Lucifer 3×02 – Perché da Smallville a Los Angeles è un attimo!

Fair warning: recensione MOLTO delirante a seguire. Lettore avvisato…

Partiamo subito dalla grande e cocente delusione contro la quale ho sbattuto il muso domenica sera – sì, ancora prima che uscisse l’episodio – quando è stato annunciato l’attore ingaggiato per ricoprire il ruolo del Sinner Man e che… NON È TOM WELLING!!! Io lo so che era ovvio che non fosse lui perché era troppo ovvio che potesse essere lui e Lucifer (grazie al cielo) è tutto fuorché ovvietà, ma ecco… niente, Clark Kent Marcus non è Superman il Sinner Man. E io avrei pagato oro per vedere Clark Kent nei panni di un cattivo, sarebbe stata la cosa più esilarante di questa stagione telefilmica (perché dai, non potete pretendere che io prenda Clark Kent sul serio).

Per cui ecco le fasi attraverso cui sono passata per elaborare questo lutto:

  • Clark Kent non è il Sinner Man, ma guardalo, spia le indagini, le spiaaaaa, quindi è per forza un suo accolito!!!

*scena che smentisce anche questa teoria, ma improvvisamente lui ci dice chiaro e tondo di essere interessato a Lucifer e Lucifer soltanto*

  • OMMIODIO CLARK KENT È DADDY DEAREST, NON C’È ALTRA SPIEGAZIONE, PER QUALE CAVOLO DI ASSURDO E INSENSATO MOTIVO HANNO PENSATO DI DARE A DADDY DEAREST LA FACCIA DI TOM WELLING, RIDATECI TIMOTHY OMUNDSON!!!

*scena in cui Clark Kent si permette di dare dell’idiota a Lucifer*

  • SOMEBODYYYYY SAVEEEEEEE MEEEE – anzi, save YOU – perché ne hai davvero bisogno, amico.

E niente, alla fine Marcus pare abbia lasciato Smallville Chicago solo perché ha conti in sospeso con il Sinner Man (che non è lui), in qualità di poliziotto tormentato da un caso che non è riuscito a risolvere. Io l’ho sempre sostenuto che nel mondo dei supereroi, Superman è quello più sopravvalutato di tutti.

Però in questo secondo episodio sono state portate alla nostra attenzione delle dinamiche molto più che interessanti e che non hanno nulla a che vedere con lui. Innanzitutto, il rapporto fra Linda e Lucifer si è evoluto in una maniera incredibile, ora sono a tutti gli effetti amici e le sedute psicologiche non sono più tali nel senso stretto del termine, ma sono dei veri e propri momenti di intimità – nel senso meno sessuale del termine – fra i due. Si confidano a vicenda, cercano supporto l’uno nell’altra e tentano di risolversi i problemi a vicenda… anche se quelli di Linda è più incline a risolverli Amenadiel che non Lucifer. Ed ecco la seconda, meravigliosa, dinamica: quella fra Linda e Amenadiel. Anche il loro rapporto si è evoluto tantissimo, ed è stato veramente bellissimo vederli fare affidamento l’uno sull’altra e soprattutto vedere la compassione umana di cui ormai è capace Amenadiel.

All’inizio della prima stagione lui si riteneva superiore agli esseri umani, riteneva che i loro problemi non fossero affar suo, mancava di quella che tecnicamente dovrebbe essere la prima qualità di un angelo. E invece ora si preoccupa sinceramente per la sua amica umana, dopo aver fatto di tutto per salvarle la vita senza nemmeno stare a pensarci due volte, ora è preoccupato per il suo stato emotivo, è preoccupato per la sua salute, si comporta nei suoi confronti nella maniera più umana di tutte.

Ha senso che la grande prova di Amenadiel sulla terra sia Lucifer, ha senso perché Lucifer è ciò che di più distante da lui ci possa essere, ma allo stesso tempo è il fratello al quale, volente e nolente, si è sempre ritrovato a essere più vicino. E ora entrambi stanno affrontando la prova più grande di tutte, entrambi privati della loro identità, entrambi derubati della propria identità: Lucifer dal Sinner Man e Amenadiel da Lucifer. Quindi si ritrovano di nuovo uniti da una battaglia comune ma in maniere diametralmente diverse, un po’ come la scorsa stagione con Mamma. Ora però Amenadiel sembra aver trovato una sorta di pace interiore, sembra essere riuscito a scendere a patti con la propria condizione umana e sembra perfino aver ritrovato la fede in daddy dearest. Posizione nella quale Lucifer non solo non si trova, ma non credo si ritroverà mai data la sua natura impulsiva (come ci ha fatto notare anche l’amico Clark Kent).

Nulla da dichiarare sul fronte Chlocifer, se non che ho amato tantissimo Chloe che, nonostante non sia disposta a dar corda a Lucifer su questa leggenda metropolitana che è il Sinner Man, finisce comunque con il dargliela (corda) nel momento in cui gli dice, “okay, portami anche solo una minuscola prova della sua esistenza e indagherò”.

Ora in realtà questo apre le porte a una storyline con tantissimo potenziale, perché lei gli ha dato la sua disponibilità, ma allo stesso tempo Marcus ha ingiunto a Lucifer di tenerla fuori e – per quanto mi costi dovergli dare ragione… Marcus ha ragione. Vedremo un po’ come agirà Lucifer, che non è esattamente il migliore quando si tratta di operazioni segrete/sotto copertura/discrete/whatever. Clark Kent potrebbe comunque essere ancora in lizza per il posto di accolito del Sinner Man, lasciatemi sognare!

