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Midnight, Texas Recensioni

Midnight, Texas | Recensione Episodi 1 – 2 – 3 – 4

Ben arrivati a Midnight, carissimi addicted! Dopo il Pilot Addicted dedicato alla serie, avevo deciso di limitarmi a una recensione a metà e alla fine della stagione, ma molta carne è stata inaspettatamente gettata sul fuoco e ho pensato di aumentare il numero di appuntamenti.

In fuga da Hightower. Uno degli aspetti più intriganti di questa prima stagione è sicuramente rappresentato dal passato degli abitanti della cittadina perché, come spesso è stato fatto notare, quando una persona arriva a Midnight è perché in genere sta scappando da qualcosa.
Nel caso di Manfred, ci è chiaro fin da subito che questo qualcosa porta il nome di Hightower, a cui nonna Xylda doveva una cifra esosa e che sembra determinato a ottenere quanto dovuto dal nipote.
Al di là di queste informazioni generali, però, poco si sa di questo misterioso personaggio: è chiaro che non si tratta solo di un espediente narrativo per portare Manfred in città e, se dovessi basarmi sulla frequenza con cui il suo nome viene riportato a galla, sono propensa a credere che lo vedremo di persona in uno dei prossimi episodi.

La casa degli spiriti. Di vitale importanza è stata secondo me l’infestazione della casa di Manfred da parte di presenze più o meno rancorose, non solo perché ci ha permesso per la prima volta di capire quanto il velo fra il nostro mondo e quello dell’oltretomba si stia drammaticamente assottigliando, ma anche e soprattutto perché sono sicura che la fascinazione della creatura demoniaca per Fiji non si sia esaurita con la fine dell’episodio.
Al momento non ci sono stati altri accenni all’evento, ma mi aspetto che questa storyline venga recuperata più avanti nel corso della stagione.

Un posto vacante. Tempi duri per le forze dell’ordine a Davey! Le indagini sulla morte di Aubrey hanno costretto la polizia a varcare i confini di Midnight e non si può dire che i risultati siano stati dei più soddisfacenti.
Lasciando da parte il caso della vice, che non solo non verrà rimpianta da nessuno ma che un po’ se l’è andata anche a cercare (ammettiamolo, aprire una botola da cui provengono ringhi sinistri e poco rassicuranti non è stato il lampo di genio del millennio), c’è da dire che il povero sceriffo alla fine non aveva fatto nulla di male, anzi, stava perfino cercando di fare il suo lavoro in maniera onesta.
Le domande che mi pongo sono adesso due:

  1. L’omicidio perpetrato dal reverendo attirerà nuova attenzione sulla popolazione di Midnight o verrà semplicemente passato sotto silenzio, che tanto cadavere più cadavere meno chi vuoi che se ne accorga?
  2. Quando e se lo sceriffo Livingston verrà sostituito, il nuovo arrivato avrà un qualche ruolo da giocare? Non mi stupirebbe se il caro estinto venisse rimpiazzato con una persona decisamente ostile, anche in linea con il fatto che l’assottigliarsi del velo sta inevitabilmente attirando il male, sia soprannaturale che non, a Midnight.

Sons of Anar… Lucifer. Nonostante i loro ranghi comprendano soltanto esseri umani, almeno per quanto abbiamo avuto modo di vedere finora, i Sons of Lucifer fanno sicuramente parte della schiera delle forze del male che si stanno radunando nei dintorni della città.
L’incontro di Bobo e Aubrey non è stato casuale e, per quanto alla fine la ragazza avesse cominciato a provare sentimenti autentici per lui, è praticamente certo che inizialmente lo avesse avvicinato solo in qualità di spia della banda di motociclisti.
Il motivo di questo spropositato interesse non è ancora chiaro, ma è quasi certamente da cercare nel passato di Bobo, ancora avvolto nel più fitto mistero. Il primo raggio di luce è stato gettato nel corso del quarto episodio, in cui uno dei biker lo ha accusato di aver tradito la sua famiglia. Questo accenno, unito all’abilità nel combattimento mostrata in precedenza, mi fa quasi pensare che il suo legame con la banda sia molto più forte di quanto sospettato in origine e non riesco ad escludere l’eventualità che un tempo ne facesse addirittura parte.

