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Grey’s Anatomy | Intervista a Sandra Oh sulla sua uscita dal cast: “Sono scoppiata”

 

greys_anatomy_cab_horizontal_a_lSandra Oh è seduta sulla sua sedia – solo che non è sul set di Grey’s Anatomy a Los Angeles. E’ lunedì, 28 aprile, la mattina dopo la festa di fine riprese della decima stagione, e Oh è nel suo giardino sul retro, nel suo primo giorno della sua vita post Grey’s Anatomy. Sembra contenta, ridendo e riflettendo mentre parla al telefono del suo viaggio di dieci stagione nei panni della Dottoressa Cristina Yang.

Per lo show di ABC, la partenza di una dei pochi originali rimasti nel cast – nominata agli Emmy, vincitrice del Golden Globe e dei SAG Award e una delle preferite del pubblico – lascia la sera con un grande vuoto.

E ora, otto mesi dopo aver rivelato la sua intenzione di lasciare la serie, Oh si apre in un’intervista esclusiva con The Hollywood Reporter riguardo la conclusione della storia di Cristina, l’ultima table read, il suo emozionante addio e le scene finali con il suo partner Kevin McKidd (Owen) e la sua “persona”, Ellen Pompeo (Meredith).

Com’è stato il tuo ultimo giorno sul set?

Ti dirò, durante il mio ultimo giorno, la gente mi chiedeva se fossi stata triste. Non lo sapevo. Ma entro la fine della giornata Kevin mi ha organizzato una piccola festa. Ci sono state molte celebrazioni perché la festa era per me e per i produttori Tony Phelan e Joan Rater, anche loro in partenza. Gaius Charles (Shane) e Tessa Ferrer (Leah) se ne erano già andati a inizio settimana. La festa è stata gioiosa per me – tutta quella giornata lo è stata. Ero così eccitata di andare a lavorare. Era arrivata in anticipo, cosa che non ho mai fatto, e ho fatto qualche giro.

Torniamo al giorno dell’ultima table read. Come l’hai vissuta?

Durate questo ultimo mese, ho realizzato che la table read è un rito. Mi siedo allo stesso posto ogni volta perché sono una persona abitudinaria. A ogni table read di questi 10 anni – e sono stati 200 e più episodi. Era questo rito che avevamo ogni settimana, ritrovarci tutti insieme e leggere queste parole. Era una cosa preziosa. E’ successo che stavamo iniziando e mentre ci stavamo sedendo, la nostra direttrice del cast Linda Lowy è venuta da me – ha fatto il cast del pilot e prima di Grey’s mi aveva messo in tante altre cose come Sotto il sole della Toscana – è venuta da me e mi ha abbracciato. Poi abbiamo letto il copione, ed è stato fantastico, e provavo un sacco di emozioni.

A parte lavorare, cosa hai fatto durante il tuo ultimo giorno?

Di solito facciamo un bel pranzo, ma quest’anno non l’abbiamo fatto così ho fatto 250 ragali. Dare questi regali personalmente, guardare le persone in faccia e dire “grazie” a tutti, mi ha aiutato a processare le cose. Ecco perché penso che quella giornata sia stata gioiosa. Con ogni persona ho potuto avere un momento personale e dire cosa pensavo di loro. Sono andata dal mio direttore della fotografia, Herb Davis, che non è una persona emotivamente espressiva e ha lavorato con me per otto anni. Mi ha fatto apparire bella, mi ha protetto e mi ha insegnato tantissimo. Sono andata a dargli questo regalo e ho iniziato a piangere. Mi ha abbracciato, mi ha portato in una stanza privata e mi sono sfogata.

Che tipo di regalo era?

Siccome era una celebrazione, era questo bellissimo champagne in una scatola, e sopra c’era un cuore anatomico e un “10”. Era come, “Il mio cuore in una scatola. Prendetelo. E’ il mio modo per dire grazie.” Sul retro c’era anche una dedica. Sono entrata in sala operatoria con questo regalo per Linda Klein, il nostro consigliere medico, e ho iniziato a piangere. Per me – e penso anche per le altre persone – è stato bello avere quel momento in cui poter dire addio. Ricordo di essere stata sempre con lei durante il pilot. Tutti ad un certo punto erano Linda Klein – e io lo ero sicuramente nel pilot. E’ la persona migliore al mondo – così come il direttore della fotografia – e vabbè… tutti. Potrei raccontare questa storia mille volte con il mio truccatore, che è stato con me fin dal pilot; con Susan Bale, che era il nostro editor. Io e Susa siamo molto amiche e ci vediamo spesso. Sono andata da lei e ho detto, “Voglio che tu sappia che ho dato a tutti un regalo, tranne a te perché non ce la faccio.” Stavo piangendo e – questa è bella – mi ha detto, “Non preoccuparti. Vieni a casa mia e stiamo un po’ insieme,” ed era tutto troppo.

