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Orange is the New Black | Recensione 2×13 – We Have Manners. We’re Polite

Siamo purtroppo arrivati al capolinea: un anno intero senza OITNB ci aspetta e ammetto che mi mancheranno le detenute di Leitchifield con i loro piccoli e grandi drammi e le milioni di battute e gag.
Questo tredicesimo episodio è durato 1,32 h circa ma è scivolato via così velocemente che mi sono accorta solo alla fine della reale durata dell’episodio. Un episodio lungo e denso di avvenimenti, quindi, che conclude molte delle storyline di questa seconda stagione e ne apre di nuove per la terza che ci attende l’anno prossimo.

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Questo tredicesimo episodio si potrebbe tranquillamente intitolare “Chi ben comincia è a metà dell’opera. I primi due giorni infernali di Joe Caputo”, perché decisamente ha dovuto affrontare un bel po’ di roba!

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Infatti, saputo da Piper dei documenti truffaldini della Fig, Joe-Baffi a Manubrio-Caputo decide di realizzare il golpe ai danni di una Fig sull’orlo del battiscopa in piena versione mocho Vileda e le ruba il posto da vice direttore.

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Non senza aver approfittato delle gentili offerte della Fig in cambio di favori che lui non avrebbe potuto farle, conquistando vendette e dando modo a noi spettatori di conoscere particolari anatomici dei quali avremmo volentieri fatto a meno…Cosa un po’ squallida ma perfettamente calzante col personaggio che, ricordiamocelo, fino a qualche mese prima era solito auto-allietarsi dopo i colloqui con le detenute.
Ottenuto il posto da vice direttore (ma non l’incriminazione della Fig, purtroppo), Joe prende la prima grande decisione e annulla il trasferimento delle detenute ma nel contempo si ritrova tra le mani: un’indagine potenzialmente depistabile dell’ISIS, una protesta di suore, un secondino in vena di confidenze, una suora in digiuno per protesta e, infine, un’evasione. Un bel po’ di cosette per essere il suo primo giorno.
Ho apprezzato molto questa scelta di porlo – per chissà quanto tempo – a direzione del carcere: quest’anno il suo personaggio mi è piaciuto molto e le sue buone intenzioni meritavano un tentativo. Vedremo l’anno prossimo se Joe e i suoi baffi a manubrio riusciranno a gestire il penitenziario tenendo fede alle buone intenzioni oppure soccomberanno miseramente alla grande quantità di questioni e problemi giornalieri, con derive di indifferenza acuta.
Ma vediamole le numerose nuvolette temporalesche che si abbattono su Caputo e i suoi nell’arco delle 48 ore più lunghe della loro vita…

Cominciamo da Piper. La ritroviamo in isolamento, intenta a convincere Caputo – in cui, come già la Ingalls, ha intuito un interlocutore onesto – della bontà delle sue intenzioni.
Una volta fuori, la aspetta la visita dell’ex amica-fidanzata-compagna nel crimine-compagna in prigione Alex Vause.

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Scopriamo così che Alex aveva dato per scontato che Piper avrebbe detto la verità mentre Piper, avendo dato per scontato che l’altra avrebbe mentito, aveva cambiato la sua versione. Insomma, il classico qui pro quo. Questo in parte scagiona Alex (a cui ho deciso di credere), la quale, quindi, non avrebbe affatto tradito la fiducia di Piper ma avrebbe semplicemente fatto la cosa migliore per il proprio tornaconto personale. E direi che la sta pagando molto cara: ha un ufficiale di sorveglianza che si chiama David Crockett (chissà se indossa anche il capellino di procione) che sorveglia così poco da non accorgersi della presenza di un’altra auto intenta a controllare la Vause: quella del boss che è fuori dal carcere per un cavillo tecnico. La donna, giustamente, si sente molto poco sicura e decide di scappare prima di essere uccisa dagli scagnozzi del boss.

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Peccato che Piper non la pensi allo stesso modo e, in un attacco di egoismo narcisistico fa una scelta ben precisa su cui torno fra qualche riga.

