Image default
How To Get Away With Murder Recensioni

How To Get Away With Murder | Recensione 2×06 – Two Birds, One Millstone

– Annalise can handle this, right?
– Annalise takes care of everything.

È questo lo scambio di battute che ritengo più adatto a iniziare una discussione riguardo questo nuovo episodio di HTGAWM che, nonostante il titolo allusivo, in realtà concentra meno minutaggio di quanto mi aspettassi sui Millstone e risulta invece essere più un grande showcase per l’indiscussa protagonista: Annalise pensa a tutto, Annalise è sempre al centro delle varie vicende e, sebbene spesso con l’aiuto indispensabile di Bonnie e, maggiormente, Frank, è incredibile la quantità di situazioni (che definire critiche sarebbe riduttivo) che questa donna riesce a gestire contemporaneamente. E il tutto in un momento in cui l’abbiamo vista più volte affrontare delle crisi personali, fino allo scorso episodio non facevo che notare quanto la sua sicurezza sembrasse venire meno di giorno in giorno e ci capitasse sempre più spesso di vedere uno sguardo spaurito dietro la maschera della leonessa agguerrita a cui siamo abituati, quindi chapeau all’alzata di cresta di uno dei personaggi femminili più badass attualmente in circolazione. In questo episodio la vediamo barcamenarsi tra il solito caso degli Hapstall, delineando una linea di condotta che riconduce ai primi insegnamenti che le abbiamo sentito impartire ai suoi studenti all’inizio dello scorso anno (se i due dichiarano di essere innocenti e di essere stati probabilmente incastrati, una strategia funzionale potrebbe essere procurarsi un nuovo sospettato da introdurre nel cerchio), un improvviso caso di difesa di una donna transgender che ha apparentemente ucciso il marito per legittima difesa, la gestione della bomba a orologeria Sinclair, con tra le mani i destini dei due Millstone (alla fine per forza di cose Annalise sarà costretta a vendersi perlomeno Millstone senior… con mia piena approvazione aggiungerei), nonché dure vicende personali, ovvero il rapporto turbolento con i due uomini che al momento le stanno creando più sofferenze: Nate e Wes.

Iniziamo col parlare di questi due e di come Annalise si trova a gestirne i rapporti: scopriamo verso la prima parte dell’episodio che Nia è morta, e dopo esserci ricordati che nella scorsa puntata Annalise aveva confessato a Nate di aver parlato con la donna e che questa le avesse espresso il desiderio di morire, non ci viene difficile fare due più due e anticipare la rivelazione che è stato Nate stesso a decidere di fornire i farmaci alla moglie e aiutarla a esalare l’ultimo respiro come da lei richiesto. Il punto è che la decisione è stata non solo sofferta per ovvi motivi, ma ha riportato a galla con maggiore forza di prima anche il rancore dell’uomo verso la sua ex-amante, perché il tempo perso per scagionarsi dalle false accuse riguardo l’omicidio di Sam gli hanno impedito di stare vicino alla moglie malata in un momento molto delicato, gli hanno fatto perdere del tempo prezioso che avrebbero potuto passare insieme, e questo è fondamentalmente il grosso ostacolo che impedisce a Nate di perdonare Annalise e passare sopra a tutte le sue macchinazioni, indipendentemente dal motivo che l’ha spinta a incastrarlo. E visto che parliamo di questo motivo, ovvero proteggere Wes (e gli altri, ma sappiamo che qua gira tutto perlopiù intorno a Wes, essendo anche l’unico tra i K5 a cui Annalise si rivolge con un tono tutt’altro che autoritario: nonostante tutto quello che hanno passato insieme è solo a lui che la donna si rapporta con una delicatezza che non riserva a nessun altro, l’unico con cui ha quasi paura di alzare la voce e l’unico a cui permette invece di alzarla con lei), parliamo anche del confronto che prof e studente hanno a casa del ragazzo verso fine episodio: Wes è ancora fuori di sé perché continua a non credere a una parola che gli viene detta dalla Keating, continua a vedere i suoi fili dietro la sparizione di Rebecca e, nel credere che la ragazza sia morta, non riesce a non pensare di accusare Annalise e i suoi associati dell’accaduto. Diciamo che questa parte del rapporto Annalise/Wes sta diventando abbastanza ripetitiva, ormai in ogni episodio abbiamo almeno un faccia a faccia tra i due in cui lei cerca di venire a termini con il ragazzo nella maniera più soft possibile mentre lui continua a ritrarsi e a mostrare il suo scetticismo, e sebbene ogni tanto capiti che i toni si accendano un po’ di più e più di una volta mi sono trovata ad aspettare una grossa informazione-bomba lanciata da Annalise per chiudere questa spirale di tensione che li avvolge, ancora nulla di nuovo sotto il cielo. Anche se da questo particolare faccia a faccia qualcosa in più rispetto al solito emerge, si va più sul personale e Annalise tira in ballo la madre di Wes. Un argomento particolarmente spinoso, che francamente mi aspettavo portasse a qualcosa di più concreto del solito nulla di fatto… alla fine della fiera sembra quasi che Annalise si sia presentata da Wes solo per distrarlo mentre Frank si sbarazza (stavolta pare “nel modo giusto”) del corpo di Rebecca. Quindi alzo le mani di fronte alla solita bravura della Davis, che anche stavolta ci regala una Annalise ruggente sul campo quanto fragile nei rapporti con Nate e Wes, ma dal punto di vista dell’avanzamento concreto di questa sottotrama mi dichiaro abbastanza delusa dal fatto che un ennesimo confronto con Wes si concluda in poche battute, per giunta condite dalle solite omissioni.

