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Rubriche & Esclusive

I migliori antagonisti del 2017

Dopo aver rivisto insieme alcune delle ship che ci hanno appassionato nello scorso anno telefilmico, parliamo oggi di villain, quelli che sono stati gli antagonisti più riusciti, più temuti, più odiati (o che magari amiamo odiare) in tutto il 2017. Queste sono alcune scelte dello staff:

Eurus Holmes (Sherlock)

Qua andiamo davvero indietro nel tempo, parliamo di quasi esattamente 365 giorni fa (tanto che ho fatto fatica a ricordare che avevamo fatto la conoscenza di questo personaggio nel 2017 e non un decennio prima): Eurus Holmes, la sorella segreta di Sherlock e Mycroft, di cui quest’ultimo aveva fatto menzione en passant già vari episodi prima, si rivela in tutta la sua gloria sul finire del secondo episodio dell’ultima stagione andata in onda, dando già prova in quei pochi istanti di un’eccellente capacità di trasformismo con l’adozione di false identità che la avvicinano alla sua “preda”. L’episodio in cui i due fratelli e Watson sono costretti ad affrontare una prova psicologica dietro l’altra sulla sua isola/prigione ci dà prova inequivocabile delle sue qualità: una mente al pari se non superiore a quella di Sherlock pericolosamente accompagnata da una sociopatia di gran lunga più spiccata, la capacità di rigirarsi le persone tra le mani con apparente facilità e noncuranza, un velo di follia e il saper pensare e agire in grande. Eppure, sotto sotto, lo smarrimento di una bambina a guidare le sue azioni. Un’antagonista perfettamente all’altezza degli standard della serie.

The Night King (Game of Thrones)

Bel colpo per un villain che non vediamo mai aprir bocca arrivare a farsi detestare quanto e anzi ben più di molti altri personaggi che abbiamo imparato a odiare in questa serie (in cui solo di recente la mannaia ha iniziato a calare su qualche testa che se lo meritava davvero). Alla vigilia (sé, ci piacerebbe) dell’ultima stagione di Game of Thrones il Re della Notte è IL nemico, a capo di quell’armata di morti che marcia sul regno dei vivi… minaccia ancora più concreta ora che ha dalla sua uno dei tre draghi di Daenerys convertito e che la Barriera non si erge più a bloccare la loro avanzata. Con cattivi del calibro di Joffrey e Ramsay ora fuori dai giochi direi proprio Cersei scansate, non puoi competere con questa creatura dai poteri sovrannaturali, in grado di portare devastazione con un solo gesto della mano e seminare terrore con una sola, penetrante occhiata di ghiaccio: nei Sette Regni è lui il cattivo per eccellenza.

Ale

Bryce Walker (13 Reasons Why)

Forse definire Bryce Walker un antagonista non è del tutto giusto. Il villain di una storia dovrebbe essere un nemico, l’ostacolo per eccellenza alla felicità del hero, ma la storia di 13 Reasons Why, la storia di Hannah Baker non ha eroi né vincitori. Tutti hanno contribuito in qualche modo alla scelta di Hannah, attivamente o meno, ed anche la stessa ragazza è stata in un certo senso il suo più grande nemico. Ma il personaggio di Bryce è quello che più mi ha colpito e che più mi ha disgustato. Una persona spregevole, di quelle che speri di non incontrare mai nella vita, perché sai che qualsiasi cosa faranno riusciranno in qualche modo a cavarsela sempre; e per questo motivo ti suscita ancora più odio, quel disgusto violento che ti fa pensare che persone così dovrebbero sparire dalla faccia della terra. Bryce, in nome della sua posizione sociale e della sua condizione economica, si comporta come se tutto gli fosse dovuto, come se gli altri vivessero in perenne debito nei suoi confronti solo per avere respirato la sua stessa aria e come se tutti aspirassero a vivere nella sua ombra. Non si fa problemi ad approfittarsi degli altri, sia psicologicamente che con il vero e proprio abuso fisico, per il semplice fatto che è convinto che questo sia un suo pieno diritto. La semplice antipatia che si può provare per lui a inizio serie (da classico bulletto del liceo) diventa, mano a mano che si snocciola la verità, un odio forte e irreprimibile, che ti si insinua sotto la pelle e ti divora dall’interno; arrivi al punto che la sua sola vista ti disgusta. Forse non può essere considerato un “antagonista” nel vero senso della parola, ma non c’è dubbio che Bryce sia un personaggio rivoltante, perfido e disgustoso, e sicuramente una delle figure che ricorderò con più odio di questa stagione telefilmica.

