GoT: lo Spettatore Casuale e la Trama Presunta (Stagione 1)

Si sa, riprendere una serie dopo una lunga pausa richiede uno sforzo mnemonico non indifferente. Se poi la serie in questione è Game of Thrones, il cui numero di personaggi supera quello degli abbonati Telecom del Lazio, l’impresa potrebbe rivelarsi talmente ardua da risultare ingestibile.

Non siate turbati, però, perché io e la mia INFALLIBILE memoria per i nomi siamo qua per fornirvi tutto il sostegno di cui avrete bisogno con un megaripassone assolutamente Wikipedia-free.

La storia si apre con un tizio a caso che, per fuggire a un’invasione di zombie fashion dagli occhi azzurrini, si vede costretto a disertare dai Guardiani della Notte, un cumulo di sfigati piazzati a difesa della leggendaria Barriera, a cui non succede una cippa da un fantastilione di secoli.
Sfortuna vuole che il disertore in questione si imbatta in Ned Stark, il sovrano delle terre del Nord, che prima lo rimbalza di discorsi su onore e blablabla e poi lo decapita di suo proprio pugno perché i veri uomini han da far così.
All’intera scena assiste quella mammoletta del figlio Bran che, forse proprio in virtù di questo trauma, diventerà uno stracciamaroni di proporzioni bibliche.

A questo punto è necessario un piccolo excursus di carattere storico/familiare alla Dinasty per presentare i primi sfigatissimi protagonisti di tutto ‘sto ambaradan: gli Stark sono gli eredi e i sovrani di Grande Inverno, in pratica un castello circondato da una tundra inospitale con qualche villaggio messo lì giusto per stemperare l’effetto desolazione che fa tanto anni ‘80.
Allo spettatore basteranno pochi episodi per capire che alla lotteria del regno gli Stark han vinto un po’ il premio di consolazione: è andata peggio soltanto a quegli sgallettati delle Isole di Ferro, che hanno all’attivo giusto quattro scogli e un allevamento di patelle, roba che se Sim City avesse l’hard mode sulla copertina ci starebbero loro.

Il capostipite della famiglia è Ned Stark, interpretato da Sean Bean, il che non poteva che candidarlo a una fine barbina fin da subito. “Ma come,” direte voi, “non può morire, è il protagonista!”. Oh, my sweet summer childs… ricordatevi che con Sean Bean e Satana Martin tutto è possibile.
Come se non avesse già accumulato una quantità di iella sufficiente, Ned ha pure deciso di sposarsi quell’arpia di Catelyn Tully, che passa la sua vita a fissare il prossimo con sguardo arcigno e labbra contratte e consuma probabilmente una quantità di crema antirughe pari al suo peso ogni giorno.

Da tale, infausta unione doveva necessariamente nascere una progenie di sfigati: il primogenito Robb, aitante bietolone con due neuroni che funzionano a stento; Sansa, la perfettina, che somiglia tutta a sua madre ed è petulante oltre ogni limite; Arya, la maschiaccia di casa, l’unica che riesca a rendersi vagamente sopportabile; Bran, a cui avevamo già accennato prima, e Rickon, di cui potete tranquillamente dimenticarvi perché tanto avrà si e no 10 minuti di screen time nel corso di tutte e sei le stagioni.
A completare il quadro c’è Jon Snow, apparentemente frutto di una scappatella giovanile di Ned. Quando compare lui in scena, lo spessore delle labbra di Catelyn tende allo zero.

Ognuno dei pargoli di Grande Inverno è affiancato da un cucciolo di metalupo, un rassicurante incrocio fra un husky e un orso bruno. Nell’ordine i lupi sono Vento Grigio, Lady, Nymeria, Estate e Cagnaccio e ovviamente sono i pezzi meglio della baracca.

A turbare la tranquillità della vita degli Stark arriva Re Robert Baratheon che ha fatto tutta quella strada per proporre al suo amico di gioventù Ned il dubbio onore di prendere il posto di Jon Arryn, misteriosamente deceduto, come Primo Cavaliere.
Ned, subodorando la fregatura, perché non esistono morti naturali in Game of Thrones, cerca di abbozzare e di rifiutare l’offerta, ma il re gli fa elegantemente capire che anche no e combina pure un matrimonio scriteriato fra suo figlio Joffrey, che sembra il pargolo idrofobo di Skipper e della Principessa Zaffiro, e quella cretina di Sansa, che, bontà sua, saltella tutta contenta.

