Le 5 morti più dolorose secondo Ale

È finalmente arrivato il momento anche per me di cimentarmi con una Top5… e ovviamente ho scelto una delle più masochiste nel panorama, sennò non siamo contenti.
Barando un po’ (visto che alcune di quelle che mi hanno sconvolta di più le avevo già nominate nell’articolo 10 volte in cui le sitcom più divertenti ci hanno fatto piangere a dirotto, quindi non le ripeterò qui), sono riuscita a limitare il numero a SOLO 5… eccole qua:

Amy&Rory (Doctor Who)

Ceeeerto, continuate a dirmi che no, i Pond non sono davvero morti, che i Weeping Angel ti mandano solo indietro nel tempo e che da qualche parte, in qualche tempo, Rory ed Amy hanno comunque finito di vivere i loro giorni insieme… Non mi basta, mi dispiace, gli Angeli si nutrono di momenti non vissuti e spedendo la coppia in un punto del passato non raggiungibile dal Dottore li hanno a tutti gli effetti UCCISI per lui. E per noi spettatori.
Soffro ancora in silenzio (ma neanche troppo in silenzio)…

Charles Vane (Black Sails)

È vero, come in ogni storia di ribellione al potere sovrano che si rispetti deve esserci un’esecuzione (reale o metaforica), un capro espiatorio che funga da fondamenta concrete per la rivoluzione che si attuerà in seguito… il Ned Stark della situazione per capirci.
Capisco tutto, narrativamente parlando, ma l’impiccagione del Capitano Vane per me rimane ancora uno dei momenti più sofferti all’interno dello show (non solo perché, insomma, Zach McGowan…).

Tracy McConnell (HIMYM)

Nell’altro articolo avevo menzionato un’altra morte in questo show come una delle più dolorose in una sitcom, ma questa è forse anche più amara per diverse ragioni. Anche se alla morte della Madre non assistiamo realmente “in diretta”, è comunque una conclusione ingiusta per una storia che ho pensato fin dall’inizio fosse di amore e speranza, la realizzazione del sogno di Ted… nonché la fine più ingiusta per un personaggio che avevo appena fatto in tempo a conoscere ma già mi aveva conquistata: la morte di Tracy è un boccone tuttora indigesto, a diversi anni dalla chiusura della serie.

Glenn Rhee (The Walking Dead)

Come i lettori della graphic novel mi faranno notare, Glenn era quello destinato a venir ucciso da Negan nella prima apparizione ufficiale del nuovo villain… ma in quanto vergine di graphic novel mi sono approcciata alla visione della premiere della scorsa stagione sperando che ci fosse una via di uscita. E infatti gli autori fanno uccidere Abraham: perfetto… cioè, per carità mi dispiace, non sono così insensibile, ma il povero Glenn (che sta pure per diventare papà, uno dei pochi personaggi in questa serie che ha una gioia ogni tanto per sbaglio) se la caverà!
…E invece no. È sopravvissuto all’attacco al cassonetto per venire brutalmente ucciso da Lucille, e davanti agli occhi di Maggie. Ancora non ne sopporto il ricordo (WARNING: la scena qui sotto è cruda da far star male!).

Alvin (Mom)

Questa per me è abbastanza recente perché sto recuperando questa comedy da poco. Alvin non è il personaggio più sensazionale dell’universo, e infatti non è la sua morte in sé che mi ha sconvolta, ma le ripercussioni che ha avuto sugli altri, soprattutto Christy e, ancora di più, Bonnie.
Inoltre a farmi rimanere letteralmente di cacca è stato il fatto che proprio non me l’aspettassi, per quanto la serie si presenti fin dall’inizio come un prodotto di humor abbastanza nero, trattando con ironia anche temi alquanto tosti (l’alcolismo in primis), non mi ero proprio preparata mentalmente e psicologicamente per la dipartita di un personaggio (e non sarà neanche l’unica morte improvvisa che sconvolgerà le protagoniste, e anche l’altra, seppure avvenga off-screen, mi ha fatta rimanere piuttosto male).

 

Ok, direi che mi sono fatta male abbastanza, e non ne ho nemmeno menzionate altre che mi frullano tuttora in testa (Mary Watson, ad esempio: non si può andare contro il canon, però che gran personaggio ha perso la serie!), mi sono limitata ai primi lampi che mi sono passati per la mente, altrimenti non ne uscivo più!
Bene, ora vado a farmi un quintale di cioccolata via endovena per ristabilire il giusto livello di endorfine.




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Ale

Tour leader/traduttrice di giorno e telefila di notte, il suo percorso seriale parte in gioventù dai teen drama “storici” e si evolve nel tempo verso il sci-fi/fantasy/mistery, ora i suoi generi preferiti…ma la verità è che se la serie merita non si butta via niente! Sceglie in terza media la via inizialmente forse poco remunerativa, ma per lei infinitamente appagante, dello studio delle lingue e culture straniere, con una passione per quelle anglosassoni e una curiosità infinita più in generale per tutto quello che non è “casa”. Adora viaggiare, se vincesse un milione di euro sarebbe già sulla porta con lo zaino in spalla (ma intanto, anche per aggirare l’ostacolo denaro, aspetta fiduciosa che passi il Dottore a offrirle un giretto sul Tardis). Il sogno nel cassetto è il coast-to-coast degli Stati Uniti [check, in versione ridotta] e mangiare tacchino il giorno del Ringraziamento [working on it…]. Tendente al logorroico, va forte con le opinioni non richieste, per questo si butta nell’allegro mondo delle recensioni. Fa parte dello schieramento dei fan di Lost che non hanno completamente smadonnato dopo il finale, si dispera ancora all’idea che serie come Pushing Daisies e Veronica Mars siano state cancellate ma si consola pensando che nell’universo rosso di Fringe sono arrivate entrambe alla decima stagione.

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