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Glee Recensioni

Glee | Recensione 5×01 – Love, Love, Love

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Tutti gli appassionati di Glee sono consapevoli che purtroppo, uno dei punti deboli di questo telefilm ha a che fare con una parolina detta “continuità”. Personaggi che in una stagione hanno un’età e in quella dopo sono più giovani, malattie dimenticate, avvenimenti ignorati, gli scrittori di questo telefilm si sa, sono distratti da questo punto di vista. Però in questi anni un filo di continuità si è trovato in tutte le season premiere, che ogni volta riuscivano a stupire essendo episodi impeccabili: storyline equilibrate, canzoni incredibili, spazio per tutti, e lo spirito che tanto amiamo di questo telefilm alle stelle. Ogni anno il primo episodio ci abbaglia con questa magistrale interpretazione, lasciandoci boccheggianti, con le lacrime agli occhi e un forte amore dentro il petto mentre te ne vuoi andare a correre in giro urlando: “ecco perché amo Glee! Ecco perché dopo tutto questo tempo, tutte queste scivolate, tutti questi errori, amo ancora questo telefilm!”.
Quest’anno però… si sono superati.
Dopo un, a mio avviso, deludente finale di stagione, che non era nemmeno un vero e proprio season finale, Glee torna con il botto proponendo l’epico tributo che tutti aspettavano: i Beatles.

1235947_646292885403217_755581657_nTributo tanto epico che occuperà ben due settimane al Glee Club per esplorare in toto la discografia della storica band.
L’episodio si apre subito con una performance da A++ e bacio accademico di Rachel che canta una nostalgica versione di “Yesterday”, dopo che ha origliato la conversazione dei due produttori del musical (interpretati da due magistrali attori, Peter Facinelli aka Papà Cullen, e Ioan Gruffudd aka Mr Fantastic) che decidono di scartarla per il ruolo di Funny Girl, “too young and green”. Durante la canzone si ripercorrono i luoghi che custodiscono i ricordi più importanti di Rachel, e già il cuore comincia a stringersi e gli occhi un po’ a luccicare. E no, non si può piangere nei primi tre minuti di episodio! Non con tutto quello che ci aspetta dopo!
Ma andiamo con ordine.
Il toccante inizio è fortunatamente seguito, per i nostri condotti lacrimali e per la nostra dignità, da una ripresa di umore in cui il professor Schuester annuncia che il Glee Club si dedicherà due settimane ai Beatles, e qui la citazione che esprime praticamente tutto il sentimento di questo tributo è d’obbligo:

“Seriously, can anyone still relate to the Beatles?”
“Pretty much the entire world”

Oh sì Blaine, puoi dirlo forte (e no, questa non è una citazione di Kurt).
Subito dopo la carica di entusiasmo all’idea di esplorare la storica band, ci viene iniettata una dose di dolcezza da Artie e Kitty, coppia rivelazione delle ultime puntate della quarta stagione, che da accenni è passata ad un vero e proprio sviluppo.

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Potrebbe sembrare un po’ la brutta copia della scorsa relazione tra Artie e Brittany, ma, nonostante lo stereotipo della cheerleader, si percepisce in modo totalmente diverso la loro coppia. Sarà che Kitty e Brittany sono due personaggi completamente agli antipodi, ma questa accoppiata sa di aria fresca, e il loro primo duetto è divertente, allegro, e ambientato in un parco giochi.
Che c’è di meglio di un parco giochi?
Che c’è di meglio di un parco giochi e la voce di Kevin McHale in sottofondo?
Sì, decisamente sa come interpretare una canzone come “Drive my car”, e Becca Tobin tiene il passo degnamente. Hanno una bella intesa vocale, e diciamocelo, sono assurdamente carini insieme. Quasi da diabete agli occhi.
L’atmosfera ovviamente si incrina quasi subito, troppo bello sennò, il sadismo degli scrittori non viene soddisfatto altrimenti. Kitty nega davanti alle amiche cheerleader di stare con Artie, e gli dice che vuole tenere la loro relazione segreta.
Ouch.

