Image default
Agents of S.H.I.E.L.D. Marvel Recensioni

Marvel’s Agents of S.H.I.E.L.D. 5×06 – La Nuova Generazione

Il breve hiatus affrontato dalla serie tra il quinto e il sesto episodio della stagione corrente aveva inevitabilmente alimentato oltremodo le aspettative per questo nuovo atto, sia a causa di una reunion che bramavamo dal principio e che ormai era diventata sempre più necessaria, sia per l’esordio alla regia di colui che adesso potrà essere considerato “Director” sotto tutti i punti di vista, il versatile e sorprendente Clark Gregg. A posteriori dunque, posso finalmente affermare che, per quanto mi riguarda, non soltanto i due aspetti sopracitati dell’episodio hanno ampiamente soddisfatto e superato ogni previsione ma, con l’evoluzione della storia portata in scena questa settimana, la stagione ha abbracciato e mostrato lo straordinario potenziale che finora aveva forse solo accennato e che adesso invece divampa senza fare sconti e segnando un nuovo punto più alto dopo quello raggiunto dal precedente episodio Fitz-centrico.

 

I Bambini del Bus

Protagonisti assoluti e totali di questo episodio sono stati senza ombra di dubbio Daisy Johnson, Jemma Simmons e il ritrovato Leopold Fitz, un focus quello dedicato a questi tre personaggi che in un certo senso potrebbe anche essere considerato un leitmotiv dell’episodio, in cui predominante sembra essere l’idea di una nuova generazione e infatti mai come in questo caso, Daisy, Jemma e Fitz sono stati quasi costretti dalla necessità a dover prendere le redini della loro realtà e a dover compiere, insieme, un decisivo passo in avanti per combattere apertamente il futuro di cui sono prigionieri e cominciare in questo modo a capirne l’effettiva natura e a svelarne i più oscuri retroscena. Privi, quindi, del supporto costante che fin dall’inizio i pilastri del team, ossia Phil Coulson e Melinda May, avevano garantito a coloro che all’epoca erano considerati “i bambini del Bus”, la “nuova generazione” dello S.H.I.E.L.D. si mostra in questo episodio in tutta la sua straordinaria crescita e costante evoluzione, sia individualmente, in una caratterizzazione che appare così inevitabilmente diversa da quella innocente e inesperta con cui li abbiamo conosciuti, sia nei rapporti interpersonali che invece appaiono ancora oggi definiti dalla stessa umana purezza che li contraddistingueva agli esordi, come se tutto ciò che hanno affrontato finora avesse portato questi tre protagonisti a confermare una scelta compiuta al principio, la scelta di ritrovare l’uno negli altri l’unica famiglia e l’unica squadra su cui voler fare affidamento.

Us against the world” – Il rapporto che unisce Daisy & Jemma è da sempre uno degli aspetti che più amo di questo show: l’idea di due giovani donne che “non avevano nulla in comune e non potevano essere più diverse eppure non riuscivano a immaginare la vita l’una senza l’altra” ha definito fin dall’inizio le sfumature delle rispettive caratterizzazioni di due personaggi sulla carta assolutamente antitetici. Jemma & Daisy sono state, con Fitz, i personaggi che più sono cambiati nel corso delle stagioni, tanto che a volte è quasi difficile riconoscerle nelle protagoniste di un tempo. Eppure quando sono insieme, quando si ritrovano ad essere l’ultima linea di difesa [o di attacco] della squadra, queste due donne sorprendenti non solo si mostrano con onestà in tutte quelle differenze originarie, ma riescono anche a superarle e a coniugarle perfettamente per trovare la loro armoniosa complementarità. È alla fine di quelle strade percorse in maniera indipendente e differente che Daisy & Jemma si ritrovano più intimamente simili di quanto potessero immaginare, ma soprattutto unite dalla costante consapevolezza di non essere mai davvero sole nella battaglia.

