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Orange is the new Black Recensioni

Orange Is The New Black | Recensione 3×03 – Empathy is a Boner Killer

Dopo aver visto questo episodio mi sento quasi come se gli autori avessero letto i miei pensieri e avessero voluto accontentarmi: nella scorsa recensione auspicavo più Nicky on-screen e un ritorno a una maggiore coralità all’interno di Litchfield? Check & check. Anche se per quanto riguarda il primo desiderio non so bene cosa dedurre dal finale: il trasferimento all’ala di massima sicurezza significa che, almeno per questa stagione, quanto visto finora della nostra Nichols dovremo farcelo bastare o c’è la possibilità che torni prima o poi?
Ma voglio lasciare la sua storyline per ultima e dare prima uno sguardo al resto delle vicende che tengono banco, più o meno platealmente, in questo terzo episodio.

  

A spiccare è nuovamente la soap-opera Alex/Piper, che però al contrario dei primi due episodi, in cui le due erano perlopiù isolate dal resto delle detenute, qui trova uno spazio di sfogo immerso nel contesto corale… e intendo letteralmente, visto che le due esternano tutto di fronte alle altre durante una sessione di improvvisazione alla lezione di recitazione.
La drama class meriterebbe davvero un paragrafo a sé perché l’ho trovato uno degli spunti migliori della puntata, a partire dal discorso sarcastico di Alex a Berdie su come lei voglia “fare la differenza e cambiare le cose dall’interno… con un corso di recitazione!” alle prove di improvvisazione intervallate dai soliti commenti non richiesti di Soso e rese esilaranti dall’apporto di Chang (!!) e dalle improv suggestions di Crazy Eyes.

L’intervento di Healy è stato forse la parte più tristemente buffa di questa parentesi di episodio: avevamo già visto come Sam si fosse lamentato con Caputo per la nuova aggiunta allo staff del penitenziario, convinto che il suo apporto come consulente delle ragazze fosse più che sufficiente e forse temendo in un certo senso di venire scalzato da questa nuova arrivata. Posso dire che effettivamente durante il colloquio con Alex ho visto una Berdie diversa da quella che era stata presentata finora, con questa scintilla di ottimismo e un atteggiamento che mi ha ricordato a tratti Fincher e la sua poca fermezza nei confronti delle inmate. Questo sprazzo di idealismo naive contrastato dal cinismo di Vause mi ha fatto per un attimo sorridere, pensando che in effetti i tentativi della donna si sarebbero scontrati con la dura realtà del carcere, finendo un po’ nel dimenticatoio come quelli di Healy nella scorsa stagione. E infatti questo è quello che l’uomo va a riferirle poco prima dell’inizio della lezione, ergendosi a grande conoscitore della realtà del penitenziario e mettendola in guardia sulla possibilità di rimaner male nel vedere i propri sforzi cadere nel vuoto. Ma l’eccitazione con cui avevamo già visto alcune inmate parlare di questa nuova iniziativa anticipa già il risvolto che zittirà il povero Healy, costretto a lasciare la stanza con la coda tra le gambe ma non prima di aver fatto il suo personale (e goffo) tentativo di attaccare bottone con le nuove arrivate con la stessa nonchalance di Berdie, producendo però solo un grande imbarazzo nella stanza.

Abbiamo modo di rivedere il faccione triste di Healy in un paio di occasioni durante i 50 minuti di episodio,  su cui non mi dilungo molto in quanto non particolarmente fan del personaggio in sé, ma che voglio perlomeno menzionare per via dell’inserimento di Red: la rossa è sempre la solita caparbia leonessa che ricordiamo, e lo dimostra nuovamente quando, dopo aver accettato di fare da interprete per Sam e sua moglie, si ritrova a urlare contro la donna facendole notare i lati positivi di quest’uomo che sì, sbaverà pure mentre dorme, ma è in fondo una brava persona con tutta l’intenzione di far funzionare un matrimonio partito già in picchiata. Ripeto, non sono una grande fan di Healy, ma questa specie di collaborazione con Red e il suo interesse per aiutare l’uomo sono stati davvero adorabili, specie se si considera che proprio in questo periodo la donna sta affrontando un grosso dilemma interiore legato al proprio di matrimonio.