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Ma Artie non sembra prenderla così male, forse un po’ per autoconvinzione, forse perché non se la sente di danneggiare Kitty in alcun modo, e nemmeno di perderla, così incassa e accetta.
Lo scenario si sposta velocemente a New York, dove vediamo le prime scene di Rachel e Santana a lavoro come cameriere, perché si sa, tutte le grandi attrici cominciano dal basso per farsi strada nel grande mondo di Broadway, e loro non sono da meno.
Una breve presentazione che si sposta di nuovo su Lima.
E non su una scena qualunque. Oh no, appena si adocchia la gradinata del cortile del McKinley, e i due personaggi coinvolti, non possiamo proprio fare a meno di sobbalzare e trattenere il respiro pensando “Ci siamo? E’ questa la scena che sto aspettando da quasi un anno?”.
E sì, lo è. Eccome se lo è.

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Kurt e Blaine, seduti insieme per un romantico picnic, che parlano della loro relazione. Una scena breve, ironica, ma nonostante questo estremamente significativa perché in poche battute ci fa capire come le cose si sono sviluppate e aggiustate: Kurt scherza con Blaine sul tradimento, lo tiene di proposito sulle spine, cerca di fare il sostenuto e di trattenere i sorrisi, Blaine d’altro canto è esasperato, la sua voce si spezza appena Kurt nomina quel tremendo errore, non sa più cosa dire a Kurt per fargli capire che quello è stato un unico, orribile sbaglio e che lo rivuole. Cerca di convincerlo a tornare insieme, o almeno a riprovarci. Ma non ce n’è bisogno, Kurt lo sa già e lo rivuole anche lui, infatti quando Blaine si alza per fargli l’ennesima serenata lui lo rimette subito a posto, e con uno zig-zag così tipico del suo personaggio gli dice che questa volta è stato lui ad aver organizzato un numero per Blaine.
E non un numero a caso. I due neofidanzati (di nuovo) si esibiscono in un magistrale duetto della canzone “Got To Get You Into My Life”, magistrale, come ogni volta che gli sceneggiatori di Glee ci danno il privilegio di sentire Chris Colfer e Darren Criss cantare insieme, cosa che sembra essere l’unico motivo per cui sono stati creati. La chimica tra i due attori, e di conseguenza i personaggi, è spaziale in ogni campo, fisico, musicale, sentimentale, in ogni loro piccolo gesto o sguardo (non ditemi che sono l’unica che sospira davanti ad una loro scena pensando con amara tristezza “nessuno mi guarderà mai come Blaine guarda Kurt”). Nessuno ha ancora dato un premio a Darren Criss per migliore sguardo innamorato della storia? Dovrebbero! Nonostante sia il loro primo duetto che condividono dopo essere tornati insieme, l’atmosfera è allegra, scherzosa, abbandonata, come se entrambi sapessero già che sarebbe successo, che era inevitabile, e ci mostrano un rapporto che è già risanato. Come se fossero sempre stati insieme, senza mai essersi davvero lasciati. La coreografia sembra veramente improvvisata, si rincorrono, si avvicinano, si girano intorno, si riavvicinano fino alla conclusione perfetta di un duetto perfetto: un bacio.

