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Le 10 sigle impossibili da skippare

Ahhh, le sigle! Alcune le amiamo altre ci danno proprio l’orticaria. Si dice che un libro non vada giudicato dalla copertina, e lo stesso vale per le serie tv: spesso una serie fantastica va a scivolare proprio proponendoci una sequenza di apertura carente. Ma nel bene o nel male, le sigle rimangono molto spesso i biglietti da visita di un telefilm: capolavori di fotografia o trionfi del kitsch, ci sono quelle belle belle in modo assurdo e quelle che “un po’ sì, ma poi anche basta”, quelle inquietanti e quelle che invece ti tengono incollato ogni santa volta. Sarebbe bello poter tirare giù una top 10 per ciascuna di queste categorie, ma per oggi ho deciso di concentrarmi solo su quest’ultima, ovvero quelle sigle che non importa quante volte le hai viste, non importa quanto il cliffhanger della puntata precedente ti abbia lasciato a bocca aperta, hanno un certo appeal (che sia una canzone catchy, una sequenza visiva impeccabile o semplicemente una sensazione che suscitano) che vi impedisce di cliccare sul tasto skip e saltarle.
Ecco qui di seguito un elenco di quelle che personalmente, per un motivo o per un altro, non salto praticamente mai:

Game of Thrones:
Ti piace vincere facile? Sì, lo so, questa era alquanto scontata, anche se ci sono un milione di persone là fuori che affermano di trovarla troppo lunga, che dopo l’entusiasmo iniziale ora non abbiano più pazienza di seguirla per intero, io faccio parte della fazione a cui invece piace godersela… Anche perché, oltre a essere un ottimo lavoro a livello digitale, di questo modellino tridimensionale meccanizzato di Westeros ed Essos non è da sottovalutare la “funzione narrativa”: vediamo luoghi diversi sulla mappa a seconda di dove andremo nell’arco dell’episodio che sta per iniziare, alcuni posti cambiano aspetto a seconda di quanto successo in precedenza (esempio lampante è il triste cambio di stemma su Winterfell). E poi, il tema composto da Ramin Djawadi si lascia fischiettare con una facilità impressionante! Ecco qui di seguito l’opening di inizio serie…

True Detective (season 1):
Qui la specificazione è d’obbligo: senza nulla togliere alla sequenza iniziale della seconda stagione, che a livello visivo ricalca lo stile di quella dello scorso anno, personalmente trovo che il sound di “Far From Any Road” dei The Handsome Family vada a sposarsi così bene con le ambientazioni della Louisiana (non solo sfondo ma quasi parte integrante delle vicende di Hart e Cohle) che difficilmente si sarebbe potuto fare meglio. L’impatto visivo della sequenza di immagini è notevole, con l’aggiunta del tema country rock dal sapore un po’ nostalgico il risultato è un capolavoro, una sigla che non ho davvero MAI skippato per tutte le 8 puntate.

Black Sails:
Questa è una serie che ho notato essere forse un po’ di nicchia, o semplicemente poco conosciuta rispetto a mostri sacri come i due show menzionati qui sopra, ma sa conquistare coloro che apprezzano il genere storico/in costume con un pizzico di azione… senza contare il carattere peculiare della storia: i pirati! Prima ancora di farsi coinvolgere dalle avventure del Capitano Flint e della sua ciurma, è la sigla di apertura che non può non catturare. La prima volta sono rimasta a bocca aperta davanti alla precisione nei dettagli di alcune delle “sculture” (interamente realizzate in CGI, come tutta la sigla), per non parlare della musica di Bear McCreary, stesso autore della sigla di The Walking Dead, solo per nominarne una. Magnifica!

Outlander:
Questa sigla è semplicemente un sogno! Sul serio, le immagini che richiamano il rituale celtico a Craigh Na Dun hanno già di per sé un che di onirico, che unito alla voce di Raya Yarbrough ti trasportano indietro nel tempo. Ovviamente stiamo parlando di una serie ambientata nelle Highlands poco prima della rivolta giacobita, quindi la scelta di “The Skye Boat Song”, canzone folkloristica scozzese che richiama proprio eventi legati a quel periodo (e che, ci ho messo un po’ ad arrivarci ma alla fine mi sono ricordata, avevo già sentito suonata dalle cornamuse durante il matrimonio di Charlotte nella 3×12 di Sex and the City), era d’obbligo… ma il riadattamento del testo apposta per questi opening credits, di nuovo ad opera di un eccellente Bear McCreary, è qualcosa di stupendo!

