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Girls | Recensione 6×03 – American Bitch

Ed eccoci tornati a parlare di una nuova puntata di Girls, la terza della sesta stagione.
Parrebbe che Hannah si stia facendo pian piano strada nella propria carriera di scrittrice, e ammetto che la cosa mi fa tanto, ma tanto, ma tanto piacere. Immedesimandomi completamente nel suo personaggio, è impensabile per la sottoscritta non essere felice della sua condizione attuale, soprattutto perché le aspirazioni di lei combaciano esattamente con le mie. È per questo motivo in particolare che adoro questa serie, poiché è come se, per certi versi, fungesse da specchio della mia vita. Sono un po’ una psicopatica, me ne rendo conto. Ma andiamo avanti.

Sono io che mi sono persa un pezzo per strada, oppure non sono l’unica a sentirsi smarrita di fronte alla situazione che viene presentata nei primi dieci minuti all’inizio della puntata? Chi è questo tizio, maniaco dell’ordine? E perché ce l’ha con Hannah? Cosa succede? Che ansia! Mi è chiaro, più o meno, quello che è successo, ma è una situazione completamente decontestualizzata. In ogni caso, il dialogo tra questo scrittore estremamente famoso e la nostra protagonista è molto divertente. Ho come la sensazione che , tra questi due, qualcosa succederà: e a suggerirmelo è stata la scena di Hannah che, mentre lui è al telefono, corre in bagno per infilarsi della carta igienica nel reggiseno. La classe non è acqua, dicevano. E sempre di alta classe si parla quando lui, verso la fine dell’episodio, tira fuori il pisello (scusate il francesismo) e lo mette letteralmente in mano ad Hannah. UAU. Una puntata piena di grandi emozioni.

Questo episodio assomiglia tantissimo ad un altro, contenuto in non mi ricordo quale stagione, nel quale Hannah passava un’intera giornata a letto con un medico, se non sbaglio: anche in quel caso, la puntata era girata quasi completamente all’interno della casa di lui, esattamente come questa.
I due uomini presi in causa da questi due episodi hanno dei tratti in comune: entrambi sono divorziati, entrambi sono ricchi uomini di successo, entrambi posso vantare una certa dose di fascino ed entrambi possono vantare anche un’altissima dose di viscidume. Bleah.

Il momento in cui Hannah pronuncia le seguenti parole mi ha quasi commossa:
“Vorrei… scrivere. Voglio raccontare delle storie che facciano sentire le persone meno sole di quanto lo ero io. Voglio far ridere le persone degli aspetti dolorosi della vita. È questo che voglio fare”.
COME FA QUESTA RAGAZZA A LEGGERMI NEL PENSIERO? Se avessero fatto la stessa domanda alla sottoscritta (ovvero: come ti vedi tra cinque anni?), non avrei saputo rispondere meglio. È la medesima, identica, precisa, sputata risposta che avrei dato io. Non c’è più alcun dubbio: questo è il telefilm della mia vita. Oltretutto, il titolo dell’episodio pare sia tratto da un presunto titolo alternativo (diverso, ovviamente, da quello ufficiale) di uno dei primi romanzi di Philip Roth, uno scrittore americano che io adoro. Ribadisco quello che ho scritto poche righe fa: questo è il telefilm della mia vita.

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