“Then marry me, Fitz” – “Absolutely” – La storia che unisce Jemma & Fitz è perfettamente uguale e diversa da quella appena descritta per Daisy & Jemma, portando in scena infatti una diversa sfumatura d’amore ma una medesima evoluzione in cui tutto è cambiato e nulla lo è per davvero. Jemma & Fitz sono diventati adulti insieme, sono stati “costretti” a crescere sotto il peso di tutte le avversità affrontate, tutte le “maledizioni” spezzate, tutte le volte in cui hanno creduto di essere ostacolati quasi da una legge cosmica. Il motivo per cui, secondo me, Jemma e Fitz rappresentano quasi un ideale di coppia [e lo dico con sguardo “soggettivamente oggettivo”], nonostante il loro fosse un legame pericolosamente al limite della friendzone, sta proprio nell’evoluzione individuale che i due personaggi hanno affrontato in particolar modo nella seconda stagione, un’evoluzione che li ha condotti in direzioni diametralmente opposte e distanti anni-luce solo per rendere la loro volontà di tornare insieme una convinta decisione e non soltanto una mera e stereotipata conseguenza. Ho sempre creduto che i FitzSimmons abbiano cessato di esistere tempo fa, permettendo a Jemma Simmons & Leo Fitz di prendere forma e di creare in seguito qualcosa di nuovo, un rapporto maturo, realistico e capace ora di affrontare qualsiasi “maledizione” l’universo abbia in serbo per loro.

E infine eccoli lì, di nuovo insieme, i due scienziati inesperti e la giovane hacktivist che diceva “bang” quando premeva il grilletto, mentre si allontanano sempre di più dalle persone che erano e così facendo si ricongiungono inesorabilmente ad esse.

THE SAVIOUR

Un’attenzione particolare è stata concessa in questo episodio anche ad Elena e a ciò che questo personaggio rappresenta. Fin dalla sua prima apparizione, ho sempre creduto che Elena Rodriguez fosse quella parte del team di cui avevo bisogno anche quando ancora lo ignoravo e i piccoli dettagli della sua caratterizzazione così parsimoniosamente arricchita contribuiscono a costruire il ritratto di un personaggio su cui c’è ancora tanto da scoprire nonostante mi sembri di conoscerla da sempre. Il modo in cui fa propria la situazione del giovane Flint, costretto ad affrontare il processo di Terrigenesi solo per diventare, nel caso di trasformazione, un prodotto pronto per essere venduto, dona al personaggio una stabilità nella sua formazione, evidenziando quanto Elena abbia ancora una personalità squisitamente differente e indipendente, quanto sia una donna che porta con orgoglio tutte le sfumature del suo background culturale e personale, una diversità che si amalgama con soddisfacente armonia nel gruppo sempre variegato dello S.H.I.E.L.D.. La sua profonda umanità, la sua accecante sensibilità che compensa la parte di sé più impulsiva e “aggressiva” [tutti aspetti messi in mostra anche nella webseries “Slingshot”] ha portato nuova luce e nuovo spessore al personaggio, ci ha permesso di scrutare un po’ nella sua backstory e personalmente mi ha lasciato una sensazione che descriverei quasi rassicurante, perché quell’istinto di protezione che ha dimostrato nei confronti di Flint irradia l’oscurità che pervade questa realtà apocalittica che stanno vivendo.

LA PECORA NERA

Il ritratto di Kasius e della società che lo circonda ha raggiunto in questo frangente un nuovo livello di rappresentazione, così incredibilmente affascinante nel suo realismo di fondo da lasciarmi ancora una volta meravigliata dal modo in cui questa storia viene “snocciolata” di episodio in episodio, diventando secondo me uno dei punti di forza di questa stagione. La società che Kasius presenta è un perfetto esempio di ricchezza e squallore, di parvenus che alla prima occasione mostrano il loro vero volto, oltre l’illustre apparenza vuota e il potere raggiunto attraverso ogni tipo di attività criminale. Kasius è l’emblema di questo mondo, ipocrita e ambizioso oltremisura tanto da vendere senza esitazioni la sua più fedele alleata Sinara per autocelebrazione e affermazione di sé e del suo ruolo di leader, ma in questo contesto, anche grazie all’influenza di Fitz o meglio del mercenario senza scrupoli che lui crede Fitz sia, Kasius ha mostrato apertamente una debolezza così umana che se riuscisse a interpretarla in questo modo probabilmente si disprezzerebbe proprio come disprezza la realtà che lo circonda. Kasius è profondamente insicuro, spaventato, imbarazzato quasi dalla scarsa considerazione che suo padre ha sempre avuto di lui e desideroso di riscattarsi perennemente ai suoi occhi, non credo neanche per qualche ragione affettiva quanto solo per l’onore e un senso di rivincita che a tratti lo rende quasi “patetico” e debole ma che nel complesso dà vita a un personaggio psicologicamente sfumato e particolare.

