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Harry Potter Off Topic

I primi venti anni di Harry Potter – Alla scoperta della magia dei Warner Bros. Studios di Londra

Per tutti coloro che a distanza di anni amano ancora la saga di Harry Potter con lo stesso entusiastico amore del primo giorno, una visita agli studios della Warner Bros. a Londra è praticamente il sogno proibito.
A settembre, in occasione di un breve viaggio nella capitale britannica, sono riuscita a coronare questo sogno e, armata del mio fido cellulare e della sua fotocamera, ho deciso di documentare l’esperienza passo dopo passo, in modo da condividerla con i fan che, per un motivo o per l’altro, non sono ancora riusciti a farci una capatina.

Partiamo dal presupposto che già sul pullman stavo a palla come una foca ai primi accenni dell’inverno. Una volta fuori dalla struttura il mio ragazzo ha praticamente dovuto sedarmi per contenere il mio entusiasmo: tutto, a partire dai poster giganteschi alle riproduzioni dei pezzi degli scacchi magici, contribuiva a far crescere l’aspettativa e a calarmi (come se ce ne fosse bisogno) nella giusta atmosfera.

In attesa che arrivasse l’ora della nostra visita, abbiamo lasciato un rene fatto un giro nel negozio di souvenir veramente fornitissimo, poi ci siamo messi in coda sgranocchiando le nostre immancabili piume di zucchero.
Persino la sala d’aspetto comunque aveva il suo fascino e ci ha permesso di sbirciare da vicino nel sottoscala più famoso del mondo, quello da cui tutto ha avuto inizio.

Dopo un breve discorso introduttivo e la proiezione di alcuni video, le porte di Hogwarts si sono finalmente aperte per noi e ci siamo trovati nella Sala Grande, che sì, è davvero splendida e imponente come sembra nei film e conteneva, oltre ad alcuni oggetti e costumi utilizzati per le riprese, anche le celeberrime clessidre per l’assegnazione dei punti alle Case.

La sezione successiva era completamente dedicata all’episodio del Ballo del Ceppo e alla quarta pellicola in generale. Fra i vari oggetti esposti i vestiti indossati dai ragazzi per l’occasione (assolutamente meraviglioso quello di Hermione, un po’ meno quello di Ron) e le decorazioni e i cibi mostrati in quella che è una delle scene più suggestive dell’intera saga.

Una volta sussurrata la giusta parolina alla Signora Grassa, siamo stati ammessi nella Sala Comune di Grifondoro, in cui il trio ha trascorso innumerevoli serate dividendosi fra gli immancabili compiti e i tentativi di sventare i piani di Voldemort, e nel dormitorio dei ragazzi. Impossibile accedere a quello delle ragazze, nel nostro gruppo c’erano ahimè dei maschi e sappiamo tutti benissimo quale sorte sarebbe toccata loro.

Purtroppo il dovere viene prima del piacere e in un attimo ci siamo ritrovati nella rifornitissima aula di pozioni…

Qualcuno (non io, ve lo giuro) deve però aver combinato qualcosa che avrebbe potuto farci uccidere, o peggio espellere, perché in men che non si dica siamo stati richiamati nello studio di Silente, dove invece che ascoltare la dovuta ramanzina ci siamo distratti, affascinati dai mille, strani oggetti presenti nella stanza.

Nessun posto è come casa, quindi mi perdonerete se son rimasta particolarmente emozionata alla possibilità di visitare finalmente la Tana, in cui spiccavano l’immancabile orologio a pendolo della famiglia Weasley e un lavoretto a maglia di Molly in corso d’opera.

Sicuramente meno allegra è stata la parentesi al maniero dei Malfoy, durante la quale abbiamo vissuto nuovamente l’inquietante riunione di Voldemort con i suoi fidi Mangiamorte.

Sempre a proposito di cose spiacevoli, non poteva mancare una breve sosta al Ministero della Magia e all’ufficio di quel rospo ributtante di Dolores Umbridge.

È giunto poi il momento di scontare la nostra punizione e Hagrid ci ha accompagnati a passare la notte nella Foresta Proibita, dove abbiamo incontrato il sempre educatissimo Fierobecco.

Impietositi dalla nostra misera condizione di Babbani, il controllore ci ha permesso di fare un breve giro a bordo dell’Hogwarts Express, dal momento che è l’unico frangente in cui purtroppo riusciremo mai a salirci. Sul binario abbiamo avuto modo di adocchiare alcuni bauli dall’aria decisamente familiare…
Ognuna delle cabine del treno è dedicata a uno dei primi sei film.

Una breve escursione all’esterno ci ha permesso di sbirciare nella casa in cui tutto ha avuto inizio (se ve lo state chiedendo sì, la tentazione di afferrare una di quelle lettere è stata quasi insopprimibile) e di attraversare il ponte di Hogwarts giusto prima che qualche studente un po’ troppo esuberante (leggi: Seamus) lo facesse saltare in aria.

Una volta rientrati nell’edificio, abbiamo avuto modo di osservare più da vicino alcune delle creature magiche e delle strane piante incontrate più volte nel corso dei film, compresi Fanny e (qua ci scappa la lacrimuccia) il povero Dobby.

Quale modo migliore di concludere una visita se non con un po’ di shopping in Diagon Alley? Non so voi ma ho sempre desiderato visitare il negozio di Fred e George!

Un ultimo saluto a Hogwarts prima di uscire…

La visita agli studios della Warner Bros. è stata indubbiamente un’esperienza eccitante (tradotto: ho ballonzolato come una cretina per tutta la durata del tour, cioè per quattro ore buone) che mi sento di consigliare a tutti i potteriani che avranno modo in futuro di passare in quel di Londra.
Nel frattempo spero di avervi almeno in parte trasmesso la magia e la meraviglia che ho respirato camminando in mezzo a quelle ambientazioni e a quegli oggetti così stranamente familiari.

Per oggi è tutto, ma rimanete sintonizzati perché abbiamo altre sorprese in serbo per voi nei prossimi giorni, a partire dalla nostra Ale, che ci aiuterà a scovare tutti i luoghi potteriani nascosti nella capitale inglese.

Per ingannare l’attesa, vi invitiamo inoltre a passare da queste fantastiche pagine:

An Anglophile Girl’s Diary
Gli Attori Britannici Hanno Rovinato La Mia Vita
Hogwartsite
La banda dei Malandrini
The White Queen Italia

 

Alla prossima!

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