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How To Get Away With Murder Recensioni

How To Get Away With Murder 4×05 – Sospetto, sensi di colpa e abusi… HTGAWM-candyland insomma

Questo “I Love Her” si presenta forse come il miglior episodio della stagione finora a mio parere, grazie perlopiù alla centralità della storyline presente e soprattutto passata tra Bonnie e Annalise e grazie, ovviamente, alla straordinaria prova del cast principale, Viola Davis come sempre e in questa puntata in particolare Liza Weil a farle ancora una volta da perfetto riflesso.

Una puntata che ha come leitmotiv principale il senso di colpa, quello che muove e sta muovendo molte delle storyline principali di questa stagione.

È il senso di colpa che attanaglia Connor, quello tra i Keating 4 che sta viaggiando in controtendenza, lasciando l’università mentre gli altri si trovano (o provano a trovarsi) un tirocinio, che al di là della spocchia con cui si è sempre rivolto ad Annalise dall’inizio dei loro guai è quello che inaspettatamente si presenta da lei al culmine del suo crollo. Sembra quello che più di tutti sta accusando l’incapacità a rimettersi in gioco, e forse anche in virtù delle cazzate sul suo vero io suggeritegli dal padre nello scorso episodio stava per ricadere nei vecchi schemi: uscire a trombarsi il primo che incontra. Il personaggio di Connor sta vivendo un’evoluzione abbastanza costante e a mio parere ben scritta nell’arco delle stagioni, sia sentimentalmente che a livello personale, con una costruzione molto realistica del rapporto con Oliver ma anche, e soprattutto, nel modo in cui ci viene presentato il suo percorso in solitaria, somatizzando più di altri il peso di quanto accaduto in particolare negli ultimi mesi: il Connor che vediamo in questo episodio è lo stesso che avevamo visto crollare nello scorso season finale, quando Laurel gli urla di andarsi ad ammazzare (cosa che sembrava stesse per fare proprio all’inizio di quell’episodio, pensiero che sembra continui a sfiorarlo anche ora), e nell’episodio in cui va da lei a confessarle di odiarsi per quanto accaduto con Wes. È un ragazzo che prova a nascondersi dietro la ferrea corazza con cui l’abbiamo conosciuto ma che, di volta in volta, riusciamo a vedere per quello che realmente è: Annalise gli ha detto di essere forte, a me invece sembra a mani basse il più debole (ma non in senso negativo) dei 4, sicuramente dotato di forza di volontà ma a quanto pare anche quello che più ha accusato il contraccolpo di tutte le vicende che hanno vissuto.

 

Sembra esserci un senso di colpa anche alla base della storyline di Laurel, finora piuttosto marginale, la sua ricerca di vendetta per Wes. Su questo fronte si continua ad avanzare a passi microscopici, tenendo le cose perlopiù sullo sfondo, fino ad adesso senza rivelazioni epocali, ma a giudicare da quelli che abbiamo finora visto coinvolti nel mistero del midseason questa ricerca potrebbe essere alla base della tragedia che si consumerà alla Caplan&Gold, e quindi verrebbe da chiedersi se non sarebbe più appropriato dargli uno spazio maggiore, anche per creare il giusto catalizzante che renda il tutto interessante ai nostri occhi, altrimenti si rischia di svilire completamente qualunque rivelazione verrà fatta.
Quello che scopriamo in questo episodio, dicevo, è che tra Laurel e Frank c’era stata una piccola défaillance mentre lei vedeva Wes, e gli aveva mentito in faccia quando lui gliel’aveva chiesto: questo senso di colpa del sopravvissuto potrebbe essere quello che la spinge principalmente a rincorrere la sua vendetta, non soltanto per senso di giustizia ma perché il ricordo di averlo tradito le deve aver lasciato un peso insostenibile, e potrebbe ben spiegare anche quella che all’epoca mi era sembrata (e ricordo che anche molti tra voi nei commenti avevano scritto lo stesso) una reazione esagerata, a strapparsi i capelli per la morte di Wes e ad accusare e sbraitare contro la qualunque nonostante stessero insieme da mezza giornata.

 

