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Outlander | Ronald D. Moore parla della Battaglia di Culloden

SPOILER ALERT! Questo articolo contiene spoiler della premiere della terza stagione di Outlander, andata in onda domenica. Continuate a leggere a Vostro rischio e pericolo.

Che combattimenti! E pensare che sarebbero potuti durare di più.

Prima che la produzione della premiere della terza stagione di Outlander iniziasse, Ronald D. Moore, produttore esecutivo della serie, aveva dei grandi piani in mente per la Battaglia di Culloden – combattimento che non era stato descritto nei romanzi di Diana Gabaldon, ma che lui voleva ricreare per i fans. (A settembre Moore aveva dichiarato: “Ci è sembrato di aver promesso questo evento e quindi ci è sembrato giusto realizzarlo nella versione televisiva. Volevamo far capire al pubblico quello che è successo su quella piana.”)

All’inizio Moore aveva pensato di fare le cose in grande.

“Quando ho steso la prima bozza, ho scritto l’intera battaglia, dall’inizio alla fine,” ha detto a EW in merito al conflitto tra l’esercito britannico e gli highlander supportati dai francesi. “In realtà la battaglia è durata solamente 15-20 minuti, quindi avremmo potuto realizzare l’intera sequenza in tempo reale. È andata davvero così. Quindi ho scritto la battaglia dal punto di vista di Jamie, accompagnando il personaggio attraverso questa sua esperienza. Ma era troppo. Non potevamo materialmente produrlo. Ci sarebbero voluti troppi giorni in più. Sarebbe stato troppo costoso e ci avrebbe obbligati ad eliminare altri elementi. Quindi alla fine ho accettato il fatto che non si potesse fare.”

Invece, Moore ha deciso di rappresentare la guerra con una serie di ricordi deliranti. “Quando ho iniziato a farlo, ho capito che avrei potuto avere tutti i pezzi importanti, senza dover pensare a tutti i pezzi che li legavano. E questo permetteva di avere una componente più personale ed emotiva. Se realizzi la battaglia in maniera lineare, vieni coinvolto maggiormente nella storia. Dove sono loro? Chi sta sparando a chi? Dove sono i cannoni? Quando attacchiamo? Siamo pronti ad attaccare? Ma facendola in questo modo, sono anche riuscito a renderla più emozionante. Non c’era la necessità di avere dialoghi, perché eri nella testa di Jamie e stavi provando quello che lui provava. Anche quel momento tra Jamie e Black Jack [Tobias Menzies] è stato realizzato senza dialoghi, perché non ce n’era bisogno ed in questo modo siamo riusciti a dare enfasi all’emozione del momento tra i due antagonisti che finalmente si sono trovati su un campo di battaglia e che alla fine sono collassati l’uno sull’altro.”

Moore ha poi aggiunto, “Questa è una di quelle situazioni in cui sembrerebbe esserci un problema nella produzione, che poi invece risulta essere una miglioria per lo show, perché ti obbliga a pensare in maniera diversa. Questo ne è un esempio perfetto.”

Ancora meglio, Moore ha avuto l’approvazione della Gabaldon.

“Normalmente lei ci manda un’email con i suoi pensieri ed i suoi commenti. Lei è stata molto contenta di questa sequenza. Ne era molto entusiasta,” ha detto Moore. “Credo che inizialmente lei fosse eccitata all’idea di avere l’intera battaglia. Quindi credo che poi quando ha scoperto che non avremmo realizzato l’intera battaglia, ci sia rimasta un po’ male, ma quando ha visto l’episodio, credo che fosse molto felice.”

Outlander va in onda la domenica su Starz.

 

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