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How To Get Away With Murder Recensioni

How To Get Away With Murder | Recensione 2×15 – Anna Mae [SEASON FINALE]

Eccoci giunti al termine di questa incredibile stagione di HTGAWM. Leggo ancora di molti spettatori in giro per la rete che affermano di aver amato la prima stagione dello show ma di non aver particolarmente apprezzato questa seconda annata…ognuno è ovviamente libero di avere le proprie percezioni personali, d’altronde il bello di una discussione costruttiva nasce dal confronto tra opinioni diverse, ma per quanto riguarda me, posso ribadire quanto già detto in occasione della notizia del rinnovo della serie per una terza stagione: Murder è stata una delle migliori novità della stagione 2014/15 e avendo adorato la prima stagione non ho potuto non trovare molti punti di pregio anche nella seconda.
Abbiamo visto riproposti molti caratteri peculiari della prima annata, ma se prendiamo tali strutture come elementi firma dello show è chiaro che non potevano non tornare. Oltre quindi a rinnovare il mio apprezzamento per questa seconda stagione nella sua interezza (per quanto soprattutto nella prima metà particolarmente più intricata anche rispetto alla 1A), rimango allo stesso tempo convinta che però a questo punto un leggero slittamento di focus sia necessario per mantenere il pubblico interessato alle vicende di questi personaggi senza attraversare quel limite oltre cui la sospensione dell’incredulità non è più ragionevolmente possibile.
E in quest’ottica dirò anche che forse questo finale di stagione dà buone speranze che le cose si sviluppino in tale direzione: in questo “Anna Mae” abbiamo, sorprendentemente, un lungo stallo al ritmo concitato con cui avevamo vissuto alcuni degli ultimi episodi, è stato come se arrivati quasi alla fine di una folle corsa ci fossimo fermati a 20 centimetri dal traguardo ad allacciarci le scarpe. Solo a prima vista, perché in realtà il fermarsi non è privo di senso a livello narrativo: il titolo stesso, riprendendo il nome di battesimo di Annalise, sembra voler sottolineare che il ritorno della nostra protagonista alla casa della sua infanzia e alla sua famiglia a Memphis voglia simboleggiare una sorta di ritorno alle origini, una fuga da tutto ma anche un modo per fermarsi un attimo a riflettere, ricollegarsi al proprio passato e magari, osservando quanto successo finora da una certa distanza, trovare un modo per risolvere alcuni dei traumi ancora sospesi a mezz’aria.
Questo apparente rallentamento è quindi, a mio vedere, un buon tocco per impostare un nuovo corso per HTGAWM: in questo finale ci sono twist inaspettati (e altri un po’ più telefonati), ci sono risposte attese da tempo, ma il tutto è ben diluito nell’arco di un episodio molto più riflessivo e, se vogliamo, concentrato maggiormente sui personaggi. Voglio prendere questa scelta di chiudere la seconda stagione con una svolta più “introspettiva” come la volontà (in cui io spero) di concentrare il prossimo capitolo un po’ più sulla scoperta dei personaggi e le vicende più strettamente a loro collegate anziché gettarli in un nuovo vortice di situazioni complicate e intrecci fuori dall’ordinario.

