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How To Get Away With Murder Recensioni

How To Get Away With Murder | Recensione 2×04 – Skanks Get Shanked

Bentornati cari murderers (oddio, mi sono appena resa conto che questa definizione del fandom è tremenda, soprattutto se ripensiamo alla giovane assassina sociopatica protagonista del caso del giorno in questo episodio!).

 

Per toglierci il dente dolente, inizio subito affrontando la parte negativa di quanto vorrei esprimere e confesso di essere rimasta meno colpita da questo episodio rispetto ai precedenti. Ehi, parliamo pur sempre di un leggero, infinitesimale calo rispetto a una media eccellente, però se dobbiamo mantenerci il più possibile oggettivi devo dire che a fine episodio non ero in fibrillazione come mi è capitato in altre circostanze. C’erano spunti davvero succosi ma non sono esplosi come avrebbero dovuto. Poi sì, il caso raccapricciante della ragazza che uccide la sua migliore amica apparentemente plagiata dalle fighette di turno, per poi farci sospettare che in realtà potrebbero essere tutte e tre malate e ben consapevoli di esserlo, fino alla rivelazione finale che l’apparentemente fragile e facilmente raggirabile accusata è l’unica a necessitare davvero di cure psichiatriche ha avuto una sua bella carica emotiva, ma al di là del contesto disturbante che ha creato in generale è della reazione dei Keating 5 (anzi, 4 in questo caso) che mi interessa parlare. Ho trovato la reazione di Connor in questo contesto molto realistica: sembra facile dimenticare che questi quattro ragazzi sono stati testimoni in prima linea di un omicidio, sebbene accidentale, e che uno addirittura sia colui che ha materialmente ucciso Sam, ma si tratta di un’esperienza non facile da cancellare. E non si tratta solo dell’uccisione in sé: il corpo di Sam è stato trasportato in un bosco, dato alle fiamme, poi fatto a pezzi e scaricato in discarica. La prossima volta che mi sentirò un mostro per aver ucciso una vespa penserò a questi quattro disgraziati e me ne farò una ragione!
In questa serie, sicuramente per via del tema principale, si è costretti a passare sopra all’argomento con fin troppa leggerezza molto spesso, perché è vero che un mega-pippone dei ragazzi sull’accaduto un giorno sì e l’altro pure appesantirebbe non poco la narrazione, quindi in quanto spettatori sospendiamo in parte l’incredulità e ci facciamo andare bene che nonostante tutto questi personaggi si confrontino con morte e assassini settimanalmente senza battere ciglio. Però quelle rare volte in cui uno di loro si ribella a questo silenzio forzato per me è realistico e lo accolgo con piacere. Connor in questo episodio è un po’ la voce fuori dal coro che sembra rispondere a tutti gli spettatori che si chiedono come si faccia, dopo aver affrontato una tale esperienza traumatizzante, a vivere normalmente in un ambiente simile.

In un certo senso a questa storyline di morte violenta si lega la storyline personale di Annalise, chiamata di nascosto dalla moglie di Nate per incontrarla all’ospedale dove è in cura a discutere invece di una soft death. Nia Lahey, come ricordiamo da episodi passati, soffre di tumore ovarico e sembra avere scarse possibilità di sopravvivere, e per questo motivo prova a contattare Annalise, in un certo senso la sua rivale. Il rapporto tra le due non potrebbe essere più ambiguo, e d’altronde come potrebbe essere altrimenti data la natura: Annalise era l’amante di Nate mentre Nia era in ospedale, e la malattia che l’affligge le ha impedito di stare accanto a suo marito nel momento del bisogno, mentre affrontava un processo in cui Annalise stessa l’ha spinto incastrandolo per un omicidio che in molti, Nia compresa, sembrano attribuire a lei personalmente. Il velato disprezzo di Nia per la donna che ha di fronte è dunque giustificato dal suo punto di vista, nonostante a parole dica “ti ammiro per la tua forza”, i sottintesi lasciano intuire quanto reputi Annalise una donna senza scrupoli: dando per scontato che le avrebbe fornito i medicinali che le ha chiesto per togliersi la vita, quel “credevo che tu l’avresti fatto” (della serie, “se non una persona orribile come te, chi?”). Nia da un lato vuole la certezza che Annalise rimarrà al fianco di Nate una volta rimasto vedovo, quindi dimostra una certa lucidità nella sua risolutezza, facendo capire di aver preso quella decisione con sofferenza e di certo non per motivi egoistici, ma dall’altro ogni sua parola non fa che allargare le ferite di una Annalise che non potrebbe sentirsi peggio. Da uno sguardo d’insieme, questi due confronti tra le due donne, in particolare il secondo, quando Annalise nega le pillole a Nia (quasi parallelamente alla scena finale dello scorso episodio, in cui tutto sembrava suggerirci che Annalise si stesse preparando per partecipare al party erotico di Tanya e invece la vediamo presentarsi alla porta di Nate, qui vediamo Frank procurare al suo capo le medicine richieste da Nia ma alla fine Annalise ci sorprende con un rifiuto), sono un altro specchio per il dissesto interiore della nostra protagonista, che continua ad apparirci sempre più lacerata e abbattuta un episodio dietro l’altro, con i drammi della sua vita personale che ora arrivano perfino a riflettersi sulla sua professionalità (la distrazione durante il processo), una sfera sacra, quella della sua carriera, che finora non era mai stata intaccata da niente e da nessuno, indipendentemente dalla gravità degli avvenimenti di cui si è ritrovata al centro.

