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Le cose migliori di Stranger Things 3

LE COSE MIGLIORI DI STRANGER THINGS 3

La terza stagione di Stranger Things si è fatta attendere tantissimo, eppure sono bastate otto ore scarse per dirle già addio. È inutile girarci intorno, si conferma anche stavolta la serie più “bingewatchabile” in assoluto, non fai a tempo a premere play che già ti ritrovi otto episodi più tardi, alla scenetta post crediti in pieno stile Marvel. Congeniata come un film di lunghezza spropositata, non annoia mai, non ha mezzo punto morto e, soprattutto, non se ne ha mai abbastanza. Insomma, perché non hanno già annunciato il rinnovo? Perché la quarta stagione non esce tipo domani? Ne abbiamo bisogno tutti, ammettiamolo!

Dopo questa introduzione mi sembra inutile specificarlo, ma lo faccio lo stesso: io l’ho adorata, esattamente quanto le due che l’hanno preceduta. Ma quali sono state le cose migliori di questi otto episodi di Stranger Things? E quali invece quelle che mi hanno fatto storcere un po’ il naso?

Parto dalle note dolenti senza dilungarmici troppo:

  • la storyline di Jonathan e Nancy non mi ha lasciato niente, sono stati gli unici momenti un po’ noiosi e da loro mi aspettavo di più, soprattutto da lui che avrebbe dovuto farsi suonare in testa miliardi di campanelli d’allarme per Will e invece è stato letteralmente l’unico a non capire che erano in stato di emergenza;
  • la graficità delle scene in cui topi e umani posseduti dal Mind Flayer si liquefacevano – degne dei film horror con gli effetti speciali peggiori dell’universo, cioè quelli degli anni ’80, ma mi rendo conto che vista l’ambientazione anche questo ha un senso. Urgh, che schifo lo stesso però!

Per il resto ho solo amore da spargere, e lo spargerò copiosamente.

steve e dustin steve e dustin steve e dustin steve e dustin steve e dustin

Steve e Dustin idoli assoluti di questa stagione, punto e fine della storia. Il primo che ormai è completamente a suo agio nei panni di mamma chioccia, che parla di se stesso in terza persona chiamandosi dad, e che corre non appena qualcuno gli nomina i suoi children. Il secondo che si affida al primo con fiducia incondizionata e che passa in breve dal grado di figlio a quello di padre esclamando esasperato that’s official, I’m never having kids.

Steve è quello che senza ombra di dubbio ha avuto l’evoluzione migliore nel corso delle stagioni, io stento quasi a credere che nei primissimi episodi mi stesse sulle scatole come pochi altri al mondo. È cresciuto, ammette senza problemi di essere stato pessimo alle superiori – quando Robin gli chiede you were an asshole, you know that? e lui risponde yeah, I know – si dimostra un punto fermo per i ragazzi e l’amico che non ci pensa mai due volte prima di buttarsi nella mischia per aiutare qualcuno.

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Alla stessa maniera, ho adorato Robin e shippato così intensamente lei e Steve che alla fine, quando lui si è dichiarato scoprendo che lei è in realtà lesbica, ci sono rimasta più male io di lui. Ammetto di non aver perso le speranze a riguardo, ma anche se le cose dovessero rimanere così, ringrazio gli autori per averci  donato un’amicizia perfetta.

Joyce e Hopper, Hopper e Joyce. Ce l’hanno fatta sudare per tre intere stagioni, ma abbiamo capito come sarebbe andata a finire nel momento esatto in cui hanno deciso di provare ad avere un appuntamento vero. Ho amato come Joyce si sia messa subito sull’attenti quando i magneti le sono caduti dal frigorifero, ho amato come Hopper le sia andato dietro nonostante sulle prime abbia pensato che lei fosse impazzita, ho amato come abbiano adottato Alexei alla stessa maniera in cui Steve ha adottato i ragazzi. Joyce, già madre dell’umano preferito dai mostri del Sottosopra e che aveva perso anche Bob, non meritava di veder morire qualcun altro così, sicuramente non Hopper.

