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Orange is the new Black Recensioni

Orange Is The New Black | Recensione 2×06 – You also have a pizza

Love is in the air in questo sesto episodio di Orange is the New Black: siamo arrivati a S. Valentino, l’intera prigione si prepara a festeggiare l’ammmmore e i flashback ci raccontano il passato di Poussey – accent á droite, bitch – Washington.
Un episodio dedicato all’amore, quindi, o alla mancanza di esso. Abbiamo ognuno dei personaggi costretto a confrontarsi con quel sentimento, con il bisogno di contatto umano che ogni essere umano ha, con l’amore in tutte le sue forme.

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Ed è proprio l’Amore, questo sconosciuto, ad essere al centro del flashback dedicato a Poussey: la ragazza è figlia di un marines di stanza in Germania e ha una relazione con la figlia dell’ufficiale superiore della base, di nascita tedesco. Quando l’uomo viene a scoprirlo, si premura di far riassegnare il padre di Poussey ad un’altra base per essere certo di dividere le due ragazze. La disperazione di Poussey mi ha strappato il cuore. Un amore, quindi, non approvato, discriminato, marchiato come abominevole, a cui fa da contraltare l’amore incondizionato del padre di Poussey per la figlia, che difende dalle ingiurie del suo superiore e per la quale accoglie ed accetta la punizione.

E parlando di amore, ho adorato Poussey che parla tedesco ma soprattutto ho amato il suo look: FA-VO-LO-SO! Talmente tanto che su Tumblr spopolano i post dedicati alle sue mise nell’episodio!!

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Nel frattempo, fra le quattro mura di Leitchfield la stessa Poussey resta l’unica che non sottostà ai diktat di Vee, la quale ha coattamente fatto trasferire Taystee dalla biblioteca (posto che la ragazza adora) al magazzino, dove le è utile per i suoi piani di conquista del mondo della prigione: ovvero, il contrabbando di sigarette. Poussey sa quanto sia importante la biblioteca per Taystee e quanto sia importante per lei che Taystee resti in quel luogo: i sentimenti di Poussey sono chiari e, soprattutto, puri e, anche se ha capito che non avrà mai il cuore della ragazza, anche solo sapere di non poter passare del tempo insieme, la distrugge. Per questo a fine episodio la vediamo voltare pagina: Taystee ha chiaramente scelto Vee, la simil-madre che trama per coinvolgerla in loschi traffici all’interno del carcere, invece dell’amica sincera che vede in lei tanto potenziale inespresso e il cui obbiettivo è mantenerla sulla retta via cosicché una volta fuori dal carcere, Taystee possa avere un futuro. E Poussey sceglie di andare avanti e fa bene…pare, forse, chissà…non ho ancora visto gli episodi successivi ahahahaha.

Ma parliamo dell’unica effettiva coppia del carcere: Daya e Bennet. ‘Sti due son troppo dolciosi! Certo festeggiare il loro amore in un posto in cui nessuno può sapere che stanno insieme, immaginare un futuro senza sapere se ne avranno mai la possibilità, non è meraviglioso ma loro ci provano (dopo qualche piccolo ripensamento)…

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…certo, il loro festeggiamento ha due serie conseguenze (una più seria dell’altra) visto che una detenuta prende la via della fuga e scoprono tra i biglietti di S. Valentino quello di qualcuno che speravano si fosse dimenticato di loro: Pornstaches-Mendes. Ma la perfezione non esiste per cui…

Nel frattempo, assistiamo al ritorno di Red nelle vesti di contrabbandiera, alla fine della gara di conquista fra Nichols e Big Boo, a Morello che si strafoca

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e viene confortata dalla sempre dolcissima Suzanne

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…oltre al disperato tentativo di trovare del conforto umano fra La Flaca e Maritza: una storyline che mi è piaciuta molto, a dire il vero. Le due, infatti, hanno entrambe il fidanzato lontano (nel caso di Maritza anche un figlio, scopriamo) ed ammettono di sentire proprio la mancanza di contatto umano e così cercano di trovarlo l’una nell’altra….scoprendo di non poterlo trovare e di doversi accontentare della loro bella amicizia. Una svolta interessante perché mette in evidenza anche le belle amicizie che ciascuna delle donne detenute nel carcere, sta costruendo all’interno del penitenziario. Un legame tra donne, quindi, fatto di solidarietà, sostegno, affetto, complicità.