Ma, e in vista di questo posso dire che sono felice se nell’arco di questa puntata specifica il minutaggio dedicato ad altro (compresa la storyline di Laurel, Michaela e Oliver) sia stato ridotto, a farla da padrone è senz’altro la storyline di Annalise e Bonnie, che si dipana tra il presente e il passato. Questo è esattamente quello a cui mi riferivo quando parlavo lo scorso anno di trame personali dei nostri personaggi che potrebbero comunque tranquillamente tenere banco anche senza twist da capogiro: c’è ancora così tanto che non sappiamo di loro, in particolare di quello che è senz’altro il rapporto più longevo nonché più complesso (e a tratti disturbante) dell’intera serie. Questo “I Love Her” ci porta con Bonnie a ripercorrere i primi momenti tra lei ed Annalise, il contesto turbolento in cui si sono conosciute e il senso di colpa che, secondo lei, ha spinto Annalise a cercarla dopo averla distrutta in aula e a offrirle supporto e un futuro accanto a lei. Bonnie prova a definire il loro rapporto in molti modi: surrogato di madre e figlia? Amicizia o qualcosa di più? Sicuramente si tratta di co-dipendenza alquanto morbosa, Bonnie dice di essersi legata ad Annalise perché vedeva in lei la prima persona da cui poteva non rischiare un abuso, ma i flashback di questo episodio in realtà ci ricordano anche momenti abbastanza crudi tra le due, in cui Bonnie non è stata magari abusata fisicamente come lo è stata da piccola da suo padre e da quegli altri uomini di cui parla al processo, ma si è sentita spinta a compiere atti indicibili: ha ucciso a sangue freddo e occultato cadaveri per lei, e alla separazione da lei non voluta sta rispondendo con una determinazione a rivalersi che ha dell’ossessivo (come anche Nate le ha fatto giustamente notare… tra l’altro parentesi Nate: qual è il suo ruolo al momento? Dalla parte di chi sta o vuole stare ora come ora?), cercando di distruggere qualsiasi tentativo di Annalise di portare avanti la sua class action… anche quella, a conti fatti, una forma di espiazione di un senso di colpa forse, per la morte di Jasmine (Jasmine che, tra l’altro, fa tornare alla mente quell’idea di proiezione di se stessa e dei propri traumi su altri, così come nelle parole di Isaac e non solo è successo tra Bonnie e Annalise: persone dal passato simile, se non simili di per sé, poi trasformate in qualche modo nello pseudo-clone l’una dell’altra).

Il confine tra amore odio tra le due si fa labile in questo episodio, attraverso le parole di Bonnie che vediamo in due versioni che più diverse non si può: fredda e quasi distaccata in aula nel 2002, una ragazza quasi totalmente svuotata dalle emozioni dopo tutte le cose orribili sopportate; sciolta in lacrime e visivamente turbata nel presente, mentre parla con lo psicologo.
Allo stesso modo è labile il confine della personalità della Annalise che vediamo in questo episodio, un personaggio finora mostratoci come tendenzialmente votato al bene ma spesso senza scrupoli per perseguire i suoi scopi, sicuramente ferma e calcolatrice quando si tratta di proteggere le persone che ama, eppure negativo nella sua parabola autodistruttiva negli ultimi tempi. Però quello che le ho visto fare a Bonnie in aula mi è sembrato troppo perfino per l’arrivista che avrebbe potuto essere nei suoi primi anni di carriera, e lo dimostra subito dopo licenziandosi e provando a fare ammenda… ma quanto può valere quando ormai il danno è fatto? Come si suol dire, bisognerebbe sempre prevenire piuttosto che curare.

Prove attoriali come sempre eccellenti, Jack Falahee senza dubbio il migliore tra i K4 ma Viola Davis (in particolare la scena in cui balla fomentata: Annalise che se la ride soddisfatta è uno spettacolo davvero più unico che raro ultimamente) e Liza Weil inarrivabili!

Per l’angolo speculazioni, continuiamo ad aggiungere sempre pochi tasselli e fin troppo slegati tra loro e confusionari nel contesto globale per poterne davvero trarre supposizioni realistiche per il mistero del midseason, e come scrivevo la settimana scorsa questo va purtroppo a scapito dell’interesse generale, perché al momento  non me la sento né mi va davvero di arrovellarmi il cervello su qualcosa per cui abbiamo quasi zero elementi da collegare tra loro.

 

Al di là di questo avanzamento non a grandi falcate della trama orizzontale, un episodio che però secondo me gioca sulle corde giuste dal punto di vista emotivo, tirando fuori una sottotrama principale dai contorni forti e senz’altro disturbanti per la delicatezza del tema trattato, ma affrontato di petto come HTGAWM ci ha abituati a fare, quindi per me promosso con un voto decisamente migliore degli episodi passati.

Note sparse:

  • Non sono convinta del risvolto sospetto/gelosia tra Asher e Michaela, mi sembra campato in aria e solo una specie di riempitivo per ributtare nella mischia Asher, che stava latitando dal punto di vista dell’azione (anche se non per molto, a giudicare dal frammento di flashforward finale);
  • Apprezzo invece l’inedita accoppiata Connor/Annalise: Annalise ci ha messo tempo zero a riaccalappiare uno degli ex-stagisti che le è gravitato di nuovo attorno e che si era premurata di sbolognare a inizio stagione, ma se è veramente nell’ottica di rimetterlo sui binari giusti e dargli un qualcosa a cui mirare allora mi sta bene. In fondo sappiamo che Connor è sempre stato fedele alla sua etica e fortemente indirizzato verso qualunque scelta possa vedere come “la cosa giusta da fare”, quindi prendersi a cuore questa causa può starci e sicuramente può trarne beneficio.

Aspetto di leggere i vostri commenti e ipotesi qui sotto, vi lascio come sempre il promo del prossimo episodio e vi invito, se non l’avete ancora fatto, a passare dai nostri amici di

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Alla prossima!

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