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Once Upon A Time Recensioni

Once Upon A Time | Recensione 5×21 – Last Rites

Ben ritrovati Oncers.
Sarà una recensione breve questa, non la solita recensione infarcita di commenti o pareri personali. Semplicemente perché è mercoledì mentre la scrivo, e non ho scritto una parola prima di oggi per colpa di quella parte di fandom che mi ha completamente rovinato il glorioso momento di Emma e Killian con le solite stronzate da rosiconi.
Non ho intenzione di commentare l’idiozia di tentare di fare un trend mondiale per eliminare una ship da un telefilm, facendo così perdere il lavoro a un giovane attore talentuoso e volendo a tutti i costi cambiare la storia raccontata dagli autori, perché oramai l’ho già ripetuto troppe volte. Chi ha pensato bene di farlo, ad ogni modo, è stato pubblicamente smerdato, e tanto basta.
Ho solo intenzione di dire che mi ha stufato questo dare la colpa ai Captain Swan anche dei temporali degli ultimi giorni, e mi ha ampliamente stufato questo clima di guerra aperta. Nemmeno ai tempi del “Delena VS Stelena” ci si comportava così di merda gli uni con gli altri, e questo fa passare la voglia di godersi una serie tv per quello che è: puro intrattenimento. E a me sta passando.

Detto questo, ci troviamo difronte ad una puntata ben strutturata e ben pensata, con un arco narrativo completo e a tutto tondo, che mette a paragone i percorsi di diversi personaggi i cui parallelismi abbiamo analizzato fin dall’inizio di questa serie e giungono qui a un bivio, una scelta definitiva, una pietra miliare della loro strada.
Le azioni di Ade sono come un sasso gettato in uno stagno: essendo un dio, cosa specificata benissimo da Zelena all’inizio dell’episodio, ciò che fa con o contro gli abitanti di Storybrooke ha un peso ENORME, e l’onda anomala causata dalle sue azioni sta per abbattersi sulle vite dei protagonisti e sconvolgerle.
MA.
Ma non è l’ultimo episodio.
Perché?
Facile facile: Once è uno show che mette in primo piano le vite dei personaggi, il loro rapporto come famiglia, lo scontro del Bene contro il Male. Non le ship, non le storie d’amore, non la vita di un singolo personaggio.
Quindi, per quanto devastante possa essere l’effetto di quanto compiuto dal Dio dell’Oltretomba, il punto focale non è quello. E’ come reagiranno i personaggi. Come si rapporteranno a questo sconvolgimento delle loro vite.
E non parlo solo di Regina, che ha perso l’uomo che credeva essere il True Love destinato a lei [e per quanto io li shippassi, so benissimo che dalla stagione scorsa gli autori non fanno altro che ripetere che non hanno spiegato ancora tutto di quel tatuaggio], ma anche di Snow e Charming e di come potranno stare accanto alla nemica di una vita ora amica, di Henry che ha perso una delle figure paterne che gli stavano facendo da riferimento e che gli ha insegnato ad essere un eroe, di Zelena che ha sacrificato l’uomo che per lei avrebbe dato tutto per poter ancora avere una sorella e una possibile famiglia, di Emma e Hook e del ritorno di quest’ultimo dal mondo dei morti per mano di un Dio… DEL dio, si potrebbe dire, che lo premia per le sue azioni rimandandolo da Emma… chissà a che prezzo. Perché diciamocelo: gli dei greci sono potenti e terribili, ma tutto meno che pucciosi e compassionevoli. Un prezzo ci sarà, e sono curiosa di sapere quale.


Insomma, c’è altro da dire. C’è da concludere questa stagione e da gettare le basi per la prossima nello stile di Once e, alla luce di questi fatti, persino il True Love di Emma e Killian, parafrasi finale del mito di Orfeo ed Euridice e STUPENDA citazione al maestro J.R.R.Tolkien, passa in secondo piano.
E capisco che per gli shipper della coppia, me compresa, siano stati momenti di lacrime e gioia. Sto riguardando la gif di quel bacio da tre giorni senza pause, me ne rendo conto perfettamente. Ma non è il punto focale della serie, nè il punto focale della stagione.


Le azioni di Emma, che per riprendersi Killian arriva a spalancare le porte dell’Ade e viaggiare con la sua famiglia dentro se stessa e dentro il rimorso che l’ha portata ad essere quel che è oggi, sono solo il mezzo attraverso il quale raggiungere il fine ultimo per gli autori: chiudere un arco narrativo che andava avanti da cinque stagioni, gettando le basi per qualcosa di nuovo e per quello che, probabilmente, sarà il finale definitivo dell’anno prossimo.
E anche la morte di Robin, per quanto importante nella vita di Regina e dei personaggi, è solo un mezzo, non un fine.
E possiamo dire che Robin Hood sia stato un personaggio trattato male e sfruttato male, possiamo dire che la costante del #maiunagioia per Regina sia oramai vista e rivista, ma come Killian ha dovuto affrontare l’ultima prova contro se stesso diventando DarkOne e sacrificandosi per il bene di Emma, Regina dovrà affrontare l’ultima prova contro se stessa perdendo Robin e cercando di non ricadere negli errori del passato.
Come Emma le fa presente all’inizio della stagione, il più grande difetto di Regina è dare la colpa agli altri delle proprie disgrazie, senza mai fare un esame di coscienza. Questo lato di se stessa, la ex-Evil Queen non lo ha ancora fronteggiato.

