I primi vent’anni di Harry Potter – I comprimari: protagonisti a tutti gli effetti

Le vicende di Harry Potter ci hanno appassionato per anni e anni anche perché quello che JK Rowling ha costruito è un mondo vario e popolato da decine di personaggi diversi, ognuno con le sue particolarità e tutti ben costruiti e riconoscibili. In questo universo anche i personaggi all’inizio apparentemente più marginali hanno una loro identità ben precisa e molti finiscono per ergersi dalla massa nel corso della storia, diventando veri e propri protagonisti a tutto tondo. Mari e io abbiamo discusso un po’ su quali dei comprimari in Harry Potter ci hanno conquistate di più e perché.

Ale: Io comincerei parlando del corpo insegnanti, che sono fondamentalmente i primi adulti del mondo magico con cui Harry ha a che fare in maniera continuativa e che quindi dovevano presentare una sorta di modello d’ispirazione. La Rowling ce li presenta tutti con le loro caratteristiche fisiche e caratteriali ben delineate, cosicché in poche pagine abbiamo già un quadro preciso di Hogwarts e di chi la popola. Ognuno di questi insegnanti è un professionista nel suo campo (tranne eccezioni clamorose tipo il prof. Allock, ma anche lui esce fuori dalle pagine per il realismo con cui è descritta la pomposità e la supponenza del suo personaggio, così simile a tanti che potremmo incontrare nella vita vera… d’altronde è l’unico per cui zia Jo ha confessato di essersi ispirata a una persona reale!) e mentre ci si immerge nella lettura è facile vedersi davanti agli occhi la professoressa Sprite con il suo cappello rattoppato e le unghie sporche di terra, Piton con le vesti nere e i capelli unti… ma soprattutto lei, la mia preferita in assoluto: la McGranitt, la prof. che chiunque vorrebbe avere, severa ma giusta, quella che non fa favoritismi, se ti punisce sai che te lo sei meritato ma se stira un sorriso allora senti che puoi sorridere anche tu che stai leggendo. Quella che non si scompone più del dovuto… tranne quando tifa accoratamente per la squadra di Quidditch della sua Casa; quella che ha zittito più e più volte la Umbridge, ognuna con la sua classe glaciale; quella che “Potter, ti aiuterò a diventare Auror, fosse l’ultima cosa che faccio!” e io lì così

Quella che si è beccata 4 Schiantesimi in pieno petto ed è tornata in piedi più determinata di prima, che è sempre rimasta fedele a Silente e che ha infine combattuto in prima fila nella Battaglia di Hogwarts. Se la Scuola è piena di personaggi che formano il contorno delle vicende di Harry&co., la McGranitt per me è sempre stata una protagonista assoluta… dal primo momento in Privet Drive!

Mari: Sono stra-convinta che Harry non sarebbe Harry senza alcuni insegnanti, per cui trovo azzeccatissima l’idea di partire proprio da loro. Ale ha espresso PERFETTAMENTE quello che anche io penso della McGranitt, una Donna con gli attributi e costantemente votata al Giusto. La sua correttezza è una dote di pochi, e le permette di camminare a testa alta e di ergersi dinnanzi a tutti.

Ma il personaggio che, nonostante la sua mole, trova posto nel cuore di ogni Potteriano è sicuramente Rubeus Hagrid. Diciamo che Hagrid non è esattamente il classico insegnante, in effetti all’inizio è il guardiacaccia di Hogwarts e solo in seguito viene nominato insegnante di Cura delle Creature Magiche, ruolo che sembra gli sia stato cucito addosso a misura visto il suo amore per queste creature (è grazie a lui che sentiamo nominare per la prima volta quel simpatico furbetto dello Snaso, chi non lo adora?!?).