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Un bacio appassionato nonostante breve (e caro Ryan Murphy o chi per te, non credere che non sappiamo che lo hai tagliato sul finale perché abbiamo tutti i video delle riprese da tutte le angolazioni diverse!), simbolo di questa riconciliazione sudata, combattuta, attesa (specialmente da noi poveri telespettatori), con una nota quasi di esasperazione. Si baciano a bocca aperta, senza esitazione, i corpi che si avvicinano e si stringono, ma soprattutto: si baciano davanti a tutti.
Ve li ricordate i Kurt e Blaine che avevano paura anche di abbracciarsi sulle scale del cortile nella scena della 3×05? Oh sì, i nostri piccoli sono cresciuti, non hanno più paura. Non si vergognano, non sono intimoriti, non li importa del giudizio degli altri: sono innamorati, sono finalmente tornati insieme, e si baciano davanti a tutti, e non un bacio a fior di labbra, un signor bacio!
Chris, Darren, i miei complimenti! Quando lo schermo si è fatto nero la mia mente è vagata lontana…ma questa è un’altra storia.
Torniamo al telefilm, dove al McKinley finalmente Sue Sylvester riappare sui nostri schermi, per la gioia della comedy che è rimasta in Glee, la quale mantiene la promessa di far guerra al preside Figgins, rilegato infatti a fare il bidello mentre lei prende la presidenza. Ruolo rubato ovviamente con una mossa alla Sue Sylvester che incastra il preside con del materiale decisamente sconveniente (come ha avuto la copia autografata del Mein Kampf ancora me lo chiedo).
La scena si sposta di nuovo su Kitty e Artie, con un duetto decisamente più malinconico del primo, “You’ve Got To Hide Your Love Away”, costellato di flashback romantici e attimi presenti decisamente tristi. Fortunatamente l’aria si rallegra un po’ quando l’inquadratura si apre sull’aula coro, e un sorridente Blaine fa il suo ingresso annunciando a tutti che non solo lui e Kurt sono ufficialmente tornati insieme (li sentite i cori angelici di Alleluja? Sono io), ma che questo è solo l’inizio di quello che ha in mente di fare.
Perché no, per Blaine non è abbastanza avere Kurt come ragazzo, ha ancora paura, non crede di aver rimediato ancora a quello che ha fatto, c’è bisogno di qualcosa in più. Blaine vuole dimostrare una volta per tutte che vuole davvero passare il resto della sua vita con Kurt, che non vuole nessun altro in nessun modo, e che un errore del genere non ricapiterà mai. Blaine vuole assicurarsi Kurt per sempre, dimostrarglielo e togliergli ogni dubbio, e c’è un solo modo per fare tutto ciò: come direbbe Darren Criss stesso, qualcosa che fa rima con “shoposal”.
Una proposta di matrimonio. Ma non una proposta di matrimonio qualunque, o no, non è da Blaine Anderson. Vuole chiedere all’uomo della sua vita di sposarlo, e deve farlo in grande. Per questo non solo ingaggia le New Directions, ma vuole chiedere aiuto anche ad altri cori rivali, pensando ad un numero che rappresenta l’ideale di unione nonostante le diversità, a cui parteciperanno anche i Warblers, i Vocal Adrenaline e il Glee Club della scuola per sordo muti (mancavano solo i One Direction). E ovviamente, quale modo migliore di chiedere aiuto se non cantando “Help”? Adoro quando partano a cantare da nulla, vorrei farlo anche io nella vita vera.

Schermata 09-2456565 alle 04.49.45Il giro di ricognizione di tutti i Glee Club termina alla Dalton, dove gli ex-compagni di Blaine, Sebastian in prima linea, acconsentono senza battere ciglio ad aiutare l’amico.
Quando si torna a New York, vediamo di nuovo Rachel e Santana al ristorante, stesso ristorante in cui il caso vuole, si presentano i due produttori di Funny Girl, servendo alle due ragazze l’occasione perfetta per organizzare una performance improvvisata e tentare di farli ricredere sull’aver scartato Rachel.
Peccato (?) che il tentativo di fargli cambiare idea su di lei non va oltre l’iniziale dialogo e il numero di “A Hard Day’s Night” perché un tempestivo messaggio di Blaine richiama le due ragazze all’ordine: adesso c’è qualcosa di più importante da organizzare.

Schermata 09-2456565 alle 04.50.51A Lima, dopo l’intervento non richiesto di Tina, Kitty acconsente a rendere la relazione tra lei e Artie pubblica. Mi aspetto una storyline davvero interessente per questa coppia (Ryan & co vi prego non la rovinate). Nel frattempo Blaine, Sam, Jake e Ryder mettono su un numero in pieno stile Beatles, “I Saw Her Standing There”, per sostenere Tina che ha subito un cambiamento negativo, proponendosi come suoi accompagnatori al prom, e la scelta di Tina cade su Sam, il “meno gay”. E’ già un inizio.
A questo punto si apre la scena finale. Scena che merita un podio nella storia delle scene romantiche dei telefilm, e sinceramente si merita anche una condanna per aver alzato troppo le aspettative di noi sognatrici che non avremo mai una proposta di matrimonio del genere. Grazie Blaine Anderson se morirò sola con 47 gatti (no scherzo non sarò sola, avrò sempre le vostre scene).
Ma andiamo con ordine.