Cosa ti passava per la testa durante questi momenti con tutti?
Solo una cosa: sii il più presente possibile a qualsiasi emozione che proverai e sii il più aperta e generosa possibile con lo staff. L’ultimo giorno, dopo pranzo, Laura Petticord, la mia AD, mi ha detto che Tony voleva parlarmi, e sapevo che stava succedendo qualcosa. L’intera crew – ogni singola persona che lavora alla serie, dai costruttori a quelli del montaggio – tutti erano nell’atrio vicino a dove stavamo girando. C’era del sidro e il mio primo AD, Chris Hayden, ha ringraziato me, Tony, Joan e altri membri della crew. E’ stato così bello. Hanno dato a Tony e a Joan il loro primo copione con tutte le firme. A me hanno dato il primo copione, quello del pilot, in cui Cristina aveva l’altro cognome. E mi hanno dato anche l’ultimo. 17 marzo 2004 e 24 aprile 2014. Il primo e l’ultimo giorno.

Come ti sei sentita dopo?

Sono scoppiata perché ho visto che tutti erano in quella stanza. Era molto melodrammatico. In quel momento, sapevo come andava a finire perché sono già stata in uno show che è durato ben 7 stagioni [Arli$$], e non ho visto quelle persone – a cui penso molto ed ero molto legata – in 10 anni. Le possibilità sono, per la maggior parte delle persone con cui ho lavorato, che potrei non rivederle più. In quel momento, sembrava come in una di quelle scene in cui sposti la telecamera intorno agli attori perché stavo in quell’atrio e mi guardavo intorno e vedevo il set pieno delle persone con cui ho lavorato per un decennio. E’ stato quel momento in cui ho realizzato che potevo ringraziare pubblicamente ogni singola persona per questa esperienza.

Sei riuscita ad affrontare la situazione?

No. Ero completamente in lacrime – ma non era distrutta. Non era un momento in cui essere tristi. Era un momento in cui ero tremendamente colpita. Non è che mi sono accasciata a terra a piangere. Ero così dentro al momento che è stato molto emozionante. Voglio provare a essere specifica riguardo alla qualità di quelle emozioni, perché molte persone possono essere triste – ed è triste – ma io era estremamente colpita.

Quanto peso hai avuto riguardo a come doveva finire il viaggio di Cristina? Com’erano le conversazioni tra te e Shonda riguardo il ritorno di Isaiah Washington (Burke)?

Le ho detto che me ne sarei andata alla fine della nona stagione e non ne abbiamo parlato molto [riguardo al come sarebbe successo] fino alla seconda metà della decima stagione. Aveva un’idea, ma non credo quella idea sia quella che poi abbiamo visto. Non ricordo in quale momento ha detto, “Cosa ne pensi se riportiamo indietro Burke?” perché lei e gli autori stavano cercando di trovare un’uscita di scena, il che non è facile. C’erano molte cose da considerare, per lei, ma per me, ho pensato che l’idea fosse grandiosa.

Pensi che sia stato adatto che Cristina abbia rimpiazzato Burke nel suo ospedale?

Sì. Sentivo che si poteva vedere la grandezza della sua crescita vedendola faccia a faccia con una delle persone più influenti nella sua vita. Vedere come lo ha superato e come è rifiorita oltre lui. Ho pensato fosse una buona strada. E’ quasi come se hai bisogno di una grande forza come Burke per aiutarla a uscirne. Ciò che Burke le ha offerto è così grande che lei è disposta a cambiare la sua vita per questo, lasciare la sua famiglia – Meredith e Owen. Lo abbiamo gestito bene perché c’erano delle cose che le mancavano stando a Seattle: l’Harper Avery, le mille domande sulla sua storia con Owen. Io e Kevin stavamo cercando di portare il loro rapporto a un livello di profonda amicizia in cui anche se c’è qualcosa di romantico, è comunque doloroso e in cui avete affrontato così tante cose che non c’è più niente per cui litigare perché hai davvero accettato l’altra persona per ciò che è.

Lo vedi davvero in entrambi.

Io e Kevin abbiamo combattuto davvero tanto per quello perché abbiamo trascorso due anni a essere reattivi ed eccitati tutto il tempo – come succede in una coppia. Affronti un anno di cose terribili e speri di uscirne. Poi c’è un anno in cui accetti davvero l’altra persona e ricominci da zero. Volevamo svilupparli in un modo in cui si va al di là del sesso.