Protagonista indiscussa di questo episodio continua a essere una Viola Davis che sembra brillare ancora di più quando divide la scena con Cicely Tyson, interpreti di due donne dotate di una forza fuori dal comune. Ophelia appare inizialmente come la classica “mamma del sud”, al settimo cielo per avere di nuovo la figlia andata a vivere più lontano sotto il suo stesso tetto, pronta a radunare l’intera famiglia per festeggiare il suo ritorno…la madre che ti fa anche un po’ vergognare quando porti il fidanzato a cena a casa (adorabili le scene con Nate che si immerge nella quotidianità della famiglia di Annalise, da standing ovation mamma e sorella che fanno le “comari” osservando i due che parlano in giardino dalla finestra e facendo i commenti di rito sul bel colpo che ha fatto Annalise),tumblr_o48l3r2aRd1qi0t5fo1_1280 ma al bisogno ecco riemergere anche la forza della natura che ricordavamo di aver conosciuto nella prima stagione, una donna che sa tenere tutti in riga e che, a dispetto dell’apparenza gracile, è ancora la roccia su cui sua figlia può contare quando il peso di segreti e dolori del passato rischiano di schiacciarla. Scopriamo quindi che Annalise non aveva mai rivelato alla sua famiglia della gravidanza, e aveva ovviamente continuato a tenere tutto per sé a maggior ragione dopo la tragedia dell’incidente.
Abbiamo scoperto di questo bambino solo negli ultimi 6 episodi di questa stagione, ma a me personalmente è sembrato come se la rivelazione facesse luce su un aspetto di Annalise che era sempre stato lì, solo che noi non potevamo vederlo. In così poco tempo abbiamo scavato a fondo nella personalità di questo personaggio e nelle sue ferite prima invisibili, è stato un percorso che solo sua madre poteva aiutarla a concludere. Come detto questo “Anna Mae” è stato un episodio molto meno infarcito di shock e concitazione del solito, la componente familiare è stata l’aspetto preponderante, e trovo sia stato gestito in maniera eccellente per portarci con una naturale gradualità al climax finale della scena in giardino, in cui Ophelia fa scrivere ad Annalise una lettera a suo figlio, lettera che poi simbolicamente sotterrano. La scena è stata ovattata e quasi totalmente silenziosa, mi aspettavo che prima di gettare terra sul foglio di carta la telecamera avrebbe indugiato qualche secondo sulle parole scritte da Annalise per farle leggere anche a noi, invece quelle parole rimarranno un segreto…beh, in un certo senso non poteva essere altrimenti, lasciare che un momento così privato rimanesse privato è stato un tocco da maestro a livello narrativo: neanche Ophelia legge le parole scritte da sua figlia, perché dovremmo noi? Sono stati pochi minuti di episodio ma ho voluto parlarne così ampiamente perché trovo siano l’esempio perfetto di come HTGAWM possa davvero fare bene a livello di approfondimento dei personaggi se deciderà davvero di intraprendere quella strada in futuro.

Ma tornando alle vicende che interessano lo studio, da questo episodio ci aspettavamo ovviamente anche la risoluzione del caso Hapstall, aperto a inizio stagione, e magari la rivelazione del passato che legava Frank a Sam, lasciato in sospeso addirittura dallo scorso season finale. Da entrambi i fronti non siamo rimasti delusi, anche se la risoluzione con Caleb unico colpevole di tutti gli omicidi di cui veniamo a conoscenza nella season premiere era ormai abbastanza intuibile (mi permetto un’auto-pacca sulla spalla, perdonatemi l’autocompiacimento ma è tipo la prima volta in vita mia che riesco a intuire la risoluzione di un caso largamente in anticipo rispetto all’effettiva conclusione…se escludiamo l’identità di Gossip Girl ma, insomma, andiamo, quella a un certo punto l’aveva capita anche un tubero…) è stata comunque giocata bene, occupando il giusto spazio di episodio senza sovraccaricarlo, rivelandoci che l’“attacco” di Philip ad Annalise era davvero tutt’altro che aggressivo, come avevo accennato nello scorso recap, ma era invece mirato a consegnarle le prove che l’avrebbero scagionato del tutto. E il ruolo di Catherine in tutto questo (tassello mancante nel mio ragionamento)? Semplicemente la poveraccia che si era fatta conquistare dagli occhioni magnetici e dal didietro perfetto (di cui i K5 avevano ampiamente e molto professionalmente discusso episodi addietro) e che per questo si era prestata ciecamente a coprirlo in ogni occasione.

