I primi vent’anni di Harry Potter – I Malandrini: Quando Nemmeno La Morte Può Spezzare L’Amicizia

Eccoci per un altro appuntamento con i nostri articoli a tema “Harry Potter”. Questa settimana parliamo di uno dei rapporti più belli di tutta la splendida saga scritta da J. K. Rowling, ovvero quello tra i Malandrini.

Dopo i favolosi articoli di The Lady And The Band con “I Personaggi Femminili: comprimari o deus ex machina?”, ChelseaH con”Perché i villain riescono a farsi amare così tanto”, Gnappies e Ale con “I comprimari:protagonisti a tutti gli effetti”, MooNRiSinG con “Alla scoperta dei Warner Bros Studios di Londra” e Ale con “10 location potteriane a Londra”, eccomi qui a parlare di uno degli elementi più belli della saga che tanto amiamo.

I sette romanzi che compongono la saga di “Harry Potter” affrontano tantissime diverse tematiche, tra le quali una delle più importanti è l’Amore, in tutte le sue forme: amore romantico, amore familiare (anche questo in varie forme, ovvero genitori per i figli, figli per i genitori, tra fratelli e sorelle…). All’interno di questa categoria, tuttavia, possiamo dire che quello che spicca maggiormente è l’AMICIZIA. La VERA Amicizia, quella con la maiuscola, in cui gli Amici diventano fratelli, per quanto non lo siano di sangue, in cui diventano FAMIGLIA.
E questo tipo di rapporto non è rappresentato solo da Harry, Hermione e Ron (riferendomi, ovviamente, al rapporto di Harry con ognuno degli altri due, visto che il fatto che Hermione e Ron dovessero finire insieme era chiaro sin dall’inizio della storia), ma, in modo forse ancora maggiore, dal legame tra James Potter, Sirius Black e Remus Lupin… e tra Sirius e Remus e Lily.
Non ho incluso Peter Minus. Il perché dovrebbe essere ovvio. Non serve a niente che a scuola si professasse loro amico, visto che poi ne ha fatti ammazzare due e finire in galera un terzo. Il quarto, vero membro dei Malandrini era Lily, diciamolo. E a differenza di James e Sirius, lei non si sarebbe mai fatta beccare.

Per quanto di contorno e tecnicamente solo accennata, la storia dei Malandrini è una delle parti più coinvolgenti e commoventi dell’intera saga: l’incontro tra tre ragazzi quando questi sono solo bambini, destinati a diventare parti l’uno dell’altro, tanto da essere insieme anche nella morte, nonostante il destino si sia accanito su tutti loro, tentando di dividerli e metterli l’uno contro l’altro. Separandoli ripetutamente. James, Remus e Sirius (e Lily), però, hanno trovato il modo di superare tutti i tremendi ostacoli posti dal fato sulla loro via e ritrovarsi, per non lasciarsi mai più.
Uno dei tanti bei momenti di “Sex And The City” è quello in cui, festeggiando in ritardo il compleanno di Carrie al solito bistro dove le quattro donne si incontrano per il pranzo, di fronte allo sconforto di Carrie per il fatto di non avere una relazione stabile Charlotte dice alle amiche:

“Forse siamo noi le anime gemelle l’una dell’altra.”

Nel momento in cui Charlotte pronuncia questa frase si comprende quanto sia profondamente vera. L’anima gemella non è solo quella in ambito romantico, si è anime gemelle anche nella vera Amicizia, poiché in questo rapporto, che è una delle forme più alte d’Amore, ci si completa a vicenda, si ama senza remore, si dona fiducia incondizionata, si è complici, spesso ci si capisce solo guardandosi e ci si conosce così bene da non aver bisogno di dover spiegare cosa si prova poiché l’altra persona ne ha un’idea quantomeno generale, ci si dona all’altro senza aspettarsi qualcosa in cambio. E queste sono le caratteristiche che fanno dire di aver trovato l’anima gemella, quindi va da sé che esse possono valere non solo in ambito romantico, ma anche nell’Amicizia.
E se questo discorso vale per le donne, vale anche per gli uomini. Questo sono, in effetti, James, Remus e Sirius: anime gemelle. Non in senso romantico e pur nelle loro differenze caratteriali, sono anime gemelle. Anime che si sono trovate quando erano bambini e si sono legate indissolubilmente, tanto da sconfiggere anche la morte.

