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Rubriche & Esclusive

In difesa di 5 personaggi femminili

Cari addicted,
vi è mai capitato di simpatizzare per un personaggio che tutto l’universo seriale sembra odiare? Quello a cui tenete così tanto che siete pronti a difenderlo in ogni luogo, cercando disperatamente di far capire quella che è la sua psicologia? Il momento in cui capite che sta diventando il vostro personaggio preferito e siete pronti ad urlare al mondo “LEAVE HER ALONE”?

In questa condizione mi ci ritrovo troppo spesso. Causa: attrazione fatale verso personaggi, in particolar modo femminili, complessi e pieni di difetti.
Con alcuni di loro si sviluppa una particolare forma di affezione, molto profonda, che determina l’intraprendere discussioni infinite ed estenuanti difese con chi la pensa in modo diametralmente opposto, cercando di far capire che non esiste solo il bianco o il nero e che, prima di giudicare, bisognerebbe passare in rassegna tutta una gamma di grigi che, secondo fonti più o meno attendibili, si attestano sulle 50.

Nell’articolo sono presenti spoiler delle serie trattate.

TARA KNOWLES – SONS OF ANARCHY

C’è un motivo ben preciso se parto da lei.
E’ l’unica serie che non ho seguito in contemporanea e che ho recuperato lo scorso anno. Ciò mi ha tagliato dalla grande maggioranza delle discussioni sul suo conto, arrivata che ormai i giochi erano fatti.
E’ stata un’autentica sorpresa sapere che Tara sia così poco amata dai fan della serie, tanto che molti di loro si sono augurati, nel corso delle stagioni, che fosse presto vittima di qualche “incidente”.
Per quanto Sons of Anarchy sia una serie prettamente al maschile, sia come cast che come temi, sin dalle prime stagioni ho pensato che tutto si fondasse sul contrasto tra i due personaggi femminili di spicco. Due caratteri forti, protettivi a livelli patologici, in grado di rapportarsi con un gruppo di uomini dall’aspetto losco ed incutere ugualmente terrore.
Dal mio punto di vista, Gemma Teller e Tara Knowles sono state il fulcro, il motore della storia.
Tara ha capito ben presto che per tenersi stretto il suo uomo avrebbe dovuto tirare fuori le unghie e trasformarsi in qualcosa che fino a quel momento aveva sempre odiato.
Ha accettato di buon grado i consigli di Gemma ed è sopravvissuta (ok, fino ad un certo punto) in un’ambiente ostile. La trasformazione totale si è avuta nel momento in cui è diventata madre.
Devo dire che mai ho pensato che Tara stesse sbagliando, nemmeno nella sesta stagione. Anzi, in particolar modo nella sesta stagione.
Quando rimanere in città significa mettere in pericolo la propria vita e quella dei figli, quando sai che Jax ha superato ogni limite e che le sue attività lo portano ad esporre tutta la famiglia, cosa può mai fare una madre?
Tara ha agito come chiunque avrebbe fatto al suo posto: da leonessa, ha cercato di proteggere i figli, anche se ciò prevedeva l’inganno ed il sotterfugio. D’altronde, con quali altri mezzi si poteva contrastare Gemma, ormai pazza fino al midollo, se non con la forza?
In un momento di lucidità, nel dialogo al parco della 6×13, Jax finalmente capisce che la moglie aveva sempre avuto ragione, che abbandonare i Sons era l’unico piano per poter crescere i propri figli in un ambiente sicuro e che la scelta davanti alla quale Tara lo aveva posto non era per far del male a lui, ma per proteggere Abel e Thomas, quell’obiettivo doveva essere comune.
Ho sperato fino alla fine che potesse riuscire nel suo intento. Ed anche se lei ha fatto una brutta fine, in definitiva ha ottenuto quello che cercava: i figli lontano da Charming Town.

BETTY DRAPER – MAD MEN

 

“Sally, I always worried about you because you march to the beat of your own drum, but now I know that’s good. I know your life will be an adventure. I love you, Mom.”

