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Grey's Anatomy Recensioni

Grey’s Anatomy | Recensione 13×17/18 – Till I Hear It From You/Be Still, My Soul

Dopo una pausa settimanale causa esami, perché la mia sessione dura TROPPO, eccomi tornata a recensire non solo l’episodio di questa settimana ma anche quello della scorsa (perdonate il ritardo). Fortunatamente (per me) ho trovato le due puntate in questione particolarmente legate l’una a l’altra e ciò mi ha dato la possibilità di un analisi migliore e più generale che andrà a concentrarsi sul FOCUS dei due episodi ma senza una divisione netta tra 17 e 18.

Vorrei dunque iniziare dicendo o forse urlando un GRAZIE grande quanto una casa a Shonda, che torna finalmente a scrivere qualcosa in grado di emozionarmi, tenermi incollata allo schermo e risultare finalmente IMPORTANTE a livello di storyline e personaggi. Prima con la 17, che possiede ancora qualche elemento no sense come bagaglio delle scorse puntate, e poi con la 18, diretta da una MAGISTRALE Ellen Pompeo che personalmente terrei alla regia ogni settimana, la Shondona nazionale mette in campo tutta la sua bravura e ci sforna un CAPOLAVORO, con a mio parere uno degli episodi meglio costruiti e più interessanti della stagione.

Se avete letto i miei precedenti commenti non è certo un mistero quanto questa tredicesima stagione mi abbia deluso a livello di storyline di fondo e ultimamente anche di episodi nel singolo. Stavolta hanno ascoltato le mie preghiere e le mie critiche e son riusciti a emozionarmi, farmi commuovere e ridere e interessarmi DAVVERO di quello che stava succedendo e QUESTO è tutto ciò che io chiedo a un telefilm come Grey’s Anatomy. Se ci sono questi elementi allora non ho nulla di cui lamentarmi come fatto in precedenza, per cui spero Shonda cancelli l’orrore del resto della stagione con gli episodi finali dandomi così buone speranze per la prossima stagione già confermata.

Ma stiamo perdendo anche TROPPO tempo in quest’introduzione, lanciamoci a capofitto sugli avvenimenti delle puntate ma soprattutto sul FOCUS della storia che ci hanno voluto raccontare stavolta: la mamma di Maggie. La sua storyline, come in precedenza quella dei due anziani ex chirurghi innamorati mi ha veramente coinvolto ad un livello emotivo tale da costringermi a versare qualche lacrime nel momento in cui le cose sono andate male. Per quanto riguarda la mamma di Maggie ho avuto molto più tempo e il personaggio è stato sviluppato molto meglio riuscendo in così POCO tempo ad affezionarmi a lei, al rapporto che aveva con la figlia e a pensare a ciò che sarebbe potuto essere se ce l’avesse fatta.

Il mio punto debole, quando si parla di commozione, son proprio le storie madre/padre-figli, hanno quel qualcosa che riesce SEMPRE a toccarmi e ad emozionarmi anche se magari non mi ritrovo personalmente in quella situazione. Diciamo che riesco facilmente ad immedesimarmi in quelle persone, perché son cose che potrebbero succedere ad ognuno di noi, in qualsiasi momento, non sono irreali o esagerate nonostante per certi versi alcune cose son un po’ enfatizzate.

La donna, che avevamo già visto in precedenza, torna infatti all’ospedale, PRIMA per far alcuni controlli, ottenere nuovi pareri e consulti medici da parte di un Jackson che si dimostra ancora dubbioso e contrario al fatto di tenere la figlia all’oscuro di tutti, e DOPO, una volta che anche Maggie viene resa partecipe delle condizioni gravi in cui si trova la madre, la vediamo affrontare interventi e terapie varie e lentamente svanire nei suoi ultimi momenti.