Analizzando più nel particolare i tre, si può notare come il perno sia James Potter. E la ragione è una sola: non perché James sia una primadonna in grado di oscurare gli altri (anche se sì, James è una primadonna, diciamolo!), ma perché James è l’anima salda e solare che ne ha incontrate due ferite e ha deciso di prendersi cura di loro.
Sappiamo tutti quanto Remus sia sempre stato ferito nel profondo, ma non bisogna mai dimenticare che sotto quella spavalderia e qual carattere duro ed esplosivo lo è anche Sirius, ben più di quanto lui abbia mai dato a vedere.
Sappiamo anche quanto i due abbiano sempre avuto un carattere forte, ma essere feriti non significa essere deboli.
Sirius proviene da una famiglia che lo ha maltrattato per tutta la sua vita, tanto quanto i Dursley hanno maltrattato Harry, con la differenza che Sirius ha subito vere violenze fisiche durante la sua infanzia. Nonostante la provenienza agiata, Sirius era un ragazzino che per quasi dodici anni non aveva conosciuto altro che violenze e non aveva esperienza alcuna di amore familiare, con due genitori che per lui non provavano amore ma vedevano lui e suo fratello minore solo come mezzi per ampliare e ribadire ancora una volta il prestigio della “Nobile e Antichissima Casata dei Black”.
Il fatto che a nemmeno sedici anni Sirius abbia deciso di dire basta e sia fuggito dalla casa della famiglia, dai suoi stessi genitori, per andare a vivere a casa Potter dà la misura di quali violenze egli abbia subito per tutta la sua vita da parte di sua madre e suo padre.

“… Ero qui. La mia cara dolce madre mi ha incenerito dopo che sono scappato di casa…” … “Avevo quasi sedici anni. Non ne potevo più.” – “Dove sei andato?” – “Da tuo padre. I tuoi nonni furono davvero buoni con me; in un certo senso mi adottarono come un secondo figlio. Sì, mi accampavo da tuo padre per le vacanze scolastiche, e a diciassette anni mi sono trovato un posto tutto mio. Mio zio Alphard mi aveva lasciato un bel po’ d’oro … e comunque, da allora in poi ho badato a me stesso.” – “Ma… perché…?” – “Me ne sono andato? … Perché li odiavo tutti.”

Ci vuole molta forza per comprendere sin da bambini quanto sia sbagliata l’ideologia della propria famiglia e ribellarvisi, sopportando quella violenza senza prendersela poi con chiunque per quanto subito, ma solo con gli effettivi colpevoli. E, nonostante gli errori adolescenziali, schierarsi poi in difesa dei più deboli e combattere, essere disposti a morire per quella causa, per la salvezza di tutti.
Come testimonia il loro primo incontro sull’Hogwarts Express, James è stato una delle poche persone incontrate sino a quel momento che non solo non gli ha espresso la dottrina della purezza del sangue che Sirius aveva sentito ripetere sin dalla più tenera età (e anche James rientra tra i purosangue… e sua madre era una Black), ma che di fronte alla sua confessione sulla propria famiglia (“Tutta la mia famiglia è Serpeverde”) non ha risposto che con uno scherzo e che, poi, gli ha offerto un’altra possibilità di vita e lo ha accolto a braccia aperte.

Remus, come sappiamo, per quanto amato dai genitori ha avuto un altro tipo di ferita, si è sempre sentito un mostro per una violenza infertagli da un estraneo quando era solo un bambino piccolo, per una cosa di cui non ha mai avuto nessuna colpa, e per la quale ha sempre creduto di essere indegno di amore e di essere destinato a non ricevere altro che rifiuti per tutta la sua vita, a viverla in solitudine.

