Image default
Game of Thrones Rubriche & Esclusive

GoT: lo Spettatore Casuale e la Trama Presunta (Stagione 6)

Carissimi addicted, eccoci di ritorno con l’ultimo appuntamento dedicato ai riassuntoni di Game of Thrones!

Gli spettatori all’epoca della premiere della sesta stagione si avvicinarono con speranza titubante al link dello streaming, solo per scoprire l’impossibile, cioè che Jon Snow, a dispetto di tutte le illazioni e dei “Condividi se hai un cuore! 1 like, 1 preghiera a Martin, xoxo!” aveva effettivamente tirato le cuoia. Severo ma giusto.
Tormund arriva quindi di prepotenza alla Barriera a salvare baracca e burattini, solo per scoprire con disappunto che Jon ha avuto il cattivo gusto di schiattare in sua assenza.

Nel frattempo gli autori, non sapendo bene che farsene della vagonata di personaggi creati a Dorne, decidono di sfoltirli e ucciderne una buona parte, giusto per non dover sopportare le continue domande degli spettatori in merito alle loro vicende.

Arya, ridotta a mendicare ai lati della strada, viene ramazzata giornalmente come un tappeto dall’Orfana, una mocciosa odiosissima che spera di farla fuori e diventare la cocchina di Jaqen H’ghar, che invece non se la fila proprio e passa il tempo a fare la maglia e a lamentarsi salmodiando “Torna, Arya, ‘sta casa aspetta a te!”.

Melisandre, che se l’è tirata alla grande vantandosi di essere la meglio milfona per cinque stagioni, fa l’errore di togliersi trucco e gioiellame e ci regala una scena che sembra un misto fra una tortura di Saw l’enigmista e il risveglio la mattina dopo un rimorchio particolarmente alcolico in discoteca.
Invidiosa del fatto che un sacerdote alcolizzato riesca a fare cose più fighe di lei, la donna cerca un tutorial su Youtube e si mette d’impegno nel tentativo di riuscire a resuscitare Jon Snow e, a seguito di una serie di abluzioni che avrebbe risvegliato veramente un morto, riporta l’uomo fra i vivi.
Jon, che non sarà una scheggia ma che qualcosa dalle vicende della sua famiglia ha finito per impararla, non fa in tempo a rimettersi in piedi che già sta giustiziando i fetenti che l’hanno tradito, moccioso irritante e infame in testa (che tanto è fin dalla morte di Ygritte che voleva fargliela pagare malissimo, stava cercando solo una scusa).
Fatto ciò, decide che con i Guardiani della Notte anche basta e dice ciaone alla sua vita di castità e miseria appellandosi a un cavillo burocratico.

Bran, tornato dall’esilio durato un’intera stagione (n.d.r. Grazie autori!), si decide finalmente a usare i suoi poteri per fare qualcosa di figo e comincia a rivisitare il passato, solo che come al solito la prende un po’ larga e parte tipo da quando i dinosauri scorrazzavano ancora su Westeros.

La matrigna di Ramsay, rubiconda e gioiosa ma veramente idiota come una tinca, dà alla luce un maschietto, scrivendo così la parola Fine sulle pretese al titolo del bastardo dei Bolton, che non ci pensa due volte a trucidare il padre e a dare il resto della famiglia in pasto ai cani (letteralmente).

Nuovo giro nuova corsa e anche alle Isole di Ferro il fratricidio torna di moda: Euron torna a casa e lancia con nonchalance il fratello ad abbracciare le patelle, mentre Theon, di cui si sentiva proprio la mancanza, offre sostegno a Yara, che apparentemente ci tiene davvero tanterrimo a diventare la regina di quattro scogli sperduti in mezzo a una regione con un clima infame.

Jaqen, che alla fine è un tenerone, restituisce la vista ad Arya e comincia ad allenarla nuovamente, trasformando l’Orfana in una versione un pelino più aggressiva di Cujo.

Una rara foto scattata all’Orfana mentre cerca di socializzare con Arya

Sperando di ottenere il favore di Ramsay, Lord Umber gli consegna Osha, Rickon (ve lo ricordate? Figlio di Ned, dieci minuti di screentime ad esser buoni… esatto, quello lì!) e la testa di Cagnaccio, il suo metalupo, che non si capisce perché ‘ste pore bestie devon finirci sempre di mezzo.

Sansa si riunisce finalmente a Jon e fa pure finta di essere contenta di vederlo, quando invece l’ha sempre schifato manco fosse una blatta. Con un calcio nel deretano lo invita a darsi una svegliata e a marciare su Grande Inverno.
Rendendosi conto che non possono combattere Ramsay a suon di insulti e barzellette, la ragazza finisce per chiedere aiuto a Ditocorto approfittando del fatto che, per quanto intelligente, rimane essenzialmente un morto di… ehm, ci siamo capiti.

Daenerys viene rapita da un khal a caso, che vorrebbe segregarla a vita con un gruppo di vedove random. La khaleesi, memore dei gioconi pirotecnici che erano piaciuti un sacco alla fine della prima stagione, decide di darsi fuoco nuovamente per intrattenere i suoi ospiti, ma la cosa le sfugge un po’ di mano e finisce per ridurre a carbonella un ragionevole numero di persone.
Il suo vestito, però, non si rivela ignifugo quanto lei e la Nata dalla Tempesta, figlia di ‘stacippa e blablabla finisce per mostrare una tetta, mandando la folla in delirio e guadagnando così qualche altro migliaio di bocche da sfamare.
Scoperta la verità sulla malattia di Jorah, la utilizza come scusa per esiliarlo per l’ennesima volta e farci pure la figura della splendida.
Rendendosi poi conto che non c’è verso di mantenere il suo sempre più corposo esercito con le risorse offerte da tre oasi e una piramide, decide finalmente di affidarsi a Google Maps e ritrova la strada per i Sette Regni (che qualcuno le regali un caricatore di riserva sennò va a finire che ce la perdiamo di nuovo).