E se da un lato vediamo una donna che tenta di lottare per la sua sopravvivenza e si sottopone a tutte le operazioni o procedure che le persone di cui si fida ritengono necessarie, dall’altra vediamo una figlia che perdendo la propria bussola personale fa di TUTTO per salvare la vita di sua madre. Le storie che Shonda ci racconta essenzialmente sono dunque due e tutto va a focalizzarsi sullo splendido rapporto madre e figlia, su quella rabbia nascosta che prova Maggie per il fatto di essere stata tenuta fuori da tutto, per quel tempo che ha sprecato e avrebbe potuto impiegare per studiare un migliore approccio al caso della madre. Una madre che invece vuole sfruttare OGNI ATTIMO che le resta e assecondare sua figlia in tutto, fidarsi di lei, seguire i suoi consigli e far in modo che quando arriverà il SUO momento non si penta di aver fatto TUTTO il possibile per aiutarla.

Ci ritroviamo dunque davanti a una storia che può finire solo in un modo e di come i due personaggi si rapportano ad essa. Una donna che accetta, pur dimostrando di aver paura della fine e di voler continuare a vivere, di stare morendo e un’altra donna che invece non può accettare di perdere la propria madre e scaglia la sua rabbia su ogni persona che incrocia. Ad essere colpiti dall’uragano Maggie son allora sia Meredith che Webber, le persone che le stanno al suo fianco e ricevono dunque tutto il DOLORE che la donna prova ma sotto forma di rabbia, di odio, di cattivi commenti e stupide presunzioni. Maggie ha il diritto di soffrire, ha il diritto di essere arrabbiata e di sfogarsi ma allo stesso tempo non ho trovato giusto trattare in quel modo le due persone che più tentavano di starle vicino.

Prima insultando il rapporto tra Meredith e la madre, che certo non era cristallino, non era il migliore del mondo ne il più grande esempio di amore ma che lei NON HA VISSUTO e non ha quindi il diritto di giudicare. E in seguito congedando velocemente un tentativo di aiuto da parte di Webber con la frase “Vorrei mio padre fosse qua”. Ecco, per quanto ritengo che Maggie debba essere giustificata per ogni suo scatto d’ira o reazione o parola in questo episodio, allo stesso tempo queste due scene, queste due sue battute mi hanno dato parecchio fastidio. Sia per il fatto che Meredith abbia comunque agito come una sorella e si sia ritrovata prima di lei in una situazione simile, e NON solo una volta, sia per il fatto che Richard non ha fatto NULLA per meritarsi una cosa del genere.

Sputare veleno sugli altri, affannarsi a studiare nuove strategie, sottoporre sua madre a terapie così INTENSE non hanno però gli effetti sperati e nonostante la donna provi ad andare avanti come può, anche divertendosi e tentando di affrontare le cose con il sorriso (come durante la cena) le cose non possono che seguire il loro corso.

L’ultima scena tra le due è di una bellezza devastante, i loro ultimi attimi passati a confidarsi, a dispensare gli ultimi consigli o insegnamenti che una madre possa dare preoccupandosi della felicità della figlia. Secondo me la madre aveva capito che ormai le restava veramente poco e in quel suo ultimo momento, in quella loro intimità e quei semplici gesti voleva solo congedarsi con la figlia nel miglior modo possibile. Perché come ha detto Richard Maggie è forte, è una roccia, e anche se fa male, anche se questo potrà sembrare INSUPERABILE, lei riuscirà ad andare avanti, a rimettere insieme i pezzi e riprendere in mano la sua vita nonostante il dolore. Non sarà semplice, non sarà un processo veloce ma di una cosa sono sicura: le sue sorelle saranno là ad aiutarla.

Non importa la sua rabbia o quanto vorrà essere lasciata sola e in pace con se stessa, quando vorrà isolarsi o insultarle, Meredith e Amelia saranno al suo fianco, a tentare di comprenderla, capirla ed aiutarla in questo percorso arduo. E questo rapporto tra sorelle che si è iniziato a costruire fin dalla scorsa stagione ed è riuscito ad INCANTARMI quando la faceva da padrone nelle puntate è veramente TUTTO ciò di cui abbiamo bisogno.

