in costume.
Inoltre, “Poldark”, come “Hornblower”, è la nuova versione, tratta dai relativi romanzi, di show trasmessi ben prima che nascessi e quindi mi incuriosiva moltissimo.
Questo era “solo” il pilot, tuttavia a me è piaciuto moltissimo. Solitamente si pensa che un pilot debba già avere un “tutto” in se stesso, ma io non sono così d’accordo. Esso deve darmi un quadro generale, permettermi di vedere il posizionamento delle pedine sulla scacchiera, in modo da riprendere poi le fila senza problemi, e caratterizzare i personaggi. Non tutti i pilot possono essere adrenalinici o da togliere il fiato, poiché molto dipende dalla storia che si narra e quando si parla di serie che hanno trame ambientate nei secoli scorsi è abbastanza normale che ci si trovi dinanzi a primi episodi “più lenti”, in qualche modo.
“Poldark” rientra probabilmente in questa seconda categoria, ma a mio parere ha dato un quadro generale completo ed esaustivo, con una descrizione piuttosto compiuta dei personaggi, che crea numerose aspettative per il futuro, nel bene e nel male (in particolare da un punto di vista interno alla storia, ovvero per il protagonista).
La trama si basa sui romanzi di Winston Graham, è ambientata nel XVIII secolo (dalla Guerra di Indipendenza americana in poi) e narra le vicende di quest’uomo, Ross Poldark, membro del ramo “cadetto” di un’antica famiglia della Cornovaglia, proprietaria di vasti terreni e miniere di stagno. Al rientro in Inghilterra, col grado di Capitano, Ross scopre che il padre è morto e che la tenuta di sua proprietà, “Nampara”, è stata lasciata cadere in rovina. Scopre, altresì, di essere stato creduto morto, tanto che la donna da lui amata, Elizabeth Chynoweth, persa ogni speranza dato il lungo tempo trascorso (circa tre anni dalle ultime notizie), si è infine fidanzata con un altro uomo, il quale è proprio il cugino di primo grado di Ross, figlio del fratello maggiore del suo defunto padre (e questo nonostante anche il ramo principale della famiglia abbia problemi finanziari).
Forgiato nel carattere dalle esperienze vissute in guerra, Ross decide di non arrendersi e di trovare un modo per andare avanti, nonostante il tremendo colpo subito per le notizie ricevute appena rientrato in patria, e trovare il modo di risollevare le sorti della sua eredità.
Lo show non mi sembra mirare alla grandeur di “Downton Abbey”, tuttavia l’ho trovato comunque bellissimo in tutti i suoi aspetti. Ben recitato in genere; in particolare, mi è piaciuto Aidan Turner nei panni del personaggio principale, Ross Poldark, l’ho trovato convincente e intenso. Per quanto giovane Turner ha una notevole presenza scenica, potremmo dire autorevole.
Mi è piaciuto lo stile, la costruzione del tutto, tipicamente british: l’eleganza della narrazione, spesso non esplicitata a parole ma lasciata alle emozioni suscitate dalle immagini e dagli sguardi; ho amato i colori strabilianti, le scenografie, la fotografia, con i meravigliosi paesaggi sfruttati al massimo, tanto da creare un quadro meraviglioso, rendendo l’ambiente un personaggio vivo e vibrante (particolare che ricorda l’adattamento di “Orgoglio e Pregiudizio” con Keira Knightley e Matthew Macfadyen del 2005); la musica, che si fonde perfettamente con le immagini, e anche la trama, che, per quanto sia solo abbozzata sinora (com’è ovvio, trattandosi di un primo episodio), trovo avvincente.
Inutile dire che il tutto ruota attorno alla figura di Ross, giovane ma risoluto e forte, carismatico, in grado di suscitare le più diverse “passioni”: rispetto, amore (fraterno o romantico), invidia, timore… e sono ansiosa di vedere come evolverà tutto questo.
Quindi, “Poldark” è decisamente consigliato, in particolare a chi ama le serie british, anche se in costume.
-Sam

Il nostro staff è rimasto piacevolmente colpito da questo “nuovo” period drama, voi l’avete già visto? Cosa ne pensate?

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