“… Trasformazioni a parte, ero più felice di quanto non fossi mai stato. Per la prima volta avevo degli amici, tre grandi amici. Sirius Black… Peter Minus… e naturalmente tuo padre, Harry. James Potter. Ora, i miei tre amici non poterono fare a meno di notare che una volta al mese sparivo. Inventai ogni genere di storie. … Temevo che mi abbandonassero, una volta scoperto chi ero. Ma naturalmente loro scoprirono la verità. … E non mi abbandonarono affatto. Anzi, fecero per me una cosa che non solo rese le mie trasformazioni sopportabili, ma le mutò nei momenti più belli della mia vita. Diventarono Animagi.” … “Non potevano farmi compagnia da umani, e così mi facevano compagnia da animali.”

Un discorso analogo a quello sulla forza di Sirius, dunque, si può fare anche per Remus, che non ha mai riversato verso terze persone il disprezzo che invece ha riservato solo a se stesso, né mai ha mostrato di provare rancore verso chi lo ha emarginato, per tutta la sua vita; ci vuole forza ad accettare sin da bambini una vita di solitudine, senza odiare il mondo. E anche Remus si è poi schierato in difesa di quella stessa società che lo ha emarginato e disprezzato, perché è stata la cosa giusta da fare, arrivando, come Sirius, a morire per questa causa. Né Remus, né Sirius, hanno lasciato che la rabbia e l’odio invadessero le loro anime, reagendo all’opposto.
James e Sirius (e sì, anche Minus) sono state le prime persone a non far sentire Remus colpevole per la sua condizione, a non farlo sentire un emarginato, ma anzi, sono diventati i suoi protettori, i custodi del suo segreto, che hanno sempre difeso gelosamente da chiunque per evitare che Remus venisse ferito ancora, loro sono state le mani che lo hanno riaccolto dopo ogni luna piena, per confortarlo e curargli le ferite, soprattutto quelle dell’anima.

A sua volta, Peter Minus è sempre stato un ragazzino insicuro e pauroso, ma anche lui è stato accolto da James.
James Potter, l’unico tra i quattro ragazzi ad aver avuto un’infanzia felice e spensierata, come dovrebbe essere quella di qualunque bambino, amato e coccolato dai genitori, l’unico privo di qualsiasi ferita, l’unico che non ha mai provato una qualche forma di sofferenza, proveniente da una famiglia agiata, rispettata, purosangue, che ha incontrato dei ragazzini totalmente diversi da lui, ognuno di loro con un’anima tormentata, e da bambino “viziato” invece di allontanarli li ha legati a sé, prendendoli sotto la sua ala e curando le loro ferite grazie al fatto che così facendo ha dato loro modo di creare un’Amicizia che nonostante tutti i dolori ha donato loro infinita gioia e li ha in un certo senso salvati: Sirius è stato salvato dalla sua famiglia e, con Remus, dalla solitudine che le rispettive condizioni, per quanto diverse, avrebbero causato loro (e lo stesso dicasi per Minus, quantomeno finché erano a scuola).

Da quel poco che viene narrato nei romanzi, in ogni caso, emerge chiaramente quanto sia sempre stato profondo il legame tra James, Remus e Sirius (e Lily). Ognuno di loro ha visto il “lato peggiore” degli altri, ma nessuno di loro ha smesso di amare gli altri, anzi. Sirius e James sono cresciuti sentendo dire che i Lupi Mannari erano inferiori, pericolosi e dei veri e propri “rifiuti della società”, ma nessuno dei due ha rifiutato Remus o lo ha trattato diversamente, una volta scoperta la verità su di lui, anzi, hanno deciso di proteggerlo.
Oltre a quanto già detto, gli elementi fondamentali, caratterizzanti questo stupendo rapporto, sono molteplici. Uno è la capacità reciproca di perdonarsi: Remus perdona Sirius di avergli fatto correre il rischio di uccidere una persona (Severus) e di essere scoperto, il suo segreto svelato a tutti; James perdona Sirius per quel gesto sconsiderato, per il rischio che lui stesso ha corso per salvare Severus e proteggere Remus (impossibile non vedere James infuriato con Sirius, urlare contro di lui travolto dalla voglia di prenderlo a pugni per la sua sconsideratezza, non solo per Severus, ma anche perché Sirius non si era fermato a pensare al pericolo a cui esponeva Remus, a come sarebbe stato quest’ultimo al pensiero di aver fatto del male a qualcuno, anche se quel qualcuno era Severus Piton, il ragazzo che cercava di farli espellere da tempo); Remus e Sirius si sono perdonati a vicenda i reciproci sospetti durante la Prima Guerra, che poi hanno condotto Sirius a trascorrere dodici anni ad Azkaban, da innocente.
Lily, a sua volta, è andata oltre l’apparenza e ha amato la vera natura di James e Sirius. E di Remus, del quale si è presa cura come hanno fatto James e Sirius. (E di nuovo, chiunque può vedere Lily ghignare dinanzi a quei due, beccati e messi in punizione, e dire loro “Se me l’aveste detto vi avrei dato una mano. E non sareste mai stati beccati”.)
Un altro elemento è la lealtà assoluta di ognuno di loro verso gli altri, quella lealtà che li ha spinti a essere sempre fianco a fianco, sino a essere disposti a morire gli uni per gli altri, come Sirius e Remus chiariscono bene a Minus ne “Il Prigioniero di Azkaban”:

“Lily e James ti hanno scelto come Custode Segreto solo perché gliel’ho detto io. … Credevo che fosse un piano perfetto… un inganno… Voldemort avrebbe di certo dato la caccia a me…”
“Non se avesse pensato che fossi io la spia, Peter. Suppongo tu non me l’abbia detto per questo, vero, Sirius?” – “Perdonami, Remus.” – “Di nulla, Felpato, vecchio mio. E tu, in cambio, perdonerai me per aver pensato che tu fossi la spia?” – “Ma certo. Lo uccidiamo insieme?” – “Sì, direi di sì.”
“E ALLORA SARESTI DOVUTO MORIRE! MEGLIO MORIRE CHE TRADIRE I TUOI AMICI! NOI PER TE LO AVREMMO FATTO!” – “Avresti dovuto capirlo. Se Voldemort non ti avesse ucciso, lo avremmo fatto noi.”

Nonostante la guerra abbia indotto due di loro a sospettarsi reciprocamente, il rapporto creatosi tra James, Sirius, Remus (e Lily) è sempre stata un’amicizia assoluta che, proprio come dimostra “Il Prigioniero di Azkaban”, niente ha potuto scalfire ed è proprio questo che li ha trasformati in una famiglia. James, Sirius e Remus sono diventati fratelli, ognuno un pezzo dell’anima dell’altro. Sirius si era allontanato dalla propria famiglia, James e Remus non avevano più le loro, e i tre erano diventati reciprocamente famiglia degli altri, con poi l’aggiunta di Lily.
Dopo la nascita di Harry, poi, Sirius e Remus sono diventati la famiglia di Harry… e lo sono rimasti anche dopo la morte di James e Lily, così come quando Harry era ormai cresciuto e arrivato a Hogwarts: Remus è stato il primo adulto a cui Harry si è rivolto per scelta consapevole (da Silente, infatti, solitamente era portato, soprattutto all’inizio). Per quanto non potesse ricordare consciamente, Harry deve aver sentito da qualche parte, dentro di sé, un legame con Remus, che lo aveva cullato quando era un bebè, come aveva fatto Sirius. Sirius era ufficialmente il padrino di Harry, ma Remus lo era altrettanto a livello emotivo. Harry bebè, d’altronde, era stato il raggio di luce in un’epoca buia per tutti loro e Harry cresciuto è stato, poi, la speranza che ha portato Remus e Sirius a riunirsi, uniti ancora una volta grazie a James e Lily, che hanno lasciato loro il figlio.
E proprio questo è il significato della scena della Pietra della Resurrezione, ne “I Doni della Morte”: vediamo Lily, James, Sirius e Remus perché loro sono la famiglia di Harry. E loro quattro sono insieme anche nella morte.


Tutto questo perché, un giorno, tre ragazzini si sono incontrati, tre anime si sono trovate e non si sono mai più lasciate, accogliendo poi quella di una ragazza dai soavi colori rinascimentali, e nonostante i dolori che tutti loro hanno patito, davanti a un tale legame d’amore nemmeno la morte ha potuto nulla.


“L’ultimo nemico che sarà sconfitto è la morte”

Pur non avendo tutti e tre i Doni, Lily, James, Remus e Sirius sono riusciti anche in questo.