…senza dimenticare l’Amore di Maritza per la pizza: ancora mi devo riprendere dal «If you want pizza. Vote for Maritza!»

Sul fronte «quelli in divisa», non potevamo che ritrovare i mai davvero sopiti sentimenti di Caputo per Fisher: l’uomo invita la ragazza ad uno dei suoi “concerti” sperando di riuscire a conquistarla ma la serata si conclude in modo totalmente inaspettato perché non solo Fisher si porta dietro anche i colleghi (scopriamo che il secondino grassottello e la guardia dai capelli rossi continuano la loro relazione tira e molla) ma tra il pubblico, Caputo vede una faccia familiare: tutta coperta di foglie e fango e pronta ad applaudire, ecco la detenuta del carcere affetta da Alzheimer che deve aver trovato il tunnell di Red ed essere sgattaiolata fuori. E mo’ so’ probbblemi perché, in teoria, dovranno indagare e temo che il tunnell verrà scoperto e Red privata nuovamente delle sue possibilità di rivalsa nel carcere. Non nego di parteggiare molto per Red: sì non è legale quello che fa ma dopotutto è una gran donna e ciò che fa, non causa male a nessuno, anzi.
Red, d’altro canto, è rimasta con la sola Piper che le parla: nonostante i tentativi, né Norma né Gina intendono perdonarla e Piper fa rilevare alla donna come «comprare» il loro affetto con doni, non servirà a nulla. Intanto, Red resta l’unica a vedere la minaccia che rappresenta Vee e da qualche dialogo qua e là, mi sembra di capire che la donna le abbia fatto un torto parecchio grave.

Ma torniamo ai secondini e naturalmente non posso che parlare di Sam- Frustrato-Healy. Origliando accidentalmente una conversazione fra due detenute, l’uomo si rende conto che le donne lo odiano per cui, quando Piper gli racconta di voler organizzare un giornalino della prigione (dopo ne parliamo), l’uomo ci casca in pieno e le da la sua approvazione. Ma se da un lato è difficile dimenticare cosa abbia fatto passare a Piper, dall’altro – a testimonianza dell’eccezionale scrittura dei personaggi di questo show – non possiamo non intenerirci nel vederlo telefonare alla «moglie per finta» e augurarle un «Buon S.Valentino», per poi sedersi sconsolato sulla panchina mangiando biscotti con l’altra «abbandonata» dell’episodio: Tiffany “Pennsatucky” Doggett.

Cos’è tutta questa storia del «giornalino della prigione»? Semplicemente Piper (che nel frattempo riceve lettere sgradite da misteriosi – Alex?– mittenti) che mette le scarpette di Nancy Drew e decide di indagare per conto del non so quanto ex-fidanzato Larry. Perché il caro Uomo Medio ha deciso di rubare l’articolo sui fondi destinati a Lietchfield e scomparsi nel nulla, per cui si presenta alla prigione chiedendo aiuto alla ragazza e, per la prima volta, ho adorato il discorso sul «non dover splendere di luce riflessa» che Piper gli fa. Si può dire qualunque cosa sulla Chapman ma non che non creda nelle potenzialità di Larry o che non lo esorti a migliorare se stesso. Poi per carità, gli ha fatto una tale quantità di torti che si merita ogni grammo di odio che l’uomo prova per lei, ma credo che almeno per questa volta, Piper avesse ragione. In ogni caso, dopo un po’ di indecisione iniziale, Piper sceglie di iniziare ad indagare e da qui la balla gigantorme a Healy sul giornalino così da poter fare domande liberamente all’interno del penitenziario senza sollevare troppe curiosità.