Ma tornando invece a parlare dei K5, oltre alla “ribellione” di Connor (che determina il fallimento di Annalise in tribunale divulgando segretamente il video che avrebbe fatto crollare tutte le certezze della difesa) con tanto di insani parallelismi tra la loro situazione e un clan mafioso (seriously Connor? Non staremo esagerando adesso? Posso capire che dal loro punto di vista Annalise appaia più come un ferreo boss che vuole tenerli tutti sotto controllo per motivi egoistici più che per il loro bene, non potendo sbirciare dietro le quinte come noi, ma addirittura arrivare a sentirsi minacciato seriamente in caso di abbandono del “circolo”… drama queen, anyone? Però ok, nel contesto di un’esplosione data da un accumulo di nervosismo latente ci può stare anche qualche parolone di troppo, sempre in onore di un maggiore realismo), in questo episodio abbiamo anche un maggiore focus su Michaela. Dopo aver scoperto i piaceri della camera da letto con Levi, la vediamo iniziare a puntare il prossimo manzo da addentare, che in un deja-vu della prima stagione (con il rapporto Wes-Rebecca) pare essere Caleb ‘ti-friggo-con-uno-sguardo’ Hapstall. E a proposito di deja-vu, parliamo anche dei flashforward sulla notte della sparatoria nella Hapstall Mansion: ora abbiamo la certezza al 100% che la faccia da culo della Sinclair non sopravvivrà (e qui parte il trenino), anche se vista l’entità delle ferite sul corpo non è che ci volesse House per confermarcelo, ma nutriamo ancora speranze per Annalise, che viene trasportata in ospedale. Intanto i soliti fantastici quattro sono in auto con Nate a seguire l’accaduto tramite le frequenze della polizia, quando all’improvviso Michaela riceve una chiamata e lascia temporaneamente la macchina per raggiungere… proprio Caleb! Ecco, questa scena mi ha ricordato moltissimo quella della scorsa stagione in cui seguiamo Wes allontanarsi dal resto del gruppo per raggiungere una figura misteriosa in motel, che presto scopriamo essere Rebecca. Forse proprio per via di una similitudine così palese con dinamiche già viste e proprio a fine episodio, quando normalmente rimango senza fiato per cinque minuti buoni, ho avuto una percezione globale dell’episodio come meno incisivo rispetto ai tre precedenti. Per carità, la presenza di Caleb in quell’appartamento e non a casa sua, dove si è consumata la tragedia, la sua probabile connessione con il tutto che ancora deve esserci spiegata, il chiamare Michaela e accoglierla subito con un “Is she ok?” (chi è she? Verrebbe da pensare immediatamente ad Annalise ma notiamo anche che per ora nell’appartamento appare solo Caleb, non sua sorella. Dov’è Catherine, dovremmo dedurre qualcosa dalla sua apparente assenza in questa scena conclusiva?) ci presentano non poche questioni su cui riflettere e speculare, ma in generale ho trovato questa rivelazione meno d’impatto rispetto ai soliti cliffhanger finali a cui HTGAWM ci ha abituati.

