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Lucifer Recensioni

Lucifer | Recensione 2×14 – Candy Morningstar

Lucifer è tornato, è tornato, è tornato!

Non solo è tornato sui nostri schermi – finalmente, F I N A L M E N T E – dopo un’attesa lunga mesi che sono sembrati anni, ma è tornato anche fisicamente a Los Angeles, dopo che nel midseason finale l’avevamo visto fare le valige e andarsene senza dire niente a nessuno, senza congedi, senza addii. E sì, ci è mancato tanto quanto manca ad Ella.

Il punto è che Los Angeles è la sua casa, Los Angeles è la città che l’ha accolto quando ha deciso di ribellarsi al regime paterno andando a vivere fra gli umani, Los Angeles è la città degli angeli che ha insegnato al diavolo in persona cosa sia l’umanità, cosa sia il calore umano, cosa sia quella parola di cinque lettere che lui si rifiuta di pronunciare e si rifiuta di accettare ma dalla quale non può scappare. E infatti è proprio questo che dice a Linda-la-psicologa, che lui ci ha provato, l’ha fatto veramente, voleva con tutto se stesso andarsene e rimanersene ben lontano da una realtà che gli ha spezzato il cuore in maniere inconcepibili e incomprensibili per il diavolo in persona, ma non ci è riuscito. Perché a Los Angeles c’è il suo lavoro, la sua partnership con Chloe, la sua amicizia con Chloe. E non lo nega nemmeno, non passa l’episodio in denial come altre volte, no. Per la prima volta lo vediamo essere chiaro e cristallino fin dal principio, lo vediamo friendzonare Chloe sbattendole in faccia Candy Morningstar, questa sottospecie di bambolina cliché che sostiene di aver trovato a Las Vegas e con la quale è stato un colpo di fulmine istantaneo.

Questa sincerità però va oltre, si estende anche ad Amenadiel e a Mamma: al fratello dice chiaro e tondo che è costretto a comportarsi in questa maniera con Chloe perché Chloe è solo una vittima innocente di giochi di cui non sa nulla, e proprio perché ci tiene a lei molto più del lecito non può permettere che le succeda assolutamente nulla di male, non può permettere che venga usata come pedina in una guerra familiare della quale lei è all’oscuro e nella quale non c’entra nulla. Non può permettere che daddy dearest l’abbia vinta con lei, non può permettere che qualunque cosa lui  – daddy dearest – abbia in serbo per Lucifer, lei ne vada di mezzo, lei soffra. Ho trovato meraviglioso questo confronto fra i due fratelli, Amenadiel che lo accusa di avergli chiesto di badare a Chloe quando a lui per primo non importa nulla di lei, e Lucifer che lo zittisce con questa realtà. Ho trovato meraviglioso il fatto che Amenadiel abbia davvero vegliato su Chloe come gli era stato richiesto, dimostrando un affetto profondissimo nei confronti del fratello nonché quel senso della lealtà che l’ha sempre contraddistinto. C’è poi Mamma, con la quale Lucifer accetta di parlare solo perché Amenadiel gli dice di parlarle, e torniamo al discorso dell’affetto e della lealtà fra fratelli – che anche se non sempre è così evidente e spesso per scorgerlo bisogna leggere molto attentamente fra le righe, in realtà è stato un aspetto portante del loro rapporto fin dal principio. Lucifer affronta Mamma e anche con lei decide di essere chiaro e cristallino, sincero: non si fida di lei, glielo dice apertamente, le dice che si sente tradito, che è stufo di essere una pedina, che è stufo di dar fiducia a gente che non se la merita solo in virtù di cosa? Di un legame di sangue che in fondo non gli ha mai portato nulla di buono? E, sorprendentemente, Mamma si apre con lui e gli dice la verità, gli confida che la spada che credevano essere andata distrutta un’eternità fa è in realtà ancora intatta e si trova sulla terra.