TROPPO PRESTO

Sebbene certamente non mi aspettassi l’happy ending per tutti i personaggi coinvolti in questa storia, mi è dispiaciuto particolarmente perdere in un solo episodio e in maniera così brutale i due che più mi avevano colpito e che credevo avessero ancora un promettente potenziale inespresso da liberare. Tess è stata la mia new entry preferita dall’inizio della stagione, era una donna provata e spenta ma che aveva anche avuto il coraggio e la forza di riaccendere in se stessa un briciolo di speranza e moralità in seguito all’arrivo del team dal passato. Il suo rapporto con Coulson mi ricordava molto quello che gli agenti dello S.H.I.E.L.D. più giovani hanno avuto con lui all’inizio di questa avventura, si fidava e in qualche modo vedeva in lui la possibilità di vivere davvero in un mondo migliore ed è ingiusto che non abbia neanche avuto il tempo di realizzare quell’illusione.

Ben invece riuscivo già a immaginarlo benissimo in un futuro con la squadra e soprattutto accanto a Daisy, con cui aveva a mio parere una travolgente chimica istantanea. Ciò che di Ben mi aveva colpito era il contrasto tra le sue parole e le sue azioni, lui che sembrava così rassegnato alla sua condizione di schiavitù e che invece è morto proprio per un atto di coraggio, altruismo e ribellione, un comportamento che onestamente speravo ricevesse una ricompensa migliore.

In conclusione dunque, vi lascio la mia personale TOP 3 dei momenti migliori di un episodio che mi lascia ampiamente soddisfatta ed entusiasta del livello costante di questa serie.

 

  • I duelli May/Ben e soprattutto Daisy/Sinara. Da notare quanto Daisy abbia perfezionato le sue entrate ad effetto!

  • Le proposte di matrimonio di Jemma & Fitz, in particolar modo la seconda, così “classica” e insolita al tempo stesso;

  • Elena salva Flint subito dopo la Terrigenesi;

Vi ricordo infine di passare da queste splendide pagine Facebook dedicate a Clark Gregg e Chloe Bennet:

« Chloe Bennet Italia;

Clark Gregg Son of Coul

 

Related posts

The Vampire Diaries | Recensione 4×05 – The Killer

Clizia Germinario

Person Of Interest | Recensione 2×07 – Critical

msfrancesca

90210 | Recensione 4×13 – Should Old Acquaintance Be Forgot?

Shantiny

4 comments

Samantha 8 gennaio 2018 at 18:49

Ciao mia fellow, eccoci qui con un’altra bellissima puntata, perfettamente recensita dal tuo articolo (ps: stavolta non ho nemmeno la “top 3” su cui spendere due righe!) e, di conseguenza, con niente da poter aggiungere, se non i miei consueti saluti.
Quindi… alla prossima!

Reply
WalkeRita 10 gennaio 2018 at 10:37

Hola Saaaam!!! Adoro ritrovarti a ogni recensione, mi riporta indietro ai tempi di … #UnJackPorterèPerSempre! Alla prossima!!

Reply
Sara 9 gennaio 2018 at 18:15

Vabbé, non c’è niente da aggiungere. Recensione perfetta.
Scrivo solo perché ho bisogno di condividere con qualcuno il mio dolore per l’uscita di scena di Tess, che mi ha a dir poco scioccata (ed in secondo piano anche per Ben).
Ciao!

Reply
WalkeRita 10 gennaio 2018 at 10:39

Ciao!!! Grazie mille per le tue parole!!!! Non ho ancora superato la morte di Tess, era la mia preferita dall’inizio!! Quando ci penso, mi si spezza ancora il cuore!! Adesso spero solo che Mack & Elena adottino Flint! xD Alla prossima!

Reply

Leave a Comment

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.