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(come sempre, concordo con Nicky)

Dopo la divertente – tsé, come no – conversazione con Alex, Piper si prepara ad altri visitatori: i Renzo e Lucia de noartri, Polly Pocket e Larry, che, annebbiati dalle nuvolette rosa che li circondano, non vedevano l’ora di chiedere a Piper la benedizione per il loro rapporto. E qui concordo con Piper su tutta la linea…

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Diciamolo (…mi appena sono immaginata dire la parola con la voce di Ignazio LaRussa versione Fiorello), Piper ha ragione MA siccome non ci interessa una peperonata in carpione di Larry e Polly, andiamo avanti fino al momento in cui i due si rivelano utili ai fini della trama. Infatti, Piper li usa per realizzare il suo piano per salvare riportare Alex in carcere:

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Un piano niente male per carità ma la domanda vera è: perché Piper decide di metterlo in atto? È una vendetta ai danni di Alex? La riporta in carcere per salvarla dagli scagnozzi del boss? Oppure lo fa per evitare che anche lei la abbandoni? Conoscendo Piper punterei sull’ultima opzione ma nulla vieta che non sia la prima. Immagino che lo scopriremo solo nella prossima stagione.
Nel frattempo, mi si permetta una domanda: ma Larry era geloso di Alex quando ha protestato contro il piano? Spero di no; altrimenti 1)povera Polly se no! 2) finiremmo per odiare ancora di più il suo personaggio.

Se un piano diabolico va a buon fine, un altro tutt’altro che geniale…va anche a buon fine. Come detto tempo fa, Johnny Bennet fa la cavolata del secolo e decide di smettere di essere un codardo andando dal nuovo vice direttore Caputo per dirgli la verità circa lui, Daya e il piccolo che nascerà a breve.

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La reazione di Caputo è stata…discutibile e fortunata. Discutibile perché praticamente evita il problema, facendo presente a/minacciando Bennet delle conseguenze della sua confessione nel caso fosse emersa: Daya sbattuta nell’ala di massima sicurezza, Bennet in carcere e il bambino impossibilitato a vedere i propri genitori per molto tempo. Fortunata perché, chiaramente, dice a Bennet di tenere la bocca chiusa salvandolo per la collottola; non posso non pensare che Caputo avesse già intuito da sé la verità – la prima cosa che gli chiede e se lui l’ami –  e che avesse fatto finta di nulla apposta. Ma, allo stesso tempo, non posso non chiedermi se la questione sia solo rimandata ad un momento di maggiore pace e tranquillità.
Naturalmente sono super curiosa di sapere come andrà a finire, anche perché, devo ammetterlo, adoro la storia fra Daya e Bennet (scontatissimo, lo so) e non posso fare a meno che tifare perché ottengano il lieto fine.

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Nel frattempo, un manipolo di suore sta protestando proprio fuori dai cancelli del penitenziario a supporto della causa di sorella Ingalls. Mentre Jane è in infermeria che continua il suo sciopero, nonostante le volontà mediche, e scambia sconcertanti confessioni con Red, le sue ex-consorelle sono controllate a vista dalla guardia più ciccobellosa di Leitchfield: O’Neill. Scopriamo così che l’uomo ha delle doti nascoste: suona la chitarra (che mi chiedo da dove sia improvvisamente spuntata) e compone simpatiche canzoncine gag, stile Cochi&Renato dei tempi andati, dai temi presi direttamente dal “Dizionario dei Luoghi Comuni”. Ciò non toglie che siano a tratti divertenti.