Misteri svelati. Diversa è la situazione per il Reverendo, Lemuel e perfino per l’enigmatica Olivia.
Nel secondo episodio ci hanno immediatamente rivelato che il primo è affetto da una forma di licantropia che lo trasforma in una “splendida” tigre (ah, quella computer grafica di qualità!) nelle notti di luna piena. Che l’uomo viva in maniera conflittuale la sua condizione è fuor di dubbio, ma l’inserimento nella comunità di Midnight ha rappresentato, per lui più che per altri, una vera e propria ancora di salvezza, che l’ha finalmente fatto sentire accettato (del resto l’accettazione e il forte senso di coesione sono il punto di forza di questa strampalata famiglia).
Meno tormentato, anche se soltanto in apparenza, il personaggio di Lemuel che proprio grazie alla nonna di Manfred ha ricevuto in dono un potere unico, quello di nutrirsi di emozioni. Certo, la sete di sangue rimane invariata, ma questa fonte di nutrimento alternativa lo mette quantomeno in grado, con un dovuto sforzo di volontà, di convivere pacificamente con gli esseri umani.
Quanto ad Olivia, ancora non abbiamo una panoramica completa del suo personaggio, ma abbiamo comunque scoperto qualcosa di più su di lei e sul suo passato: sappiamo che è un sicario a pagamento e che la sua infanzia non è stata delle più felici, soprattutto per colpa di un padre assente e di una matrigna che non si è fatta scrupoli a spingerla alla prostituzione pur di continuare a indulgere nei suoi vizi.
Personalmente, non mi dispiacerebbe un episodio dedicato all’incontro fra lei e Lemuel, la sua relazione con il vampiro è decisamente peculiare e non manca mai di affascinarmi con le sue mille sfumature. Olivia mostra al suo compagno un lato completamente inedito, quasi vulnerabile e, dal momento che la libera periodicamente dal peso delle sue emozioni, lui è sicuramente la persona in grado di comprenderla al meglio.
Staremo a vedere se gli autori decideranno di approfondire questo aspetto o se preferiranno  sorvolare e lasciare alla nostra immaginazione la genesi della loro controversa relazione.

Una normalità sospetta. Ok, lo ammetto, forse sono io ad essere un po’ troppo paranoica, ma ho l’impressione che Creek non me la racconti giusta, la vedo troppo “normale” e fuori posto in un contesto in cui anche gli esseri umani hanno un passato o delle abilità che li rendono tutto fuorché persone comuni.
Allo stato attuale sembra che questo personaggio sia stato messo lì soltanto per dare a Manfred un interesse amoroso e la cosa francamente mi fa storcere un po’ il naso, sia perché trovo la loro relazione un tantinello insipida, sia perché finora alla figura della ragazza non è stato dato il benché minimo spessore o approfondimento.


Un velo sottile. Il nocciolo della trama orizzontale è stato svelato fin dal secondo episodio e ha rievocato in me echi vagamente Buffyani (Did someone say Hellmouth?): secondo la profezia riportata dall’angelo Joe Strong (seriamente, che problemi ha Charlaine Harris con i nomi???), a Midnight il velo che separa il mondo dei vivi da quello dei morti e delle creature demoniache è estremamente sottile e destinato ciclicamente a strapparsi. La suddetta profezia narra anche che un uomo a metà fra i due mondi, in grado di comunicare con la dimensione degli spiriti, avrà il compito di radunare un esercito di guerrieri soprannaturali e non in grado di sventare la tanto paventata Apocalisse.
In pratica il destino del mondo grava sulle spalle di Manfred Bernardo… siamo fregati!

Come dicevo all’inizio della recensione, molta carne è già stata gettata sul fuoco e le prossime puntate si preannunciano ricche di sviluppi.
In attesa di saperne di più, vi lascio con il trailer del quinto episodio, che andrà in onda Lunedì:

https://www.youtube.com/watch?v=KbfpByljaFQ

Alla prossima!

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