Ma il risvolto più scioccante è stato di certo quello riguardante Frank, per come la vedo io il secondo personaggio più rilevante dell’episodio dopo Annalise/Ophelia (a pari merito, a mani basse): da dove venivano i soldi trovati nella famosa valigia che aveva fatto nascondere da Bruno in quel box? Se devo essere sincera, avevo smesso di pormi questa domanda già mentre scorrevano i titoli di coda di quell’episodio, liquidando il tutto come “frutto di qualche traffico illecito di Frank”. Beh, in un certo senso è così, solo non avrei mai immaginato che il traffico illecito fosse datato addirittura 10 anni fa e che non solo coinvolgesse Annalise, ma più specificamente Annalise nel periodo in cui seguiva il caso Mahoney a Cleveland.
La conquista di Frank nella hall dell’hotel (anche quello dettaglio a cui avevo dato zero peso nello scorso episodio) si rivela un’inviata di Wallace Mahoney, che paga profumatamente Frank per mettere una cimice in camera del suo capo. Questo gioco di spionaggio è ciò che porta alla risoluzione estrema di Wallace di fermare Annalise in tutti i modi, e dico letteralmente in tutti i modi.
Indirettamente e di certo non volontariamente, quindi, Frank è responsabile dell’incidente in cui Annalise ha perso suo figlio, un peso sicuramente non facile da portare e di cui apparentemente l’uomo avrebbe voluto liberarsi immediatamente se non fosse che Sam, a cui l’aveva confessato prima, glielo vieta categoricamente. Due uomini a decidere per lei quello che può e non può sapere, quello a cui deve credere, sarebbe già di per sé inaccettabile per una donna come Annalise, figuriamoci poi se questo segreto che Sam si è portato nella tomba e Frank puntava a fare altrettanto (se non fosse che andava a letto con una dalla sbronza “scioglilingua”) la coinvolge in maniera così intima e totale come la verità sull’incidente che le ha cambiato l’esistenza. Dai minuti finali capiamo che se Annalise ci ha messo settimane per pseudo-perdonare Bonnie per l’omicidio a sangue freddo di Rebecca, di certo non perdonerà facilmente (se mai lo perdonerà del tutto) Frank.
Sul finale scopriamo anche che Frank, di cui abbiamo in questo episodio visto un lato totalmente nuovo, meno distaccato e tutto d’un pezzo ma visibilmente scosso e quasi incapace di ragionare lucidamente, ha pensato bene di tagliare la corda. Pochi minuti dopo vediamo Wes di nuovo a New York, stavolta a due passi da Wallace Mahoney, presumibilmente lì per rivelargli la sua identità.
Mi aspettavo che Wes sarebbe andato da lui e temevo in una risoluzione troppo precipitosa di questo difficile confronto…possiamo dire che decisamente non sarà così.
Mahoney viene ucciso a bruciapelo a pochi passi da Wes (come se il “puppy” non avesse già abbastanza traumi psicologici con cui fare i conti) da una mano ancora sconosciuta. Diciamocelo, il montaggio sembra volerci suggerire con tanto di frecce luminose al neon che il grilletto sia stato premuto da Frank, magari in cerca di un modo per redimersi in qualche modo agli occhi di Annalise… ma visto che a questa idea ci sono arrivata nell’arco di mezzo secondo e tre quarti direi che possiamo escluderla perché troppo facile. Voi avete già dei sospettati? Io al momento sono ancora presa dal semplice fatto che quanto accaduto sia accaduto e che ciò potrebbe significare proprio il nuovo sviluppo degli eventi che speravo per la prossima stagione, ovvero che tutto quanto collegato a Mahoney diventi una storyline da portare avanti il prossimo anno (anche se magari, proprio come la morte di Rebecca, potrebbe trovare risoluzione nell’arco della season premiere) da accompagnarsi a vicende auspicabilmente meno assurde sul versante degli omicidi/suicidi in cui Keating & co sarebbero direttamente coinvolti.

Note random:

  • Oliver e Connor come coppia sono stati messi un po’ in disparte negli ultimi tempi: dopo la bomba della sieropositività di Oliver nello scorso season finale non se n’è fatta quasi più menzione quest’anno, se non qua e là nei momenti in cui vediamo Oliver particolarmente desideroso di fare pazzie e vivere la vita più pienamente. Il brivido che gli dà collaborare con lo studio Keating era ormai evidente, ma la sua mossa di cancellare l’e-mail di ammissione a Stanford arrivata a Connor è un punto che, sebbene buttato lì un po’ a caso nell’episodio, ci rivela in realtà moltissimo della direzione che stanno prendendo questi due: Connor ha nascosto molte cose a Oliver, e per un buonissimo motivo, ma Oliver che mette in piedi una cosa del genere alle spalle del suo compagno è del tutto nuovo e di certo non promette nulla di buono per quando verrà a galla…perché verrà a galla.
    Ollie, sapevamo che alla fine ti saresti fatto conquistare dal Lato Oscuro…d’altronde, “they have cookies”.

  • Ok, è ufficiale, la mia povera Michaela entra di prepotenza nell’Olimpo dei personaggi con più sfighe in campo sentimentale dell’intero panorama televisivo…e se ve lo state chiedendo sì, tra le sfighe includo anche quell’infelice ménage con Asher. Sul serio, era già abbastanza che fosse successo una volta, la speranza era che NON ACCADESSE PIU’!!

  • Laurel improvvisamente si è trasformata da personaggio dal potenziale risolutivo dei conflitti tra personaggi in colei che rivela segreti a briglia sciolta come se non ci fosse un domani: dopo la verità sull’omicidio di Lila non ragiona neanche per un nano secondo se sia o no il caso di rivelare anche a Frank della paternità di Wes… che sia questa apparentemente innocente rivelazione un altro indizio per portarci a credere al coinvolgimento di Frank nell’uccisione di Wallace?