This is a little song about the nuns

Fiercer, meaner, crueler, ruder than the Huns,

I am forced to babysit them

When I thought that I had quit them

Ok, I kinda hope that they all get the runs […]

This is a song about my mom and dad

And the divorce they whould have had

Fortunatamente la protesta della Ingalls si interrompe…due volte (ma Caputo non lo sa) e le suore sono di lì a poco costrette a scappare a gambe levate…

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Il merito della fine del digiuno di Jane è tutto di Red. Sopravvissuta all’assalto all’arma…da armadietto, la Reznikov è parecchio malconcia ma, fedele ai suoi principi di «vendetta a tempo debito», si rifiuta di dire la verità agli agenti dell’ISIS sull’identità dell’aggressore. Per questo le due donne fanno un patto: Jane avrebbe interrotto lo sciopero se Red avesse detto la verità. E così è, fortunatamente. Unico ostacolo avrebbe potuto essere Sam Healy che – uomo di poca fede – dopo essere rimasto da solo ad un meeting del gruppo di supporto e aver visto Pennsatucky solidarizzare con lesbiche e trans, perde tutta la sua fiducia nelle buone azioni e ritorna il tricheco incurante di qualche settimana prima. Ma – e qui un bravo agli autori per la straordinaria crescita del personaggio – la Doggett lo riporta sulla retta via quando lo ringrazia di averla aiutata ad aprirsi agli altri, ad ascoltare e imparare, consentendole di trovare in persone con le quali non avrebbe mai pensato di parlare, delle amiche. Sam, così, decide di aiutare Red a provare la verità, chiedendo un favore a Lutcheck; un favore che, ne ho paura, potrebbe dover ripagare in un modo ben poco auspicabile molto presto.

Ma perché Healy è così preoccupato che venga fuori la verità? Perché quella serpe di Vee ha pensato bene di fare addossare la colpa dell’aggressione a Suzanne: non solo costringe Janae e Black Cindy a mentire minacciandole ma convince – che rabbia! – Crazy Eyes che era stata lei ad aggredire Red ma che non era in grado di ricordarlo. Facendo leva sull’insicurezza di Suzanne – «Sono inaffidabile» dice Warren agli agenti dell’ISIS – e sull’ascendente che ha su di lei, Vee la trasforma nel perfetto capro espiatorio. Fortunatamente Suzanne ha chi le vuole bene e combatte perché lei veda la realtà così com’è e giustizia sia fatta e alla fine, non si ritrova a dover pagare per colpe non commesse. Il suo pianto disperato a fine episodio, però, ci strappa il cuore: un’anima fragile, unica, manipolata da qualcuno di cui lei si fidava; quel qualcuno che si ritrova da sola contro tutti nel momento in cui anche Janae e Black Cindy si accorgono di con chi avevano a che fare e la abbandonano. Su tutto ciò, come ciliegina sulla torta, abbiamo il meraviglioso e sicuramente ad effetto, discorso di Taystee:

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Una Taystee che conosce la verità su RJ, scopriamo.
Lasciata sola da tutti, Vee non può fare altro che sfruttare il corridoio verso l’esterno di Red per scappare dal carcere verso la libertà. Ma avrà vita breve…in tutti i sensi.
Sono contenta della conclusione della vicenda? Sì. Me l’aspettavo? Forse un po’. Avrei voluto qualcosa di diverso? Forse sì, ad esempio, avrei preferito che Janae impiegasse meno tempo a rendersi conto del vero carattere di Vee e che non dimenticasse così velocemente l’amicizia di Yoga Jones. La morte di Vee era immaginabile ma di sicuro non in questo modo. Un colpo di coda veramente interessante che non ha sorpreso solo Vee ma anche noi.

Ma che ne è di tutta quell’eroina che custodiva? Non preoccupatevi, ci ha pensato la fatina dei denti Nicky, la rapitrice che lascia letterine d’amore sotto i cuscini. Convinta Big Boo – che non so come sapesse del nascondiglio, visto che Vee si era rifiutata di farla entrare nel gruppo – a rivelare il posto dove Vee tiene la droga, Nichols si preoccupa di trafugarla e nasconderla nell’unico posto che le viene in mente: la lavanderia. Un luogo dal quale, però, sarà difficile farla sparire facilmente. Lo sguardo finale della ragazza verso il battiscopa che nasconde il prezioso bottino, però, mi riempie di ansia per la prossima stagione:

Gentili sceneggiatori, Jenji Kohan, vi prego: non fate ritornare tra le braccia della droga Nicky. Non potrei sopportarlo.
Love, Angela

Questo intensissimo episodio, però, ci regala al solito altri due o tre momenti da ricordare:

  • Maria e il suo compagno. Probabilmente quell’uomo avrà detto sì e no 8 parole dall’inizio della serie ma quando nello scorso episodio la compagna rischia di essere trasferita altrove, lontano da lui e dalla bambina, e lo prega in lacrime di parlare più che può con la figlia, ecco che avviene la trasformazione e il cuorellino di noi spettatori si commuove insieme a Maria.