  

A proposito del corpo di Rebecca, questo mi rimanda a Frank e ai flashforward sulla sera della tragedia a casa Hapstall (mancano solo due settimane!), in cui riusciamo a localizzare lui e, soprattutto, Catherine, di cui avevamo iniziato a cercare tracce da quando abbiamo individuato Caleb in attesa di Michaela in un appartamento. L’atteggiamento di Frank è ambiguo a dir poco, con una magistrale interpretazione del devoto assistente che urla ai paramedici di salvare la vita al suo capo tre secondi prima di ricomporsi come se niente fosse e salire su un auto in cui sta trasportando il corpo esanime di Catherine. A fine episodio, una sequenza simile a quella in cui Frank, nel presente, trasporta il corpo di Rebecca in spalla ci mostra l’uomo a due settimane da ora depositare l’ereditiera in mezzo al bosco, dove verrà trovata la mattina dopo da una poliziotta. Notiamo subito che Catherine non solo rimane incosciente per tutta la notte (presumiamo quindi che abbia subito un forte trauma o, addirittura, sia stata drogata) ma ha la camicetta sporca di sangue, quindi potremmo presumibilmente posizionarla all’interno della Hapstall Mansion al momento della sparatoria… ma poi? E perché lei era lì mentre Caleb invece era altrove (perché dalla casa vediamo uscire solo i K4, poi scortati all’appartamento di Caleb da Nate, e Bonnie che sale invece in macchina con Asher)? Qual è il suo coinvolgimento, e quello di Frank, che si preoccupa di farla ritrovare da sola e priva di sensi in mezzo al nulla? È ufficiale: questi due flashforward mi hanno dato ulteriori dati sui personaggi principali che non avevamo ancora individuato da nessuna parte ma, anziché illuminarmi, mi hanno confusa maggiormente, non so se è così anche per voi, ma se le vostre lampadine si sono accese vi prego condividete le vostre opinioni perché il cervello mi sta davvero friggendo!

Su Frank poco altro da aggiungere, se non che ho trovato simpatica la scena dell’invito a casa per Laurel… nonostante l’effetto complessivo che è venuto fuori sia stato un perfetto esempio stereotipato di famiglia italo-americana caciarona, o forse anche un po’ per questo, ho apprezzato. Anche se devo dire che faccio tuttora fatica a farmi piacere questi due al 100%: sono una coppia strana, difficile da shippare (altro che gli adorabili Coliver o i nuovi in vista ma da me già super-shippati Micaleb… Michaela era partita come uno dei personaggi che trovavo meno piacevole lo scorso anno, anzi mi stava proprio sulle scatole, ma devo dire che quest’anno la sto imparando ad apprezzare… mi sono anche abituata ai suoi scoppi di stizza e frustrazione qua e là, che anzi trovo divertenti: indimenticabile quando nello scoprire Wes e Levi insieme nello scorso episodio la prima cosa di cui ha voluto accertarsi era se i due fossero gay… una donna segnata a vita ormai…), non mi trasmettono emozioni profonde, a dispetto del mantra del “get to know me better” ripetuto quasi fino allo sfinimento questa stagione i due mi sembrano ancora a uno stadio superficiale e prettamente fisico della loro relazione, quindi non riesco a empatizzare più di un tot. Ma presi singolarmente sono incuriosita dal personaggio di Frank, sempre ambiguo e sempre fonte inesauribile di speculazioni sugli sviluppi presenti e futuri, e non del tutto schifata da quello di Laurel: anche se a volte emerge come una mezza snob (pur volendo mascherarsi a tutti i costi da quella super-moralista), mi piace di lei il rapporto speciale che sembra avere con Wes, lo apprezzo fin dallo scorso anno e sono felice che gli autori abbiano voluto mantenere questa dinamica. Non penso che allo stato attuale si possa parlare di amicizia nel vero senso della parola tra i K5, semplicemente passano molto tempo insieme e, tra una battuta e una frecciatina qua e là, si sopportano, ma del legame Wes-Laurel mi è piaciuto fin dallo scorso anno come lei sia sembrata l’unica a provare fin da subito un’inclinazione a stare dalla sua parte, prescindendo dal fatto che lui fosse “waitlist”, il tipo meno privilegiato, che avessero background sociali diametralmente opposti, l’ho sempre vista come quella più spassionatamente aperta verso di lui rispetto agli altri, più portati invece allo screditarlo, ai sospetti e alle gelosie per apparenti favoritismi nei suoi confronti da parte della Keating. Sono stata quindi felice di rivedere Laurel avvicinarlo e fargli sapere che, sebbene le sue paranoie stiano creando un sacco di problemi a tutti, sembrano aver in parte attecchito in lei e che quindi è disposta a non liquidare lui e le sue ferree convinzioni con solo un’alzata di spalle.