L’episodio si apre quindi con eroi e non eroi che tornano dall’Underworld, con Ade e la povera Zelena convinta che lui sia cambiato, con Robin che fa il maleducato (e non possiamo dargli torto) e con una meravigliosa riunione della famiglia Charming, affranta per il mancato ritorno di Killian.
E con Artù, che viene ammazzato dopo tre secondi netti di dialogo con il dio dei morti.
Artù è l’unica, ENORME pecca di questo episodio, perché è l’ennesimo personaggio bistrattato e accantonato e avrei sinceramente voluto per lui una fine diversa, forse sviluppata un po’ meno in fretta.
Ma tant’è: grazie alla “quest” affrontata da lui e da Killian per ritrovare le pagine perdute del libro, e grazie al coraggio finalmente dimostrato nel luogo dove tutti i personaggi sono venuti a patti con il proprio passato, ora il Limbo ha un nuovo sovrano, che speriamo si comporti meglio in morte che in vita.

Nella corsa contro il tempo per salvare Storybrooke da Ade, si distinguono poi quelli che si impegnano per fare qualcosa e quelli, o meglio QUELLO, che pensa solo ai cazzi suoi: Rumple decide di andare a fare il bulletto di quartiere col padre di Belle, che per quanto infame non ha tutti i torti a volerlo mandare a quel paese. Lo salva dall’ennesimo pestaggio [mi chiedo sinceramente se il bacio del true love possa valere anche dopo che ti hanno rifatto la faccia a bastonate] Emma che, oggettivamente, fa male a rivolgersi a Gold per un aiuto. Dopo che ha dimostrato ampiamente e dettagliatamente di strafregarsene di tutto e di tutti, e di non voler avere più nulla a che fare con loro, chiedergli anche solo un’informazione è da imbecilli.

Ma Emma non ragiona lucidamente, e la sua famiglia non fa che ripeterglielo, a ragione. Emma vuole Ade, vuole vendicarsi, vuole che Killian vada avanti, vuole processare un dolore che, a conti fatti, non è processabile. Perché quando si perde il Vero Amore della propria vita, non c’è mano che possa aiutare o abbraccio che possa far stare meglio, non c’è pianto che possa farci sfogare. Per Emma, c’è solo un dolore straziante che prova per la prima vera volta nella vita, e che non sa come affrontare.
Ed è anche per questo, e per tanti altri motivi [la spocchiosità e la sfiducia in Regina delle ultime puntate, l’inutilità del personaggio, il suo non saper stare davvero accanto alla donna che ama, quel “ti amo” mancato che ci porteremo dietro per sempre] che la morte di Robin ed il suo sacrificio per salvare Regina passano in secondo piano. Perché Robin è sempre stato, alla fine, l’uomo della famiglia, l’uomo che vive per Roland e per la bambina, l’uomo che rinuncia a tutto per i figli… anche a combattere, anche alla vita.
Muore in sordina, e l’unica cosa che ci resta della sua morte non è la carezza che il suo spirito vorrebbe fare, ma l’abbraccio tra Regina e Zelena, la commozione disperata della sua gente, la ritrovata unità tra sorelle che hanno perso l’amore e la famiglia che si stringe attorno a loro per consolarle.


E quelle frecce decorate da papaveri, un fiore semplice per un uomo altrettanto semplice, che semplicemente è morto da eroe come è sempre stato, tranne che negli ultimi momenti prima della dipartita.


E’ pur vero che Zelena ha ucciso sua moglie e lo ha ingannato, e un uomo retto come Robin forse non sarebbe mai sceso a patti con questo, ma è anche vero che fidarsi di Zelena, in questa occasione, voleva significare fidarsi del giudizio di Regina e del suo buon cuore, e Robin in questo ha fallito.

Robin muore, quindi, e con lui Ade. Zelena e Regina si trovano sole e sorelle, a dover sopportare il carico emotivo che questo comporta.


Ed Emma, devastata dal dolore, si ritrova sola sulla tomba di Killian, con la sua fiaschetta tra le mani. Un oggetto che gli ha portato ma che stenta a lasciar andare, come non riesce a lasciar andare lui.