Note sparse:
– “Grande” assente nelle questioni dei K5 questa settimana è Asher, che continua a orbitare per conto proprio in una galassia tutta sua, separata dalle vicende del resto del gruppo e forse per questo in parte meno interessante. Fondamentalmente la sua assenza in ufficio sembra venir notata solo da Bonnie, lo seguiamo in un paio di scene in cui, con suo padre, si trova a fare un accordo con la Sinclair in qualche modo legato ai misteriosi fatti di Trotter Lake e, infine, seguiamo il confronto con Bonnie, che rintraccia il suo telefono e lo scopre con le mani nel sacco. Asher rivela di essere ormai convinto che sia Annalise la colpevole per l’omicidio di Sam ma Bonnie, chiaramente per coprirla, dichiara di essere stata lei. Ora, la mia memoria potrebbe farmi scherzi ma ho la certezza al 98% che Bonnie sia l’unica assidua frequentatrice di casa Keating oltre ad Asher a non sapere cosa è realmente successo la notte della morte di Sam, quindi il fatto che si butti in avanti così, senza neanche pensarci, per schermare Annalise da nuovi attacchi ci dà un’ulteriore dimostrazione della sua cieca devozione per la donna, sempre più immotivata se ragioniamo su tutte le volte che Annalise l’ha trattata a pesci in faccia o ripensiamo al loro confronto di un paio di episodi fa in cui le fa notare quanto la vicinanza con lei l’abbia resa un essere umano peggiore. Indipendentemente da tutto ciò, Bonnie è ancora lo zerbino di Annalise, quindi sono quanto mai interessata a scoprire cos’è che lega le due donne così strettamente, cos’ha fatto Annalise per la sua collaboratrice tanto da renderla così succube e pronta a gettarsi sotto un treno per lei. E visto il titolo del prossimo episodio, potrei anche sperare che le risposte a un paio di domande su Bonnie siano effettivamente in arrivo…

 

– Con l’aiuto di Nate, Wes e Levi riescono a rintracciare una persona che è stata contattata ben tre volte telefonicamente da Frank la notte che Rebecca è sparita, e le tracce li conducono a un cimitero. Fatto due più due, le conclusioni sulla sorte della ragazza sembrano abbastanza chiare ormai, e calcolando che tipetto sembra essere questo Levi direi che ci sono guai in vista per i nostri protagonisti. Se Rebecca sembrava dover essere l’elemento di disturbo della quiete dei Keating 5 lo scorso anno, Levi potrebbe portare il caos nel gruppo a nuove vette! Aspetto di avere nuove rivelazioni in proposito e soprattutto di assistere a un flashback che ci dica dove si trova lui la sera della sparatoria alla Hapstall Mansion, per poter iniziare a mettere insieme più elementi e tirare fuori un’ipotesi il più possibile plausibile sull’accaduto.

 

Anche per questa settimana è tutto, vi invito come al solito a fare un salto dai nostri amici di

How To Get Away With Murder – Italian Fanpage
How To Get Away With Murder Italia
Shonda Rhimes Italia

e, se non l’avete ancora fatto, a mettere un like alle loro fantastiche pagine per rimanere sempre aggiornati su HTGAWM e sulle altre serie di Shonda.
Come al solito spero di aver modo di discutere con voi i nuovi sviluppi nei commenti e, se siete in cerca di anticipazioni su “Meet Bonnie”, eccovi il promo del quinto episodio qui sotto.
Alla prossima!

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LuigiT

4 comments

Celia
Celia 17 Ottobre 2015 at 16:17

Ottima recensione! Mi è piaciuta molto l’analisi delle diverse storylines e devo dire che sono d’accordo con te su quasi tutto. Il caso della settimana l’ho trovato davvero inquietante, ma un po’ come Annalise anche io ci prestavo meno interesse del solito. A proposito di Annalise pare che la sua vita privata stia finalmente cominciando ad intaccare l’armatura che veste sempre in pubblico e in particolare al lavoro, cosa che, se ben mi ricordo, non è mai successa nella scorsa stagione, e lo trovo molto interessante nonché inevitabile. Mi è piaciuto tantissimo Connor in questo episodio, la sua è una reazione molto naturale, ma allo stesso tempo è vero che hanno rappresentato e molto probabilmente rappresenteranno in futuro clienti colpevoli. In generale, mi hanno reso molto curiosa di scoprire il passato di tutti i personaggi e spero che il prossimo faccia un po’ di luce sul legame tra Bonnie e Annalise.

