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Guida alla Sopravvivenza Lost Rubriche & Esclusive

Guida alla Sopravvivenza in Lost

Qualunque telefilm addicted darebbe qualsiasi cosa per essere trasportato nelle realtà che ama di più, ma il mondo delle serie tv è spietato e può rilegarci in location poco gradite.

Al fine di non essere impreparato, qualsiasi principiante nell’arte del sopravvivere ha bisogno di consigli e regole, che se applicati con ferrea disciplina, possono rendere più abbordabile il difficile compito.

1. Orientarsi.

Capire dove ci si trova è certamente fondamentale al fine di riuscire a confondersi tra gli indigeni del luogo.

La vostra prima reazione giunti improvvisamente in luoghi che non riconoscete potrebbe essere di profondo panico, non datevene pena: è una normalissima reazione umana.

Per riuscire a controllare le vostre emozioni, potete provare a capovolgere completamente la situazione, fino a renderla addirittura piacevole. Per esempio:

Se tutto quello che riuscite a vedere è: sabbia, mare e alberi, le vostre opzioni, dato lo scenario, si riducono a una sola: siete su L’Isola dei Famosi.

Non è vero, tranquilli. Siete sull’Isola di Lost.

Visto? Non è difficile.

  

2. Mimetizzarsi.

Prendendo come modelli alcuni dei protagonisti, che riescono a integrarsi nella comunità Dharma degli anni ’70, a seguito di alcuni salti temporali, anche voi dovrete perfettamente inserirvi nel vostro nuovo mondo.

Assumente quindi l’aspetto del sopravvissuto, che si compone di: aria stralunata, vestiti sgualciti (meglio se anche strappati) e camminata malferma.

Ovviamente, se siete donne, il vostro aspetto dovrà comunque rimanere curato e quindi i capelli saranno puliti e in ordine, il trucco perfetto

e sarete impeccabili a parte quella piccola macchia di fango sulla guancia, che è l’equivalente del minimo sindacale per quanto riguarda l’aspetto del naufrago.

Non preoccupatevi, invece, della depilazione, in quest’Isola si sfidano tutte le leggi del mondo conosciuto, compresa quella della ricrescita dei peli.

Sviluppate, poi, un atteggiamento tendenzialmente bipolare.

Diventate improvvisamente uomini di fede e attribuite all’Isola connotati divini,

perciò fidatevi ciecamente delle guide scelte da quest’ultima anche se Matusalemme era un loro caro amico d’infanzia.

Partorite idee di genialità dubbia come quella di modificare il futuro facendo affidamento su una bomba a idrogeno che ha minimo mezzo secolo.

3. Cosa non fare.

Se vi hanno detto che per salvare il mondo dovete premere un pulsante ogni tot di minuti, non è un compito poi talmente tanto gravoso da farvi dubitare di volerlo svolgere.

Non è che vi hanno imposto di andare su e giù dal monte Everest dieci volte al giorno o di smettere di guardare le serie tv. No, dovete solo premere un pulsante.

Non tentare di capirci qualcosa, le emicranie non hanno mai aiutato nessuno a sopravvivere, accettate pacatamente, quindi, qualsiasi cosa vediate o vi capiti.

Fantasmi? Orsi polari in una foresta? Salti nel tempo?

Un tipico martedì.

Fumo nero che uccide? Ruote che girano e spostano intere isole? Gente che risorge ma che in realtà è solo il cattivo che ha assunto le sembianze di uno morto?

Sempre la stessa storia: mai che succeda qualcosa.

Infine, giocarsi dei numeri sentiti in un ospedale psichiatrico è un po’ come fare il Titanic senza abbastanza scialuppe di salvataggio: te la cerchi la sfiga.

4. Lati positivi.

Continuare a ripetersi cosa c’è di buono nella vostra situazione, può aiutare a tenere sotto controllo lo sconforto. Eccovi alcuni esempi:

-L’Isola è nota per i suoi poteri curativi e per i millenari dall’aspetto di trentenni (anche per il fatto che le donne incinta muoiono, ma dettagli).

-Finalmente un luogo di villeggiatura con una vera e propria immersione nella storia.

-Per coloro di voi che vogliono perdere peso, esperti confermano che un’ottima soluzione per dimagrire è non avere a disposizione abbastanza cibo da mangiare.

Seguire queste pratiche regole aumenterà le vostre possibilità di sopravvivenza in Lost al 42,23%. Buona fortuna.

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