La mia Betty!
Copiose lacrime sono state versate al momento di questa lettera. Lacrime di tristezza miste a lacrime d’orgoglio per un personaggio che va incontro alla morte con fierezza, forza e serenità.
Il suo personaggio, sin dall’inizio, si è dimostrato essere molto complesso. Non una semplice casalinga disperata, annoiata, poco avvezza al ruolo di madre, ma una donna che ha conservato ancora tratti infantili, sopravvissuta ad un marito fedifrago, poco attento, incapace di capire le sue esigenze, o di capirla proprio come persona, in grado solo di spedirla dallo psicologo per lavarsi la coscienza.
Betty Draper è una vittima di Don, così come ogni donna che abbia avuto una relazione con lui.
Nonostante questo, trova la forza di sfuggire ad una vita fatta di corna e di infelicità, sposando un uomo buono che, però, non riesce ad allontanare l’inquietudine che ha sempre contraddistinto il personaggio.
Betty non è di certo stata sempre una madre modello, in più di un’occasione si è mostrata molto dura e poco amorevole, nonostante sia poi stata in grado di essere presente, con il dovuto tatto, nei momenti più delicati dell’infanzia di Sally.
Ha nutrito profonda gelosia nei confronti di Megan, una gelosia del tutto naturale che derivava dal vedere il proprio ex marito con una ragazza, giovane e magra, che sembrava renderlo felice. E di certo non mi sento di condannarla per questo sentimento, non in un momento in cui aveva perso fiducia in se stessa tanto da ingrassare a vista d’occhio, perdendo quella che era sempre stata per lei una certezza: l’invidiabile aspetto fisico.
E vogliamo ricordare il momento epico in cui si è “vendicata” di Don, trattandolo come lui ha sempre trattato le donne? Credo che lì l’abbia definitivamente eletta come eroina personale!
Non dirò mai grazie abbastanza a Matthew Weiner per aver scritto un personaggio come il suo, in grado di evolvere da ragazzina impaurita a donna sicura di sé, in grado di affrontare la malattia e l’imminente morte con tanta dignità.
Grazie Weiner.

LADY MARY CRAWLEY – DOWNTON ABBEY 

Piove, Lady Mary ladra!
Potrebbe riassumersi con questa frase l’insofferenza provata da tanti nei confronti del personaggio.
Avrebbe potuto scoprire la cura per il cancro, mettere fine a tutte le guerre del mondo, sfamare un intero continente e per loro sarebbe comunque rimasta LA STRONZA.
Scusate, ma quando si parla di Lady Mary esco fuori dai gangheri e sento che devo difenderla con tutte le mie forze. Sarà che in questi anni ne ho lette di ogni, tra cui le peggio cose che possano essere rivolte ad un personaggio fittizio, di conseguenza il mio livello di protezione nei confronti di Mary è cresciuto esponenzialmente.
Chiariamoci, per alcuni comportamenti la mia Mary rimane indifendibile. Non per questo, però, deve essere definita stronza tout court, senza possibilità di appello.
Partiamo dai fondamentali, ovvero l’insofferenza nei confronti di Edith:
1. La sorella maggiore, sin dall’inizio, ha sempre punzecchiato la per lungo tempo “maiunagioia”. Vero. E’ tutta colpa di Mary? No. Non si direbbe, ma hanno anche dei genitori che se ne sono sempre fregati in egual modo di tutte le loro figlie (non iniziamo a dire di no che, quando Edith ha fatto la bastardata della lettera, Cora e Robert non hanno alzato ciglio).
2. Ma perché dopo tanti anni Mary ce l’ha ancora con Edith? Sai com’è, già la simpatia era poca prima, poi cerchi di sputtanarmi a tutta la nazione, scusa se non ti tratto coi guanti. L’evento era andato ad incrinare un rapporto già del tutto instabile, nessuna sorpresa che, per tanto tempo, tra le due ci siano state molte ostilità.
3. Trattasi di due caratteri agli antipodi.
La più grande ingiustizia è vedere come gli sforzi di Mary nell’impegnarsi a gestire la tenuta, andando a ricoprire un ruolo che era sempre stato di un uomo, sia stato nulla in confronto al giornale di Edith. Non capisco perché entrambe non possano essere apprezzate per i loro sforzi di farsi spazio nel mondo.
E vogliamo parlare del rapporto adorabile che Mary ha sempre avuto con la servitù? Con Carson? Con Anna? Con Thomas? L’UNICA che abbia avuto il pensiero di andarlo a trovare dopo il tentato suicidio?
Lady Mary è un personaggio con un miliardo e mezzo di difetti, all’apparenza gelida e razionale. Il rapporto con Matthew ce l’aveva mostrata al suo meglio, perché è una di quelle persone che hanno bisogno di un compagno buono e paziente, come lo era il caro cugino, che possa migliorarla. Ha dimostrato di capire i propri errori (alcuni decisamente evidenti) e ha tentato di porvi rimedio.
Nella sua vita ha sbagliato, come facciamo tutti, ma di certo non si può negare l’evidenza. E la verità è che Mary ha sempre avuto un cuore grande.

