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Gli Spin-Off Che Vorremmo Rubriche & Esclusive Supernatural

Gli Spin-Off Che Vorremmo | Supernatural presents… The Life And Times Of Mary Campbell

C’é sempre qualcosa in più che vorremmo da una serie tv. Più screen time per un personaggio, la canonizzazione di una coppia, delle storyline diverse. Spesso ci infervoriamo, e le domandiamo ad alta voce, perché è questo che fa di noi dei telefilm addicted, la passione. E tra tutte queste cose, ci sono anche gli spin-off. Quindi, bentornati alla rubrica che illustra gli spin-off che vorremmo noi, e che, se Chuck Shurley fosse in ascolto, magari potremmo anche ottenere, prima o poi.

Dunque, come forse saprete, Supernatural è la serie della mia vita. La mia preferita nei secoli dei secoli. Ma pur sprofondata come sono nel mio innamoramento, o meglio, nel mio profound bond con questa serie, so riconoscere i suoi difetti – e ne ha, eccome se ne ha. Uno di questi è l’avere pochissimi personaggi femminili, dei quali ancora meno non rientrano nella categoria dei ‘love interest’. O, più semplicemente, nella categoria dei vivi. I mean, dai, sceneggiatori&co., cosa c’è di più badass che un paio di cacciatrici pronte ad esorcizzare qualche demone? Io ancora ci spero, di vedere un bel team tutto al femminile, mentre nel frattempo continuo a piangere su Ellen e Jo e a tenermi strette lo Sceriffo Jody e la mia amata Charlie. Oh, e a immaginare quello che, nella mia modesta opinione, sarebbe uno spin-off di quelli coi controfiocchi, altro che Bloodlines. Quello incentrato su una cacciatrice della quale sappiamo fin troppo poco, ma che tutti amiamo, tanto quanto la amano i Winchester.

 

 

SUPERNATURAL PRESENTS… THE LIFE AND TIMES OF MARY CAMPBELL

 

 

Oh, andiamo, quanto sarebbe mitico? Alzi la mano chi chiamerebbe subito Crowley per un contratto veloce veloce per vedere le avventure di quella che diventerà Mary Winchester, assieme al padre e alla sua famiglia di cacciatori, prima di Azazel, prima di Sam e Dean? Gli elementi per il successo ci sono tutti: un personaggio che già conosciamo e del quale ci importa molto, visto che alla fanbase basta che Sam e Dean vogliano bene ad un personaggio e noi siamo subito pronti a difenderlo a spada tratta dal resto del mondo; un background da cacciatori vecchio stile, ancora senza troppi demoni e tutta la god squad; e un finale tragico, che si sa, distrugge l’anima ma resta nel cuore.

The Life And Times Of Mary Campbell (un titolo un po’ lungo, forse, ma ultimamente vanno di moda. HTGAWM, OITNB, non può essere tanto peggio, no?) è un prequel, le cui vicende principali si svolgono ben prima che la Terra e l’universo intero venissero graziati dalla nascita di quelle creature meravigliose che sono i nostri fratelli preferiti. Più precisamente, tra il 1954, anno di nascita di Mary, fino al 1973, quando un Dean Winchester random le piomba in casa dal futuro per la prima volta, e poi ancora nel 1978, quando degli angeli guidati da una certa rossa vogliono ucciderla, e per finire nel 1979, quando partorisce il suo primo figlio. Ma visto che il titolo é «The Life And Times», so benissimo quale sarà l’ultima scena della serie. Mary che si sveglia sentendo il pianto del suo figlio più piccolo, in una notte di novembre del 1983. E giù di lacrime.

Sarebbe una di quelle serie che adorerei fino alla morte, tanto quanto adoro Supernatural. E adesso passo a presentarvi i personaggi di questo spin-off, ai quali ci affezioneremmo di sicuro – e che quindi farebbero una brutta fine because that’s how things work.

Mary Campbell

Samuel Campbell

Deanna Campbell

Robert Campbell

(Original Character) Esther Williams

(Original Character) Lena Baker

(Original Character) Aaron Nelson

John Winchester

La storia comincia nel 1954, quando i cacciatori Samuel e Deanna Campbell accolgono l’arrivo della loro prima e unica figlia, Mary. Le preoccupazioni non mancano, visto che la vita da cacciatori non è esattamente la più sicura, ma la commozione e la gioia la fanno da padrone. E quando vediamo Deanna mettere a dormire la piccola Mary, la sentiamo dire qualcosa che di sicuro ci suonerà familiare: «Angels are watching over you, baby
I primi episodi seguono la crescita di Mary, da bambina a ragazza: apparentemente come tutte le altre, se non fosse che Mary sa benissimo cosa si nasconde nel buio, ed è addestrata per affrontarlo, da suo padre, da sua madre e dalle occasionali visite di suo zio, Robert, fratello minore di Samuel, che vive in Texas ma non si fa problemi a guidare fino a Lawrence, di tanto in tanto. La sua infanzia e prima adolescenza assomiglia molto a quella di Sam e Dean, passata tra pistole e lezioni sui bestiari delle culture di mezzo mondo, ma è anche diametralmente opposta, ed è questo che è importante sottolineare. Mary ha una casa, un porto sicuro, e due genitori dalla vita difficile, sì, ma che non le fanno mancare amore e affetto. Tell me, are you crying yet?