Bene, per questo appuntamento mi fermo qui. Vi aspettiamo in settimana per gli ultimi due articoli, uno su Severus Piton e Albus Silente e l’ultimo su J.K. Rowling!

Ricordatevi di passare in queste meravigliose pagine per news sull’Harry Potter Universe, aggiornamenti e spoiler settimanali, news sui nostri attori e personaggi preferiti e sul mondo british!

 

An Anglophile Girl’s Diary
E a te che sei rimasto con Harry sin proprio alla fine

Gli Attori Britannici Hanno Rovinato La Mia Vita

Hogwartsite
La banda dei Malandrini

The White Queen Italia




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Sam

Simona, che da bambina voleva diventare una principessa, una ballerina, una cantante, una scrittrice e un Cavaliere Jedi e della quale il padre diceva sempre: “E dove volete che sia? In mezzo ai libri, ovviamente. O al massimo ai cd.” Questo amore incondizionato per la lettura e la musica l’ha portata all’amore per le più diverse culture (forse aiutato dalle origini miste), le lingue (in particolare francese e inglese) e a quello per i viaggi. Vorrebbe tornare a vivere definitivamente a Parigi (per poter anche raggiungere Londra in poco più di due ore di treno). Ora è una giovane legale con, tralasciando la politica, una passione sfrenata per tutto ciò che all’ambito legale non appartiene, in particolare cucina, libri e, ovviamente, telefilm. Quando, di recente, si è chiesta in che momento, di preciso, sia divenuta addicted, si è resa conto, cominciando a elencare i telefilm seguiti durante l’infanzia (i preferiti: Fame e La Famiglia Addams… sì, nel fantasy ci sguazza più che felicemente), di esserci quasi nata. I gusti telefilmici sono i più vari, dal “classico”, allo spionaggio, all’ambito legale, al “glamour”, al comedy, al fantastico in senso lato, al fantascientifico, al “giallo” e via dicendo. Uno dei tanti sogni? Una libreria. Un problema: riuscirebbe a vendere i libri o vorrebbe tenerli per sé?

6 Comments

  1. Ale

    Ale

    26 novembre 2017 at 17:45

    Non promettere nulla: IN TEORIA devo scrivere l’articolo su J.K., in pratica potrei piangere da oggi alla settimana prossima e non riuscire neanche a mettere una parola di senso compiuto dietro l’altra. Perché mi fai questo?? Sirius, Remus, James <3 ç_ç

    • Sam

      Sam

      26 novembre 2017 at 18:31

      Non è colpa mia!
      E’ colpa di zia Jo.

      Io non mi sono nemmeno lasciata andare, mi sono anche trattenuta, altrimenti potrei dire molto molto altro. 😛

  2. The Lady and the Band

    The Lady and the Band

    26 novembre 2017 at 23:56

    Allora, innanzitutto ho adorato l’articolo. Mi hai fatto commuovere col tuo amore per i Malandrini.
    Trovo che l’assenza di tutto il loro retroscena (se non per le parti essenziali) sia uno dei difetti dei film che rendono quindi insoddisfacente per noi lettori la caratterizzazione dei personaggi.
    Ho sempre immaginato la storia dei Malandrini ad Hogwarts come un percorso che ha trasformato loro e Piton negli uomini che incontriamo noi nei libri. Il James e Sirius che prendevano in giro Piton non erano propriamente dei modelli eppure immagino che col tempo, con l’aggiunta di Lily e la scoperta della licantropia di Lupin, entrambi abbiano iniziato a cambiare. Ogni volta che leggo di loro, vorrei saperne di più.
    Una delle scene che più ho amato nel libro e nel film è proprio quella della pietra della risurrezione che tu hai citato: quando Harry vede comparire il padre, la madre, Sirius e Lupin è come se comparissero i suoi spiriti guida. In un certo qual modo, inconsapevolmente, Harry è stato influenzato da ciascuno di loro, come degli spiriti guida e quell’amore che legava i 4 è lo stesso amore che si riflette in Harry e i suoi amici (compresi Neville e Luna).
    Mi chiedo alle volte se la Rowling abbia mai immaginato che i Malandrini avrebbero avuto il successo che hanno riscosso…Secondo me, no.
    Ancora complimenti!

