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Outlander Recensioni

Outlander 3×10 – Disposti A Tutto

Nuovo episodio della terza stagione di “Outlander”. L’avventura per mare di Claire e Jamie continua, anche se i due si trovano ad affrontare prove diverse.
Come il precedente, anche questo episodio è di transizione, ma nondimeno interessante.

Ancora una volta il destino si è abbattuto su Claire e Jamie, separandoli di nuovo, per quanto in modo completamente diverso da quanto accaduto in precedenza.
Da una parte, infatti, vediamo Claire combattere per cercare di salvare quanti più uomini possibili, nonché, dopo la terribile scoperta sui diari di bordo del Capitano, il suo stesso marito. Dall’altra, tutte le energie di Jamie sono indirizzate a ritrovare Claire.

A bordo della Porpoise, la nave della marina inglese, la situazione contro la quale si scontra Claire mostra, altresì, quanto fosse dura la vita all’epoca, nonché quanto fossero scarse le conoscenze mediche e igieniche.
Poiché, come suol dirsi, i guai non vengono mai da soli, ecco la scoperta che Jamie è stato riconosciuto grazie alla presenza a bordo di nientemeno che lo scagnozzo di Sir Percival, già costato a Jamie la sua bella tipografia. Questa presenza serve anche a mostrare a noi ciò che Claire è disposta a fare per proteggere Jamie, fino a dove può spingersi.
In questa parte vediamo i rapporti di Claire con due personaggi in particolare: il giovanissimo (più che nei libri) Elias Pound e Annekje. La donna si dimostra davvero un personaggio “forte”, in ogni senso: per quanto sia vero che il primo piano non funziona, in ogni caso lei capisce immediatamente come agire e riesce, poi, a trovare l’alternativa che in effetti porta Claire alla “libertà”.


Elias, invece, un piccolo gentleman dolcissimo e deciso (ovviamente doveva morire, si può essere certi, in queste storie, che il giovane adorabile nella marina muore sempre, a sottolineare l’ingiustizia del destino). Il suo rapporto con Claire è davvero ben reso, molto toccante. Claire è una mamma per lui e la sua morte è veramente molto commovente.


Molto bello anche il particolare della zampa di coniglio come simbolo dell’amore di un genitore e del legame tra questo e il proprio figlio: qui la zampetta è stata data dalla madre di Elias a lui e ciò si ricollega al coniglio visto da Jamie a Culloden, nonché al fatto che il peluche preferito di Bree piccina fosse il coniglietto.



Dall’altra parte abbiamo Jamie. In questo segmento troviamo alcune differenze dal romanzo, dovute al fatto che la maggior parte della narrazione è dal POV di Claire, quindi gli autori per mostrare anche Jamie hanno “colmato delle lacune”.
Grazie a tale decisione, noi vediamo alcuni momenti davvero molto belli e intensi, il primo dei quali è quello tra Jamie e Fergus, in cui vediamo un Jamie duro, forse persino troppo, ma le cui parole sono dettate dalla disperazione portata dal rischio di perdere Claire, dopo essere stato separato da lei per vent’anni e con la consapevolezza di ciò che Claire ha sacrificato per la possibilità di trovarlo e di stare nuovamente con lui. Certo, non è facile vedere Fergus ferito da quello che è a tutti gli effetti un padre.


Fergus che, meraviglioso, cerca di proteggere tutti e che, dunque, come dice Marsali è molto simile a Jamie, più di quanto i due uomini si rendano conto.
E veniamo proprio a Marsali. La situazione di Jamie, nonché il duro confronto con Fergus, permettono di cominciare a mostrare il vero lato della giovane, la quale inizia a rivelare le differenze con la madre Laoghaire. Nel dialogo con Fergus (e nel modo in cui si prende cura di lui), infatti, vediamo caratteristiche che la distanziano dalla madre per avvicinarla, come tipo di personaggio, a una donna come Claire. E questo è ribadito successivamente, con l’intervento di Marsali per Jamie.




Il che ci porta alla bellissima conclusione: “Thank you, mon fils.” (Livello di cuteness tra Jamie e Fergus too damn high.)

I lettori, ovviamente, si saranno resi conto che c’è un evento mancante: un incontro con qualcuno di importante (ovviamente non si dice con chi per evitare spoiler agli spettatori che non hanno letto i romanzi). E’ probabile che esso sia stato semplicemente spostato per, come dire, sfruttarlo e usarlo anche come colpo di scena.

