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Game of Thrones Recensioni

Game of Thrones | Recensione 7×05 – Eastwatch

Per un episodio intitolato Eastwatch (che appare per la prima volta anche nella sigla) vediamo davvero poco della fortezza dei Guardiani della Notte situata “dove la Barriera incontra il mare”, dove Jon aveva mandato Tormund e alcuni Bruti e dove sia le fiamme studiate da Sandor qualche episodio fa che i corvi in volo che fungono da occhi per Bran ci avevano anticipato che l’esercito dei morti si stava dirigendo. Eppure ciò che accade a Eastwatch sul finale dell’episodio è uno dei momenti forse più curiosi dell’intera puntata, ovvero questa reunion tra personaggi che si sono incontrati in diversi momenti di questa lunga storia*, alcuni on-screen altri presumibilmente off-screen prima ancora che la storia a cui stiamo assistendo iniziasse (Thoros e Jorah ad esempio), e viene a formarsi un inedito gruppo eterogeneo di alleati affiancati con spinte apparentemente diverse ma con la stessa missione… missione su cui io personalmente ho un paio di dubbi, ma ve ne parlerò fra un attimo.

  

La partenza da Eastwatch di questa variegata compagnia (Jon a capo di Tormund il Bruto affiancato da Jorah l’Andalo, figlio del Lord Commander Mormont che ha combattuto a lungo il Popolo Libero, poi il figlio bastardo di Robert –spoilerone enorme per me visto che mi era saltato agli occhi il nome di Joe Dempsie nei titoli di testa… cavolo, nonostante adori questa sigla mi toccherà iniziare a skipparla negli ultimi episodi prima della fine della stagione– venduto dalla Fratellanza Senza Vessilli a Melisandre affianco proprio a Beric e Thoros, a loro volta accompagnati da tempo dal Mastino che avevano inizialmente tentato di giustiziare…) è un momento esemplificativo per ciò che sta succedendo in molti angoli di Westeros a questo punto: ci si sta schierando sempre più chiaramente, in una fazione o in un’altra, per combattere una guerra o un’altra, e personaggi prima insospettabili si ritrovano a far parte della stessa linea di attacco.

*a proposito, qui finalmente abbiamo anche una definizione concreta del tempo che è passato: “anni” dice Sam del tempo trascorso tra quando ha aiutato Bran ad attraversare la Barriera e il momento in cui il ragazzo è tornato a Winterfell, al contrario degli eventi narrati nei libri, ad esempio in A Feast for Crows e A Dance with Dragons nella cui prefazione Martin stesso parla di storyline quasi contemporanee, che si svolgono nell’arco di breve tempo e avrebbero addirittura dovuto occupare un unico volume, non fosse stato che, alla fine, la cosa gli è sfuggita di mano e, tra un cincischiare e l’altro, sono uscite qualcosa come un fantastiliardo di pagine. Probabilmente si è scelto di allungare il lasso di tempo per rendere il tutto più realistico sullo schermo, in particolare in relazione all’ovvio cambiamento di alcuni attori cresciuti di qualche spanna dalla stagione 1.

In generale direi che questo è un episodio fatto più di piccoli momenti significativi che di grandi sconvolgimenti epocali: nell’immediato seguito del finale della 7×04, culminata con il decisivo contrattacco di Daenerys (che decide finalmente di rendere pan per focaccia ai suoi nemici dopo aver preso schiaffi a destra e a manca fin dal suo arrivo a Dragonstone, nonostante un notevole vantaggio sulla carta), a catalizzare l’attenzione sono perlopiù gli incontri, i dialoghi, le sorprese e le ricomparse.

 

Le storyline si frammentano di più rispetto ai quattro episodi precedenti di questa stagione perché saltiamo di più da un luogo all’altro, e questo magari può rendere difficile fare un punto della situazione, ma è necessario per rimettere in riga i pezzi dopo un grosso disordine, si tratta di un episodio perlopiù di transizione volto a preparare il campo prima di entrare in quello che sarà presumibilmente il pieno dell’azione conclusiva (a questo punto l’episodio 6 equivarrà al nono episodio di tutte le stagioni scorse?) nelle prossime due puntate (…eh già, solo due, ormai siamo quasi al varco e IO NON SONO ASSOLUTAMENTE PRONTA).

A far emozionare di più per me sono stati quei momenti quasi accennati per sbaglio, ma in cui è inevitabile leggere molto di più tra le righe: Drogon che atterra davanti a Jon e si lascia accarezzare… forse riconoscendo sangue Targaryen in lui? E Daenerys che se ne accorge e la sua curiosità su Jon si fa sempre più acuta. Personalmente non riesco a capire perché gli autori stiano continuando a tenerle nascosto il fatto che Jon sia stato resuscitato da Melisandre: ok, in questa scena l’ha chiesto a lui direttamente, e per lui è perfettamente in character volere stare in disparte, non sbandierare motivi per gettarsi riflettori addosso, quindi non mi lamento per il fatto in sé che Jon nello specifico voglia tenersi questo evento per sè davanti alla Regina dei Draghi, quanto del fatto che da spettatrice mi piacerebbe sciogliere un altro nodo della trama. C’è chiaramente un motivo per cui gli autori hanno scritto questa battuta per Davos e per cui Dany ha già posto questa domanda incuriosita a due persone diverse, ora vorrei che le venisse fornita la risposta per osservare la sua reazione. Magari torchiare un po’ Davos? Quando torna? SE torna?