Anche per questa settimana, e per l’ultima volta quest’anno, credo di avervi bombardato abbastanza di chiacchiere, ma come chiusura di stagione e ponte di collegamento con la terza che vedremo il prossimo autunno credo che questo episodio meritasse qualche piccola riflessione in più.
Aspetto ovviamente di sentire anche le vostre opinioni a riguardo non solo della puntata ma dell’intera stagione: se vi va lasciate un commento riepilogativo, fatemi sapere cosa ne pensate complessivamente ora che siamo arrivati alla chiusura di questo secondo capitolo, cosa avete apprezzato di più e cosa di meno e cosa vi aspettate per la prossima stagione.
Colgo l’occasione per ringraziare le magnifiche pagine dedicate a questo show che mi hanno sOpportato (la maiuscola è voluta, non è un errore di battitura) per l’intera durata della stagione e che hanno condiviso i miei recap, vi invito a continuare a seguirli durante questa lunga pausa fino alla prossima premiere per rimanere sempre aggiornati nulle news dal set e tante altre curiosità.

How To Get Away With Murder Italia
How To Get Away With Murder – Italian Fanpage

È stato un piacere per me dedicarmi alle recensioni di How To Get Away With Murder in questi mesi, serie da cui mi aspettavo davvero tanto e che devo dire non mi ha delusa, tra alti (soprattutto) e bassi (giusto qualcuno) si è riconfermata per me un ottimo prodotto con grande potenziale. Ma è stato soprattutto un piacere vedere che i miei sproloqui venivano letti e commentati: non so se ci sarò di nuovo io a recensire le vicende di Annalise e compagnia bella il prossimo anno ma, a prescindere, ringrazio tutti i lettori e commentatori assidui (ma anche voi che siete passati una volta ogni tanto o che avete cliccato sull’articolo solo per sbaglio ma poi vi siete fermati a dargli una letta) per avermi fatto compagnia. Buon weekend a tutti!

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Natasha

1 comment

G 20 Marzo 2016 at 01:21

Ciao,
innanzitutto, bella recensione. Mi trovo d’accordo in particolar modo sull’apprezzamento del ritmo lento e introspettivo di questo finale di stagione.

Sulla stagione in generale, invece, sono soddisfatto ma non entusiasta. Si poteva davvero fare di più. Molto materiale introdotto nella prima metà di stagione è stato usato malissimo, se non proprio messo da parte, nella seconda metà di stagione.

Primo fra tutti il caso Hapstall (o come cavolo si chiamano): Quello che doveva essere il caso orizzontale di questa stagione è stato a un certo punto messo da parte, accantonato, senza fornirci più alcun indizio su possibili colpevoli e, cosa ancora peggiore, è stato risolto fuori campo (in 5 minuti, tra l’altro).
Non si può, davvero non si può, liquidare un caso che ci siamo trascinati per tutta una stagione in 5 minuti, con due prove schiaccianti che potevano saltare fuori già da un pezzo.
Quanto sarebbe stato meglio, ad esempio, far scoprire a Michaela, durante un incontro con Caleb, una prova della sua colpevolezza e trovarci poi faccia a faccia col Caleb psicopatico pronto a ucciderla?

Poi c’è la questione Rebecca: qualcuno se la ricorda? Wes ci ha fracassato le scatole con Rebecca. Tutto ‘sto casino è nato per proteggere Rebecca. E in questa seconda metà di stagione ce ne siamo completamente dimenticati.
Ok. E’ successo altro. La mamma morta e via dicendo. Ma Annalise ti ha addirittura detto che Rebecca è morta e a te non te ne frega niente?
Cioè, la storyline di Rebecca, con tanto di fratellastro venuto apposta a cercarla, è morta così, senza che se ne sia accorto nessuno.
Non sarebbe stato meglio far tornare in scena il fratello di Rebecca, giustamente incazzato, nel finale di stagione?

E niente, potrei continuare con altri spunti interessanti andati persi per strada (l’alcoolismo di Connor, il passato di Asher, l’omicidio del procuratore) ma andrei per le lunghe. La stagione non mi è dispiaciuta, intendiamoci, ma di sicuro la seconda metà di stagione non ha saputo sfruttare al meglio le basi gettate nella prima metà. E di certo la stagione, nel complesso, non è all’altezza della precedente.

Detto questo, di certo vedrò la terza stagione, anche se la morte di Mahoney (o come si scrive) non è certo stata sconvolgente quanto quella di Rebecca.

p.s.
grazie per il tempo che dedichi alle tue recensioni. E’ la prima volta che commento ma le ho lette tutte.
A rileggerti!

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