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Pilot Addicted Rubriche & Esclusive

Pilot Addicted | Legends

Legends è il nuovo crime drama che ha visto la sua premiere su TNT lo scorso 13 Agosto. La serie è stata creata da Howard Gordon, Jeffrey Nachmanoff, e Mark Bomback, ed è basata sul romanzo Legends: A Novel of Dissimulation scritto da Robert Littell.

Legends è la nuova serie di TNT di cui stavo aspettando con curiosità l’uscita da un bel po’ di tempo. A parte le prevedibili e scontate battute sul vedere quanto reggerà il protagonista (interpretato da Sean ‘lasciate-sopravvivere-i-miei-personaggi’ Bean), le premesse presentate dal trailer mi sembravano interessanti e volevo saperne di più. E questo pilot riesce, in appena 40 minuti (ormai mi ero quasi abituata a serie lanciate da primi episodi di durata estrema per poi dire poco e niente), a presentare la situazione giusta per stimolare ancora di più la curiosità per il proseguo. Il protagonista, Martin Odum, è una notevole risorsa del FBI, specializzato nelle operazioni sotto copertura grazie alla sua versatilità nell’entrare nei personaggi che crea (bello vedere la metatestualità con il ruolo dell’attore). La creazione di un background dettagliato nonché di un’intera personalità, dai tratti più generali ai piccoli tic, all’accento e a difetti come la balbuzie riescono particolarmente bene a Martin, forse fin troppo, visto che fin da subito notiamo un paio di momenti in cui la personalità fittizia di Lincoln Dittmann, inventata e portata avanti per ben sei mesi di operazioni volte a sventare un attacco terroristico, sembra uscire fuori in momenti random e sovrastare quella di Martin. E se queste sembrano le premesse di un buon thriller psicologico che avrebbe la mia attenzione già così com’è, mettiamoci anche l’elemento che più mi ha incollata allo schermo: il tipo incappucciato che Martin nota in più occasioni osservarlo in lontananza. Il momento in cui i due riescono finalmente ad avere un confronto, con la shockante rivelazione “There is no Martin Odum”, oltre a darmi quella vaga reminiscenza da “niente è come sembra” in stile The Truman Show ha aperto un ventaglio di possibilità di sviluppi del tutto inaspettato, svelando un interessante risvolto dello show a cui il trailer non aveva accennato e che mi ha catturata definitivamente. Un punto cruciale per la buona riuscita di un tale progetto è senz’altro il casting del ruolo principale: la possibilità di mettersi alla prova con un personaggio complesso e, addirittura, quasi “a matrioska”, creando strati sotto strati di personalità più o meno realistiche, è una sfida per qualunque attore, e uno del talento di Sean Bean direi che la sostiene perfettamente. Lo stesso parere positivo l’ho avuto per i personaggi di contorno finora introdotti: se pure il suo contratto non fosse stato vincolante, avrei capito perfettamente perché Ali Larter non si è resa disponibile al progetto di “revival” di Heroes a fronte dell’impegno in questa serie molto promettente, in cui lei interpreta un ruolo che tutto sommato riesce a reggere bene e in maniera credibile. È stato poi un piacere rivedere Tina Majorino, anche se il suo personaggio è praticamente un clone di Mac di Veronica Mars messo in un contesto diverso, ma l’ho apprezzato anche e forse in gran parte per questo.

Non è il primo pilot di una serie di genere crime che vedo quest’anno, ma grazie a quanto ci è stato introdotto della sua trama e possibili futuri sviluppi, alle implicazioni e ai possibili rompicapi psicologici a cui assisteremo, Legends è senz’altro l’unica finora ad avermi dato motivi convincenti per proseguire la visione.
Ale

 

Legends è un crime drama con protagonista Sean Bean – il che fa sperare che almeno in questo show non morirà, o almeno non subito.

Ovviamente ho deciso di vedere il pilot per lui e perché dal trailer sembrava interessante, ma sarò sincera: non mi è piaciuto. Sarà che il genere non è tra i miei preferiti perché lo considero uno dei più triti e ritriti nell’ambito televisivo americano, ma non mi ha preso. L’unico aspetto interessante della storia è il mistero sulla vera identità del protagonista, ma anche quello non brilla per originalità. La performance di Sean Bean è buona e ha tenuto in piedi la baracca, mi ha fatto piacere vedere Tina Majorino (la Mac di Veronica Mars), ma per il resto non mi ha convinta. Può darsi che andando avanti con gli episodi possa migliorare ma, avendo tantissimi show da seguire e non essendo fan del genere, non credo che proseguirò oltre con la visione.
BornWithoutAMask

 

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