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Chiara_ 17 Ottobre 2015 at 16:30

Hai presente quegli attimi in cui, guardando una scena che cerca di creare suspense, in realtà sai cosa tra poco vedrai sullo schermo? Non credo che sia una cattiva cosa da vedere in un telefilm, perché se usata con criterio fa anche apprezzare di più la direzione che la storia sta prendendo. Ecco, questo mi è accaduto vedendo Michaela che apriva quella porta a fine episodio, con l’avanzare dei secondi sapevo chi c’era dentro l’appartamento e secondo me è uno dei punti di merito che ha questo show: non dare niente per scontato, non fare nulla esclusivamente per lasciare lo spettatore con la faccia da pesce lesso perché altrimenti si sentirebbe preso in giro; per tutto l’episodio, invece, secondo me ci hanno mandato segnali per farci ipotizzare la scena degli ultimi secondi. Per quanto abbia sentito anche io meno partecipazione durante l’episodio, forse anche a causa del caso che non mi ha entusiasmata più di tanto, questa scena finale mi è piaciuta, anche per i parallelismi che hai notato tu.
Ora, però, se prima avevo mille teoria in testa, adesso se ne aggiungono altre mille; in più, Catherine dove sarà finita?
Asher non riesco proprio a capirlo: qualsiasi cosa sia successa a Trotter Lake, se ha bisogno del padre significa che proprio immacolato non è. Capisco la frustrazione che ha a sentirsi spesso il solo nella stanza a non capire quell’ansia perenne, ma da qui a sentirsi in pace con sé stesso nel mettere Annalise e Frank nei casini senza sapere con certezza nulla e procedendo solo su supposizioni… non so, non mi piace la piega che sta prendendo la situazione. E Bonnie… anche a me pare che lei non sappia nulla di certo, della fatidica notte, però mi incuriosisce sapere quale filo la lega in modo così forte ad Annalise: non ha esitato a difenderla, pur correndo il rischio di esser vista come persona orribile proprio da Asher. Non vedo l’ora di vedere il prossimo episodio per sapere qualcosa in più su di lei.
Comunque mentre guardavo l’episodio mi ha colpito tantissimo una cosa che forse non ha neanche tutta questa importanza: la reazione di Connor, oltre ad aver sottolineato quanto quella notte abbia segnato irrimediabilmente lui e i suoi compagni d’avventura, mi ha ricordato il fatto che invece lui sarà l’unico a fare obiezioni quando, quattro settimane dopo, Annalise sarà in fin di vita a casa Hapstall.

Bella recensione come sempre! 🙂

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Eilidh
Eilidh 17 Ottobre 2015 at 18:00

Sono d’accordo su tutto quello che hai scritto su Connor. Parola per parola. A parte l’avere paura che Annalise lo uccida per aver lasciato i Keating 5 (anche se, a pensarci bene, lui l’ha vista senza scrupoli in più occasioni, magari un dubbio in merito, considerata anche la situazione in cui si è ritrovato con gli altri qualche mese prima, ci può stare), Connor è la voce della normalità. Ho notato anche un cambiamento profondo in Laurel. A inizio serie, se mi avessero detto che sarebbe rimasta così indifferente e fredda di fronte alla morte non ci avrei creduto. Si è davvero indurita tanto, mentre Oliver, che sembrava il più arrivista e distaccato, si è rivelato quello più “umano”, quello meno incline ad accettare a testa bassa tutto quello che vede fare ad Annalise.
Io tifo di Michaela e Caleb. Lei può essere fastidiosa, con la sua mania di perfezionismo che ha, però mi sta piacendo il modo in cui si sta mettendo alla prova. Ho l’impressione che la vedremo sciogliersi un po’ e questo mi fa piacere.
Io ESIGO di saperne di più su Wes e sul suo passato. Sono curiosissima!

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The Lady and the Band
The Lady and the Band 19 Ottobre 2015 at 11:18

ciao!
concordo con tutto ciò che hai scritto.
Connor mi è piaciuto moltissimo in questo episodio e, ti dico, quando è venuto fuori il video della cliente, speravo che qualcuno lo mandasse all’ufficio del procuratore.
Michaela mi preoccupa: dietro quell’apparenza fragilina si nasconde una tigre. Mi intriga moltissimo sapere cosa sia successo la maledetta notte dei flashforward e in che modo c’entri Caleb. Onestamente, inizio a sospettare di Catherine: magari dietro l’apparenza santarellina, anche lei come l’imputata del caso dl giorno, nasconde psicosi da far paura.
Bonnie versione zerbino mi fa pena: chissà cosa ha fatto Annalise per lei per meritare tutta questa devozione.
Tra l’altro è curioso che l’unica che non ha le mani sporche di sangue – Annalise – sia quella che tutti vedono come il diavolo sui tacchi.
Per la cronaca, odio che mi stia simpatico Frank: quell’uomo ha ucciso una ragazza a sangue freddo. Vorrei che lo approfondissero di più, mi intriga questa doppia faccia di Delfino!

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