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  • Nella categoria “Le Perle di Black Cindy” dobbiamo assolutamente iscrivere questa…e voi ci pensate?

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  • Poiché ogni titolo di episodio ha un significato (ed è anche una battuta della puntata), non possiamo non soffermarci sul titolo: “We’ve manners. We’re Polite”, siamo educati insomma.
    E qual è l’appellativo con cui Roza definisce sempre Vee?«Rude», maleducata. Non è un caso che la «rude» Vee venga uccisa proprio da chi l’ha definita tale mentre Suzanne e le altre, che sono «polite», escono pressoché indenni dalla vicenda.

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  • Ma più di tutto dobbiamo citare Brook Soso, l’ultima arrivata eppure la portatrice del messaggio principe di questa seconda stagione:

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La solitudine del carcere. Tante persone eppure ciascuna isolata a suo modo. Non per nulla le vicende più belle coinvolgono coloro che soli non sono e la solitudine diventa luogo di partenza di eventi negativi o punto più basso che porta a eventi positivi: trame per la conquista del potere, piani per far fallire «libertà sulla parola» di persone care, vite che perdono di significato mentre altre ne guadagnano grazie ai doni – di vario tipo – di persone che ci amano. Red ha iniziato la stagione da sola e l’ha completata circondata da persone che le vogliono bene, Vee è sempre sola e così è destinata a morire, Piper si sente abbandonata dai propri cari e prende decisioni estreme, Pennsatucky ritrova grazie al periodo di solitudine, una nuova se stessa, più matura e aperta al mondo e agli altri, Taystee riconosce la preziosità di una sincera amicizia solo quando rischia di perderla e Poussey non smette mai di combattere per lei.
E non posso non parlare di Roza e Morello. La stessa Lorna che ha contribuito alle “Quotes of the week” con la trama piuttosto sui generis di Toy Story, è colei che decide di aiutare Roza, la cui vita purtroppo sta per concludersi, a scappare e trascorrere le ultime settimane sulla Terra come vuole. E l’inquadratura finale, sul viso sorridente e felice di Roza alla guida del camioncino che travolge Vee e tutta la negatività del carcere, diventa la degna conclusione di una bellissima seconda stagione nelle quattro mura del penitenziario di Leitchfield.

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Una seconda stagione decisamente all’altezza delle aspettative che ha saputo dare nuovo potere a personaggi poco approfonditi senza dimenticare coloro che abbiamo imparato ad amare nella prima stagione. Il grande arco narrativo di Vee ha sicuramente contribuito a dare una svolta quasi thriller alla stagione (grazie anche all’interpretazione sempre perfetta di Lorraine Toussaint) e l’assenza quasi totale di Alex ha sicuramente contribuito al mio di benessere. E mentre la storia di Daya e Bennet continua e si complica, nuovi risvolti si profilano all’orizzonte in primis con il già citato sguardo ardente di Nicky all’eroina, il nuovo incarico di Caputo e, naturalmente, il quasi sicuro ritorno di Alex fra le quattro mura di Leitchfield. Inutile dire che attendo con ansia la terza stagione!
Sono trascorsi circa 8 mesi dalla condanna di Piper al carcere, ancora 7 ci aspettano, dilazionati in almeno due stagioni (così pare)…a meno che la Chapman, nel frattempo, non si faccia condannare per qualcos’altro (tipo, commercio internazionale di cacche-bomba ad esempio).