Alle Isole di Ferro, la campagna elettorale di Yara non va come sperato e lei e Theon sono costretti a fuggire, portandosi dietro le navi buone della flotta, quelle che vengono tirate fuori praticamente solo quando c’è da combattere di domenica.
I due decidono di formare un’alleanza con Daenerys, che, complice una tensione omoerotica con Yara neppure troppo nascosta, accetta di buon grado l’offerta.

Nel frattempo Bran, essendo Bran, fa una cazzata e si manifesta tipo faro nella notte al re degli Estranei, finendo per far uccidere nell’ordine il Corvo a Tre Occhi, Estate e il povero Hodor e rendendosi definitivamente inviso alla stragrande maggioranza dei telespettatori, perché mentre il primo aveva già un’età e non ci si poteva aspettare che campasse ancora a lungo, gli altri erano due dei pochi personaggi sopportabili ancora presenti nello show.

Dopo l’ennesima bravata di Arya, che inspiegabilmente si sente demotivata a uccidere gente totalmente a caso, Jaqen deve mettere da parte il suo cuore di papà e acconsentire alla richiesta dell’Orfana di ucciderla.
La pargola del Nord, non si sa bene come, dopo mesi passati a prenderle senza ritegno ha un’enorme botta di culo e riesce a infilzare l’avversaria come un kebab.
A quel punto, irrompe con arroganza alla Casa del Bianco e del Nero dichiarando le sue generalità e annunciando la sua intenzione di levare le tolle, lasciando Jaqen ad asciugarsi commosso una lacrimuccia.

Tommen pensa di fare una sorpresona a Cersei per la festa della mamma e abolisce i processi per combattimento (evidentemente lui, a differenza di Tyrion, i riassuntoni precedenti li aveva letti). La donna, che stava appunto per approfittare nuovamente della cordialità della Montagna per dribblare il processo organizzato dall’Alto Passero, caccia giù un bestemmione che neanche un muratore Veneto alla guida di una Panda e comincia finalmente a chiedersi dove abbia sbagliato con i suoi pargoli per farli uscire uno più deficiente dell’altro.

Alla vigilia della battaglia con Ramsay, Sansa raccomanda a Jon di non perdere la calma, che già ha la capacità di concentrazione di un criceto lobotomizzato. Jon, ovviamente, non ascolta una parola e perde la testa quando vede Ramsay infilzare Rickon come un puntaspilli.
La scena genererà in seguito vivaci dibattiti perché:

  1. Non si capisce bene come faccia Jon, che di base ha una memoria peggiore di quella di Dori di Alla ricerca di Nemo, a ricordarsi di un tizio che non vede da tipo secoli e che nel frattempo, complice la pubertà e un sacco di tempo passato in fuga lontano dagli schermi, è ormai cresciuto quasi quanto un giocatore dell’NBA.
  2. Non è chiaro il motivo per cui nelle scuole dei Sette Regni non insegnino che quando uno ti sta mirando con l’arco, tu hai da correre a zig zag. Urge una riforma.

Per fortuna i cavalieri della Valle arrivano a mettere una pezza alle scandalose doti strategiche di Jon e, conquistata Winterfell, Sansa può finalmente dar da mangiare ai cuccioli di Ramsay, che sembravano giusto un po’ deperiti.
Purtroppo, però, il #mainagioia è sempre dietro l’angolo e, nonostante lei sia di fatto la legittima erede di Grande Inverno, Jon Snow viene acclamato a gran voce sovrano di tutto il Nord.

Nel frattempo Cersei, preoccupata dalla neppur troppo vaga eventualità di venire condannata a morte e gelosissima del fatto che Daenerys riesce a fare gli spettacolini pirotecnici, decide di far saltare in aria il tempio di Baelor con dentro l’Alto Passero, Margaery e Loras.
Disperato al pensiero che non troverà mai più una gnocca di quella portata lo guardi anche solo di sfuggita, Tommen si lancia di peso fuori dalla finestra.

Tornata a Westeros, Arya festeggia sgozzando Walder Frey come un capretto, guadagnando tipo mille punti in popolarità nel giro di cinque minuti (roba che ormai solo Tyrion può ancora tenerle testa).

In un colpone di scena finale, Bran, dopo aver cincischiato per eoni, arriva finalmente al dunque e ci rivela che Jon Snow è in realtà figlio di Lyanna Stark e Rhaegar Targaryen, una roba che i lettori avevano già indovinato solo da qualche annetto.

Siamo arrivati alla fine di questa folle corsa a base di recap, ma prima di salutarvi vi invito a ingannare l’attesa in vista del prossimo episodio di Game of Thrones passando da queste due fantastiche pagine:

The White Queen Italia
Gli Attori Britannici Hanno Rovinato La Mia Vita

Related posts

Serial Style | How I Met Your Mother: i look iconici ed indimenticabili

almostviola

Game of Thrones | Un Easter Egg su Aegon nelle passate stagioni 

thisperfecttime

Game of Thrones in versione extra-large

Memory717

Leave a Comment

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.