Menzione speciale alla solita abilità di Tom Ellis, soprattutto nella scena in cui interroga il sospetto e riesce a tirare fuori il suo lato più infernale anche senza la devil’s face.

TOP 3:

  1. Douche e Lucifer che usano il palco dell’improvvisazione per fare ciò che non facevano da un bel po’, ovvero bisticciare (e lanciarsi pomodori!). Non vi mancavano questi momenti assolutamente esiliranti fra loro due? A me tantissimo!
  2. Ella la fangirl che difende a spada tratta il suo comedian preferito perfino contro l’evidenza più evidente. Ella una di noi, Ella una di noi, viva le fangirl!
  3. Vabbé, che ve lo dico a fare. You’re an idiot. 

Vi regalo anche la mia reazione a caldo durante la visione, Clark Kent è il mio preferito, vi giuro che è il mio preferito, batte pure Douche.

E con questo vi do appuntamento a settimana prossima!

 




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ChelseaH
Nella sua testa vive nella Londra degli anni cinquanta guadagnandosi da vivere scrivendo romanzi noir, nella realtà è un’addetta alle vendite disperata che si chiede cosa debba farne della sua laurea in comunicazione mentre aspetta pazientemente che il decimo Dottore la venga a salvare dalla monotonia bergamasca sulla sua scintillante Tardis blu. Ama più di ogni altra cosa al mondo l’accento british e scrivere, al punto da usare qualunque cosa per farlo. Il suo primo amore telefilmico è stato Beverly Hills 90210 (insieme a Dylan McKay) e da allora non si è più fermata, arrivando a guardare più serie tv di quelle a cui è possibile stare dietro in una settimana fatta di soli sette giorni (il che ha aiutato la sua insonnia a passare da cronica a senza speranza di salvezza). Le sue maggiori ossessioni negli anni sono state Roswell, Supernatural, Doctor Who, Smallville e i Warblers di Glee.

4 Comments

  1. Giò

    11 ottobre 2017 at 09:09

    Non vedevo l’ora che ricominciasse Lucifer anche per leggere le tue recensioni!
    Per me Tom Welling è stato e rimmarrà sempre Clark Kent (certi attori hanno questo problema di portarsi dietro per sempre un ruolo) quindi sono d’accordo con te che non si può prendere seriamente. Io spero di vedere più interazioni non solo fra lui e Lucifer ma anche con Dan che, rispetto alla scorsa stagione, sembra aver preso un po’ il posto di “zimbello” del gruppo.
    Non vedo l’ora che Maze ricompaia perché, almeno per quanto mi riguarda, se ne sente la mancanza… E non per niente l’hanno nominata più di qualche volta!
    Per il resto poco Chlucifer o se si preferisce Deckerstar ma vedremo come si evolverà, penso che per lui sarà difficile nascondere un segreto quando è quello che li porta sempre alla luce. D’altra parte si è visto come ci tenga non solo a Chloe ma anche a Trixie e quindi penso farà il possibile per tenerle all’oscuro.

    • ChelseaH

      ChelseaH

      11 ottobre 2017 at 11:31

      Altroché se si sente la mancanza di Maze, ma in teoria nel prossimo episodio dovrebbe tornare per fortuna!
      Ahahaha, sono d’accordissimo su Tom Welling, infatti io ho perfino problemi a scrivere “Marcus” come si vede bene da queste due prime recensioni, per me è Clark Kent e basta! Sarà che Smallville è andato avanti dieci anni e dopo lui non ha più avuto ruoli importanti, quindi sarà proprio difficile levargli di dosso quell’etichetta. Dan poverino mi fa un po’ pena, lui ci prova sempre ma nessuno lo prende mai sul serio, dopo che nella premiere Clark Kent gli ha anche detto che è l’unico “sacrificabile” del team la situazione è degenerata porello xD
      Lucifer non ce lo vedo proprio a mantenere un segreto, non riesce a mantenere nemmeno quello ENORME della propria identità… (che poi nessuno lo prenda sul serio, è un altro paio di maniche)

      Grazie mille per il commento 🙂

  2. Marchrose

    11 ottobre 2017 at 18:04

    grazie per la recensione, eccellente come sempre! Leggere le tue recensioni ormai sta diventando per me parte integrante della visione di Lucifer
    Circa Clark Kent, mi sto facendo la teoria che sia un altro angelo, cioè il fratello di Lucifer e Amenadiel, che per qualche ragione mantiene l’incognito per cogliere Sinnerman di sorpresa. Non riesco a trovare altre spiegazioni per come indaga su Lucifer ed il modo temerario con cui lo tratta. Secondo me voleva essere certo di avere davanti il vero Lucifer e non Sinnerman sotto mentite spoglie. Magari la persona che ha perso era una sua protetta, cioè lui ne era l’angelo custode o simili. Vedremo…

    • ChelseaH

      ChelseaH

      12 ottobre 2017 at 18:48

      Ma sai che è una teoria interessantissima e alla quale non avevo assolutamente pensato? Questo effettivamente potrebbe spiegare l’interesse quasi morboso nei confronti di Lucifer… però, in questo caso, non avrebbe dovuto tentare il contatto anche con Amenadiel? O forse, semplicemente, si tratta di fare un passo alla volta e la sua priorità è Lucifer perché è lui quello che collabora direttamente con la polizia…
      In ogni caso AMO come questa serie riesca a farci elaborare le teorie più disparate – un po’ come l’anno scorso con Mamma – e farci rimanere incollati allo schermo in attesa di vedere chi abbia ragione!

      Grazie mille per il commento 🙂

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