A dispetto del suo aspetto minaccioso e cupo, Hagrid è un pezzo di pane, un gigante buono e dal cuore tenero che nella vita ha comunque sofferto tanto, e che è molto legato a Harry. Hagrid è disprezzato da molti (i Malfoy in primis) per via del suo essere rozzo e “sempliciotto”, ma essere semplici significa anche vedere al di là del superfluo, e apprezzare quello che davvero conta. Hagrid è davvero così, un buono dal cuore (e non solo) gigante. E così Hagrid è per Harry (e Hermione e Ron) un AMICO, una persona su cui contare sempre e di cui non dubitare mai, anche quando tutto fa pensare al contrario. Dal canto suo Hagrid ha sempre creduto in questo ragazzo così incredibilmente (e apparentemente) fragile, lo ha sempre supportato e aiutato in ogni circostanza.

Ale: Sempre tra gli adulti non possiamo non menzionare anche alcune delle figure che hanno significato molto per Harry perché hanno costituito una sorta di surrogato di genitori per lui. Non mi dilungo troppo su alcuni dei miei personaggi preferiti in assoluto nell’universo potteriano (Sirius e Remus) perché ne parleremo nel dettaglio in un articolo dedicato ai Malandrini, ma DOBBIAMO menzionare i Weasley. L’intera famiglia conquista fin da subito per la semplicità, la lealtà e la dedizione alle giuste cause: Molly è la matriarca tuttofare, amorevole ma con un piglio ferreo, senz’altro coraggiosa ma che in battaglia tira fuori una grinta che mai e poi mai mi sarei aspettata; Arthur è un mago “purosangue” appassionato del mondo babbano, che stravede per qualunque oggetto non magico con un entusiasmo contagioso e che si batte costantemente per quello in cui crede, al punto da attirare i commenti sprezzanti di chi persegue politiche diverse da quella di “fraternizzare con i mezzosangue”. Commenti che però non scalfiscono mai le convinzioni dei Weasley, che avranno più e più volte modo di diventare gli eroi della situazione.
Tra i miei preferiti in questa famiglia ci sono senz’altro i gemelli, Fred e George: scapestrati e che non prendono mai nulla sul serio, coloro che hanno saputo allentare la tensione di qualsiasi momento in maniera brillante, portando un sorriso anche nei momenti più bui. Sono sempre stati tra gli alleati migliori per Harry, in prima fila quando si è trattato di difenderlo da attacchi, tirarlo su di morale, aiutarlo a “compiere qualche misfatto”. Per me sono, in breve, gli amici che chiunque vorrebbe avere nella propria compagnia!

Mari: Basta nominare i Weasley e un velo di tristezza si impossessa di me. Se penso alla battaglia di Howgarts e quello che succede… quante lacrime mentre leggevo, troppe. Fred e George sono da sempre i miei fratelli Weasley preferiti.

Fin dall’inizio ce li hanno presentati come i caxxoni del team, superficiali, dediti solo agli scherzi e all’infrangere le regole, eppure con il passare degli anni sono riusciti a trasformare le loro peculiarità in qualcosa di concreto: un negozio pieno di scherzi, dimostrando di non essere poi così frivoli come si poteva pensare. Ma di fatto i gemelli sono tutt’altro che superficiali, come anche tutta la Famiglia Weasley sono dei puri di cuore, devoti alla causa e pronti a tutto per il bene comune, mostrando a tutti che c’è un tempo per giocare e un tempo per lottare, il tutto però sempre in prima linea. Spezzando così il mio cuore.

E poi c’è lei, Ginny, dolcissima ragazzina che parte in seconda linea, debole e facile all’inganno, quasi non la calcoli perché tanto è praticamente insignificante. Eppure passa il tempo e il suo carattere si forma, si tempra e anche lei si dimostra coraggiosa e indomita, votata a proteggere coloro che ama con tutta se stessa.

Va beh, ovviamente non poteva non salparmi la ship Ginny-Harry, sono davvero troppo carini, considerando anche che è LEI a prendere in mano il coraggio e farsi avanti, meravigliosa.