Nel frattempo Bran, incurante degli avvertimenti della madre, si riscopre novello Peter Parker e si diletta a scalare a mani nude le torri del maniero, finendo per scoprire Cersei Lannister, la moglie di Robert, che copula selvaggiamente con il suo gemello Jamie. Il suddetto gemello, incalzato da Cersei, non sapendo bene come risolvere la situazione finisce per lanciare Bran giù dalla finestra.
Il ragazzino, non si capisce come, sopravvive, ed è mia ferma convinzione che a tutt’oggi gli spettatori rinfaccino a Jamie non tanto il tentato omicidio, quanto piuttosto il fallimento dello stesso, perché se si fosse impegnato un attimino di più avrebbe potuto risparmiarci una marea di tedio.

A Pentos, Daenerys, figlia del sovrano spodestato da Re Robert, viene ceduta in sposa dal fratello Viserys a Khal Drogo, capo dei Dothraki, in cambio del sostegno militare necessario a riconquistare i Sette Regni.
C’è da dire che a Daenerys è andata un pelino meglio che a Sansa, perché al posto di quella fighetta isterica di Joffrey gli è toccato quel gran tronco di pino di Jason Momoa, praticamente un obelisco di testosterone semovente in groppa a un cavallo bianco.

A questo punto i personaggi si disperdono ai quattro venti, rendendo ancora più difficile seguire una trama di per sé già estremamente intricata.
Eddard parte assieme alle due figlie alla volta della capitale (e vi basti sapere che, grazie a Sansa che si comporta da Sansa e Joffrey che si comporta da fighetta isterica, la povera Lady ci lascia le penne, primo di una lunga serie di metalupi a pagare per l’imbecillità del proprio padrone) e Jon Snow viene condannato a vivere una vita di castità sulla barriera.
A loro si unisce Catelyn che, a seguito dell’attentato ai danni di Bran (il quale, inutile dirlo, anche stavolta riesce miracolosamente a farla franca, mannaggia a lui), decide di raggiungere il marito per informarlo dei suoi sospetti sui Lannister, ma viene intercettata da Ditocorto, un amico d’infanzia che dopo trent’anni spera ancora di riuscire a uscire dalla friendzone… che pirla!

Ned, essendo Ned, non può farsi un pacchetto da dodici di fatti suoi e andare a prostitute con i soldi rubati dalle tasche degli ignari contribuenti, no! Lui ha da essere integerrimo e da scoprire la verità sulla causa della morte del suo predecessore, Jon Arryn.
Le sue indagini lo portano a conoscenza di un segreto scomodo quanto quel pezzo di ferraglia che tutti quanti si ostinano a chiamare trono: Skipper sogno di erede in realtà non è figlio di Robert, ma è frutto della relazione fra Cersei e il di lei fratello.

Daenerys intanto scopre di essere incinta e perde la testa per la moda dei Dothraki, riportando in auge i top in pelle. Il fratello, forse in virtù del fatto che tale abbigliamento stonerebbe con la sua pettinatura, dà di matto e attacca una pezza allucinante a Drogo: eh ma tu mi hai promesso che mi avresti riportato a casa, e dove sono le mie navi, e che fine han fatto i miei guerrieri, e meglio un uovo oggi che una gallina domani.
Da vero sovrano duro e puro, il Khal per tutta risposta gli rovescia in testa un paio di litri di oro fuso ancora incandescente, così almeno ‘sto scassamaroni se lo semo levati dalle balle.

Catelyn, convinta da Ditocorto che è Tyrion il responsabile dell’aggressione a suo figlio (certo, andiamo a fidarci di uno che ha passato una vita di frustrazione sessuale e stenti per colpa nostra), lo prende in ostaggio e fugge con lui verso Nido dell’Aquila, la fortezza di sua sorella Lisa. I primi frutti di questa scelta lungimirante li raccoglie ovviamente quello sfigato di Ned, che viene infilzato come un kebab da Jamie.

Bran, che nel frattempo si è svegliato ma è rimasto paralizzato, viene attaccato dai Bruti, ma sfugge per l’ennesima volta alla morte grazie all’intervento di Robb e Theon, il figlio del sovrano delle Isole di Ferro preso in ostaggio quando era ancora un bambino e cresciuto fino a diventare il migliore amico di Robb… sono sicura che non porta ASSOLUTAMENTE rancore.
Da questo excursus apparentemente inutile ci guadagnamo Osha, una dei pezzi meglio della baracca, che verrà catturata e comincerà a lavorare come serva in quel di Grande Inverno (e poi è pure Tonks di Harry Potter, vuoi mettere?).

A Nido dell’Aquila, Tyrion chiede un processo per combattimento e assume Bronn per combattere al suo posto, dando il via a una delle bromance più epiche a cui il piccolo schermo ha mai avuto la fortuna di assistere.
Dopo aver lanciato il campione di Lisa a farsi un volo di svariate centinaia di metri fuori dalla Porta della Luna, i due escono trionfalmente dalla porta principale, lasciando Catelyn a macerarsi nella propria bile con le labbra serrate in una linea praticamente invisibile, come nemmeno Jon Snow era mai riuscito a ridurla.

