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Harry Potter Wizards Unite – Un’Occasione Sprecata

Sono passate ormai alcune settimane dall’uscita del gioco per smartphone “Harry Potter: Wizards Unite”. Devo ammettere che, da fan sfegatata della saga e da giocatrice abbastanza costante di “Pokemon Go”, aspettavo questo titolo con molta ansia. E forse è proprio per questo che l’ho trovato una grossissima delusione. Andiamo a vedere perché.

  1. La scelta della Casa e della bacchetta. Scordatevi pure il concetto “È la bacchetta che sceglie il mago.”. In “Harry Potter: Wizard Unites” il processo non è molto diverso dalla scelta di un outfit per una serata in discoteca. Scegli il legno, scegli il cuore, e voilà, la bacchetta è servita.

    harry potter wizards unite bacchette
    Stessa cosa per la Casa di appartenenza, niente Cappello Parlante, niente test per scoprire le attitudini del giocatore, niente della magia che da sempre avvolge questo momento tanto caro ai potterhead. A mio modesto parere, gli sviluppatori avrebbero potuto impegnarsi un po’ di più sotto questo aspetto.

  2. La mancanza di una storia solida. Riuscire a creare un gioco ambientato nell’universo potteriano che non abbia alla base una storia quantomeno avvincente sembrava impossibile. La Niantic, invece, è riuscita in quest’impresa titanica e ha buttato lì due cose in croce giusto per dare una parvenza di senso al girovagare frenetico dei giocatori per le vie della città. Quello che avrebbe dovuto essere il maggior punto di forza di “Harry Potter: Wizards Unite” si è rivelata insomma la sua più grande debolezza.

    gazzetta del profeta

  3. La raccolta delle figurine. La meccanica “Gotta Catch ‘Em All” di Pokemon Go viene riciclata e applicata ai Foundables, degli oggetti o persone che dovranno essere di volta in volta recuperati e appiccicati in un diario a mo’ di figurine Panini. L’unica cosa parzialmente interessante è il fatto che per affrontare le minacce sparse in giro per il mondo babbano sarà necessario tracciare gli incantesimi più noti della saga.

    harry potter wizards unite foundable

  4. La grafica. Per farla breve non è emozionante e sicuramente non rispecchia il reale anno di uscita del gioco.

    hagrid

  5. Una Red Bull per domarli tutti. Affrontare mostri e creature magiche costa purtroppo energia e ricaricarla non è per nulla immediato o facile. Questo rende l’esperienza di gioco poco fluida e a tratti frustrante.  Il fatto che l’inventario sia grande come uno sputo non contribuisce a migliorare la situazione, soprattutto visto e considerato l’ammontare di ingredienti necessario alla creazione di pozioni.

La meccanica di gioco più interessante è sicuramente rappresentata dalla presenza delle professioni. Al livello sei al giocatore viene infatti chiesto di scegliere se diventare un Auror, un Magizoologo o un Professore. Nel corso dell’avventura sarà possibile sviluppare le proprie abilità attraverso varie lezioni.

Tirando le somme, “Harry Potter: Wizard Unites” è un prodotto che sicuramente aveva creato un sacco di hype, ma che, almeno per quanto mi riguarda, non si è rivelato per niente all’altezza delle aspettative.

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