Inoltre bisogna dire che i set, soprattutto quello della Porpoise, sono davvero bellissimi. Come mostrato dopo l’episodio, infatti, la nave è stata costruita per dare la sensazione di realismo. Ben fatto, veramente.

Passiamo, infine, alla TOP 3:

  • Il discorso tra Jamie e Fergus, un momento molto intenso, che mostra e ribadisce ancora una volta l’amore assoluto tra Jamie e Claire e, ovviamente, di Jamie per Claire.
  • I piani di Annekje, poiché con il suo sorriso mite la donna ha dimostrato come una persona apparentemente “semplice” possa essere fondamentale.
  • La morte di Elias, tristissima e toccante, non solo per la giovane età del ragazzo ma, ovviamente, anche perché vissuta da Claire proprio come madre e con il suo bagaglio di esperienze come genitore.

BONUS anche questa settimana: Claire che impreca.


Eccoci alla fine: un altro episodio di transizione, si diceva, il cui titolo si riferisce alla frase di Jamie, nel suo discorso a Fergus sul vero amore e ciò che si prova. E tuttavia, una puntata dinamica, più della precedente, nonché più drammatica e commovente.
E ora via al rush finale di questa terza stagione, prima del lungo hiatus che ci condurrà poi alla quarta.

Anche per questa settimana mi fermo qui e vi lascio con il promo del prossimo episodio, “Uncharted”.

https://www.youtube.com/watch?v=2kEmOprvMLk

 

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Jules

2 comments

Syl
Syl 22 Novembre 2017 at 20:30

Eccomi prima del solito a commentare!
La puntata mi è piaciuta molto, perché amo vedere Claire nelle vesti di medico che cerca un modo di fermare l’epidemia con i rudimentali strumenti di allora, attenta a non svelare di essere un vero medico, proveniente da un’altra epoca.
Chiaramente soffro per il fatto che lei e Jamie siano separati, dopo tutte quelle puntate trascorse in mondi diversi tutto desideravo tranne questo, ma ho apprezzato il focus su Claire, il suo coraggio, la sua intraprendenda e il saper, come sempre, tenere testa a chiunque.
Mi è piaciuto moltissimo il giovane Elias e il suo rapporto con Claire. Non mi aspettavo onestamente la sua morte, non ci ho pensato nemmeno quando si è definito “molto stanco”. Mi chiedevo sì come mai non venisse contagiato, ma non avevo previsto la dipartita. Poor Elias!
La donna (di cui non ricordo il nome – come spesso mi accade :D) che aiuta Claire a fuggire è grandiosa! Mi ha fatto divertire un sacco.
Aspetto di vedere maggiormente Marsali all’opera perché è vero che si è resa meno odiosa rispetto alle previsioni, ma vorrei aspettare un momento prima di cambiare idea XD
Jamie a me non è sembrato molto duro o out of character come ho letto in un riassunto americano della puntata, onestamente. Mi è sembrato il solito Jamie in realtà, che cerca di fare di tutto per riavere Claire, stando inoltre imprigionato e in preda di nuovo al mal di mare. Tutto sommato, non ho avvertito nessun errore nella sua caratterizzazione.
Certo con quei due non si può mai stare tranquilli eh!
Complimenti per la recensione, sempre chiara e molto esplicativa, per me che non ho letto i libri. Alla prossima!

Reply
Sam
Sam 26 Novembre 2017 at 20:36

Ehy!
I’m SO SORRY per il ritardo della risposta, ma sono stata poco bene in settimana.

Sono contenta che l’episodio ti sia piaciuto!
Oddio Elias… se c’è una cosa che Hornblower con Ian Groffud e Master And Commander mi hanno insegnato, è che il giovanissimo adorabile ufficiale e gentiluomo nella marina britannica che uno vorrebbe protetto a tutti i costi muore SEMPRE. Con mia somma disperazione, perché anche se me l’aspetto non posso fare a meno di affezionarmi.

Annekje: sì, è fantastica! XD

Mhmm… Marsali… forse avrai qualche cosa da dirmi dopo questo nuovo episodio.

Guarda, a me Jamie è andato benissimo così, per cui… 🙂

No, con Claire e Jamie non si sta mai tranquilli.

Grazie mille! E grazie di aver commentato! Alla prossima!

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