Doctor Who:
Parliamo qui di un altro mostro sacro: a oltre 50 anni dalla prima comparsa del suo riconoscibilissimo main theme, allora una grande innovazione per le soundtrack televisive, la sigla di Doctor Who è ancora in formissima, con la grafica e l’arrangiamento che si rinnovano così come il protagonista si rigenera, uno stare al passo coi tempi che è proprio dell’anima dello show. Inizialmente composta da Ron Grainer, questa sigla è ormai parte integrante dell’identità della serie, tanto da essere spesso ripresa qualora si voglia fare un accenno al Dottore (ricordo ancora la piacevole sorpresa quando ho visto apparire la faccia di Tom Baker durante l’episodio “Blue Harvest” dei Griffin). Per rendere onore ai mille volti della serie, ho deciso di inserire una playlist che raccoglie quasi tutte le diverse versioni della sigla andate in onda dal 1963 in poi… oppure potete sentire come l’ha interpretata quell’uomo meraviglioso che è John Barrowman!

Misfits:
Ok, qui andiamo davvero sul personale visto che “Echoes” dei The Rapture è anche stata la mia suoneria del telefono fino a due giorni fa (non che l’abbia cambiata, è il telefono che mi è morto). Al di là del theme che “spacca di brutto” (lo so, mi odio anch’io per aver usato quest’espressione, ma non c’è altro modo per rendere l’idea…d’altronde si potrebbe scrivere un articolo lungo un giorno sulle fantastiche soundtrack di Misfits, non solo sul brano usato come apertura), la sequenza creata dalla designer Miki Kato (non per niente candidata ai BAFTA per questo lavoro) è quanto di più adatto allo spirito della serie: una rappresentazione stilizzata e “cartoneanimatosa” dei 5 protagonisti, dei loro poteri e di come se li sono procurati, il tutto in uno sfondo grigio e graffitaro che richiama il disagio del sobborgo londinese in cui i nostri protagonisti disadattati si trovano impegnati con i lavori socialmente utili. Semplicemente un trionfo!

Orange is the new black:
Come si fa a non amare questa sigla? Basterebbe l’azzeccatissima “You’ve got time”, la canzone che fa da base alla carrellata di primi piani di detenute (in cui fa un cameo anche la vera Piper, autrice del romanzo da cui è tratta la serie), scritta appositamente per lo show e interpretata di Regina Spektor. Ma è la parte visiva la componente essenziale che fa di questo intro qualcosa di difficile da dimenticare: le immagini delle detenute sono impietosi ritratti che ne mettono in luce i difetti, e il sapere che si tratta di reali detenute non fa che amplificare quella sensazione di disagio che in parte cozza con lo spirito dramedy della serie, in cui la realtà del carcere ci viene spesso presentata sotto una luce che ne smussa gli angoli. Vi risparmio i miei sproloqui psicologici, per me personalmente l’appassionarsi a questa sigla è stata meramente una questione “di pancia”.

Unbreakable Kimmy Schmidt:
Quando penso a sigle impossibili da skippare penso anche a quelle che non saranno dei capolavori della computer grafica, non riprenderanno canzoni che sono capisaldi della musica mondiale, ma hanno quel qualcosa che te le fa adorare così tanto che ogni volta ti trovi lì ad ascoltarla fino alla fine e magari a fare un sing-along (un altro esempio sarebbe la sequenza iniziale di The Big Bang Theory, che anche se non l’ho inclusa in questa classifica meriterebbe la menzione d’onore per “sigla che non puoi fare a meno di canticchiare quando parte”). La sigla di Unbreakable Kimmy Schmidt è proprio questo per me: creata come il remix di un’intervista al testimone oculare della liberazione delle mole-women (e già questo fa capire molto dello spirito burlone della serie), è una vera droga! Da vedere, rivedere e rivedere sempre con lo stesso sorriso ebete sulla faccia.

Grace and Frankie:
Wow, mi sono appena accorta che nonostante la presenza di serie HBO e Starz in classifica, Netflix la sta facendo da padrone! Un’altra serie del colosso online che merita una menzione per via di una sigla difficile da skippare è Grace and Frankie: un intro che racconta in maniera ironica la premessa dello show grazie a una simpatica ed eloquente sequenza visiva animata in computer grafica. Ciliegina sulla torta (qui letteralmente!) è la cover di “Stuck in the middle with you”, brano di tarantiniana memoria, a opera di Grace Potter… canzone che difficilmente non vi resterà in testa per un intero pomeriggio dopo averla ascoltata anche solo per i pochi secondi dei credits.

https://www.youtube.com/watch?v=hl5ko84RJpQ

Daredevil:
Concludiamo rimanendo a casa Netflix, con un’altra sigla che dimostra come pochi secondi di opening credits possano raccontarci molto della serie che vanno a introdurre. Il tono dark dell’intro composto da John Paesano e Braden Kimball è perfettamente in linea con la vena della serie, così come la scelta della tonalità del rosso per lo sfondo. A livello grafico poi come si può non apprezzare l’espediente degli scenari che “prendono vita” sotto colate di sangue, in una sequenza che in parte sottolinea la tendenza cupa dello show e da un lato fa pensare a immagini che prendono forma gradualmente nella mente di una persona non vedente grazie al concorso di altri sensi… come detto, niente di più adatto!

