I primi vent’anni di Harry Potter – Perché i villain riescono a farsi amare così tanto

Uno degli aspetti che mi affascinano di più della saga di Harry Potter è la maniera sublime con la quale la zia Rowling è riuscita a costruire i suoi villain. Non sono personaggi buttati lì a caso, che compiono azioni malvagie solo per il gusto di essere cattivi – come purtroppo capita in moltissime altre saghe – anzi, ognuno di loro ha un background solidissimo e agisce seguendo motivazioni ben precise. Fin da piccola sono sempre stata attratta da questo tipo di personaggi e difatti quelli che mi sono presa più a cuore in HP sono (quasi) tutti villain, o comunque nascono come tali.

Bellatrix Lestrange è la mia antieroina per eccellenza. A differenza di molti altri cattivi che si nascondono dietro al nulla motivando le loro azioni con un’infanzia difficile o eventi traumatici da cui sostengono di non essersi mai ripresi, Bellatrix ha abbracciato il lato oscuro della forza perché lo ama ed è fiera di farne parte. Lei venera il Signore Oscuro, si inchina ai suoi piedi mostrandogli una lealtà incondizionata e senza mai mettere in discussione il suo operato proprio perché a lei piace essere cattiva. Prova piacere nel torturare gli altri, nel vederli soccombere sotto la crudeltà di certe maledizioni, e non lo nasconde. È orgogliosa di essere ciò che è, perché all’interno della schiera di accoliti del Signore Oscuro è riuscita ad esprimere senza inibizione alcuna la sua vera natura. Ed è proprio questo ad affascinarmi così tanto di lei: sa di essere una villain, ne va fiera e mai, nemmeno per un istante, fa finta di affermare il contrario o si vittimizza incolpando qualcun altro per ciò che è diventata.

Voldemort, il Signore Oscuro, colui che non deve essere nominato, tu-sai-chi, porta invece sulle spalle il peso di un bagaglio non indifferente. Non ha avuto esattamente un’infanzia rose e fiori e quando si è trovato a un bivio – ovvero affidarsi a Silente oppure proseguire sulla strada che l’avrebbe portato a essere il mago più temibile di tutti i tempi – lui ha scelto l’opzione peggiore. Anche lui però l’ha fatto con consapevolezza, la stessa consapevolezza con la quale invece Harry ha praticamente supplicato il Cappello Parlante di non essere smistato a Serpeverde. Tom Riddle sapeva cosa stava facendo, sapeva di covare dentro di sé un odio irrazionale per tutto ciò che di buono c’era al mondo, sapeva che le scelte che stava compiendo l’avrebbero portato a diventare tu-sai-chi. Lo sapeva ed era ciò che voleva. Perché non era un ingenuo, né semplicemente una vittima del sistema. Lui voleva una cosa: vivere in eterno e (possibilmente) un mondo composto solo di maghi purosangue. Ed era perfettamente consapevole che certi risultati non possono essere conseguiti agendo alla luce del sole.

Lucius Malfoy invece è esattamente il tipo di villain che riesce solo a farti salire l’odio e il disprezzo. Lui è un Malfoy, fa parte di una casata di purosangue che da generazioni viene smistata Serpeverde senza nemmeno dover star lì a discutere con il Cappello Parlante. Un po’ la nemesi dei Weasley insomma. Il punto di Lucius è che lui non si schiera dalla parte del Signore Oscuro per amore della sua causa, lui non è una Bellatrix, lui è, sostanzialmente, un codardo. Sta dalla parte di Voldemort perché Voldemort a un certo punto della storia è diventato sinonimo di potere assoluto, ma nel momento in cui il Signore Oscuro scompare, Lucius sta bene attento a non fare nulla che possa comprometterlo apertamente, perché lui non è fedele tanto alla causa quanto al potere. Non vuole finire ad Azkban, non vuole ritrovarsi dalla parte sbagliata della battaglia, non ha dei valori assoluti per i quali è disposto a sacrificare tutto. Il che lo rende, per l’appunto, disprezzabile. Che poi io sia riuscita ad amarlo immensamente perfino nel disprezzo è un altro paio di maniche.

Draco Malfoy è invece il personaggio più adorabile di tutta la saga di Harry Potter. Lo si potrebbe disprezzare per il fatto che si lasci sbatacchiare di qua e di là dal peso del nome che porta, dalla purezza del sangue e dal fatto che lui sì che è il tipo di villain-vittima di cui parlavo prima. Ma mettiamoci per un attimo nei suoi panni, nei panni di una persona che viene indottrinata fin dalla culla ad odiare i mezzosangue, a sperare nel ritorno di Voldemort di cui ha sempre e solo sentito decantare le lodi, di una persona nella cui casa una Bellatrix può entrare e uscire a piacimento. Non deve essere semplice ed è anche abbastanza scontato che tale persona finisca per trasformarsi nel bulletto spocchioso che è il Draco dei primi libri. Ma a un certo punto della storia, Draco capisce che tutti gli indottrinamenti che ha subito non hanno senso, capisce di essere dalla parte sbagliata della battaglia e non lo fa solo perché si rende conto di essere anche dal lato che finirà col perderla, questa battaglia. Decide consapevolmente di dissociarsi, decide di fare la cosa giusta a prescindere dalle conseguenze. Draco è una sfumatura di grigio. Villain per nascita ma con un cervello (che fatica a svilupparsi, ma che alla fine si sviluppa) che gli consente di capire che lui è molto più di un semplice “Malfoy”, che il nome non dovrebbe essere in grado di definire la sua persona.

E insomma, come avrete capito io ho amato alla follia la caratterizzazione e lo spessore che zia Rowling è stata in grado di dare ai suoi villain, ed è per questo che quando mi viene chiesto “quali sono i tuoi personaggi preferiti di HP?”, io prima rispondo Bellatrix, senza nemmeno starci a pensare, poi Draco, poi perfino Voldemort e solo dopo “be’ sì, poi ovviamente Luna, i gemelli e Ron”.

Ricordatevi di passare in queste meravigliose pagine per aggiornamenti, news sui nostri attori e personaggi preferiti, sul mondo british e, ovviamente, sulla nostra Saga preferita!

An Anglophile Girl’s Diary

Gli Attori Britannici Hanno Rovinato La Mia Vita

Hogwartsite
La banda dei Malandrini

The White Queen Italia

 




Continua a seguire Telefilm Addicted su Facebook e Telefilm Addicted su Twitter per rimanere sempre aggiornato sulle ultime news e iniziative.

ChelseaH
Nella sua testa vive nella Londra degli anni cinquanta guadagnandosi da vivere scrivendo romanzi noir, nella realtà è un’addetta alle vendite disperata che si chiede cosa debba farne della sua laurea in comunicazione mentre aspetta pazientemente che il decimo Dottore la venga a salvare dalla monotonia bergamasca sulla sua scintillante Tardis blu. Ama più di ogni altra cosa al mondo l’accento british e scrivere, al punto da usare qualunque cosa per farlo. Il suo primo amore telefilmico è stato Beverly Hills 90210 (insieme a Dylan McKay) e da allora non si è più fermata, arrivando a guardare più serie tv di quelle a cui è possibile stare dietro in una settimana fatta di soli sette giorni (il che ha aiutato la sua insonnia a passare da cronica a senza speranza di salvezza). Le sue maggiori ossessioni negli anni sono state Roswell, Supernatural, Doctor Who, Smallville e i Warblers di Glee.

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.