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Le 5 morti più dolorose secondo ChelseaH

È stato oltremodo facile stilare questa lista, perché nonostante siano decine e decine e decine le morti che ho preso nel peggiore dei modi, non sono poi così tante quelle che mi hanno proprio lasciata completamente svuotata. Vi avverto che di seguito potreste trovare spoiler pesantissimi su: Orphan Black, Roswell, Doctor Who, Lost, Merlin e Supernatural.addicted avvisato, mezzo salvato!

5. Paul, Orphan Black (3×06). Posto che ero innamoratissima del suo personaggio perché era 50 shades of everything, né buono, né cattivo, quella giusta tonalità di grigio che lo rendeva incredibilmente reale, quel suo ultimo IT WAS NEVER BETH I LOVED rimarrà sempre e per sempre negli annali delle migliori e più strazianti ultime parole pronunciate.

4. Alex, Roswell (2×17). In un’epoca in cui gli spoiler e le notizie di casting non erano esattamente fruibili come al giorno d’oggi, ricordo che la morte di Alex mi colpì in faccia con la violenza di un segnale stradale sradicato da un tornado. Così ingiusta e così apparentemente senza senso – nonostante fosse a tutti gli effetti l’unico personaggio davvero sacrificabile, nel senso che il trio di alieni, Liz e Maria erano intoccabili e qualunque altro non avrebbe avuto la stessa risonanza emotiva per lo spettatore – ricordo di aver faticato davvero ma davvero tanto a mandarla giù. E in realtà non credo di esserci riuscita molto bene, perché ogni volta che faccio il rewatch continuo a prendere dritto in faccia quello stesso segnale stradale finito nell’occhio del ciclone.

3. Ten, Doctor Who (The End of Time). La rigenerazione di un Dottore è a tutti gli effetti una morte e una rinascita, perché muore un individuo e ne nasce un altro che, pur essendo tecnicamente la stessa persona, in pratica ha un volto e una personalità completamente differente. E Ten è stato il mio Dottore, sarà sempre il mio Dottore, al punto che mentre tutti piangono per la prossima dipartita di Twelve, io sono ancora qui in lutto per lui. E no, non credo esista il Dottore che potrà farmi smettere di piangerlo e rimpiangerlo.

2. Charlie, Lost (3×22). Not Penny’s Boat credo che sia uno dei momenti telefilmici più perfetti di sempre: tragico, triste, tutto quello che volete, ma quella di Charlie è in un certo senso la morte di un piccolo eroe, di qualcuno che fino all’ultimo ha cercato di fare del bene, di fare la cosa giusta, di essere d’aiuto.

1. Arthur, Merlin (5×13). La scena della morte di Arthur credo sia quella che in assoluto mi ha devastata di più negli anni, roba che riesco a piangere solo pensandoci. È una delle scene più belle nella storia telefilmica, perché proprio in quel momento così tragico l’amicizia profonda che lega Merlin e Arthur trova la sua legittimazione più grande, niente più maschere, niente più segreti, solo loro due e l’affetto che li lega. 

BONUS. Jo & Ellen, Supernatural (5×10). La metto come bonus perché in uno show in cui fai quasi fatica a credere alla morte visto che tanto poi rispuntano tutti fuori vivi e vegeti, quando ce n’è una che resta tale, essa finisce a prenderti a calci nello stomaco da lì all’eternità.

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