Che Mamma avesse la sua agenda personale, lo sapevamo fin dall’inizio. Ma quello che stiamo iniziando a capire, è che c’è una parte di lei che in fondo tiene veramente ai suoi figli. È stata disposta a tornare all’inferno pur di salvare Lucifer, ha preso sotto la propria ala Amenadiel e quando era all’inferno abbiamo visto come la mancanza dell’altro figlio perduto la stia in realtà distruggendo dentro. E qui l’abbiamo vista struggersi su questo presunto matrimonio di cui lei e Amenadiel sono venuti a conoscenza grazie all’amico Google, l’abbiamo vista addirittura abbozzare una lettera nei confronti di Lucifer, tormentata dal fatto che lui avesse deciso di escluderla dalla propria vita. La sentiamo perfino dire I did this, I’m a terrible mother. Quindi, per farla breve, credo che per quanto questa famiglia sia disfunzionale, in fondo ci sia dell’affetto sincero fra tutti quanti loro. 

E ora veniamo a Chloe, alla sua sofferenza quando si ritrova di fronte Candy Morningstar, al suo sguardo doppiamente ferito, prima perché lui se n’è andato senza una parola, poi perché è tornato con questa moglie al seguito pretendendo di riprendere da dove avevano lasciato prima che permettessero ai loro sentimenti di avere la meglio. Tornare alla parnership, tornare all’amicizia. Chloe non lo accetta, non dopo tutto ciò che è successo, non dopo essere quasi morta e aver passato l’inferno. Quello che però lei non sa, è che Lucifer è passato per l’inferno letterale, quello vero, per impedire che lei morisse, e che quindi entrambi si portano addosso lo stesso bagaglio traumatico – okay, non proprio lo stesso, però di base il concetto è che entrambi hanno subito un trauma nel quale l’altro era coinvolto. Ed è assurdamente divertente come Chloe arrivi a capire che lei non è l’unica parte emotivamente lesa dell’equazione proprio grazie a Candy.

E insomma, prima lui aveva rifiutato lei scappando a Las Vegas, ora lei rifiuta lui licenziandolo, dicendogli che non ha bisogno di lui, che non sa cosa farsene di un partner di cui non può fidarsi. Poi Lucifer fa a modo suo, prende le redini del caso della settimana a dispetto del licenziamento, arriva perfino a chiamare Douche Daniel, e Daniel arriva perfino a prendere le sue parti aiutandolo ad aiutare Chloe con il caso – un po’ come qualche scena prima aveva fatto Maze, sbattendo Chloe fra le braccia di Lucifer a una sessione di terapia di coppia, sempre per il caso.

E poi il climax finale, LUCIFER CHE FA LA SERENATA A CHLOE, e sì, sto urlando nella vita vera. Possono rifiutarsi e friendzonarsi quanto gli pare, ma la verità nuda e cruda rimane una e una soltanto: SI AMANO E NON POSSONO STARE L’UNO SENZA L’ALTRA E VICEVERSA. E sì, sto urlando di nuovo.

Non so se ricordate quando recensendo gli episodi della prima stagione esprimevo perplessità nei confronti di possibili risvolti romantici per i Chlucifer. Ebbene, oggi sono qui a dirvi che sono riusciti ad abbattere definitivamente ogni mio dubbio, perché hanno fatto esattamente l’opposto di ciò che temevo. Temevo che li facessero accadere solo per del fanservice fine a se stesso, temevo che avrebbero accelerato i ritmi di una chimica che aveva bisogno di tempo per potersi sviluppare a dovere, e invece stanno rispettando alla perfezione sia i tempi di Lucifer che quelli di Chloe, e di fanservice gratuito non ce n’è nemmeno l’ombra – e che poi i Chlucifer siano ciò che i fan vogliono, è un altro paio di maniche. Quindi, per l’ennesima volta, mi ritrovo a inchinarmi di fronte agli autori di questo show, che ormai amo alla follia.

Mancano quattro episodi al finale di stagione, e sappiamo le seguenti cose: i Chlucifer si amano ma le stelle non sono ancora allineate per loro, daddy dearest sta per palesarsi sulla terra (cosa che ci è stata spoilerata da una casting news), l’unica arma che può dargli filo da torcere non è andata distrutta ma si trova sulla terra ed è nelle mani di Lucifer, e Amenadiel, Lucifer e Mamma si trovano per la prima volta vicini l’uno all’altro – o quantomeno, più vicini di quanto non lo siano mai stati, seppure continuino a essere tre bombe a orologeria pronte a scoppiare e rivoltarsi l’una contro l’altra. Le premesse per quattro episodi da cardiopalma, direi che ci sono tutte.

Per il momento vi lascio con il promo del prossimo episodio, “Deceptive Little Parasite”, e vi do appuntamento a settimana prossima!

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