E poi passiamo momentaneamente alla Cittadella, dove Sam decide infine di far quello che gli è riuscito meglio nelle ultime stagioni: alzare la cresta quando qualcosa non gli andava bene, prendere armi e bagagli e partire. L’ha fatto con suo padre prendendogli la spada di famiglia e portandosi via Gilly nel cuore della notte, lo fa nuovamente ora dopo episodi ed episodi di frustrazione nel vedersi ignorato. E francamente come non capirlo! Avevo già espresso questo pensiero sui Maestri della Cittadella qualche recensione fa: il modo in cui ce li stanno presentando va totalmente a ribaltare la concezione comune dei Maestri come simboli inconfutabili di conoscenza e saggezza, come Sam fa loro notare la loro autorità non è seconda a nessuno a Westeros e un solo loro passo nella direzione giusta metterebbe l’intero Continente sulla stessa strada. Eppure loro continuano a ignorare qualsiasi avvertimento proveniente dal Nord (o perfino da dentro le loro stesse mura) con un’ottusità e una certa tracotanza da far ribollire la bile. Certo, il ricordo di Pycelle poteva già essere un’indicazione su quanto i Maestri possano essere sopravvalutati… in effetti, a parte Luwin, Aemon e pochissimi altri, quanti Maestri assennati abbiamo conosciuto finora? Questi personaggi continuano quindi a presentarsi come il classico esempio di “classe dirigente cieca”, o peggio ancora semplicemente disinteressata a intervenire in qualunque cosa sfugga alla loro comprensione o semplicemente non sia concretamente comprovata: il modo in cui deridono vecchie credenze o si sforzano di trovare spiegazioni alternative alle informazioni ricevute da Winterfell dà il chiaro senso di quanto a Westeros sia forse necessario sconvolgere il sistema in maniera sostanziale dalle fondamenta, per sradicare quelle diramazioni marce degli organi di potere.

Ma come questo vada fatto è ancora tema di dibattito, specialmente nel significativo dialogo tra Varys e Tyrion, quest’ultimo visibilmente disturbato dalla scelta di Daenerys di punire bruciando vivi coloro che si sono rifiutati di inginocchiarsi a lei: avevamo parlato nella scorsa puntata della Radio di questa possibilità, che per dimostrarsi diversa Dany avrebbe concesso la possibilità di una scelta e così ha fatto, e ora quello che turba Tyrion è il pugno di ferro con cui sembra intenzionata a mantenere le proprie posizioni. Questo è sempre stato tipico del personaggio di Daenerys, il vedere il mondo sempre solo come bianco o nero (es. schiavi tutti buoni e schiavisti tutti cattivi, come le era stato fatto notare quando aveva fatto crocifiggere indistintamente tutti i padroni), raramente dà mezze misure. Qui ad esempio fornisce sì una scelta ai suoi prigionieri, ma la scelta è tra inginocchiarsi o morire, e Lord Tarly è ovviamente tra la resistenza che non si lascia piegare (così come quel pazzo del figlio, chiaramente così affamato del consenso del padre da seguirlo anche in questo atto finale… che atmosfera di merda che dev’esserci stata in quella casa, no wonder che Sam stesse meglio alla Barriera o, beh, praticamente in qualunque altro posto forse! Ci lascia così “gloriosamente” anche Tom Hopper, dopo un breve pellegrinaggio nei panni di un westerosi tanto per poter scrivere sul suo CV “io c’ero”). Nonostante comprenda l’idea di mantenere il punto per non perdere credibilità con i suoi nemici (si è in guerra, non è il momento di usare i guanti di seta), in questo frangente ho rivisto un lato di Daenerys per cui non andavo proprio pazza, e mi accosto al pensiero di Varys (che è poi lo stesso che avevo espresso anch’io nelle recensioni dello scorso anno): la vicinanza di Tyrion non può che far bene a Dany per crescere come regnante, ma lui deve imparare a far ascoltare le sue ragioni, perché solo bilanciando gli impeti spesso troppo focosi della regina con il suo consiglio più moderato sarà possibile avere il giusto equilibrio per un sovrano ideale dei Sette Regni.