CLARA OSWALD – DOCTOR WHO

 

Credo di aver capito perché in tanti non hanno apprezzato Clara.
Nel New Who è stata la prima companion a non trattare il Dottore come un idolo, una persona da venerare. Del tutto impossibile, per i fan più accaniti, capire perché una ragazza dovesse trattare Twelve a quel modo.
Non si è mai trattato di mancanza di rispetto, anzi, credo sia sotto la luce del sole l’immensa stima e affetto che Clara ha sempre provato per il suo compagno di viaggio. Talmente tanta da volerlo emulare, da voler diventare come lui.
Clara è la companion più realistica che sia stata scritta, del tutto imperfetta, in grado di puntare i piedi, di avere reazioni umane; ha tentato di conciliare la propria vita coi viaggi del Dottore e, quando è successo il peggio, la reazione che ha avuto era totalmente in linea con la disperazione che si può provare quando si perde una persona cara, non importa se si ha davanti un Time Lord.
L’abbiamo conosciuta prima con Matt Smith, poi con Peter Capaldi, ed abbiamo conosciuto due diversi lati del carattere del personaggio, senza che questo potesse mai farmi pensare che il cambiamento potesse essere out of character. Non vi capita mai di adattarvi alla persona che avete di fronte? Vi comportate sempre allo stesso modo, con tutte le tipologie di carattere? Avete bisogno di tempo per capire con chi vi state relazionando e pian piano scoprire sempre un po’ di più di voi stessi?
Eleven era il piacione puccioso, Twelve il burbero scontroso che non ha fatto altro che accentuare quel caratterino forte che Clara aveva già dimostrato di avere.
Tra l’altro, nella prima puntata di Capaldi, mi pare sia palese lo spaesamento che la companion ha avuto, non di certo per l’età del nuovo Dottore (il monologo lo dimostra chiaramente), ma nell’avere di fronte una persona caratterialmente agli antipodi rispetto alla precedente.
Finalmente, nonostante le conseguenze nefaste, abbiamo scoperto cosa succede quando un umano si aliena dal proprio mondo e rimane troppo tempo col Dottore: è stato il grande errore di Twelve permettere a Clara di continuare a viaggiare con lui, nonostante sapesse che prima o poi sarebbe successo l’inevitabile. Perché lontani dai propri cari, dalla propria quotidianità, senza più un motivo concreto per rimanere agganciati alla propria vita, la conseguenza non può che essere una continua ricerca delle avventure più pericolose, cercando di emulare in tutto e per tutto i Time Lord.
Capisco che il suo sia un carattere con troppi difetti per trovare un largo consenso, ed è proprio questo, invece, il motivo che mi ha portato a considerarla una delle mie companion preferite. E’ nell’imperfezione che trovo la perfezione della scrittura.

SANSA STARK – GAME OF THRONES

Su Sansa sarò breve, avevo già parlato di lei un anno e mezzo fa qui, ma non potevo lasciarla fuori dalla cinquina, essendo lei uno dei personaggi più detestati dell’intera saga.
Ed invece io continuo a prendermi belle soddisfazioni con il suo personaggio, ormai del tutto cresciuto, in grado di reggere agli orrori più brutti che una donna possa mai provare. Nella quinta stagione ha dimostrato, ancora una volta, di aver sviluppato un carattere forte, una corazza, in lei è cresciuto forte il convincimento del vendicare la sua famiglia, di essere l’unica a poter risollevare il nome degli Stark.
Chiamatemela inutile!
Ora come ora è l’unica che sa che i fratelli non sono morti; è ad un passo da Jon Snow (tanto noi non ci crediamo che sia morto) e nel fulcro della narrazione.
Mi aspetto grandi cose dal suo personaggio (tipo vendicarsi del suo protettore e farlo fuori senza pietà).

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WalkeRita

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Lu

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Al

6 comments

WalkeRita 5 Febbraio 2016 at 13:23

Vuoi sposarmi? Perchè Clara Oswald è una parte di me, una parte preponderante aggiungerei, lo sai bene, ma ultimamente ho perso COMPLETAMENTE la testa per un altro personaggio e quel personaggio è la “MIA” LADY MARY CRAWLEY!! Mentre con Clara a volte io davvero non capisco da dove arrivi tanto odio, con Mary posso immaginare che alcuni lati della sua personalità non piacciano a tutti ed ecco che con lei entro in modalità: genitore protettivo. So bene che a volte sa essere una vera Str***a ma se solo ci soffermassimo un istante di più su di lei, diventerebbe così lampante che lei vive la sua vita dietro mille muri innalzati tutti intorno a sè e ogni volta che attacca lo fa per difendersi! Certo, il rapporto con Edith è terribile ma io credo che ENTRAMBE riescano a far uscire il lato peggiore dell’altra, unico inconveniente: Mary è più brava in quel gioco! Se Edith punzecchia, Mary ti passa sopra con il trattore! Ma il rapporto con Tom (e con Sybil prima), con Anna, con Carson, dimostra chiaramente quanto amore lei sappia donare incondizionatamente a tutti coloro che si prendono il fastidio di abbattare alcuni di quei muri e conoscerla per davvero! Ricordo il dialogo della prima stagione con Anna: “what about your heart?” “haven’t you heard, I don’t have a heart, everyone knows that” “not me, m’lady”. Su Clara non mi esprimo neanche più, ho scritto 12 recensioni in sua difesa! GRAZIE!!!!!!