Schermata 09-2456565 alle 04.52.08Burt Hummel, alias il padre migliore del secolo, sta accompagnando Kurt “all’aeroporto”, o almeno cerca di convincerlo, ma a quanto pare il figlio sa già tutto della proposta (come non potrebbe, il suo ragazzo ha mobilitato la nazione intera, non mi stupirei se fosse andato anche al telegiornale). Sa già tutto, si è agghindato e si è lasciato portare, ma qualche dubbio ce l’ha.
Sono giovani, si sono appena rimessi insieme, ancora per un po’ dovranno stare separati. Però si confida sinceramente con il padre: gli dice che ama davvero Blaine, che lo fa sentire al sicuro, e amato, e sa che non troverà mai qualcun altro che lo fa sentire in questo modo.
Non qualcun altro in generale, ma qualcuno che lo fa sentire così amato. Kurt sa che Blaine è quello giusto, che non ha più bisogno di cercare, non che non troverà altro. Così, per chiarire.
E qui papà Hummel si confida altrettanto sinceramente con lui, raccontandogli che ha sposato sua madre a 22 anni, dopo solo sei mesi, e che non solo non se ne pente, ma che avrebbe voluto conoscerla 10 anni prima. Poi gli da il consiglio più spassionato per chiarirsi le idee: “vai dentro e senti quello che il ragazzo ha da dirti. Poi puoi dire sì, no o forse”.
La musica parte e Kurt si avvia verso l’ingresso, dove Blaine esce cantando con un completo giallo senape che può stare bene solo a Darren Criss. E gli sta maledettamente bene.
Kurt, accompagnato dalle sue tre migliori amiche Rachel, Mercedes e Santana, viene guidato lungo la Dalton mentre Blaine e tutti gli altri si esibiscono in un’enorme performance sulle note di “All You Need Is Love” (quale inno più appropriato sennò?), finché non arrivano alle scale dove per la prima volta i due ragazzi si sono incontrati.

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Vi ricordate quando nella 4×04, durante “The Scientist”, Blaine canta “Take me back to the start”?
Letteralmente.
Si torna all’inizio.
La canzone finisce tra i petali di rosa, gli applausi, e l’espressione di Kurt, impagabile: è incredulo, commosso, sorpreso, emozionato, ma ancora deve sentire cos’ha da dire Blaine.
Non so cosa Kurt si stesse immaginando di sentire dal suo ragazzo, ma una cosa sono certa: niente di immaginabile è paragonabile alle parole che Blaine riserva a Kurt.

“We met right here. I took this man’s hand and we ran down that hallway. And for those that know me, I’m not in the habit of taking people’s hands I’ve never met before but I think that my soul knew something that my mind and body didn’t know yet. It knew that our hands were meant to hold each others, fearlessly and forever, which is why it’s never really felt like I’ve been getting to know you, it’s always felt like I was remembering you from something. As if every lifetime you and I have lived, we’ve chosen to come back and find each other and fall in love all over again, over and over for all eternity. And I just feel so lucky that I found you so soon in this lifetime because all I want to do, all I’ve ever wanted to do is spend my life loving you. So Kurt Hummel, my amazing friend, my one true love, will you marry me?”