Tra l’altro, mentre Mary è ancora una bambina, Samuel, Robert, Deanna e gli altri cacciatori si preoccupano dell’improvvisa sparizione di tutto l’ordine dei Men Of Letters, che ha gettato abbastanza scompiglio nell’intera comunità sovrannaturale americana, e si impegnano a investigare su cosa possa essere stata la causa.

Le cose cominciano a cambiare quando Mary approda alla scuola superiore di Lawrence, e non necessariamente per il meglio. Suo padre la ritiene abbastanza grande da cominciare ad accompagnarlo nei suoi hunting trip in giro per il Kansas e gli stati confinanti, e Mary manifesta i primi segni di insofferenza verso quella vita che non ha chiesto e che non ha mai voluto. Per celebrare la sua prima vera caccia, Samuel regala a Mary il braccialetto che tutti noi conosciamo bene, quello coi simboli sacri di un po’ tutte le culture. Intanto, Mary a scuola conosce Esther e Lena, due ragazze allegre e gentili, con le quali ci sono tutte le premesse per una bella amicizia, ed ecco, comincia a volere una vita normale. Vuole preoccuparsi solo del nuovo disco di Elvis (see what I did there? See that?) e di come acconciarsi i capelli per una serata al cinema, invece che di come uccidere un djinn senza caderne vittima o quale sia il modo migliore per far fuori un vampiro. Del resto, sono gli anni Sessanta. L’aria sa di cambiamenti, i giovani protestano per la guerra in Vietnam, e the times they are a-changing.

Ma, per il momento, Mary decide di non dire niente a Samuel, e continua seguirlo nei suoi viaggi, perché è davvero brava in quello che fa, anche se ha solo sedici anni. Esther e Lena hanno un po’ di domande su cosa costringa Mary a fare queste lunghe assenze da scuola, e sul perché spesso ritorni coperta di graffi e lividi, ma Mary è una cacciatrice. Mentire è il suo secondo nome, e riesce a tenerle a bada, nonostante la loro amicizia diventi sempre più forte. A completare il quadro si inserisce Aaron Nelson, un ragazzo nella stessa classe di Inglese di Mary e che sembra interessato a lei. È Aaron che fa scattare Mary, le fa capire definitivamente che la vita del cacciatore non è quella che vuole per lei, o tantomeno per dei suoi ipotetici figli. Quindi la nostra eroina prende il coraggio a due mani e affronta i suoi genitori: Samuel non capisce, mentre Deanna sembra quasi se lo aspettasse.

E tra discussioni, cacce, Elvis Presley e Beatles, arriva il 1972, in cui Mary conosce il giovane veterano del Vietnam John Winchester. E immediatamente non lo sopporta. Sta seriamente considerando il dare una possibilità a Aaron, per il quale potrebbe provare qualcosa di più, quando intervengono gli angeli. O, più precisamente, i Cupidi, perché John e Mary sono destinati a stare insieme, e ci sono «dei piani importanti, per loro». Esther e Lena sono a dir poco sconvolte quando Mary dice chiaramente ad Aaron che le cose tra di loro non potranno mai funzionare, e comincia ad uscire con John Winchester. Da lì, il resto è storia. Con tanto di comparsate del Team Free Will, perché non fanno mai male.

Lo ammetto, sarà che la mia passione per gli anni Sessanta non ha fine, e che i vecchi giorni delle prime stagioni e del «monster of the week» mi mancano con la stessa intensità di migliaia di soli, ma farei qualsiasi cosa per uno show così. Con Esther e Lena che aiutano Mary a fare ricerche su miti e folklore, e che prima o poi finiscono coinvolte nel sovrannaturale. Mary che non ama cacciare, ma che é incredibilmente brava e non ha problemi a restare al passo di suo padre e suo zio. Mary che al suo primo appuntamento con John ordina una fetta di apple pie. Una Mary raffreddata che prende dalle mani di Deanna una scodella fumante di zuppa al pomodoro. Mary che ascolta per la prima volta «Hey, Jude», e John che la porta a fare il primo giro in assoluto sull’Impala. E tutti quegli altri piccoli riferimenti, quelle battute che in un prequel fanno accendere mille lampadine perché, «I know, I got that reference» e provocano ondate di feels.