Kelly McCreary ci regala una delle sue performance MIGLIORI in un episodio in cui mette da parte la sua Maggie spensierata lanciandosi in un interpretazione INTENSA e di tutto rispetto. Le sue scene di pianto, le sue scene di rabbia, di incomprensione e di dolore son state splendide, è stata in grado di trasmettere esattamente quello che il suo personaggio stava provando e a risultare convincente. Ottima anche l’interpretazione del resto del cast e il lavoro fatto in regia da Ellen, mettetela a dirigere più spesso perché la ragazza ha TALENTO. Nota di merito anche alle musiche, perfettamente in grado di trascinarci nella scena e coinvolgerci a livello emotivo in quella triste atmosfera.

 

 

Voglio poi concentrarmi su 3 altre storyline, di queste due puntate, che secondo me meritano una certa attenzione e in primis di quella riguardante Amelia e Owen.

Ora, DAVVERO capisco il dolore, capisco i ricordi, capisco TUTTO relativo alla situazione di Amelia, avendo visto il suo difficile percorso in Private Practice e dopo tutto quello che le è successo ma a mio parere stavolta non ha ragione. Non ha ragione a nascondersi da Owen, a fuggire da questo matrimonio a lasciare le cose come stanno solo perché parlarne, risolvere o litigare farebbe TROPPO MALE. E davvero non posso proprio accettare un riferimento a Cristina e dunque alla precedente relazione di Owen, non in quel modo, NON CON QUEL TONO.

Amelia va a paragonarsi a Cristina ma assolutamente SENZA alcuna ragione. Le due storie son infatti TOTALMENTE differenti, perché se Cristina ha scoperto di questo desiderio/bisogno di Owen di avere una famiglia ed alla fine è stato proprio il motivo che ha portato alla loro rottura, nonostante l’amore non mancasse, la stessa cosa non si può dire di Amelia. Al mondo ognuno ha delle priorità, ognuno conduce la propria vita secondo i propri ideali e secondo i propri bisogni. C’è chi vuole diventare medico, c’è chi vuole comprarsi una bella macchina, chi vuole girare il mondo e giustamente c’è anche chi si vuole costruire una famiglia e non c’è niente di sbagliato in questo.

Quando Amelia ha iniziato questa storia con Owen le cose erano CHIARISSIME, le carte erano tutte in tavola e addirittura avevano parlato di aver bambini in precedenza, anche davanti ad altre persone per cui non riesco a capire questa rabbia e quasi sorpresa nel vedere l’uomo così contrariato dal fatto che, primo la donna continui ad evitare qualsiasi dialogo, e secondo si dimostri così sconvolta di fronte all’idea di una famiglia. Amelia SAPEVA TUTTO e io davvero non credo che Owen si sarebbe buttato in una relazione simile e in un MATRIMONIO se avesse saputo che anche stavolta la sua compagna non aveva il desiderio di creare una famiglia insieme. Per cui, stavolta, io do totalmente ragione ad Owen e non riesco a comprendere questo comportamento da parte di Amelia. Perché allora io metto in campo la MOVIOLA, vado a ricercare i loro precedenti dialoghi e vediamo come stanno le cose poi. Capisco che ci sia differenza a parlare di una cosa ipotetica e veder questa cosa poi realizzata nella realtà ma non può proprio accusare Owen per una cosa simile. E poi, io continuo a sostenere un altra cosa, ma di adozione non si può parlare? Non mi pare una cosa tanto brutta no? DAI, PARLATENE PER BENE E RISOLVETELA. Perché un altra porta in faccia ad Owen e una sofferenza simile ad Amelia (totalmente a caso) non la posso sopportare.

 

 

Un’altra storia che mi sta un po’ stufando è invece questo continuo tira e molla e NIENTE DI FATTO tra Meredith e Riggs, che si stuzzicano ma alla fine non combinano nulla. Non ne posso davvero più, anche qua o risolviamo subito le cose oppure BASTA tirarla per le lunghe, non è più interessante se non vi è uno sviluppo e dunque PRETENDO quella cena, anche solo per vedere come va. Anche solo per vedere se veramente Meredith può lasciarsi andare e dare veramente una possibilità al bel dottorino nonostante quello che pensi Alex o l’intera situazione con Maggie.