Ale: Sono assolutamente d’accordo con Mari su Ginny! E pensare che pare che un sacco di gente non l’abbia apprezzata, non capisco perché. Io confesso che all’inizio non l’abbia proprio considerata molto, ma questo era parte del piano della Rowling: Ginny cresce col tempo, quando la vediamo la prima volta ha appena 10 anni e successivamente, nel suo primo anno a Hogwarts, è solo una bambina innamorata di un ragazzo famoso che pensa non la degnerà mai davvero di uno sguardo. È molto timida, non riesce a spiccicare parola davanti a Harry, e visto che noi vediamo gran parte dell’azione svolgersi attraverso gli occhi di Harry è giusto che cominciamo ad accorgerci di lei solo quando lui lo fa, quando seguendo il consiglio di Hermione (saggia Hermione!) lei si fa la sua vita e allora notiamo quanto sia spigliata, divertente, coraggiosa e determinata.

Un altro personaggio che ho amato proprio perché in partenza la vediamo attraverso le “lenti del pregiudizio” ma poi impariamo a conoscerla col tempo e ad apprezzarla per com’è fatta è senz’altro Luna.

Luna e Neville sono un po’ gli outcast del gruppetto (anche se non ho apprezzato molto come nei film abbiano scelto di accoppiarli per questo, tendo a essere d’accordo con la Rowling che, in risposta a chi affermava di shipparli, aveva giustamente fatto notare che il fatto che fossero entrambi degli “emarginati” fosse un po’ poco su cui basare una relazione), e Luna è uno dei pochi personaggi a essere introdotto molto in là con la storia (nel quinto volume per la prima volta) acquisendo comunque una posizione di spicco all’interno della trama, anche per via delle affinità che rivelerà di avere con Harry: il loro dialogo dopo la morte di Sirius, quando lui le chiede chi ha visto morire per essere in grado come lui di vedere i Thestral e lei parla di sua madre mi ha davvero stretto il cuore. Luna ha modi e convinzioni bizzarri, sì, ma non si vergogna e non si preoccupa delle prese in giro degli altri, ed è ammirevole il candore con cui affronta tutto nella vita. È una persona fedele a se stessa nonostante tutto e credo sia uno dei messaggi più belli che la saga ci regala con uno dei suoi personaggi.

Mari: Un posto speciale in tutta la storia appartiene proprio al già menzionato Neville, personaggio insicuro, impacciato e fifone che dapprima viene in contatto con il fantastico trio perché continuamente bullizzato da Malfoy per il suo passato. Neville fa tenerezza, si vede come sia un bambino (perché all’inizio sono davvero tutti dei bambini) terribilmente insicuro, sembra sempre abbia paura persino della sua ombra.

Eppure non si abbatte e nel corso dei libri tira fuori un coraggio e una sicurezza senza eguali che lo portano, nel libro finale, a ergersi a capo dell’esercito di Silente, insegnando Difesa Contro le Arti Oscure di nascosto agli altri ragazzi della Scuola ormai nelle mani dei Mangiamorte. Neville ha sofferto tanto, la sua insicurezza nasce dal destino che ha colpito i suoi genitori, torturati fino alla pazzia da Bellatrix Lestrange. Ma non è coraggio se non hai paura, e Neville scopre dentro di sé delle risorse incredibili e si butta nella mischia accanto all’Ordine della Fenice, ed è proprio lui a fare scacco matto a Voldemort (bye bye Nagini!).

E infine eccoci a loro, loro che non sono solo gli amici di una vita, loro che sono una Famiglia per Harry: ovviamente Ron e Hermione.
Fin dal primo viaggio a Hogwarts queste tre anime così diverse hanno camminato lungo la stessa strada, a volte hanno preso sentieri diversi ma per poi ritrovarsi sempre all’incrocio più vicino. Non si sono MAI ALLONTANATI e, anche se avevano litigato, hanno sempre trovato il modo per supportarsi e confortarsi. Ron e Hermione sono come dei fratelli per Harry, ognuno con un proprio ruolo, insieme complementari.