Con la fine della serie, terminano ovviamente anche le mie recensioni, vi ringrazio per avermi letta e commentata in questi mesi. Grazie per la pazienza con cui avete accolto le mie riflessioni settimanali su episodi che molti di voi avranno guardato dopo nemmeno 24 ore dall’uscita e grazie per non avermi fatto mancare il vostro sostegno.

E soprattutto, BUONA RIPRESA DELLE ATTIVITA’!!!E se vi prende lo sconforto, non preoccupatevi: le vostre serie preferite autunnali stanno per tornare!!!

That’s all folks!

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4 comments

Federicuccia 4 Settembre 2014 at 12:40

per dirla in maniera “volgare” cara Vee… se sputi in aria, lo sputo ti ritorna in faccia! e grandissima uscita di scena della nostra Roza, quella era la fine che la serpe doveva fare, ed è sempre quello il modus operandi per i cattivi senza possibilità di redenzione; la morte

larry (spiegatemi ancora la sua utilità ai fini della storia please)e polly patetici! cioè pochi giorni dopo il “fattaccio” con la faccia come il didietro tra l’altro, vanno in prigione da piper per avere la sua benedizione?!? e poi mano nella mano, ma stiamo scherzando??
in pratica pretendevano che tutto dovesse tornare come prima e piper non aveva nemmeno il diritto di rimanerci male! se so accoppiati bene cmq 🙂

anch’io spero in una non ricaduta di niky nella droga mi dispiacerebbe sia per lei che per red perché non può perdere un’altra delle sue “figlie”

all’anno prossimo allora e ottimo lavoro 😉

Reply
The Lady and The Band 8 Settembre 2014 at 18:20

Grazie del complimento e di avermi letto nelle scorse settimane 🙂

Una cosa però bisogna riconoscerla a Polly: non fosse per Larry, sarebbe un personaggio simpaticissimo 😀

Reply
Ale
Ale 5 Settembre 2014 at 12:29

Finale perfetto (anche io mi sono accorta solo quando è finito che era in realtà lungo un’ora e mezza!! È volata!) per una stagione che ho adorato, ho recuperato prima e seconda stagione di OITNB contemporaneamente quest’anno e mi chiedo:
1) come ho fatto a stare finora senza
2) come farò a starci per un anno intero in attesta della terza stagione!?
Concordo su tutto, in particolare sull’ascesa del personaggio di Roza, a cui ho imparato ad affezionarmi maggiormente in questa stagione e per cui sono felicissima: ancora piango se ripenso al momento in cui Morello le lascia il camioncino invitandola a non morire lì. Un finale perfetto per lei e per Vee, il momento in cui l’ha investita stavo per fare una standing ovation con urlo se non fosse stata l’una di notte! xD
Spero anch’io che Nicky non ricada nella droga nella prossima stagione, anche se è quello che la sua ultima inquadratura sembrerebbe suggerire, e allo stesso tempo sono curiosa delle dinamiche tra Piper e Alex ora che si sono scambiate i ruoli ed sarà la seconda a finire in carcere “per colpa” della prima (penso anch’io che, dietro l’effetto collaterale positivo di salvarla dal boss, il vero intento di Piper fosse riportarla vicino a lei per non rimanere sola).
Complimentissimi per questa e per tutte le tue recensioni di questa stagione, ho adorato tutto: le tue analisi dei fili conduttori delle trame, le curiosità e gli approfondimenti di volta in volta sulle varie attrici dietro alle detenute… Ora attendiamo pazientemente il prossimo anno 🙂

Reply
The Lady and The Band 8 Settembre 2014 at 18:23

Guarda…me lo chiedo anche io come hai potuto stare senza OITNB fin ad ora XD Scherzo…È un telefilm talmente grandioso che lo pubblicizzo a destra e a manca neanche fosse una campagna elettorale 🙂 Felice che ci sia anche tu fra i nuovi addicted 🙂

Grazie dei complimenti e di avermi letto. Ho amato moltissimo questa serie (e questa stagione) e i fa piacere che il mio impegno sia trapelato.

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