Diciamo che la scena post crediti ci ha dato ampio margine di speranza sul fatto che in realtà lui sia ancora vivo e vegeto – risucchiato dal Sottosopra e ripescato dai russi – ma questo non toglie assolutamente pathos a una sequenza di scene meravigliose e strazianti: Joyce che piange disperata stringendo Will, Eleven che da quella disperazione capisce che Jim non ce l’ha fatta, Eleven che legge la lettera di Jim, Joyce che impacchetta tutta la sua vita e i figli – compresa Eleven che diventa automaticamente figlia sua, senza che nessuno lo metta in discussione – e decide di andarsene il più lontano possibile dal posto che le ha tolto quasi tutto.

Non ho mai provato nemmeno il più flebile briciolo di simpatia per Billy – che anzi, avevo classificato come personaggio più inutile della seconda stagione – ma ho trovato perfetto il fatto che il Mind Flayer abbia scelto proprio lui e perfetta la scena in cui Eleven riesce a riportarlo in sé rievocando i ricordi che ha visto nella sua mente. Non era né il più bello né il più simpatico, ma alla fine Billy ha scelto di fare la cosa giusta sacrificandosi per salvare Eleven e tutti gli altri. È finita che mi è dispiaciuto un sacco per lui, nonostante tutto.

El e Max che legano, fanno shopping, i pigiama party, leggono fumetti, si scambiano confidenze e sparlano dei ragazzi sono state un valore aggiunto a questa stagione di Stranger Things, fra le cose migliori. Max è a tutti gli effetti la prima e anche l’unica che invece di tenere El sotto a una bolla la spinge piuttosto nel mondo, in mezzo alla gente, le fornisce un assaggio di tutto ciò che le ragazzine della loro età fanno. Ed El si meritava tutto questo, si merita di vivere il più normalmente possibile e forse anche la perdita dei poteri – ammesso che li abbia persi davvero. Le ha fatto bene staccarsi un po’ da Mike e da Hopper, trovare un proprio stile, scoprire l’amicizia femminile e capire effettivamente cosa sia l’amore.

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Infine, piccoli bimbi diventano adolescenti e hanno i loro primi screzi. C’è chi passerebbe la vita a giocare a D&D, chi pensa solo alle ragazze, chi non viene creduto quando dice di averne una, chi non capisce che il suo migliore amico è follemente innamorato di lui – non accetto negazioni a quest’ultimo punto. Mike e Will sono bellissimi, sono bellissimi perché Will è un piccolo cuore che vuole solo stare con il suo migliore amico, Mike sulle prime non capisce di averlo messo completamente da parte, ma quando poi sbottano e litigano e si separano, Mike è il primo che gira tutta Hawkins sotto alla pioggia sperando di trovare Will per potersi scusare.

È altresì il primo ad accorgersi che, di nuovo, qualcosa non va in Will – al cinema, all’inizio del primo episodio – e appena Will capisce che la minaccia che prova è reale e gli dice che il Mind Flayer è tornato, Mike non mette in dubbio nemmeno per un nanosecondo le sue parole e passa subito in modalità difensiva, perché nessuno deve toccare il suo miglior amico. E fa lo stesso con El, cerca di proteggerla a tutti i costi nonostante lei sia molto più forte di lui.

MOMENTI TOP

La scena fra Steve e Robin nel bagno del cinema è stata la mia preferita in assoluto, di quelle che riguarderei in loop fino alla fine dei tempi!

Erica è stata fenomenale, ho amato tutte le sue scene, ma davvero tutte quante! Spero la tengano come personaggio regolare!

A voi com’è sembrata questa stagione? Ho letto parecchi commenti un po’ delusi in giro, ma anche se sono d’accordo sul fatto che è stata un pochino meno serrata rispetto alle altre, l’ho trovata comunque costruita benissimo e, come avrete capito, il mio giudizio è assolutamente positivo! Quali sono state secondo voi le cose migliori di Stranger Things 3?

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