Al

 

Queen Rhea (Supergirl)

Il lato Oscuro delle serie tv del 2017, per me, è all’insegna del mondo dei supereroi, con una sorpresa e una conferma. La sorpresa arriva da “Supergirl” e da una seconda stagione piuttosto altalenante ma complessivamente degna, e ciò che certamente influisce su questo giudizio a grandi linee positivo è senza ombra di dubbio il personaggio della regina Rhea. Interpretata squisitamente da una sempre versatile Teri Hatcher, Rhea è, secondo me, il villain migliore che lo show abbia presentato finora, per una serie di ragioni ma prima fra tutte perché non si è redenta, per nessun tipo di amore, un sentimento che evidentemente provava esclusivamente per se stessa e per la sua brama di potere. Incarnando tutti i significati e i riferimenti politici che la seconda stagione della serie “nasconde” in bella vista, Rhea è l’emblema della civiltà daxamita: dittatoriale, xenofoba, schiavista, crudele, guerriera, ma al tempo stesso Rhea si erge al di sopra dei peggiori aspetti del suo popolo, mostrandosi ad ogni modo elegante, intelligente, subdola, manipolatrice, un personaggio che più afferma la sua costante cattiveria, più non si può fare a meno di “ammirare” [nella sua caratterizzazione] proprio per un percorso che non prevede “sbavature” né debolezze, e questo dice molto di lei considerato anche il suo essere una madre.

Ed è esattamente questo l’incredibile potenziale di Rhea: tutta la sua persona ruota esclusivamente intorno al suo ruolo di regina, alla conquista del potere, al suo obiettivo di “Make Daxam Great Again e nessun uomo, che sia suo marito o suo figlio, ostacolerà il suo cammino. Una volta ho definito Rhea un personaggio “onorevole” e lo ribadisco ancora oggi perché si è mostrata, dall’inizio alla fine, coerente con l’unica forma di onore che conosca, il suo.

AIDA (Marvel’s Agents of S.H.I.E.L.D.)

Marvel’s Agents of S.H.I.E.L.D.” è invece, per me, sempre una conferma e quindi non mi sorprende che la quarta stagione abbia saputo portare in scena un villain straordinario come AIDA, l’intelligenza artificiale nel corpo di un Life Model Decoy, creato dalla genialità rivoluzionaria e dunque inevitabilmente distruttiva del Dr. Radcliffe. La parabola discendente che AIDA avrebbe intrapreso nel momento in cui la scienza di Radcliffe ha incontrato la sua controparte che “ancora non conosciamo”, ossia la magia del Darkhold, era sicuramente prevedibile, anche alla luce del “progenitore” Ultron, ma l’evoluzione che in seguito il personaggio ha affrontato ha portato la caratterizzazione e la storia a un livello superiore, distaccandosi completamente, per la prima volta nella serie, dal mondo dell’Hydra. Assistere alla progressiva autonomia e alla crescente “umanità” di AIDA è stato angosciante ed elettrizzante al tempo stesso, vederla gestire, o meglio farsi travolgere dalle emozioni come un selvaggio essere umano cresciuto in cattività ha rappresentato uno dei punti più alti della quarta stagione della serie, corredato da un’interpretazione magistrale di Mallory Jansen.

Ma ciò che più resta impresso di AIDA in quanto villain è la conseguenza del suo piano finale, della trappola grigia e asfissiante che era il Framework i cui effetti si notano ancora oggi sulle sue vittime, nella forma di un profondo stress post-traumatico. E ammettiamolo, anche raccogliere e incanalare i poteri di diversi Inumani è stata una mossa piuttosto geniale!

WalkeRita

Appuntamento a domani con una nuova classifica e,nel frattempo, non dimenticate di farci sapere quali sono stati invece secondo voi i villain migliori dello scorso anno!

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