….Sul fatto che Larry abbia baciato Polly e per poco i due non venissero scoperti dal marito di lei, non intendo spendere una parola di più.

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Accanto alle varie storyline, vorrei sottolineare tre momenti particolari:

  • La scenetta di Suzanne con lo spazzolone

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  • Brook Soso che fa perdere la pazienza anche a Jane Ingalls, la suora.

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  • E il litigio fra Pennsatucky e la nuova Queen B delle Sdentate: quel «You potato with eyes» mi ha fatto sganasciare e me lo appunterò sul blocchetto degli «Insulti per ogni stagione ed occasione».

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In generale, l’episodio mi è piaciuto molto: il tema della mancanza o supplenza di affetto è un argomento delicato ed era facile sconfinare nello scontato. Ma qui è la grandezza degli sceneggiatori: sono riusciti a dare con poche “pennellate” il giusto spessore a ciascuna situazione, aumentando, se fosse possibile, quell’empatia che ognuno di noi spettatori ha sviluppato per questi personaggi, fin dal pilot.
Come ciliegina sulla torta, devo dire che ho trovato assolutamente stupenda l’idea di mettere davanti alla macchina da presa alcuni dei personaggi e chiedere loro di spiegare cosa sia l’Amore:

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Non so voi ma io ho trovato il risultato davvero bellissimo a testimonianza, ancora una volta, della varietà di animi, caratteri ed esperienze che esiste in questo telefilm.

Qual è stata la vostra definizione preferita?Personalmente, come già anticipato nella scorsa recensione, mi è piaciuta moltissimo quella data da Norma: senza parole eppure così efficace; in pari merito, però, metterei quella di Suzanne, probabilmente avrei dato la stessa risposta.

Prima di andare, il momento Trivia, dedicato ad uno dei miei personaggi preferiti: Nichols, interpretata dalla grandiosa Natasha Lyonne.

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L’attrice ha raccontato recentemente ad un mensile – “Diva Magazine”- di avere un passato parecchio burrascoso, segnato da operazioni a cuore aperto (la cicatrice è quindi vera), droga, alcool e, soprattutto, prigione. La Lyonne, infatti, è stata dietro le sbarre per ben tre volte ed ha dichiarato nell’intervista che questa esperienza, di cui non fa mistero, le è di aiuto, chiaramente, per interpretare al meglio il personaggio di Nicole Nichols. Il suo motto è una frase dello scrittore Albert Camus «L’unico modo di vivere in un mondo senza libertà è di essere così liberi che la tua esistenza risulti un atto di ribellione»: senza alcun dubbio, questo potrebbe essere il motto anche di Nichols.
Vi lascio con un divertente aneddoto che Natasha ha raccontato da Conan O’Brien qualche tempo fa, un aneddoto che coinvolge niente popo di meno che Marlon Brando (del quale, pochi giorni fa, è ricorso l’anniversario della morte).

A presto con il settimo episodio: vi ringrazio di cuore per leggermi e vi invito a commentare, mipiacciare e condividere il mio articolo.

That’s all folks!

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Eilidh

4 comments

Lestblue
Lestblue 7 Luglio 2014 at 16:36

Fantastica recensione!!!

Reply
The Lady and the Band
The Lady and the Band 8 Luglio 2014 at 09:43

Grazie :))

Reply
Federicuccia 7 Luglio 2014 at 18:20

Soso farebbe perdere la pazienza anche ai santi figuriamoci ad una suora, che poi Jane è un’ex suora, quindi può dire tutte le parolacce che vuole! 😀 😀

Complimenti!!

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The Lady and the Band
The Lady and the Band 8 Luglio 2014 at 09:43

ahahaha…Sorella Ingalls, una nuova devota del turpiloquio!(come lo definiva la mia prof delle superiori).

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