Reply
Fran
Fran 5 Febbraio 2016 at 13:40

Mary è uno dei personaggi che più ho amato, in assoluto.
Adesso devo solo capire come fare ad abituarmi senza di lei, senza le sue battutine al veleno, senza il suo rapporto con Carson.
Mi ci sono sentita tanto vicina e le sue uscite cattivelle mi hanno fatto sempre ridere parecchio. Diciamo che a volte Edith porgeva le battute su un piatto d’argento, io mi sarei comportata allo stesso modo.
Ha sbagliato, a volte, ha sbagliato in modo clamoroso, ma senza di lei non ci sarebbe stato Downton.

Reply
Syl
Syl 5 Febbraio 2016 at 13:35

Quotone anche io su Mary. L’ho amata dal primo momento e, sinceramente, per quanto ho apprezzato l’intero percorso di Edith, beh, ho preferito sempre e comunque Mary. È vero che è spesso fredda e spigolosa, ma ha molti lati positivi, come hai scritto tu, per come si pone con la servitù, ad esempio, che sono passati spesso sotto silenzio.
Tutte le volte in cui ha aiutato Anna, per esempio portandola a Londra di sera tardi? E il lavoro alla tenuta? D’accordo Edith è diventata direttrice del giornale, ma anche Mary ha saputo farsi strada, contro un padre che, tra l’altro, voleva relegarla in un angolo!
#TeamMary, sempre.
Concordo anche quando dici che è una di quelle persone che hanno bisogno di un compagno calmo e paziente per rendere al meglio. Con Matthew riusciva a mostrarsi spensierata e molto dolce.
E poi preferisco le persone un po’ pungenti, ma divertenti, ecco!
Complimenti per l’articolo!

Reply
Fran
Fran 5 Febbraio 2016 at 13:49

#TeamMary sempre!
C’è da dire che Fellowes si è impegnato tanto per farci piacere Edith, con quel miliardo e mezzo di disgrazie che le son capitate, che ha ottenuto l’effetto contrario, almeno su di me.
Troppo semplice tenere per lei, qui solo cose difficili!

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Ale 6 Febbraio 2016 at 12:16

Bellissima classifica, sono felice che tu abbia inserito nuovamente Sansa, un solo articolo di difesa non bastava per questa giovane donna ancora così incompresa dalle masse. Sansa è cresciuta, ne ha passate di cotte e di crude, è davvero passata a essere “da porcellana ad avorio ad acciaio” e anche io mi aspetto grandi cose da lei…diciamo che se quel bastardo (in tutti i sensi) di Ramsey non muore per mano sua smetto di guardare GoT xD
Su Clara invece devo dire che sono d’accordo quasi su tutto, nel senso che a me tutto sommato lei piace, non è la mia companion preferita ma non mi è mai dispiaciuta, l’unica cosa che noto che viene spesso scritta nei suoi confronti e che personalmente non riesco a inquadrare è che sia “la companion più imperfetta”: a me in realtà Clara è sempre arrivata come un personaggio scritto apposta per piacere, ripeto con me ci sono riusciti perché non mi dispiace pur non essendo quella che preferisco, ma tutte queste imperfezioni non le vedo. Sicuramente è una questione di percezioni personali, semplicemente a me fin da subito Clara è sembrata l’emblema della Mary Sue e anche quando hanno provato a umanizzarla (dopo aver capito che non è The Impossible Girl ma è possibilissima e perfettamente umana) semplicemente quell’idea della ragazza perfetta mi è rimasta: puntare i piedi col Dottore ad es. può essere letto come un essere imperfetta, ma ad altri può sembrare una qualità, ostinazione nel senso di determinazione. Sono solo punti di vista ovviamente 🙂

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Fran
Fran 6 Febbraio 2016 at 13:09

Dal mio punto di vista Clara è diventata “la companion più imperfetta” nel momento in cui è entrato in scena Capaldi.
Io lo intendo nel senso che ha preso delle belle cantonate, ha sbagliato in più di un caso, con Twelve ha sempre sfoderato un caratterino poco mansueto che, se da un lato può essere considerato come un pregio – concordo su questo – dall’altro la espone a comportamenti da insubordinata.
E’ a quel livello di testardaggine che sfocia nel difetto.

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