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Intervista esclusiva a Simone Virgili ideatore del Collettivo Miniera Fonica CMF: “Anche nei momenti più difficili non si deve mai mollare un obiettivo”

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 di Patrizia Faiello

Telefilmaddicted vi propone oggi l’intervista esclusiva al maestro Simone Virgili che insieme alla sua band CMF (Collettivo Miniera Fonica) di cui ne è il fondatore, ha recentemente pubblicato il singolo d’esordio “La vita è una jungla”. Dal Jazz al Blues passando per rock, funky, prog, pop, fusion, folk e neapolitan power, l’identità del CMF è variabile perché oltre ai componenti di base, per ogni argomento musicale trattato il CMF è pronto a plasmare il proprio organico in funzione della musica che si va ad eseguire. La band è formata da Simone Virgili (sax/clarinetto/Akai Ewi/voce), Ivo Mileto (Basso), Daniele Sorrenti (Tastiere) e Damiano Daniele (Batteria). “La vita è una jungla”, il brano che Simone Virgili custodiva nel cassetto da alcuni anni, è stato registrato in presa diretta presso OFFICINA MUSICALE di Roma, con il fonico Roberto Mascia.

Recentemente il CMF, di cui ne sei l’ideatore, ha esordito con l’uscita del primo singolo “La vita è una jungla” di cui sei anche autore. Qual è il messaggio?
“La vita è una jungla” nasce circa vent’anni fa. E’ stata la prima canzone che ho scritto tirando fuori di getto melodia e parole. Oggi la propongo con un sound più maturo e “mio”, decisione che ho maturato anche grazie alla collaborazione dei miei compagni del CMF. Allora avevo poco più di 20 anni e vivevo un momento di disagio dovuto all’impatto con la realtà dopo gli studi e la leva militare (allora c’era ancora) scontrandomi duramente con la realtà poco meritocratica del mondo lavorativo in genere. In più ho avuto intorno a me delle persone che ho visto “conquistare” senza merito situazioni facili e agiate, fra le stesse persone che oggi si lamentano del sistema, pur avendo ceduto il voto politico o la propria dignità in cambio di qualche agevolazione/raccomandazione.

A distanza di vent’anni “La vita è ancora una Jungla”?
La realtà di allora purtroppo è anche quella di oggi. La tv ipnotizza la massa con cartomanti/venditori di fumo, programmi di basso livello, i governanti tartassano la gente senza porsi un limite, e la malavita arriva a volte a sfruttare la politica per realizzare opere illecite che vogliono far passare per regolari e necessarie (vedi ad esempio business su discariche e sugli immigrati, organizzazioni mafiose ecc.). Azioni illecite che a volte, come accaduto nel mio paese nel 2012, l’unione di cittadini onesti miracolosamente riesce a fermare. (Presidio No Discarica Riano).

Insomma, un singolo nato come protesta?
Si ma sempre con la convinzione che non si deve mai mollare un obiettivo. Non si deve mai disperare in nessuna occasione, e quando c’è un nemico grande da combattere i buoni devono unirsi e combattere ciò che è sbagliato. È un dovere degli onesti.

Quando nasce il progetto CMF? 
L’idea del CMF nasce nel 2012, ma nel concreto sono riuscito a partire, trovando le persone giuste, nel 2016.

Il nome di un gruppo, di una band musicale è importante, determina parte del proprio successo. Perché hai scelto “CMF”?
Collettivo Miniera Fonica è stato un’ispirazione come quando ti vengono di getto le parole e la melodia di una canzone. Miniera Fonica mi piaceva perché io amo sperimentare e l’idea di iniziare a produrre musica ricavata da diverse realtà mi affascinava. Infatti più avanti nel repertorio inedito si potrà notare la diversità di sound di alcuni pezzi rispetto ad altri. Collettivo si aggiunge a Miniera Fonica perché la base del progetto è un gruppo affiatato e compatto, che può essere allargato in caso di necessità ma che è sempre unito da un grande feeling musicale e fra i nostri cuori.

Come vi approcciate al panorama musicale attuale, cioè che collocazione avete oggi a vostro giudizio? Noi ci affacciamo sul mondo della musica inedita senza avere un’idea precisa di “dove andiamo collocati”.Ci sono testi uniti a musica che vogliono mandare un messaggio, con un linguaggio che è il nostro è non è frutto di ricerca su “cosa va e cosa non va di moda o fa tendenza”.Il panorama musicale oggi non dà aspettative precise e/o attendibili, il business dei talent e prodotti affini spesso rende grande ciò che in verità non lo è, e viceversa. Insomma, cantiamo e suoniamo i nostri sentimenti sperando che arrivino a toccare molti cuori, perché non facciamo canzoni studiate a tavolino come spesso succede nelle “fabbriche” dei fenomeni apparenti. Siamo schietti, sinceri e passionali. Siamo noi.

Quale accoglienza vi aspettate da parte del pubblico con il singolo, “La vita è una jungla”? La speranza, come sempre in questi casi, è di essere apprezzati in grande misura, ma per ciò che dicevo prima fare previsioni è impossibile, il pubblico ha gusti più disparati ed è impossibile farsi un’idea di come andrà.

State già lavorando alla realizzazione del video puoi anticiparci qualcosa?
Si stiamo pianificando la realizzazione di un video che gireremo su una versione “corta” di Jungla, anche se ci dispiace un po’ fare dei tagli perché per noi il sentimento della canzone è espresso totalmente nella versione “Extended”.Il video sarà probabilmente girato con noi che suoniamo, e montato con altre immagini. Chiederemo prossimamente la collaborazione di tutti i nostri amici, per organizzare un incontro/evento e divertirci insieme a realizzarlo.

Foto Simone Sforza

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