Mi è invece piaciuto molto il modo, anche se forse un po’ veloce, in cui Miranda e Richard hanno chiarito questa sorta di faida e disguido esistente tra loro. Vedo che l’uomo sta finalmente iniziando ad accettare la cosa o quanto meno ragionarci sopra mettendo da parte i suoi sentimenti a riguardo e nonostante ora lo vedremo tenere il muso ad Arizona per qualche tempo, ci son dei passi avanti.

 

La scena con la Bailey mi ha quasi fatto commuovere, non per quello che si son detti o è successo, ma perché mi ha portato a ripensare al loro rapporto, a quello che hanno passato insieme e a quanto fosse insopportabile vederli ai ferri corti o litigare per una cosa simile. Quei due devono stare dalla stessa parte e supportarsi a vicenda e son sicura che studieranno un modo per sistemare anche questa scomoda situazione.

Infine, prima di chiudere, vorrei solo sottolineare quanto NO SENSE sia stata quell’uscita di DeLuca riguardante i propri sentimenti per Jo, proprio nel momento in cui Stephanie si stava confidando con lui su come continuare a perdere pazienti la facesse sentire (episodio 17). Non so se avete visto l’Era Glaciale 2 e ricordate la scena dove l’elefantino, totalmente a caso, ci regala questa perla cinematografica:

Ecco, forse questa cosa era quasi più sensata di quella di DeLuca, no perché davvero quanto si può essere fuori luogo a dire una cosa simile in un momento del genere? Shonda mi fai soffrire.

Detto questo però il mio giudizio sui due episodi in generale è MOLTO POSITIVO, abbiamo finalmente ritrovato la strada giusta e il modo di narrare una storia, spero si continui di questo passo e si possa chiudere così la stagione in maniera decente.

Io anche per questa volta ho finito, vi consiglio di far un salto in queste splendide pagine:

E vi lascio con il promo della prossima

https://www.youtube.com/watch?v=zMUzuKrKgwU

 

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Lu

2 comments

Samantha 3 Aprile 2017 at 11:50

Concordo praticamemte su tutto, soprattutto per quanto riguarda quanto hai scritto su Amelia e Owen (ps: anch’io conosco ed amo Amelia sin da “Private Practice”, ma ciò non toglie che, per quanto mi riguarda, adesso abbia torto marcio), Nathan e Meredith (a quando le 10 piaghe d’Egitto come ostacolo al loro frequentarsi – utilizzo “frequentare” perchè essere una coppia è già un passo parecchio oltre – ?), la riconciliazione tra Miranda e Richard (allelujah!) e l’uscita no sense di De Luca (tesò, l’hanno capito pure i sassi che sei innamorato di Jo (ps: comunque, non credo lei ricambi, quindi ci toccherà pure lo strazio dell’amore non corrisposto?), però, per quanto l’episodio incentrato su Maggie e sua madre sia stato davvero bello, io continuo ad essere stanca di questa eterna attesa. Ancora una volta le storyline sono state messe da parte, April e Jackson stanno lentamente tornando a costruire qualcosa, o il loro viaggio non ha cambiato niente? Ma soprattutto, visto e considerato che la malattia della mamma di Maggie ha ricoperto un arco temporale lungo e Amelia è ancora a casa di Meredith, devo considerare il suo matrimonio con Owen morto e sepolto? Qualche piccola risposta è una richiesta così assurda? A questo punto io direi di sì e, ripeto, sono stanca e per quanto gli episodi, in se per se, restino sempre belli, un po’ meno staticità sarebbe tanto tanto gradita.

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Claw
Claw 3 Aprile 2017 at 16:13

Guarda,io concordo sulla staticità delle storyline, è praticamente da inizio stagione che succedono cose BANALI o vengono diluite nel tempo sino a diventare noiose. Ma considerato che era da un po’ che non riuscivo a trovare degno di nota un episodio penso di essermi esaltata TANTO per qualcosa fatto bene, più perché dimostra che Shonda se si mette d’impegno le cose le sa ancora fare più che per la cosa in se.

Poi che debba smuovere il tutto è una DATO DI FATTO, perché altrimenti non andiamo da nessuna parte, cosa che ormai è una COSTANTE!

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