tumblr_mtryaflkoi1qivzmmo5_400Potrei dire un miliardo di cose, potrei scrivere una tesi universitaria solo su questa proposta, ma poi mi fermo a guardarla e mi rendo conto che su queste parole non ci sono commenti da fare, perché sono perfette. Sono la dichiarazione d’amore più romantica, sentita e eterna che gli potesse dedicare. Blaine non dice a Kurt che vuole amarlo per il resto della sua vita. Blaine dice a Kurt che lo ha amato in tutte le sue vite, che in tutte quelle che vivranno si ritroveranno e si innamoreranno per l’eternità, gli fa capire che non c’è niente da fare: loro sono anime gemelle. E sono estremamente fortunati ad essersi trovati così presto in questa vita, così possono smettere di cercare, e dedicare tutto il loro tempo ad amarsi.
E in quel momento, Kurt si convince.
Due stagioni prima, su quelle scale, Kurt era un ragazzino spaurito, sofferente, deluso dal mondo, che cercava di essere forte per sé stesso e suo padre, ma era stanco di essere solo, di sentirsi così emarginato ed escluso, sempre messo da parte, come se non potesse fare tutte le cose che agli altri erano concessi.
“Perché non posso camminare mano nella mano con la persona che mi piace? Perché non posso ballare il lento al prom?”
Era demotivato, umiliato, tormentato dal bullissimo, e venne mandato in questa scuola a fare qualcosa che non è da lui: spiare.
Lì per caso, fermò Blaine. Un attimo, il tempo di scambiarsi uno sguardo, e capimmo che questi due erano perfetti per stare insieme. E lo capì anche l’anima di Blaine a quanto pare, perché una manciata di secondi dopo che si erano conosciuti lo prese per la mano e corsero via insieme.
Guardiamo Kurt adesso. Sempre sulle stesse scale, ma questo ragazzino spaurito è cresciuto, è diventato più grande, più forte, più sicuro di sé, sta realizzando i suoi sogni, si è diplomato, ha vinto le nazionali, suo padre sta bene, lo ama ed è felice, ma soprattutto…Kurt è amato. Kurt non ha più paura perché Blaine gli ha insegnato che non è solo. Ne hanno passate tante, vissute tante, hanno avuto la loro rottura eppure Blaine è sempre lì, sempre accanto a lui, perché sentirsi soli è una cosa tremenda e lui non se lo merita.
Sulle stesse identiche scale in cui si sono conosciuti, Blaine chiede a Kurt di poter stare al suo fianco per il resto della sua vita, di amarlo e non farlo sentire mai più solo.
E Kurt accetta.
Non perché si accontenta, non perché sente pressione, accetta perché Blaine è quello giusto, lo sa già, lo sa dal primo momento che l’ha visto, e non vuole sprecare un attimo della sua vita lontano da lui.
A questo punto vorrei addossarmi in un angolino piangendo e dondolando perché Kurt e Blaine sono una delle migliori storie d’amore mai raccontate, e i sentimenti che mi danno mi stanno letteralmente facendo scoppiare. E ho pianto, credetemi ho pianto, ma resisterò ancora un minuto dal mio stato poco dignitoso di fangirling acuto per farvi fermare tutti un momento ad ammirare le meravigliose doti di Chris Colfer e Darren Criss come attori.
Partiamo da Darren, che riesce a modulare la voce in un modo impeccabile, voce che si rompe, si acutizza e si abbassa esattamente nei momenti giusti, facendolo sembrare così reale che già a metà discorso sei tu a gridare “Sì! Sì lo voglio! Sposiamoci!”. E lo sguardo. Da quando l’ha visto per la prima volta, proprio lì, Blaine guarda Kurt come se fosse la cosa più bella che abbia mai visto (ribadisco, date un premio a Darren Criss solo per questo).
Chris Colfer d’altro canto, è un libro di espressioni. La mimica del suo viso e il modo in cui trattiene il respiro e lo lascia andare mostrano tutto quello che non dice: aspettativa, emozione, commozione e realizzazione. Gli occhi lucidi e i cenni con il capo mentre cerca di trovare il respiro per parlare sono la ciliegina sulla torta. Kurt e Blaine sembrano così tanto veri ed autentici che sembra di guardare dalla finestra.
Chapeau ad entrambi gli attori, perfetti.
Per concludere in bellezza una delle migliori puntate di Glee, non ci resta che un bacio tra i nostri due beniamini. Un altro bacio vero, sentito, ma questa volta più lungo e romantico, più emozionato, con un mezzo sorriso accennato da Kurt ed entrambi che si stringono forte.

tumblr_mttkr8JhUu1ra5gbxo7_250E mentre Blaine infila l’anello al dito di Kurt e tutti applaudono, a noi non resta che scioglierci davanti al pc o alla tv e aspettare con pazienza il matrimonio.
Se quella era sola la proposta, immaginatevi i voti.
Menzione d’onore anche alla fotografia della puntata e alle luci, che per un periodo sono state pessime, ma che in questo episodio sono stati eccellenti, riprendendo con minuzia i video dei Beatles.
Vi lascio con il trailer della prossima puntata, in cui ci aspetta la nuova guest star Demi Lovato.
Pronti per un’altra dose di Beatles?


http://www.youtube.com/watch?v=MnhyouPcBAc

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