Non ci saranno angeli e demoni e Apocalissi sul piatto, ma ti prego, Kripke, ti prego in ginocchio, prendi in considerazione l’idea. Fidati che ci piacerebbe molto di più una cosa così che non alla ‘Bloodlines’. Con tutto il nostro amore, il fandom di Supernatural. O meglio, a me di sicuro. Voi che ne pensate? Lasciatemi i vostri pareri e le vostre opinioni qui sotto, se volete. E grazie per aver letto fin qua, l’appuntamento é alla prossima settimana!

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6 comments

Aniel
Aniel 11 Ottobre 2014 at 21:56

Uhm… sì e no. Ti spiego: uno spin-off su Mary non mi entusiasmerebbe particolarmente proprio perché Mary non amava quella vita. Forse vedrei meglio uno spin-off su John dopo la morte di Mary (anche se vorrei come protagonista Matt Cohen): la sua crescita personale, le reazioni a quella vita, il dolore della perdita e il crescere da solo due bambini sostanzialmente molto diversi.
Certo, ora come ora qualsiasi spin-off sarebbe meglio di Bloodlines che a me, onestamente, è dispiaciuto fino a un certo punto (la storia era mhe, ma l’idea di fondo della reazione del “civile” che inizia una nuova vita dopo l’incontro con i Winchester è qualcosa di sostanzialmente nuovo e interessante). Tuttavia ho adorato questo articolo perché, in effetti, i riferimenti alla serie madre ti lasciano a squittire di gioia in un angolino.
Well done, my dear!
P.S. COME OSI CITARE ELVIS E LA GUERRA IN VIETNAM? NON SI FA. NEL FANDOM DI SPN NON SI FA!!! *piange e fugge via*

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barricadeuse
barricadeuse 11 Ottobre 2014 at 22:58

Ammetto di non aver assolutamente pensato a John a) perché non é esattamente nelle mie simpatie, e b) perché Chuck solo sa quanto abbiamo bisogno di personaggi femminili in Supernatural. O meglio, quanto ne avremmo avuto bisogno, ma credo che ormai per la serie sia un po’ tardi – spero ancora in Hannah, spero non me la riducano ad un banale ‘love interest’ ma le facciano avere quel fantastico percorso che ha avuto Cas, però finché non lo vedrò sullo schermo non ci crederò davvero. Ma se mai dovessero prendere in considerazione l’idea spero anch’io che sarà con Matt Cohen. Sarebbe molto più “giusto” come età.
E per Bloodlines, a me non é piaciuta l’ambientazione. Nel senso, il ragazzo che decide di cominciare a cacciare e a invischiarsi col sovrannaturale mi intrigava abbastanza, ma questo tentativo di infilare il supernatural in una situazione, non so, “alla Scandal” mi ha dato abbastanza sui nervi. Sembrava forzato, un po’ troppo. E, come ho detto, troppo fuori dagli elementi che contraddistinguono SPN, ossia i motel, l’open road, le camice plaid, non le villone e le scarpe firmate. Poi magari é stata solo una mia impressione.
Ma grazie mille comunque, perché sì, i prequel si fanno amare per i riferimenti alla saga principale. Piangi quando Qui-Gon Jinn dice “Anakin Skywalker, meet Obi-Wan Kenobi” , e piangeresti anche nel momento in cui Mary Winchester sforna una apple pie o canticchia sovrappensiero “Hey Jude”. Grazie, davvero, anche perché leggere i tuoi commenti é sempre un piacere *^*

P.S. E LO SO LO SO MA NON POSSO FARNE A MENO. ELVIS E SPN E IL VIETNAM SARANNO LEGATI PER SEMPRE, QUELLA FIC MI HA SEGNATA A VITA. E dopo la prima lettura le ho trovato anche tanti difetti, ma giuro che continua a venirmi il magone ogni volta che lo shuffle mi manda “Cant’ Help Falling In Love With You”.