tumblr_nx1ees1Q7I1qi0t5fo3_1280E a proposito di aperture, come non menzionare il discorso iniziale tra Annalise e Bonnie, in cui la donna finge di riconoscerle tutti i meriti per aver spinto Asher a non confessare e a rimanere dalla loro parte: ovviamente lui non può rivelare di aver avuto come leva quel filmato della Bonnie bambina, ma Annalise avrebbe benissimo potuto continuare a prendersi i meriti per tutto e trattare la sua assistente come uno zerbino come fa ormai da settimane, invece questo gesto altruistico, farle credere di aver salvato la situazione ed esserle riconoscente per questo, sapendo quanto anche un semplice riconoscimento come quello dal suo capo significhi il mondo per Bonnie, è stato davvero un bel momento e l’ho apprezzato. Ripeto, come ho detto la scorsa settimana, che tendenzialmente non vorrei essere pro-Bonnie, ha pur sempre ammazzato una persona! Eppure il lavoro di approfondimento che si sta facendo sul personaggio, sul suo passato e sul suo rapporto con Annalise ce la sta presentando sotto una luce diversa, con dettagli che non possono essere messi da parte al momento di dare un giudizio complessivo, quindi quelle poche volte che riusciamo a vederla non ridotta a uno straccio lacrimoso provo un minuscolo senso di vicinanza alla poveraccia.

Riguardo il caso del giorno, anche quello devo dire che si è ridotto a molto meno di quanto pensassi: partito come una potenziale bomba (quest’anno sta capitando spesso di affrontare temi scottanti come i comuni pregiudizi legati a questioni sociali/razziali/di preferenze sessuali ecc.), si risolve in realtà senza neanche il bisogno di andare in aula. In un episodio pieno come questo ci può stare che si abbia meno spazio per affrontare un ennesimo intoppo quando si ha già parecchia carne al fuoco (siamo arrivati a fine episodio e a me è sembrato di aver assistito ad appena 20 minuti di puntata, questo fa capire quanto fossi presa dalle vicende mostrate e quindi è senz’altro un punto a favore), ma proprio per questo io avrei evitato del tutto l’inserimento di un’ulteriore storyline che tutto sommato aggiunge poco alla trama complessiva, ci regala solo un breve momento di maggiore introspezione per Annalise, che confrontandosi con l’accusata si trova a confessare (ma lo sapevamo già) che non sente affatto la mancanza di Sam. Proprio come la sua cliente, Annalise sente di essersi liberata di qualcosa che la opprimeva, quindi il confronto tra le due non fa che portare alla luce delle sue questioni personali di cui però eravamo già al corrente, non avevamo bisogno di vederle riflesse nelle vicende di personaggi secondari appena introdotti.

Di grossi passi in avanti ne abbiamo però dal fronte del caso orizzontale dei fratelli Hapstall, quando un’intuizione riguardante il possibile coinvolgimento nell’omicidio dei genitori biologici dei due fa risalire i Keating 5 a un nuovo sconosciuto giocatore in campo: un misterioso cugino (figlio della zia fetente, prevenuta e spiona… nonché al momento morta stecchita) dato in adozione da piccolo e di cui, ovviamente, nessuno sapeva niente.

