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Nikita Recensioni

Nikita | Recensione 3×04 – Consequences

Finalmente ritorna Amanda, e come era prevedibile, ha con se qualche agente della “Sporca Trentina” (ne abbiamo visto solo una per il momento, ma sono sicuro che non sia la sola). La ritroviamo sempre insieme a Ari Tasarov (Peter Outerbridge) con un piccolo esercito formato da ex agenti Gogol.
Amanda cerca di catturare Owen (Devon Sawa) tenuto prigioniero in una prigione russa, non per bontà d’animo ma perché è l’unico rimasto in vita a conoscere l’ubicazione della Skeleton Key, un dispositivo capace di violare qualsiasi sistema informatico. Owen però riesce a scappare e a riprendere i contattati con Nikita. Ed è proprio grazie al loro ricongiungimento che Nikita è costretta ad affrontare nuovamente la dura realtà della sua situazione. Aveva promesso di distruggere la Division e, anche se ora è gestita in maniera diversa, rimane comunque operativa. Owen non è felice della scelta di Nikita e le dimostra concretamente quanto poco siano cambiate le cose. Dei tre agenti che fino a questo momento sono riusciti a ritrovare nessuno è stato riportato alla Division in vita. La situazione ovviamente è molto più complicata di così, ma agli occhi di chi è al di fuori, non sono cambiate molto le cose da quando a capo della Division c’era Percy.
Nel tentativo di recuperare la Skeleton Key la squadra di Nikita si trova a dover affrontare direttamente Amanda e i suoi agenti, scontro che vede vincente Amanda che riesce ad impossessarsi del dispositivo. L’agente che Nikita riesce a catturare ha dentro di se un veleno che viene rilasciato all’interno della Division portando alla morte di molti agenti. Questo dimostra quanto sia ancora debole la Division e di come Amanda riesca ancora a stare un passo avanti a Nikita.
Birkhoff riesce a scoprire la posizione di Amanda, il che permette a Nikita & Company di recuperare la Skeleton Key e a salvare la giornata.
Birkhoff prima di tutti, riesce a capire che Amanda deve avere una talpa all’interno della Division, qualcuno che le è rimasto fedele per tutto questo tempo. I sospettati possono essere molti, e se consideriamo solamente i personaggi principali, possiamo tranquillamente escludere Nikita, Michael, Birkhoff, Alex e Ryan, nessuno dei quali avrebbe alcun motivo (ma proprio nessuno) per voler aiutare Amanda. Resta Sean che non nasconde il suo disprezzo per la Division, ma che non metterebbe mai in pericolo la vita di Alex. Sonya potrebbe essere molto più probabile come talpa, non sappiamo ancora molto sul suo conto e anche il tempismo con il quale ha deciso di riavvicinarsi a Birkhoff potrebbe essere sospetto. In ultima ipotesi c’è Owen. In questo episodio veniamo a conoscenza che Amanda gli ha cancellato tutti i ricordi precedenti il suo inserimento nella Division (fino ad ora sappiamo solamente che si chiamava Sam), e che potrebbe, in qualche modo, controllare la sua mente e le sue azioni (magari con una qualche forma di ipnosi).
Altra nota negativa per il gruppo è la ricaduta di Alex, che dopo la rottura con Sean, ha ripreso ad usare gli antidolorifici. C’è da augurarsi che Nikita se ne accorga in tempo, prima che la situazione degeneri irrimediabilmente.
Owen nonostante i dubbi che ha decide ugualmente di unirsi alla nuova Division, ora ha un motivo in più per restare, recuperare la memoria.
Per quanto riguarda l’angolo di Birkhoff, questa settimana non c’è molto da segnalare, se non che lui e Sonya si sono riavvicinati, non molto, ma qualcosina comincia a muoversi.

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