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Hannibal Spoiler

Hannibal | Richard Armitage parla della ‘tragica storia d’amore’ del suo personaggio

HANNIBAL -- "The Great Red Dragon" Episode 308 -- Pictured: Richard Armitage as Francis Dolarhyde -- (Photo by: Brooke Palmer/NBC)

Questa settimana Hannibal ci ha presentato un terrore del tutto nuovo, che ha le sembianze di Francis Dolarhyde, un tecnico di laboratorio consumato dalla necessità di massacrare famiglie intere nelle loro case. Ma Richard Armitage, l’attore che lo interpreta, afferma che all’inizio nutriva qualche dubbio e non credeva di essere l’uomo giusto per interpretare Tooth Fairy.

“Sono sempre stato preoccupato dall’idea di intepretare un personaggio che fa certe cose” ha spiegato Armitage “Sono molto sensibile a quello che mostriamo in televisione e, se mi fosse stato chiesto di compiere quegli omici sullo schermo, in maniera così grafica come vengono descritti nei romanzi di Thomas Harris, non avrei accettato il ruolo. Se me l’avessero chiesto, il ruolo sarebbe stato affidato qualche altro attore.”

Alla fine però, il creatore della serie Bryan Fuller ha convinto Armitage che l’arco narrativo del Drago Rosso di Hannibal avrebbe più che altro “esplorato un uomo che all’apparenza è uguale a me o a te, che si sa innamorare, ma che ha camminato lungo una strada che l’ha fatto diventare una persona ansiosa e l’ha costretto ad uccidere queste famiglie,” continua l’attore. “Ho pensato che capire il personaggio sarebbe stato interessante perché, in fondo, è semplice dare delle etichette a persone che fanno ciò che fa Dolarhyde, ma non lo è altrettanto cercare di comprendere qualcuno che è arrivato fino a quel punto, è difficile cercare di mettersi nei suoi panni.”

TVLine ha intervistato Armitage e gli ha chiesto di raccontare il momento più memoorabile della sua prima apparizione in Hannibal, di dare un assaggio di quello che spettatori possono aspettarsi nelle prossime settimane dal suo arco narrativo.

Hannibal - Season 3

TVLine | la prima impressione che abbiamo di Francis è quella di una persona torturata e combattuta. Persino nel momento in cui sta lasciando la scena del crimine, ricoperto di sangue, possiamo vedere l’orrore nei suoi occhi. Come è riuscito ad intepretarlo così?

Il processo è stato omogeneo. Avevamo il romanzo come punto di riferimento, quindi tutto arriva dai libri di Thomas Harris, sia la mia interpretazione che quella di Bryan [Fuller]. Quello che ho trovato così interessante, tra le scene del mio primo episodio, è quanto questo uomo sia isolato e solo nel mondo. Da bambino è stato allontanato perché sfigurato e orfano; è stato cresciuto dalla nonna e dai suoi fratellastri, che lo vessavano.

Ma quando lo incontriamo in questo mondo, lavora da solo, nel laboratorio di processamento delle pellicole, e vive da solo. Thomas Harris lo descrive come uno che ha messo piede nella vita di due persone soltato – e, sicuramente, nessuno è mai entrato nel suo mondo. Ma la sua mente è affollata ed occupata, per qualcuno che è così solo. Ha l’argomento delle pellicole che sta studiando, ha voci in testa, è tormentato da una miriade di cose diverse, la sua mente è tutto fuorchè silenziosa. Questo è ciò che mi ha affascinato

TVLine | il tuo primo episodio è praticamente muto – ciò significa che quello che sappiamo di Dolarhyde ci deriva dalla sequenza inziale in cui lui si allena e contorce. Sembra si stia trasformando in qualcos’altro. Spiegamelo.