Hai avuto un’intera stagione per prepararti alla tua scena finale. E’ stata difficile come ti aspettavi?

La mia ultimissima ripresa è stata con Kevin, ed era il momento in cui Cristina dice addio a Owen. E’ stata una bellissima immagine di Cristina in galleria, dietro al vetro, bussando sulla sala operatoria di sotto. Simbolicamente, con quella distanza, cinematograficamente racconta il punto in cui stanno del loro rapporto e mette anche una distanza che non vogliono fra di loro. Era giusto perché è stata dura fare quelle riprese. Quando stavamo i girando i nostri primi piani, l’altra persona era completamente al buio. Avevamo una luce in faccia così da poterci vedere. Di solito io e Kevin siamo molto vicini, quindi avere così tanto spazio tra il vetro, è stato prezioso. Non è felicità; non è tristezza. Era un momento ricco – anche se volevamo essere vicini, che è esattamente ciò che sono Owen e Cristina: vogliono essere l’uno vicino all’altra. Ora non è solo questione di tempo.

Com’è stata l’ultima scena con Ellen?

Le mie tre scene più difficile negli ultimi tre anni hanno sempre avuto lo stesso numero di scena. C’era un episodio nella sesta stagione che ho fatto con Kevin in cui parlavo di Burke – il discorso del “Pieces of Me”. Era la scena 44; sono riuscita a malapena a finirla. Poi in questa stagione, nell’episodio di Burke, quando Cristina ha pareggiato con Burke – quella era la scena 44; è stata una sfida. Nel finale, la scena 44 era una scena estremamente importante fra Meredith e Cristina. Ricordo di averla letta e odiata. Non aveva senso per me e non riuscivo a entrarci. Ma a volte le cose più difficili sono, molte volte, quelle che diventano mie. E’ stato profondamente emozionante. Era l’ultima scena con Ellen. Non posso dire com’è stato per lei girarla, ma alla fine delle ripresa, ricordo che ci siamo abbracciate. La tenevo fra le braccia e potevo sentirla piangere. La stavo tenendo fra le braccia e sembra di essere un corpo solo.

La battuta più carica per me è stata quando Cristina dice, “Io e te, Mer, non abbiamo finito.” Alla festa di fine riprese, mi hanno mostrato la famosa scena in cui Cristina chiede a Meredith di essere la sua persona. Da quel punto fino a questo in cui Cristina dice, “Io e te non abbiamo finito,” è come le due facce di una stessa moneta. Il loro amore è così. Sono stata proprio soddisfatta dell’addio di Cristina a Meredith. Queste due sanno cosa sta succedendo, il che è un bel cambiamento nelle loro vite. E’ così che lo voglio ricordare, con tutti i sentimenti che comporta. Questo grande cambiamento sta accadendo e alla fine Cristina deve chiedere a Meredith di aiutarla con il suo ultimo cambiamento: “Ho bisogno che tu mi aiuti a cambiare,” dice o, “… a fare questo cambiamento.”

Vediamo Cristina a Zurigo alla fine dell’episodio. Secondo te cosa provava in quel momento?

E’ piena di speranza e pronta ad affrontare quello che succederà nel futuro. La scena, creata con immagini generate al computer, è stata un’immagine bellissima su cui concentrarmi; per mettermi in quella posizione e vedere che questo è ciò che sta guardando mentre è nel suo ufficio – il vecchio ufficio di Burke. Poi qualcuno bussa alla porta ed è Shane che dice, “Dottoressa Yang, sono tutti pronti per lei.” Lei lo guarda e dice, “Facciamolo.” Era ancora tutto perfetto nel suo rituale. Uscivo dalla porta di vetro e dovevo fisicamente camminare in una luce perché volevamo avere questo effetto dell’ombra sulla porta di vetro. E mentre mi avvicino alla porta si legge, “Dr. Cristina Yang. Primario di Chirurgia Cardiotoracica.” Ho pensato, guarda cosa è diventata.

Shonda ha detto in precedenza che la chirurgia è l’amore della vita di Cristina. Guardando al suo viaggio completo, sei d’accordo?

Oh sì. Puoi dire che è l’amore della sua vita, puoi dire che è l’obiettivo, il significato. Hanno tutte senso per me queste parole. Se nelle nostre vite siamo molto fortunati, facciamo attenzione al fatto che quello è ciò che stiamo cercando. E se sei in grado di trovarlo, uno: sei molto fortunato; e due: onoralo.

Con così tanti addii quell’ultima settimana, qual è stato il duro per te?