E voi che ne pensate? Ce ne sono altre che aggiungereste/alcune di queste qui menzionate che proprio non sopportate e sostituireste? Attendo i vostri suggerimenti qui sotto nei commenti… magari una nuova sigla mi spingerà a documentarmi su una serie che ancora non conosco e a iniziarla!
Alla prossima gente!

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9 comments

Paolo 1 Dicembre 2015 at 16:12

E true blood?

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Federicuccia 1 Dicembre 2015 at 18:33

Favolose! per citare una comedy quella di New Girl 🙂

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Valentina 1 Dicembre 2015 at 18:56

Adoro Black Sails! Adoro la sigla! Ci speravo, ma non pensavo di trovarlo in questa top ten, perché, come hai detto anche tu, è meno conosciuto di molte altre serie… Grande scelta!

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Syl
Syl 1 Dicembre 2015 at 20:12

A me piace molto OITNB tra quelle che hai citato.
Aggiungo quella della seconda stagione di The Leftovers, così diversa da quella della prima stagione, così apparentemente allegra, ma molto simbolica.
E ci metto anche quella molto intensa di Flesh and Bone.
Io salto sempre le sigle, ma queste due amo vederle.
Complimenti per l’articolo!

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Jessica 1 Dicembre 2015 at 20:40

D’accordissimo su tutto!
Oltre a quelle che hai citato a me piacciono molto anche quelle di True Blood (il riff è spettacolare) e quella di I-Zombie 🙂

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barricadeuse
barricadeuse 2 Dicembre 2015 at 14:00

Da Game Of Thrones (dove sono sempre al mio meglio) a True Detective a OITNB a Outlander, ugh, sono tutte splendide. Ma sono stata contentissima di vedere citata anche Black Sails, di cui mi sono innamorata subito dalla prima puntata ― soprattutto del tema musicale, che miodDIO QUANTA BELLEZZA.
Io aggiungerei anche forse The Musketeers della BBC, che è un bel po’ trash ma ha un bellissimo main theme, direi anche abbastanza in linea col resto della serie. E quella di Sherlock ma solo per l’hype dato dal fatto che la vediamo tre volte scarse ogni tre anni.

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Giulia 2 Dicembre 2015 at 20:57

Narcos. La sigla di Narcos. Per quanto non mi piaccia la lingua spagnola, quella sigla è STUPENDA.

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sabs 3 Dicembre 2015 at 14:19

mhmmm così al volo mi vengono in mente :
la sigla prima stagione di the wire
e la sigla de “les revenants” che trovo semplicemente memorabile.

PS: pare nerd dire che ho per suoneria “the rain of castamere” ? no giusto per tastare il livello di dipendenza seriale .

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Ale
Ale 4 Dicembre 2015 at 09:44

Wow, che bello leggere tutti questi commenti, e grazie a tutti per i suggerimenti. Vedo che tra i più nominati c’è True Blood che purtroppo non seguivo, a inizio articolo ho specificato che si tratta di una lista personale chiaramente influenzata dai miei gusti oltre che dalle serie che seguo, ma ora che l’avete menzionata sono andata a cercarla su YouTube e…cavolo se merita in effetti! 😀 Ha anche qualcosa che mi ricorda True Detective…
@barricadeuse: ahahah è vero, anch’io stavo per mettere Sherlock poi mi sono detta “ne vediamo così poco di quella serie che quando finalmente esce la sigla si salta a pie’ pari per arrivare subito al sodo” xD
@sabs: nessuno ti darà mai della nerd per quello, anzi ti apprezzo 🙂 Io da quando ho ricomprato il telefono ho rimesso il main theme di GoT perché non so perché non mi riconosce il formato di “Echoes”, mentre come notifica messaggio ho alternato per un po’ il suono del Tardis che atterra con “knock knock knock, PENNY, knock knock knock, PENNY, knock knock knock PENNY” xD

Grazie ancora a tutti per i complimenti e per esservi fermati a dire la vostra 😉

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