Ode a Dynasty: 5 Motivi Per Cui Mi Ha Fatto Innamorare

Se avete mai letto uno dei miei articoli ormai dovreste saperlo: non disdegno le serie impegnate, ma devo affrontare la stagione con almeno un… chiamiamolo guilty pleasure a tenermi compagnia.

Quando sono rimasta orfana di “The Shannara Chronicles” (amico fedele di tante risate e momenti discutibili, sappi che sarai molto rimpianto e che nessuno potrà mai veramente prendere il tuo posto nel mio cuore), gli altri membri dello staff hanno unanimemente risposto alla mia disperata richiesta d’aiuto con un titolo: “Dynasty”.

Inizialmente il suggerimento mi ha lasciata un po’ perplessa, soprattutto perché il “Dynasty” originale lo guardava mia nonna e sentivo incombere una sorta di sdoppiamento di personalità/inquietante immedesimazione, ma dopo nemmeno un episodio questo reboot della CW mi ha conquistata, dimostrando di avere delle validissime ragioni.

Ecco quindi una lista dei motivi/momenti/personaggi e quant’altro che mi hanno fatto innamorare perdutamente di questa serie dalla qualità sicuramente discutibile.

  1. Fallon Carrington. Fallon è, senza se e senza ma, l’elemento che mi ha maggiormente conquistato durante la visione. Lo so che non si tratta di un personaggio precisamente positivo, che è viziata, scorretta e fondamentalmente egoista, ma ha le paxxe quadrate e un’enorme determinazione a riuscire, con o senza l’aiuto del padre.
    E poi voglio dire, li avete visti i suoi outfit?
  2. La ship fra Steven e Sam. Nei primi episodi non mi avevano detto niente di che, ma poi, man mano che il personaggio di Sam si evolveva e umanizzava, mi son ritrovata a shipparli spudoramente. Il momento in cui Sam accompagna Steve al banco dei pegni per impegnare l’orologio ha rischiato seriamente di minare ulteriormente la mia non proprio granitica sanità mentale.

  3. La bromance fra Sam e Anders. Qua non ci sono parole, il percorso fatto da questi due personaggi è stato assolutamente meraviglioso: siamo passati dai costanti battibecchi dei primi episodi a una sorta di relazione padre/figlio che non manca mai di strapparmi “Awwww” da bimbaminkia tutte le volte che i due condividono una scena. Sappiate che sulle scene dei loro abbracci ho imbarazzato me stessa.
  4. L’astronomico livello di manzitudine. Al di là del fatto che Grant Show, bontà sua, è un po’ come il parmigiano, più invecchia e più è buono da mangiare, c’è da dire che il reparto uomo di “Dynasty” espone una tale varietà di modelli di gnocco da riuscire a soddisfare anche le donne dai gusti più difficili.
    Una foto vale più di mille parole.
  5. Il trash. A palate (nei denti). Nella sua forma più esagerata e più pura. Potrei citare mille momenti iconici (Cristal che lancia Fallon nella fossa al cimitero, il momento in cui Blake investe quella psicopatica di Claudia, il rapimento di Fallon e la sua disperazione per la frangetta, l’intero arco narrativo della mafia Venezuelana e il complotto dei gemelli del destino fra gli altri), ma non voglio rischiare di rovinare queste perle per chi ancora non avesse visto la serie.

Punto bonus. La parola d’ordine è SOBRIETÀ! Tutto, in “Dinasty”, urla al lusso sfrenato, alla ricchezza e all’eccesso. Dalla casa alle macchine, dagli outfit ai party, la serie si presenta come una carrellata sfacciata di opulenza e glamour. Un esempio su tutti: la dorata festa per i venticinque anni di Fallon…

 

Questi sono, rimanendo sul generico per non spoilerarvi e per non ammorbarvi con un articolo di quarantasette pagine in cui elogio questa serie in tutti i suoi minimi dettagli, i motivi per cui “Dynasty” ha letteralmente conquistato il mio cuore, rendendomi dipendente nel giro di una puntata scarsa.
Se cercate qualcosa di leggero, qualcosa che sia una gioia per gli occhi, qualcosa che vi diverta impegnando solo lo 0,0001% delle vostre facoltà mentali fermatevi adesso (in barba a Kenshiro), lo avete trovato.




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MooNRiSinG
Nata come Elisa, fin da bambina dimostra un’inquietante e insopprimibile attrazione per i telefilm e per il bad boy di turno. Le domeniche della sua infanzia le trascorre sfrecciando con Bo e Luke per le stradine polverose della sperduta contea di Hazzard. Gli anni dell’adolescenza scivolano via fra varie serie, senza incontrarne però nessuna che scateni definitivamente il mostro che dorme dentro di lei. L’irreparabile accade quando un’amica le presta i DVD di Roswell: dieci minuti in compagnia di Michael le bastano per perdersi per sempre. Dal primo amore alla follia il passo è breve: in preda a una frenesia inarrestabile comincia a recuperare titoli su titoli, stagioni su stagioni, passando da “Gilmore Girls” fino ad arrivare a serie culto quali “Friends” ed “ER”. Comedy, drama, musical… nessun genere con lei al sicuro. Al momento sta ancora cercando di superare il lutto per la fine di “Sons of Anarchy”, ma potrebbe forse riuscire a consolarsi con il ritorno di Alec in quel di Broadchurch…

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