    • Kami the compiler

      28 novembre 2017 at 12:57

      Io spero che facciano una serie su di loro negli anni di scuola. Vabbe’ che con il problemino di Remus farebbe un po’ troppo Teen Wolf e che quello che affrontarono loro a scuola non è paragonabile a quello che ha affrontato Harry in tutto il suo percorso scolastico. Però solo vedere la crescita di questi personaggi che abbiamo imparato ad amare sarebbe davvero forte.

      • Sam

        Sam

        28 novembre 2017 at 15:08

        @Kami the compiler

        Ciao!
        Grazie per aver letto.

        Io dalla fine della Saga sostengo (e so bene di non essere l’unica) che J.k. Rowling dovrebbe scrivere un prequel.
        Un sequel non ha mai avuto senso (nonostante il fatto che io abbia apprezzato The Cursed Child, che NON E’ parte della saga, è una pièce teatrale nemmeno scritto dalla Rowling), perché non potrebbe mai esserci un villain all’altezza di Voldemort.
        Un prequel, invece, senso ne ha eccome: c’è la Prima Guerra da narrare e si riavrebbero tutti i personaggi amati, tra gli adulti, e i grandi villain.
        Durante la Prima Guerra mezzo Ordine della Fenice è stato sterminato, quindi c’è anche notevole drammaticità.
        E ci sono, ovviamente, i Malandrini.
        Sono quelli i libri da scrivere.
        Certo, anche una serie tv andrebbe bene, eh. Accompagnata quantomeno dai libri della sceneggiatura, come per Animali Fantastici.

    • Sam

      Sam

      28 novembre 2017 at 15:02

      @The Lady And The Band

      Ciao! Sono contenta che ti sia piaciuto l’articolo.
      Sì, li amo moltissimo, ma di quello che penso veramente di loro in realtà non c’è traccia nell’articolo. 😛

      Sui film sono d’accordissimo con te.
      Generalmente i film sono davvero molto fedeli ai romanzi, ad esempio ne “Il Calice di Fuoco” hanno tolto la sottotrama del C.R.E.P.A. che obiettivamente in un film che deve riportare le seicento e più pagine del romanzo può essere eliminata per concentrarsi sulla trama principale, che è quella fondamentale, ma ci sono delle pecche con dei tagli assassini che sminuiscono personaggi, situazioni, fatti importanti e creano anche buchi.
      Per dirne una, proprio il taglio della storia dei Malandrini nella Stamberga Strillante dà l’impressione che Harry sia un idiota, visto che Fred e George gli hanno giustamente detto e ribadito che la Mappa del Malandrino è un segreto che nessuno, manco Silente, conosce (e che non lo sappia Silente è una cosa enorme… è vero che il Preside è pur sempre solo un uomo, ma fargliela sotto il naso è cosa ardua), e davanti a tutti che gli dichiarano apertamente di sapere che quella pergamena è una mappa lui non fa una piega, mai provando a chiedere “Come fa a sapere che è una mappa?”
      Cosa che, invece, come sappiamo nel libro fa eccome, all’istante, mostrando anche diffidenza.
      Inoltre, non viene spiegato perché il Patronus di Harry sia un cervo, altro fattore fondamentale.
      Ci sono poi i tagli su Bill e Fleur, di Charlie manco l’ombra, e il rapporto tra Harry e Remus è quasi inesistente.

      Sul percorso sui Malandrini e Piton in parte concordo, in parte no (basandomi solo su questa tua frase, poi magari approfondendo l’argomento potrei essere d’accordo su tutto), perché ci sono molte cose da dire su quel “Ricordo Peggiore” che a fin troppe persone sfuggono, ma è un discorso lungo, se ti va ne parliamo altrove. 🙂
      E comunque sì, eccome se voglio… più che saperne, VEDERE di più di loro.

      Io sulla scena della Pietra della Resurrezione piangevo così tanto da non vedere più le pagine. E’ atroce e dolcissima allo stesso tempo.

      Io credo che la buona zia Jo non si aspettasse niente di quello che è stato per la sua Saga… un’altra dei motivi per cui la stimo.

      Grazie mille! 😀

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