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Mr. Robot Recensioni

Mr. Robot | Recensione 2×02 – eps2.0_unm4sk-pt2.tc

Come si fa a difendersi quando non si sa che aspetto abbia il nemico, quando ogni volto potrebbe essere una maschera, quando ogni estraneo apparentemente innocuo potrebbe essere in realtà pronto a sferrare il colpo mortale?
La risposta è semplice, non si può. Senza indizi, senza possibilità di razionalizzare restano solo sospetto assillante e paranoia.

È questa forse la lama più affilata nell’arsenale di fsociety, la capacità di tenere i propri bersagli completamente in pugno senza dover minimamente esporsi, senza mai rinunciare alla protezione e alla sicurezza di uno schermo, in una sorta di evoluzione cibernetica del Grande Fratello di orwelliana memoria.
Knowles apprende questa dura lezione suo malgrado, quando si scopre solo non nonostante, ma proprio perché si trova in mezzo all’anonimato della folla, una sorta di nebbia protettiva che lo lascia disorientato e vulnerabile, ma che fornisce invece una solida copertura ai suoi avversari.
Il suo errore primario (un errore che anche io ho commesso, devo ammetterlo) è stato quello di sottovalutare Darlene: la fsociety ha sempre dimostrato di essere completamente disinteressata al vil denaro, tutte le sue operazioni sono sempre state volte unicamente a una redistribuzione più equa della ricchezza e un ricatto finalizzato all’acquisizione di denaro a scopo personale sarebbe stato una contraddizione ideologica a dir poco enorme.
Così Knowles si ritrova beffato da un nemico capace di star sempre un passo avanti, inafferrabile, onnipresente ma costantemente fuori portata, un nemico che lo umilia e lo mette con le spalle al muro, costringendolo a trasformarsi in un suo strumento impotente e a compiere un gesto forte e simbolico in suo nome.
L’errore di valutazione del dirigente, colpevole soprattutto di aver peccato di presunzione e di non essere riuscito a capacitarsi del fatto che esistono persone con sistemi di valori completamente sovvertiti rispetto ai suoi, fornirà sicuramente nuova linfa vitale al movimento, regalandogli testimonianze e immagini destinate fin da subito a diventare virali. Una vera e propria Caporetto mediatica, insomma.

Veniamo ora alla parte per me dolente dell’episodio, quella dedicata ad Angela. È un mio problema, me ne rendo conto, ma l’ho detestata fin dal primo momento che l’ho vista, non posso fare a meno di considerarla una specie di cliché su due gambe. Spero davvero che il suo lasciarsi inglobare all’interno della Evil Corp abbia un senso, che faccia parte di un piano più ampio di vendetta, che non si tratti semplicemente di una sorta di resa dettata dall’impotenza o dalla paura. Certo è che la sua scalata al potere proprio all’interno dell’azienda che la fsociety ha giurato di distruggere potrebbe fornire degli spunti interessanti: al momento Angela non ha ancora dato molto come personaggio, a parte forse ancorare Elliot alla sua natura umana, ma, con un’adeguata evoluzione, potrebbe perfino diventare un villain interessante. Non so cosa ne pensiate, ma non mi dispiacerebbe assistere, in un futuro ipotetico series finale, allo scontro fra questi due amici di infanzia, uniti da una tragedia che ha segnato la vita di entrambi ma separati inesorabilmente dalle loro scelte.
Di sicuro i suoi deliri di onnipotenza, nel corso dell’incontro con l’avvocatessa Nayar, non lasciano presagire nulla di buono e sembrano davvero indicare che Angela abbia ceduto di fronte al suo desiderio più disperato, quello di essere utile a qualcuno, di sentirsi apprezzata, cosa che decisamente non poteva succedere quando lavorava alla All Safe e veniva costantemente eclissata dal talento di Elliot (ribadisco, l’idea di vedere questi due sfidarsi su fronti opposti mi piacerebbe davvero moltissimo).
La storyline di Angela, in tutti i casi, ci permette di far luce su un quesito che mi stava dilaniando: che fine ha fatto il pesce combattente di Elliot? Non che se la passi troppo bene, costretto a sorbirsi ore e ore di video su come aumentare la propria autostima e cose simili, ma almeno sappiamo che è ancora vivo e tiene botta come un vero guerriero (e con più personalità dell’attuale proprietaria, aggiungerei).

