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Maniac – Folle capolavoro o occasione sprecata?

Settembre è da sempre un mese CALDISSIMO per quanto riguarda le nuove proposte telefilmiche e come ogni anno non ha deluso le aspettative, portando sul nostro schermo una miriade di nuovi pilot degni di nota tra cui troviamo senza alcun dubbio l’atteso Maniac.

Il nuovo prodotto di casa Netflix è diretto e scritto da Cary Fukunaga, che probabilmente conoscerete come regista di quel piccolo e meraviglioso gioiello di True Detective, con la collaborazione alla sceneggiatura di  Patrick Somerville, un volto nuovo, e nel suo cast vanta come protagonisti indiscussi due attori di livello come Jonah Hill ed Emma Stone.

Insomma non vi nascondo che mi son interessata a questo progetto ancor prima di conoscerne la trama o vedere un suo trailer perché QUESTI qui sopra son per me i presupposti di qualcosa di veramente GRANDE. Mi son dunque avvicinata a questa serie con non poche aspettative, per quanto riguarda la qualità, ma una conoscenza assolutamente MINIMA delle vicende, le storie e la trama di base.

Il pilot non si erge come PIETRA MILIARE del genere, non ci son fuochi d’artificio, colpi di scena o grossi scossoni che tengono incollato lo spettatore e lo costringono a lanciarsi in una maratona serrata. Sinceramente l’ho trovato volutamente lento e parecchio introduttivo, anche se alla fine dei 40 minuti in realtà non abbiamo che poche certezze e informazioni valide alla mano. Un episodio non spettacolare, ne particolarmente coinvolgente, che pone però le basi per qualcosa di totalmente differente da ciò a cui siamo abituati normalmente.

Dobbiamo dunque bocciare in tronco la serie e considerarla come un tentativo fallito? ASSOLUTAMENTE NO.

Ultimamente l’ansia di trovare un buono tv show e di venir gettati al centro delle vicende sin dai primi secondi la fa un po’ da padrone nelle nostre giornate relativamente fitte di impegni che ci costringono purtroppo a dover fare delle scelte abbastanza oculate riguardo alle nostre serie. Credetemi, io son la prima a condannare (quasi sempre) una serie all’oblio dopo qualche episodio da storcere il naso, ma rifacendomi al detto “mai giudicare un libro dalla sua copertina” allora io vi dico “mai giudicare MANIAC dal suo pilot”.

Perché sì, magari sarà stato volutamente lento o poco informativo, ma sapete cosa mi ha lasciato tutto questo alla fine dell’episodio? CURIOSITÀ.

Ci presentano due personaggi, quello di Owen interpretato da Jonah Hill, che è un po’ il protagonista di questa prima puntata, un ragazzo che ha sofferto un episodio psicotico e che soffre tuttora di allucinazioni, usato da una famiglia che non lo ama e che lui palesemente disprezza, e Annie interpretata da Emma Stone, che si vede pochissimo ma lascia subito il suo marchio. I due partecipano ad uno studio medico di cui ancora non veniamo a sapere nulla e condividono una connessione che non sappiamo essere reale o meno, insomma un intero episodio di INTERROGATIVI e punti di domanda, una sorta di antipasto per quella che potrebbe essere una “cena telefilmica” molto soddisfacente.

Puntate come queste ti costringono a notare i dettagli, le piccole cose, quelle frasi o quei gesti a cui magari non daresti importanza e che invece probabilmente si riveleranno fondamentali. Si parla infatti spesso di CONNESSIONE, qualcosa che probabilmente giocherà un ruolo importante per i due protagonisti ma che potremmo vedere anche in altre forme, anche in altri modi. Ogni frase, ogni cartellone pubblicitario e ogni volto contano e vanno considerati, bisogna tenere insieme i pezzi del puzzle e continuare a seguire perché son sicura che quello SCHEMA che viene ripetuto più e più volte, saremo noi a doverlo trovare.

Dal punto di vista tecnico quello che ho visto è stato SUBLIME, Fukunaga imprime subito un certo stile alla  sua dark comedy e riesce subito ad affascinare con le sue riprese. Per cui se siete alla ricerca di qualcosa di leggero con cui passare il tempo NON credo che Maniac faccia per voi, ma se siete invece pronti a gettarvi in un progetto folle e fuori dai canoni normali allora andate subito su Netflix e cominciate la maratona!

 

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2 comments

appassionato 25 Settembre 2018 at 12:27

Non ho ancora visto il pilot ma soltanto il trailer che hai molto opportunamente allegato e che ha destato in me tanta curiosità, forse anche influenzato dalla tua recensione. Mi sono fatto una mezza idea di un prodotto dall’andamento lento, denso di simbologie e significati da scoprire (tutti quei microfoni…), dove contano più i personaggi che le storie. Per questo credo che non lo guarderò nell’immediato.
Giudizio a priori privo di fondamento logico? Sì, senz’altro. Esigenze personali che non interessano ad alcuno? Ancora sì. Non so nemmeno perché ho scritto questo commento. Giuro, non lo so.
Grazie per l’attenta recensione.

Reply
Claw
Claw 28 Settembre 2018 at 12:39

Non ti preoccupare, i commenti son sempre ben accetti! Son felice di averti indotto alla visione o anche solo almeno incuriosito 🙂

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