Marvel’s Inhumans…o Marvel’s InuhMEH?

Nonostante le numerose critiche ricevute dai giornalisti che ne hanno visto l’anteprima, nonostante le dichiarazioni della ABC circa le probabilità di una seconda stagione, noi di Telefilm Addicted abbiamo comunque deciso di dare un occhio al pilot di Marvel’s Inhumans e farci un’idea tutta nostra della miniserie dedicata ai parenti di Daisy/Skye di Marvel’s Agents of Shield.

Eccola qui.

Personalmente proporrei seriamente di cambiare il titolo in Marvel’s InhuMEH, perché questa è stata la mia reazione al pilot (di 1 ora e 22 minuti!!!).

Ostacolati da effetti decisamente poco speciali (le inquadrature della città sulla Luna sono imbarazzanti, ai livelli di Once Upon a Time), gli intrighi di palazzo di Inhumans profumano di già visto e per ora poco offrono di realmente interessante allo spettatore.

L’intento di un pilot dovrebbe essere quello di introdurre una storia, solleticare la curiosità degli spettatori e promettere futuri sviluppi interessanti. Da questo punto di vista, questo doppio pilot ha raggiunto gli obiettivi: ha introdotto la storia, ha solleticato la mia curiosità (più per la promessa di action futura che per gli eventi di per sé) e ha promesso sviluppi…più o meno interessanti. Ma lo ha fatto in una maniera che poco promette dal punto di vista qualitativo futuro: gli elementi classici del mondo dei fumetti vengono sviscerati nel più didascalico dei modi e tramite l’uso di dialoghi banali quando non addirittura infantili. Chiunque abbia visto una serie tv o letto un libro  con questa linea narrativa è in grado di prevedere a miglia di chilometri di distanza cosa accadrà, e il modo in cui la storia è stata sviluppata in queste puntate non promette grossi colpi di scena o approfondimenti psicologici o morali. Senza contare che hanno amputato uno dei poteri più interessanti fra gli Inhumans (eccessivo costo del CGI?). Peccato, perché il cast annovera nomi interessanti che sappiamo essere in grado di fare grandi cose: Iwan Rheon ha perso tutto il magnetismo del suo mefistofelico cattivo Bolton in GoT, Serinda Swan può fare di meglio e, infine, Ken Leung, che ha abbandonato una serie tv in cui aveva un personaggio ben tratteggiato e al quale ero molto affezionata per una in cui del suo personaggio neanche ricordo il nome e i cui poteri sono abbastanza dubbi.

Il vero problema di questo pilot è l’enorme campagna pubblicitaria che lo ha preceduto e che ha creato in me, come negli altri spettatori, aspettative decisamente alte che invece si sono infrante contro un prodotto che non ha nulla di eccezionale. Forse, anziché concentrarsi su degli ipotetici effetti speciali, avrebbe dovuto fare come nella serie madre: i personaggi sono e devono essere il fulcro della storia, in mancanza di empatia nei loro confronti, il resto, sono solo lampi e tuoni senza un vero temporale. E a proposito della serie madre: un accenno da parte della serie, anche di sfuggita, allo S.H.I.E.L.D. sarebbe stato utile a darci un retroterra di riferimento.

Penso, comunque, che dedicherò ancora qualche ora del mio tempo a seguire gli sviluppi futuri: se le mie opinioni attuali si riveleranno profetiche, prevedo che lo mollerò al quarto episodio.




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The Lady and the Band
Ha un passato da ladra insieme alle sorelle Occhi di gatto, ha difeso la Terra nel team delle guerriere Sailor e fatto magie con Terry e Maggie. Ha fornito i sigari sottobanco ad Hannibal e il suo A-Team, indagato con gli Angeli di Charlie Townsend, ha riso con la tata Francesca ed è cresciuta con i 6 Friends di NY. Ha imparato ad amare San Francisco difendendo gli innocenti con le Streghe, è stata un pivello insieme a Jd-Turk-Elliott, ha risolto crimini efferati con praticamente il 90% di poliziotti e avvocati del piccolo schermo e amato la provincia americana con Lorelai e Rory Gilmore. Avrebbe voluto che il Fabbricatorte non chiudesse mai e non ha mai smesso di immaginare Chuck e Sarah che «sedano rivoluzioni con una forchetta». Lettrice appassionata, Janeites per fede, amante delle storie sotto ogni forma fin da piccola. Segue serie poliziesche, comedy e sit-com soprattutto, uniche allergie riconosciute sono quelle allo sci-fi e all'horror.

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