Sempre parlando di drama, il grosso elefante nella stanza comincia a venire alla luce quando la voce che Litchfield potrebbe chiudere comincia a circolare tra alcune guardie, che ovviamente cercano conferme in un Caputo dalle labbra serrate. Vediamo quindi questa sorta di guerra fredda a intervallare la narrazione di questo episodio, con le guardie giustamente preoccupate per il loro futuro qualora dovessero perdere il posto di lavoro e indignate per il fatto che il loro superiore li stia apparentemente tenendo all’oscuro di tutto.caputo3x03 Ciò che loro non sanno è che in realtà il sempre più sudaticcio Caputo sta facendo i salti mortali per trovare una soluzione, e in questo contesto vediamo riapparire anche la Figueroa, personaggio di cui personalmente non sentivo particolarmente la mancanza. Dopo uno scambio di frecciatine al telefono, non so se intimorita dalle minacce gossippare di Caputo o per non si sa bene quale slancio umano, la Fig si presenta a Litchfield avanzando quella che potrebbe essere una soluzione al problema chiusura del carcere: privatizzazione. Ora, se c’è una cosa che ho imparato negli anni riguardo questo tipo di sistemazioni in un ambiente fortemente capitalistico come quello americano, è che di sicuro se da un lato ricorrere a una corporation che acquisisca il penitenziario e lo renda un “business privato” lo salverà dalla chiusura (e questo è bene), dall’altro avremo un sacco di lati negativi nel modo in cui le cose verranno gestite all’interno. Ma questi sono solo i miei timori, forse eccessivi, riguardo il tipo di risvolti che questa scelta può portare. Vedremo se Caputo calcolerà tutte le variabili prima di intraprendere questa scelta o se semplicemente si butterà a capofitto e, in questo caso, vedremo se i miei timori su una possibile degenerazione delle condizioni all’interno di Litchfield saranno fondati o meno.

Ma torniamo ad argomenti più leggeri, aprendo una parentesi sul già menzionato ritorno a una maggiore coralità: il focus di questo episodio su Nicky ha avuto sì lo spazio dovuto, ma senza oscurare tutto il resto, e forse è stato proprio per via della sottotrama principale dell’episodio tenuta entro certi margini se in questo episodio sono riuscita a focalizzarmi di più anche su quelle piccole parentesi “secondarie”, su quelle scene e quei dialoghi apparentemente creati più come riempitivo che altro (anche se in uno show come OITNB sono dell’idea che qualunque cosa accada all’interno del perimetro di Litchfield è degno di menzione, alcuni avvenimenti sono senz’altro più interessanti di altri, alcuni fanno più ridere o più commuovere di altri, ma nel complesso se di una puntata i momenti che alla fine ricordo con più piacere sono quelli in cui assistiamo a spaccati di quotidianità in cui più o meno tutte le inmate sono coinvolte su diversi livelli, vuol dire che è in quei punti che lo show fa meglio il suo lavoro).
Tra tutte come non menzionare la scena del funerale ai libri, officiata da una Poussey e una Taystee da standing ovation.

 

Cerimonia brevemente interrotta dalla comparsa di Daya, che in questo episodio spunta a intervalli regolari qua e là nel carcere in cerca del suo Bennet, che come sappiamo se l’è data a gambe (ok, dovrei proprio smetterla con queste battute tristissime sul piccolo handicap del ragazzo) alla fine dello scorso episodio. Per dare un senso di continuità, vediamo “Empathy is a Boner Killer” aprirsi sulle giovani ispaniche che fanno progetti per il presunto matrimonio dell’amica (segreto di Pulcinella proprio!), pensando anche a come sarà la loro vita una volta uscite dal carcere. Momento che di per sé aggiunge poco alla narrazione generale, ma che ho voluto menzionare per l’amaro intervento di Ruiz, che ero curiosa di risentir parlare dopo il suo disperato finale di premiere. A occhio e croce, non si è ancora del tutto ripresa dalla delusione (e vorrei ben vedere!).

Parlando di Nicky, protagonista indiscussa dell’episodio, è stato un po’ ingenuo da parte mia non intuire che potesse essere stata lei stessa a “rubare” l’eroina dal condotto dell’aria. Lo sospetta anche Boo in effetti, ma la riccia la liquida in poco tempo, costretta però poco dopo a rivelare il suo sotterfugio all’altro “partner in crime”, Luschek. Nicky aveva trovato un secondo nascondiglio per la droga, nascondiglio però non particolarmente ben pensato visto che Angie e Leanne (queste due le devo sempre googlare per ricordarmi i nomi, giusto per rendere l’idea di quanto me ne importi di loro) trovano i sacchetti e ne fanno subito “buon uso”, tanto che è difficile non sgamarle.
Per tutta la puntata Nicky fa un tira e molla con l’eroina, evidenziando il suo problema di dipendenza riemerso prepotentemente già dall’inizio di questa nuova stagione, che la porta a precipitare velocemente in una spirale di autodistruzione parallelamente a quanto vediamo nei flashback sul suo passato. Con questi flashback fondamentalmente riempiamo il gap di quanto mostrato in “WAC Pack”, episodio in cui l’avevamo vista catapultata da un letto d’ospedale al carcere… e ok, era facile immaginarsi cosa ci fosse stato nel mezzo, ma vederlo è un altro discorso, soprattutto visto che abbiamo modo di approfondire anche il personaggio in relazione con chi la circonda, sua madre in primis. Avevamo già visto Mrs. Nichols come una donna molto poco presente per la figlia nel brevissimo flash in “Mother’s Day”, ma anche in passato (proprio in “WAC Pack” Nicky aveva ammonito Piper di non lamentarsi delle visite di sua madre visto che lei non ne ha ricevute per mesi dalla sua).