La puntata è stata meno Elliot-centrica della precedente, ma è stato dedicato spazio anche al nostro (anti)eroe preferito. La sua guerra psicologica con Mr. Robot si sta facendo sempre più serrata, e se da un lato il primo sembra perdere una quantità sempre maggiore di terreno, sotto forma di brandelli di memoria, dall’altro il suo alter ego si ritrova impotente, imprigionato nella sua frustrante prigione analogica.
Per la prima volta da quando ha scoperto la vera identità di Mr. Robot, Elliot sembra avere veramente il coltello dalla parte del manico e ciò lo mette in condizione di essere lui a dettare le regole di questa folle “convivenza”.
So che è sicuramente prematuro parlarne, ma il nostro giovane hacker mi ricorda in un certo Jax Teller e Vanessa Ives, due personaggi che hanno in comune il destino tragico e una fine in un certo senso prevedibile.

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Nel frattempo, mentre tutti se la ridono e se la cantano, il povero Gideon, che fin da subito è stato palesemente presentato come lo sfigato del gruppo, viene ucciso da un fanatico di nome Brock in un bar. Non ci è ancora dato sapere se l’assassino sia effettivamente un invasato che ha agito seguendo le sue idee malate o se dietro l’attacco ci sia un mandante (magari proprio Mr. Robot, che voleva impedirgli di rivelare alle forze dell’ordine il coinvolgimento di Elliot), ma una cosa è certa: Gideon era una brava persona, forse l’unico uomo onesto in tutta questa storia e meritava decisamente una sorte migliore.
Resta da vedere se il suo incontro con la detective Dominique DiPierro sia servito solo a far entrare in scena questa nuova antagonista o se nel corso dell’interrogatorio l’ex dirigente della All Safe abbia ceduto, rivelando i suoi sospetti sul ruolo giocato da Elliot nella rivoluzione di fsociety.

L’episodio si chiude con un colpo di scena da manuale: Mr. Robot, ormai ansioso di fuggire dal loop in cui è stato segregato, accetta almeno una delle condizioni di Elliot e prende il controllo per il tempo sufficiente a metterlo in contatto con Tyrell, che, come previsto, è ancora vivo e vegeto e non ha perso l’invidiabile capacità di fare entrate a effetto da brividi.

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In tutto questo, il vero mistero è capire chi abbia inviato il carillon e il telefono a Johanna Wellick: il candidato più ovvio sarebbe il marito, ma in Mr. Robot niente è come sembra e la donna potrebbe avere un ruolo più importante da giocare negli avvenimenti futuri. Di sicuro, se scendesse in campo, Johanna avrebbe l’intelligenza e il carattere necessario a diventare un giocatore di tutto rispetto.

Vi lascio con il trailer del prossimo episodio e nell’attesa vi invito a passare dalle pagine Mr. Robot Italia e Rami Said Malek Italia per rimanere sempre aggiornati sulle ultime news riguardanti la serie e il cast.

https://www.youtube.com/watch?v=65jRjvZM6N0

(Vi ho già detto che Mobley lo vedo male, anzi, malissimo?)

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LuigiT

4 comments

Celia
Celia 14 Luglio 2016 at 17:56

Pure a me Angela è sempre stata antipatica, a pelle proprio! Devo dire che questo inizio di stagione mi ha convinto, con questa interessantissima guerra che si svolge tutta nella testa di Elliot. Sarà un po’ difficile creare un colpo di scena degno della scorsa stagione, secondo me, ma vedremo!

Reply
MooNRiSinG
MooNRiSinG 14 Luglio 2016 at 19:38

Io spero puntino molto sul dualismo con Tyrell. Sono anche curiosa di vedere come Elliot gestirà il senso di colpa per la morte di Gideon, spero lo sviluppino in maniera interessante ^^

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Federicuccia 15 Luglio 2016 at 10:21

sembra quasi che Angela abbia subìto un lavaggio del cervello, quando ad esempio ripete quel mantra parola per parola, ora tocca aspettare per sapere se è davvero così o se è tutto un suo piano.

un’altra da inquadrare è Johanna! chi è, oltre ad essere amante del sadomaso? 😀

comunque complimenti a Rami e allo show per la candidatura agli Emmy!!

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MooNRiSinG
MooNRiSinG 15 Luglio 2016 at 13:59

Sarebbe fantastico se almeno Rami si aggiudicasse la vittoria, non si può negare che la sua interpretazione è eccellente 🙂

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