Robert si fa sventrare di prepotenza da un cinghiale, ma dal momento che nemmeno lui è così ubriaco da non aver notato che il figlio è un tantinello psicopatico, nomina Ned Protettore del Reame.
Quest’ultimo, bontà sua e di quei due neuroni che funzionano a stento, cosa fa come prima cosa? Corre da Cersei per annunciarle in pompa magna che ha scoperto la verità sulla discendenza del figlio e le concede magnanimamente di lasciare la città… praticamente una serie di imbecillità talmente grosse che dopo anni io ancora non me ne capacito.
Non pago, chiede aiuto a Ditocorto, l’unico uomo sulla faccia della terra che non aspetta altro che di vederlo morire malissimo per avergli rubato la squinzia distruggendogli l’adolescenza. Con estrema coerenza, Baelish lo consegna prontamente ai Lannister, che lo rinchiudono nelle segrete senza nemmeno passare dal via.
L’odiosissima Sansa viene tenuta prigioniera e passerà le sue giornate a maledire “quel traditore del padre”, mentre Arya, che nel frattempo è andata a scuola di sopravvivenza dal Bear Grylls di Braavos, riesce a fuggire e a mimetizzarsi fra la gente comune in città.
Robb, il primogenito di Ned, decide di scendere in guerra per vendicare l’onta subita dal padre e parte all’attacco, lasciando Bran a governare Grande Inverno.

Alla Barriera, Jon si fa amico Sam, un individuo non esattamente versato nel combattimento ma dotato di una cosa che al bastardo degli Stark è geneticamente venuta a mancare: un cervello.
I due, terminato il loro apprendistato, prestano giuramento, solo per scoprire di essere stati destinati non ai ranger, come Jon sperava, ma agli attendenti.
Il giovane non si perde d’animo e salva da un’invasione zombie il comandante Mormont, che in cambio gli regala una spada molto figa.

Ned, evidentemente destinato a non imparare mai, stringe un patto con Joffrey, che gli promette che lo lascerà unirsi ai Guardiani della Notte se confesserà il suo tradimento.
Non appena però Ned “ammette le sue colpe”, il novello re lo condanna a morte e lo fa decapitare sulla pubblica piazza, di fronte agli occhi inorriditi delle figlie e degli spettatori, che erano ancora convinti che il protagonista non potesse morire (ingenui… muahuahuah!).

Arya viene portata in salvo da Yoren, un Guardiano della Notte che si trovava ad Approdo del Re per reclutare uomini per proteggere la Barriera.
Robb invece cattura Jamie Lannister e viene eletto Re del Nord. Nel frattempo accetta un matrimonio di convenienza con una delle figlie di Lord Frey, universalmente noto come l’uomo che farà venire il fegato marcio a tutti i fan della saga.

Drogo si fa un taglietto microscopico e riesce a morire di infezione, lasciando Daenerys, che ha appena abortito, in una posizione di cacca. La ragazza decide di darci su e si butta nel rogo della pira funebre del suo amato portando in braccio tre sassi a forma di uova.
Non solo riesce a uscirne illesa, ma si riscopre Giulia passione veterinaria e riesce a far venire al mondo tre draghi.
I pochi Dothraki rimasti, debitamente impressionati, decidono di inchinarsi al suo cospetto e la stagione si chiude su note decisamente mistiche e piene di speranza (di nuovo… illusi! Muahuahuah!).

Prima di salutarvi vi invito a ingannare l’attesa fino al prossimo episodio passando da queste due fantastiche pagine:

The White Queen Italia
Gli Attori Britannici Hanno Rovinato La Mia Vita

Alla prossima!

 




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MooNRiSinG
Nata come Elisa, fin da bambina dimostra un’inquietante e insopprimibile attrazione per i telefilm e per il bad boy di turno. Le domeniche della sua infanzia le trascorre sfrecciando con Bo e Luke per le stradine polverose della sperduta contea di Hazzard. Gli anni dell’adolescenza scivolano via fra varie serie, senza incontrarne però nessuna che scateni definitivamente il mostro che dorme dentro di lei. L’irreparabile accade quando un’amica le presta i DVD di Roswell: dieci minuti in compagnia di Michael le bastano per perdersi per sempre. Dal primo amore alla follia il passo è breve: in preda a una frenesia inarrestabile comincia a recuperare titoli su titoli, stagioni su stagioni, passando da “Gilmore Girls” fino ad arrivare a serie culto quali “Friends” ed “ER”. Comedy, drama, musical… nessun genere con lei al sicuro. Al momento sta ancora cercando di superare il lutto per la fine di “Sons of Anarchy”, ma potrebbe forse riuscire a consolarsi con il ritorno di Alec in quel di Broadchurch…

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