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Il problema in questo rapporto madre-figlia è che è difficile capire bene da che parte schierarsi, dal momento che si possono inquadrare mancanze da entrambe le parti e di certo una scarsa volontà di venirsi incontro. Le dipendenze non sono mai una cosa semplice da affrontare, ma sembra estremamente semplicistico (e vittimistico) da parte di Nicky scaricare tutte le colpe esclusivamente su sua madre: è vero che l’assenza di una figura così importante nella vita di una ragazza può portare a scelte che più sbagliate non si può e da cui è difficile riprendersi, ma nel caso di Nicky vediamo anche tante occasioni in cui, cattivo esempio materno o meno, è lei per prima a fare scelte discutibili, come rubare dei soldi per “pagare la cauzione ai suoi amici” (arrestati per colpa sua) e spenderli invece per la droga. Vediamo come l’essere una tossico-dipendente abbia segnato profondamente la vita di Nicky, ma avevamo anche visto come la figura materna di Red l’avesse riportata sui giusti binari. La Nicky vista nelle prime due stagione nello show e quella davanti a cui ci siamo ritrovati nei primi tre episodi di questa stagione sono quasi due persone diverse, a sottolineare quanto anche solo la vicinanza con la droga possa farla letteralmente smettere di ragionare. E di tutta questa serie di errori Nicky sembra rendersi conto solo nel momento in cui sale sul pulmino che la porterà all’ala di massima sicurezza, quando le sue parole su Red sembrano quasi una tardiva ammissione di colpa e riconoscimento delle sue mancanze non solo come figlia ma come persona in generale, spesso egoista e superficiale.

   

Sottolineo ancora una volta che non voglio assolutamente giustificare la madre di Nicky, è un personaggio che prenderei a schiaffi in faccia ogni volta che appare sullo schermo per il suo atteggiamento da “ho fatto tutto quello che potevo, io sono nel giusto mentre tu sei un disastro”, ma allo stesso tempo non posso oggettivamente esimere la figlia dalle sue responsabilità: è una donna adulta in grado di comprendere le conseguenze delle sue azioni su sé e sugli altri, ha fatto una stupidaggine dopo l’altra in passato e in questo episodio, in un percorso parallelo, torna sui suoi passi più sbagliati rifacendo tutto da capo. È straziante vedere Red e Morello buttarsi davanti a lei per cercare di impedire che la portino via, e forse anche un po’ un peccato che si sia scelto di non farle intervenire un po’ prima nella storia: avrei tanto voluto che Nicky onorasse il forte legame che la lega alle due e condividesse, almeno con Red, la sua preoccupazione per una possibile ricaduta. Ma forse quella strada era già stata battuta, e ora quello che lo show cercava era uno scossone più netto.
Quindi onore a Natasha Lyonne per un’interpretazione eccezionale del suo personaggio e speriamo davvero di aver modo di rivederla nella serie quanto prima.

Best quotes (per chiudere su una nota più allegra):
Sister Jane: You’re saying our mouths evolved to give blowjobs?
Piper: That’s assuming you believe in evolution in the first place.
Sister Jane: I’m thinking about it.

“We learned about masks, musical and chlamydia dell’arte”: I simply love Morello!

Come sempre vi invito a farmi sapere la vostra su questo episodio, evitando spoiler sugli episodi successivi per i poveri lavoratori/studenti in sessione estiva/addicted privati della linea internet o in qualunque altro modo impossibilitati a binge-watchare la serie, che la stanno quindi seguendo a passo rallentato. Alla prossima!

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1 comment

Claw
Claw 26 Giugno 2015 at 12:51

Quest’episodio mi ha letteralmente uccisa essendo Nicky il mio personaggio preferito praticamente da sempre. Ok, è vero che in questo show veramente si arriva ad amare qualsiasi personaggio (Vee esclusa) e che son uno più interessante dall’altro ma c’è sempre quello che cattura la tua attenzione e simpatia un pochino più degli altri no? Quella per me è Nicky e quando si è concluso l’episodio ero là che continuavo a negare ripetendo “NO, NON FATEMI QUESTO”. E io giuro che se questo è tutto quello che vedremo di Nicky in questa stagione la cosa mi lascerà un po’ l’amaro in bocca, anche perché il rapporto con Red e quello con Morello, oltre i suoi spunti divertenti, la sua amicizia con Piper e tutto il resto erano tra le cose che adoravo dello show.

Condivido totalmente la tua recensione soprattutto per quanto riguarda la parte dell’acquisizione della prigione dato che questo possibile salvataggio sembra un po’ troppo bello no? Ehi, ma per lo meno ci teniamo la prigione e le detenute!

Ah la scena di Healy che annuncia in quel modo l’arrivo di Alex la potrei vedere all’infinito e mi farebbe comunque ridere come una scema.
Attendo la prossima recensione, nel mentre torno a canticchiare la sigla!

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