Ale: Non avrei saputo dirlo meglio: Ron e Hermione sono protagonisti della Saga al pari di Harry stesso, e anzi più volte Silente fa notare a Harry come è importantissimo per lui non isolarsi, non allontanarsi dai suoi affetti. Se l’amore è la magia più forte per combattere l’Oscurità, l’amore fraterno che unisce questo trio di amici è ciò che realmente sconfigge il Male alla fine. Sono innumerevoli le prove che Harry riesce a superare proprio grazie ai suoi amici, a partire dal recupero della Pietra Filosofale nel primo libro (in cui ognuno di loro mette brillantemente alla prova le proprie abilità) fino all’eliminazione di tutti gli Horcrux nel settimo. Ho amato come sono stati delineati questi due personaggi, come puoi riconoscere chi sta parlando dalle espressioni che usano, anche senza un “disse Hermione” o “disse Ron” subito dopo le virgolette: sono personaggi VERI, e realistici in tutte le loro sfumature, perfino quelle negative. Non sono perfetti: Ron si fa prendere dalla gelosia un paio di volte, Hermione all’inizio è di un insopportabile che zia Jo stessa ha insistito con il suo editor per non eliminare la sequenza con il troll di montagna, perché consapevole che se non ci fosse stato qualcosa di GROSSO tra i tre non sarebbe stato realistico che scattasse qualcosa.

Ma da quando Harry ha trovato le sue anime gemelle nell’acutezza di Hermione e nella lealtà di Ron non c’è stata più storia. Hogwarts è ancora di più una casa lontana da casa perché, come diceva anche Mari, lì il nostro protagonista ha la sua vera famiglia, non quella che si è trovato tra capo e collo dopo la morte dei genitori ma quella che si è scelto.

Mari: Questa saga parla di Harry Potter e del percorso che lui compie verso il suo destino, ma non sarebbe tale senza i personaggi che ruotano attorno a lui. Persino Dobby l’Elfo ha una sua parte da recitare, persino il suo personaggio acquista di spessore nel corso dei libri.

Zia Jo è riuscita davvero in un’impresa titanica: donare spessore e caratterizzazione a TUTTI i suoi personaggi, dal più importante all’ultima ruota del carro. E tu non puoi fare a meno di “sentirli” un po’ tutti tuoi e sentirti distrutto quando devi dire loro addio (o arrivederci).

Per quest’appuntamento è tutto, ricordatevi di passare in queste meravigliose pagine per aggiornamenti, news sui nostri attori e personaggi preferiti, sul mondo British e, ovviamente, sulla nostra Saga preferita!

An Anglophile Girl’s Diary
Gli Attori Britannici Hanno Rovinato La Mia Vita
Hogwartsite
La banda dei Malandrini
The White Queen Italia

Vi aspettiamo lunedì prossimo con il nuovo appuntamento a tema HP: la nostra MooNRiSinG ci porterà nientemeno che agli Studios Warner Bros. di Leavesden per il Making of Harry Potter!!!




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Ale
Tour leader/traduttrice di giorno e telefila di notte, il suo percorso seriale parte in gioventù dai teen drama "storici" e si evolve nel tempo verso il sci-fi/fantasy/mistery, ora i suoi generi preferiti...ma la verità è che se la serie merita non si butta via niente! Sceglie in terza media la via inizialmente forse poco remunerativa, ma per lei infinitamente appagante, dello studio delle lingue e culture straniere, con una passione per quelle anglosassoni e una curiosità infinita più in generale per tutto quello che non è "casa". Adora viaggiare, se vincesse un milione di euro sarebbe già sulla porta con lo zaino in spalla (ma intanto, anche per aggirare l'ostacolo denaro, aspetta fiduciosa che passi il Dottore a offrirle un giretto sul Tardis). Il sogno nel cassetto è il coast-to-coast degli Stati Uniti [check, in versione ridotta] e mangiare tacchino il giorno del Ringraziamento [working on it...]. Tendente al logorroico, va forte con le opinioni non richieste, per questo si butta nell'allegro mondo delle recensioni. Fa parte dello schieramento dei fan di Lost che non hanno completamente smadonnato dopo il finale, si dispera ancora all'idea che serie come Pushing Daisies e Veronica Mars siano state cancellate ma si consola pensando che nell'universo rosso di Fringe sono arrivate entrambe alla decima stagione.

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