E mentre nell’Underwolrd Killian saluta definitivamente “Il Re del Regno Spezzato”, nel quale speriamo porterà unità e pace, e si incammina verso “l’altrove”, un luogo dove aspettare Emma per il resto dell’eternità, ecco la sorpresa: non c’è un altrove per lui. Per lui c’è uno Zeus che, senza dare spiegazioni di sorta, lo ringrazia per aver aiutato a fermare il fratello impazzito e lo accompagna “AL LUOGO A CUI APPARTIENE
Accanto ad Emma.
Come se davvero condividessero un cuore.
Quel pirata che non ha mai avuto altra casa che una nave con la quale viaggiare per il mondo, che non ha una famiglia vera da duecento anni, che ha perso tutto, persino se stesso per guarire dall’Oscurità che lo infettava, viene accompagnato dall’unica persona alla quale sente di appartenere totalmente, per restare definitivamente con lei.

E può non sembrare giusto a chi ha appena smesso di piangere per la morte di Robin, ma la reazione di Emma è genuina, umana, VERA nell’impossibilità della situazione.
Gli corre incontro, lo tocca, lo bacia.
E non c’è NIENTE di erotico in quei baci, specifichiamo. C’è desiderio di ricongiungersi, di riconnettersi, di capire se lui è davvero lì e vivo e in salute. C’è incredulità, felicità e amore. ED E’ GIUSTO. Perché è l’uomo che ama e credeva di aver perso per sempre, ed ora invece è lì con lei. Perchè Emma non è abituata ai miracoli, ma ogni tanto nelle favole questi sono possibili. Perché si sentiva spezzata, e il ritorno di Killian al mondo dei vivi la rende di nuovo intera e viva, non morta dentro come era fino a cinque minuti prima.

Più tardi ci saranno le conseguenze, quell’odiato senso di colpa che sicuramente la prenderà per poter essere felice davanti a chi soffre.
Adesso, in quel momento nel cimitero, c’è solo l’euforia di sentirsi viva e di sentire Killian vivo accanto a se, e il desiderio di dimenticare i giorni passati a piangerlo e il dolore nel vedersi ritratta con lui in quel momento di gioia in cui le ha insegnato a ballare nel passato.

Come sempre, il sipario cala sull’introduzione al finale. Tremotino che mette le mani sull’unica parte rimasta della folgore di Zeus è davvero l’inizio della fine di tutto, o almeno così pare.
Il più potente e malvagio Dark One mai esistito ha in pugno un oggetto divino in grado di uccidere qualsiasi cosa, persino un Dio. Ma quali sono gli altri usi? Cosa esattamente se ne deve fare?
Per cosa il più grande cattivo della storia di Once userà quel cristallo?
Perché ormai nessuno può più negare l’evidenza: Rumplestilskin è e sarà sempre IL villain, in tutto ciò che ha fatto e in tutte le azioni compiute finora.
E’ un nemico da abbattere.

Vi lascio quindi al promo, con la MORTE [Parola della Settimana] come compagna di avventure. La morte di Robin ed il suo sacrificio, e la morte sconfitta da Killian e la nuova vita per lui e per la sua Emma.
L’angolo delle speculazioni, questa settimana, rimane in bianco, come sempre ad ogni finale di stagione.
I giochi sono fatti oramai, non resta che sconfiggere l’ultimo NEMICO nel perfetto stile di Once: con la famiglia riunita.

Ricordatevi di passare in queste meravigliose pagine per news, aggiornamenti e spoiler settimanali sugli episodi, news sui nostri personaggi preferiti!

Once Upon A Time – First Italian Fan Page

• Ginnifer Goodwin Italia •

You’re not a villain, you’re my mom ღ

Lana Maria Parrilla

Amy Manson Lovers

Captain Swan – We Make Quite The Team

Oh Captain, My Captain. ϟ

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1 comment

Lucrezia 13 Maggio 2016 at 21:37

Ciao, aspettavo da domenica la tua recensione e non mi ha deluso…una battuta se non era breve quanti caratteri usavi, dai scherzi a parte condivido il tuo pensiero.
Personalmente ho adorato quei pochi attimi in cui le tre ragazze avevano perso il loro True Love e le differenti cause. Da una parte Killian di cui sappiamo già tutto il discorso, dall’altra Robin che sacrifica se stesso per la donna amata e Ade sconfitto dai suoi stessi poteri, Zelena+cristallo+tranelli.
L’unica cosa che mi ha lasciato un pò l’amaro in bocca è stata la facilità con cui viene sconfitto Ade. Dai, concordo sui fondamenti dello show, ma un pò più di difficoltà l’avrei voluta.Qualcosa di più articolato di: prendo un cristallo superpotente, lo aggiusto, lo uso un pò, lo faccio cascare, scampato pericolo lo ha preso la mia donna, no sono morto…..
Per fortuna è tornato il bel pirata, ha un certo punto è temuto che facessero nascere qualcosa tra le due protagoniste unite dalla loro perdita.
Mi fermo qua con i miei sproloqui sparsi,
ciao ed ancora complimenti
Lucrezia

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