Si, è interessante il fatto che debba passare un po’ prima di sentir parlare Francis. Non si sente a proprio agio con il suo corpo, non lo sente adatto a sé ed è come se non ci gli fornisse abbastanza spazio, come se non riuscisse a contenerlo. Quindi prima della conversazione vera e propria, arriva la conversazione non verbale, fisica. Veramente, per qualcuno che trova così problematico esprimersi, lo sentiamo parlare per la prima volta nell’episodio nove, e fa fatica. Quando parla, lo fa a piccoli passi. E da spettatori, lo vediamo prima di sentirlo, così abbiamo una visione completa di chi sia o chi stia diventando e di che cosa stia evitando o da che cosa stia fuggendo.

TVLine | cosa ha dovuto fare lei per trasformare il suo corpo e il suo modo di muoversi, per entrare in contatto con il suo personaggio?

Ho letto il libro, ovviamente, ed è descritto come un bodybuilder. Quindi, prima di andare a Toronto sono andato in palestra e mi sono allenato a lungo e duramente, visto che dovevamo seguire le istruzioni di Harris. Ma nel libro c’è scritto anche che si muove in modo stilizzato. Harris lo descrive come un danzatore balinese, quindi quando sta commettendo un omicidio sta cercando in qualche modo di essere teatrale, credo veda il proprio crimine come una performance.

Non capivo come renderlo, ma poi mi è capitata tra le mani una forma di espressione fisica giapponese, una forma d’arte chiamata Butoh, a volte nota anche con il nome di Danza della Morte. E’ un’osservazione del corpo in extremis che ho ritenuto perfetta ai miei fini. Lo usata molto. Ho anche usato alcune posizioni che avevo usato per The Crucible, perché mi è sembrato che il personaggio stesse attraversando una fase di cambiamento, per sé stesso o per vanità. Vuole torturare il suo stesso corpo.

Quello che vedete nella sequenza di apertura in cui si allena, però, sono io che mi alleno: avevo settato un metronomo nella stanza e sono andato avanti a distorcere il mio corpo e a fare quegli esercizi per venti o trenta minuti, intanto la crew continuava a filmare.

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TVLine | in questo episodio vediamo Dolarhyde dopo il secondo omicidio che compie. In piedi nella neve, ricoperto di schizzi di sangue. E poi c’è quella scena tra l’artistico e l’impressionante in cui il tuo personaggio è arrotolato nella pellicola ed è in preda al panico. Quanto di queste scene è stato girato veramente e quanto invece è stato manipolato in post-produzione?

La scena nella neve è stata una delle prime che ho girato per la serie, c’erano -8° lì fuori, faceva freddissimo. Quasi nulla in quella scena è stato aggiunto in post-produzione. Hanno usato sangue finto che diventa nero e, fortunatamente, l’hanno riscaldato prima di applicarlo.

La scena in cui la testa di Dolarhyde è ricoperta dalla pellicola è una combinazione di digitale e reale. Hanno creato una testa finta, ma hanno anche attorcigliato della pellicola attorno alla mia e poi abbiamo girato di nuovo. E’ stata un’esperienza particolare, immergermi così nel suo mondo di celluloide. Sai, è il prodotto perfetto dell’immaginazione di Bryan.

TVLine | non vediamo l’ora di vedere i prossimi episodi, quanto sarà spaventoso il tuo arco? Sappiamo che Francis si innamorerà del personaggio interpretato dall’attrice di True Blood Rutina Wesley, come andranno le cose? Che anticipazioni puoi darci?

Sai, facciamo davvero onore al libro, e vedrete la loro tragica storia d’amore in tutta la sua potenzialità. Per me, in realtà, omicidi a parte – e ricordati, non ho mai dovuto interpretare le scene degli omicidi veri e propri, quindi credo di aver compartimentalizzato – Dolarhyde e Reba hanno una storia d’amore tragica e romantca, che non finisce bene e che arriva a proporzioni shakespeariane, una cosa che Thomas Harris esplora seriamente nel romanzo.

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