  

Oliver, come sempre messo in mezzo quando si tratta di hackerare registri super-segreti a cui nessuno dovrebbe avere accesso, non solo porta a galla questa verità, ma continuando a scavare trova anche l’identità del misterioso cugino/potenziale serial killer… peccato che nello stesso momento in cui Oliver e Connor parlano di questa scioccante scoperta il tipo in questione li stia osservando proprio dallo schermo del pc di Oliver, che a forza di hackerare gli altri ha alla fine subito lo stesso trattamento.
Chi sarà questo nuovo tizio e cosa possiamo aspettarci dal suo coinvolgimento? E dovremo davvero aspettare proprio l’ultimo secondo per avere qualche idea su cosa succederà la notte della sparatoria a casa Hapstall? Io non ce la faccio più ad aspettare ma non riesco a partorire un’ipotesi sensata che sia una! Voi che ne pensate? Aspetto di proseguire gli sproloqui e di costruire nuove teorie insieme nei commenti, intanto vi ringrazio come al solito di aver seguito questo lunghissimo monologo fino alla fine e, per non rimanere un’intera settimana a bocca asciutta, vi lascio il promo del settimo episodio (intitolato, senza molti fronzoli, “I Want You To Die”) e i link di queste fantastiche pagine dove potrete continuare a seguire 24/7 sia HTGAWM che altri show di Shonda con altri fan appassionati:

How To Get Away With Murder – Italian Fanpage
How To Get Away With Murder Italia
Shonda Rhimes Italia

Alla prossima!

Related posts

Da Vinci’s Demons – Recensione 2×03 – The Voyage of the Damned

Sarella

Spoiler Room | Scoop su Chicago Fire, Gotham, Once, S.H.I.E.L.D e tanti altri!

FeFraise

Mistresses | Recensione 2×04 – Friends with benefits

Claw

1 comment

Chiara_ 1 Novembre 2015 at 18:54

Sono d’accordo con te, tra Wes e Annalise non può andare avanti così all’infinito: l’avevo già scritto nel commento della settimana scorsa, sta diventando un po’ noiosa, questa storia. Nella scena in cui Annalise è da Wes pensavo “ora glielo dice, ora glielo dice!” e invece non ha detto niente, uff. A questo punto, il tutto si concluderà o con una rivelazione ancora più sconvolgente (anche se mi chiedo quale potrebbe essere) o con una parziale sensazione di indifferenza da parte mia.
Frank… Quella sceneggiata in ospedale – la parte idiota di me sperava in un crossover con Grey’s Anatomy… – è stata spaventosamente sorprendente! La faccia impassibile di Frank mi ricordava molto quella che aveva mentre strangolava Lyla (si scrive così? Che pessima memoria che ho!): nessuna emozione e tu spettatore ti chiedi cosa, effettivamente, si nasconda dietro quell’uomo. Mi chiedo se, prima o poi, verremo a conoscenza del perché Frank sia stato costretto a cedere al ricatto di Sam – perché, sì, mi rifiuto di credere che l’abbia fatto solo per soldi.
Laurel, come hai scritto tu, la apprezzo solo nei momenti con Wes: mi piace il loro rapporto, c’è un legame di fiducia. Michaela invece, per quanto mi stia piacendo con Caleb (che fa bene ad allontanarsi dalla sorella, mi sembra paranoica), mi sta stufando con le sue accuse a Wes: sarà anche stato lui a metterli materialmente nei casini, uccidendo Sam, ma ormai ci sono tutti dentro fino al collo. Che poi, è vero che era Wes a frequentare Rebecca, ma davvero a nessuno degli altri tre (diciamo due, visto che Laurel dà al ragazzo il beneficio del dubbio) è venuto qualche sospetto sulla scomparsa di Rebecca? Insomma, dopo tutto quello che è successo una scappa via così? Io fossi in loro non credo me la berrei, sapendo ciò che Annalise e Frank hanno fatto per coprire i loro ruoli nell’omicidio di Sam.
Riguardo i flashforward non so più che dire: se Catherine fosse stata un pericolo, credo che Frank se ne sarebbe sbarazzato in un modo più definitivo, invece così facendo c’è forse una testimone in giro. Continuo a non capire gli “schieramenti”, continuo a non capire se Annalise sia stata accidentalmente o volutamente ferita e, nel secondo caso, chi l’avrebbe potuto fare. Wes lo escludo perché, se fosse stato lui, non credo proprio che Michaela e Connor stavolta avrebbero rischiato ancora per lui, visto i loro recenti scontri; Bonnie non credo, per quanto Annalise spesso la faccia sentire una nullità, è riconoscente alla donna per averla accolta e protetta in questi anni, perfino dopo un omicidio; incomincio a pensare che Asher potrebbe, invece, c’entrarci qualcosa, magari ha scoperto i fatti realmente accaduti nella notte in cui Sam è stato ucciso, ma per ora la mia è una teoria campata per aria. Forse dovrei aspettare come minimo che nei flashforward spunti il cugino segreto degli Hapstall, che tra l’altro mi sta facendo tremare per Connor: i Coliver, che nella scorsa stagione non mi convincevano, ora mi sono decisamente simpatici, quindi no, Shonda, ti prego, non dare campo libero al lato crudele che c’è in te!

Reply

Leave a Comment

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.