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Aniel
Aniel 12 Ottobre 2014 at 10:40

Sui personaggi femminili hai assolutamente ragione (ecco cosa mi ero scordata di dirti!). Il problema, purtroppo, resta il fandom che ha sviluppato questa sorta di morbosa gelosia nei confronti dei fratelli. E quando il fandom medio ribatte “ma non è vero che ce l’abbiamo con le donne! Semplicemente non hanno motivo di esistere in una serie come questa!” e poi alla jib non mi invitano Alaina Huffman perché, testualmente, alcune fan dichiarano “ecco bravi, se non ci sono donne alla nostra convention noi siamo molto contente” a me parte l’Abaddon selvaggio (espressione comune per indicare la furia omicida).
Io AMAVO Jo, della serie che era l’unica donna che avrei visto bene con Dean, forse perché aveva lo stesso spirito di Mary… non so. Ci sono state donne insignificanti che avrei volentieri ucciso con le mie mani (qualcuno ha detto Amelia?) ma altre avevano una profondità… io vorrei ancora saperne di più sul vessel di Abaddon, per esempio.
Ma no, i Winchester devono stare soli con i Winchester, sempre insieme, vicini vicini, attaccati attaccati… già che ci siamo releghiamo Cas a fare altro e non se ne parla più.
Tutto ciò mi amareggia molto. Purtroppo è davvero troppo tardi per cambiare le cose.

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barricadeuse
barricadeuse 12 Ottobre 2014 at 13:53

É vero, la mancanza dei personaggi femminili é imputabile agli autori e alla rete, che non brillano certo per femminismo, ma anche e soprattutto al fandom, purtroppo. Se ogni volta che ce ne introducono una si pigliano torce e forconi, allora é ovvio che loro la fanno fuori dopo due episodi.
Io credo che sia perché buona parte di loro ce le presentano come potenziali love interest. Nel senso, va tutto bene, tu shippi quello che vuoi, Destiel o Wincest o Sabriel o qualsiasi cosa, lasciamo perdere le ship wars, ma– siamo capaci di introdurre un personaggio femminile che non voglia infilarsi sotto le lenzuola con uno dei Winchester? E quelle rare creature, possiamo dare loro un po’ più di spazio? Abaddon, Charlie, Jody… come non hanno spazio in Supernatural? Cosa c’é di più in linea con lo spirito dello show che un gruppo di cacciatrici cazzute e pronte ad esorcizzare qualche evil son of bitch? Io a volte non lo capisco, questo fandom. Non capisco se sia perché abbiamo paura che una donna possa infilarsi in mezzo alla nostra OTP (il che é stupido), o se possa disturbare le nostre fantasie di farcela noi, con un Winchester (il che é doppiamente stupido) o se semplicemente ci piace vedere un personaggio femminile dietro l’altro venire ammazzato/fatto saltare in aria/spedito ad Oz (il che raggiunge dei livelli di stupidità infiniti).
Questo focus sui Winchester, per carità, é giusto, ma é morboso. Come del resto il loro rapporto, dai, lo sappiamo: dieci stagioni di loro due stelle che continuano a sacrificarsi l’uno per l’altro, e nON VA BENE. Io sono molto molto fiduciosa che, come hanno detto nelle interviste, cercheranno di rompere un po’ questa loro codipendenza eccessiva e malata.
Speriamo. Con Supernatural ho questo rapporto di amore e odio, come succede col grande amore della vita, ma I still have faith.

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mary 6 Novembre 2014 at 17:21

Non c’è una qualche legge che vieta di citare Elvis con una tale disinvoltura? Ora devo immaginarmi Mary e John che ballano sulle note di quella maledetta canzone che non voglio nominare!?!
Facendo finta che tu non abbia fatto certi riferimenti, l’idea mi piace molto! Mary è senza dubbio uno dei personaggi femminili più accattivanti di Supernatural (seconda solo a Charlie, ma Charlie è Charlie!) Vorrei davvero vedere la famiglia Campbell prima che diventi pappa e ciccia con Sam-bello-senz’anima, perché anche Samuel avrebbe molto potenziale, secondo me. E poi John prima dell’omicidio della moglie potrebbe piacermi quanto ho odiato tutto ciò che è stato dopo. Onestamente, però, darei l’ok anche solo per quelle piccole citazioni ogni tanto: “Apple pie” ♥

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barricadeuse
barricadeuse 23 Aprile 2015 at 14:41

Com’è che mi sono lasciata sfuggire questo commento in tutto questo tempo? Anyways. Mi spiace moltissimo per Elvis, ma ormai è inscindibile dal mondo di Supernatural, per questa povera fangirl rovinata da Twist & Shout.
Charlie è – letteralmente – la regina, ma Mary le arriva seconda, e sono sicura che anche prima di avere Dean e Sam debba aver avuto delle avventure che non invidiavano niente a quelle dei suoi figli. Magari potremmo arrivare a provare una minima simpatia per John, anche, considerando quanto il fandom non lo sopporti (e giustamente). Also le mini-citazioni e inside jokes varrebbero da sole tutta la pena di tirare in piedi la serie.
Grazie mille per il commento!

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