Quando mi hanno chiamato dopo pranzo e c’era la torta e tutta la crew era presente. E’ stata la prova di tutte le persone con cui ho lavorato; ho visto le facce di tutti. Le ho guardate una a una. Loro esistono. E’ successo davvero. E’ innegabile.

Come ti sei sentita a lasciare il set per l’ultima volta, sapendo che non sei sicura di quando – o se – ritornerai?

Ero gioiosa. Tutta quella giornata lo è stata. Ero gioiosa e mi sono sentita completa.

Qual è stata l’ultima cosa che hai fatto prima di lasciare il set? Hai preso qualcosa?

L’ultima cosa che ho fatto è stata prendere la mia sedia. In una delle prime stagione mi sono comprata una bella sedia. In questo momento sono seduta sulla mia sedia, nel mio giardino. Ci sono delle cose che assorbono tempo, luogo e energia e tutte le cose che sono successe, e la mia sedia l’ha sicuramente fatto.

Ti sei presa altro dal set?

Voglio il vestito del matrimonio. E voglio il mio giubbino, lo stetoscopio, il camicie e i miei pantaloni di Standford (ride).

Hai già parlato con Shonda di un potenziale ritorno per un eventuale finale di serie?

Ne abbiamo parlato quando le ho detto della mia decisione di andarmene ma poi non ne abbiamo più riparlato. Ci sono alcune cose di cui io e Shonda abbiamo parlato una volta e poi basta perché vogliamo che le cose accadano senza pressioni. Le ho detto, “Se voi ragazzi volete finirlo in qualsiasi modo volete farlo, sarei felicissima di tornare. E se non fosse adatto il mio ritorno, lo capirei totalmente. Io sono disponibile.” Chi lo sa! Magari sto facendo qualcosa di favoloso e non riuscirei a farcela ma direi, “Sì, ovvio che lo farei.”

Ci sono stati dei momenti in questa stagione in cui hai avuto dubbi sulla tua decisione?

Sì e no.Ho avuto dei momenti di paura, ma so che era la paura a parlare. Ho avuto un così bel regalo in questi dieci anni, e a questo punto della mia vita, ho deciso di non vivere la mia vita basata sulla paura. La prospettiva per un attore ora è preoccupante. Avere un ordine di episodi più cprto è meglio per gli scrittori e per la creatività, ma essere in grado di supportare una famiglia? E’ peggio. Quindi ci sono stati momenti in cui parlavo con i miei amici e avevo paura. Ma poi ho capito che non posso prendere decisioni in base alla paura perché molto a questo mondo è basato sulla paura, e non voglio essere così.

Dando uno sguardo a questi dieci anni, hai qualche rimpianto? C’è qualcosa che faresti diversamente?

Fare le cose diversamente non vuol dire avere un rimpianto. Ma a volte lo vorrei per certe cose. Vorrei aver dormito di più (ride). Ricordo di aver parlato con il supervisore dei copioni riguardo gli anni duri – dalla seconda alla sesta stagione – in cui molti di noi non ricordano cosa sia successo, davvero, perché eravamo esausti. Non riesco a spiegare la profondità di questo sfinimento, ma eravamo frastornati.

Cosa farai ora? Che tipo di offerte stai ricevendo?

Farò spettacoli [Death and the Maiden] e dopo di che, non lo so. Voglio essere il più aperta possibile a qualsiasi opportunità. Ho passato dieci anni di lavoro intenso. Penso di prendermi un po’ do tempo per me e vedere cosa succede. Ma sono libera – potete dirlo a tutti! “E comunque, Sandro Oh è completamente libera dal 20 luglio, quando lo spettacolo finesce!” (Ride).

Riguardando questi dieci anni, come Cristina, cosa ti porti a casa dal suo viaggio?

Ripenso alla scena 44 – l’ultima scena con Ellen – e a questa battuta che ha un grande significato per me. E’ la battuta di Ellen in cui dice, “Non ho finito.” Nel contesto della scena, significa qualcosa d’altro perché Cristina sta cercando di partire e non può perché non sente di aver finito. La difficoltà per me era, io avevo finito. Ho trascorso l’ultimo anno finendo per portare il personaggio a questo momento. Ma per me, era la specifica interpretazione che avevo di Cristina che diceva, “Non ho finito.” Quel discorso mi riempie ora. Quel discorso riguarda il come non ha finito. Comunque, vorrei averlo detto in modo più chiaro, perché non riesco a spiegare quanto quella frase significhi per me.

Grey’s Anatomy tornerà in autunno con un nuovo orario, 8 pm, il giovedì sera.

 

Fonte

 

 

 

 

 

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