E, piccola digressione legata al sovrano ideale, parliamo di quell’altra parentesi a Oldtown, proprio prima che Sam schizzasse come una molla e abbandonasse la Cittadella perché frustrato dall’inattività e dal modo in cui i suoi “capi” stanno semplicemente facendo spallucce alla qualunque? Sì, proprio QUELLA PARENTESI, Gilly che annoia Sam con inutili trivia (ok, lo confesso, io normalmente con questo tipo di trivia vado a nozze, ma not today!) cosicché lui sbotti proprio quando lei stava arrivando a un punto interessante: un atto di annullamento emesso per un certo “Rhaegar”???
Ma no, vi prego, non diteci di più, non siamo stati settimane e settimane a ripetere (again, anche in Radio… Simo lo so che stai ballando la conga) che sarebbe troppo bello se si scoprisse che in realtà Rhaegar e Lyanna non erano solo scappati insieme ma si erano anche sposati legalmente e quindi …wait for itJon sarebbe un figlio legittimo. E …wait for it againcon un maggior diritto al trono di quello di Dany!!!

Assolutamente, non ce ne può fregare di meno… *insert sarcarsm at any point*

Ora, con anche Sam in rotta verso l’azione, vediamo come con l’approssimarsi del finale di stagione (E DI SERIE! Cavolo, escluso questo fanno 8 episodi rimasti alla fine!!!) molti personaggi e le loro rispettive storyline vadano a convergere, a semplificarsi e a riunirsi in meno direzioni diverse. Già il fatto che non vediamo più Essos e anche di Westeros vediamo sempre meno frammenti diversi, con la maggior parte dei personaggi principali radunati più o meno sotto gli stessi tetti, crea un senso di urgenza nel portare tutto a compimento: capiamo sempre più che l’inevitabile è quasi qui, e non mi riferisco solo all’arrivo dell’armata dei morti.
Da parte mia trovo comunque apprezzabile tutto questo, continuando a sospendere l’incredulità sulla questione temporale, come ho già annunciato, alla mia testa quadrata non resta che gioire a ogni filo che raggiunge il suo capo, a ogni personaggio di cui si era persa traccia che ricompare, a ogni sottotrama che sembrava accantonata che va a legarsi a un altro filone principale. Non posso farci niente, I love it when a plan comes together, è parte della mia indole sheldoniana provare piacere nel vedere le cose risolversi o trovare uno sbocco in qualche modo… forse per questo l’idea di andare a cercare un morto da presentare a Cersei come prova della realtà, per quanto necessario a far incontrare l’allegra combriccola che si sta ora spingendo a nord da Eastwatch, mi dà qualche dubbio come dicevo. Innanzitutto per come un’idea così assurda sia potuta cicciare fuori dal nulla e trovare così rapidamente favore e volontari e si sia praticamente concretizzata entro la fine della puntata: davvero, la trovo personalmente una delle cose più stupide dai tempi del “questo posto sembra pericoloso: dividiamoci”. Ora, potrei star dando qualcosa di fondamentale per scontato (nel caso riportatemi sui binari nei commenti), ma ricordo bene il tizio morto che si era rialzato in piedi e aveva attaccato il Comandante Mormont A CASTLE BLACK, quindi non è una questione di “aria del nord” (inteso come doversi trovare letteralmente su territorio a nord della Barriera) per trasformarsi, e quell’esempio mi fa capire che non è neanche necessario l’intervento diretto del Re della Notte (come a Hardhome)… quindi boh, spero davvero che l’idea sia di cercare un moribondo da qualche parte a nord della Barriera e portare indietro lui, non di andare a cercare l’intero esercito del Night King e isolare uno dei suoi soldati perché… insomma, non sono proprio gli ultimi ultimi della classe, dell’intera Compagnia dell’Anello qualcuno CI AVRA’ PENSATO che sarebbe a dir poco da pazzi.

 

Scendendo un po’ più a sud, ma non troppo a sud, prima di concludere vorrei soffermarmi brevemente anche su Winterfell, dove vediamo riemergere un po’ di quel leggero astio tra sorelle che aveva caratterizzato l’infanzia/adolescenza di Sansa e Arya quando quest’ultima le rinfaccia di godersi la vita da Lady perché in fondo le è sempre piaciuto avere cose belle, vita agiata e tanta frivolezza. L’ho trovato francamente un po’ ingiusto, nonostante sia sempre dalla parte di Arya in questo caso non me la sento di condannare Sansa: potrà sì cominciare a nutrire un certo gusto per il potere, ma non al livello da esserne inebriata spero. Non voglio ancora credere che Littlefinger sia riuscito a insinuarsi così tanto nella sua testa, voglio sperare che Sansa sia più abile di così, e soprattutto riguardo le accuse di Arya trovo che la Sansa che lei conosceva non esista più, quella di adesso è una donna cresciuta che ne ha affrontate di ogni, non credo che sia corretto additarla ancora come una che sguazza nel fare la parte della principessa del castello.

 

E proprio il già menzionato Littlefinger continua a essere un mio chiodo fisso riguardo la storyline di Winterfell: il suo continuare a girare intorno, parlottare con la gente e quant’altro è sempre più sospetto e non attendo altro che Arya metta fine alle sue (anzi, alle nostre in questo caso) sofferenze levandocelo di torno. L’intera scena del messaggio segreto, poi, puzza fin troppo di inganno: accorgersi che in tutto questo tempo non è solo Arya a spiare Baelish ma anche viceversa ci mette subito in guardia e fa supporre che tutta la storia del messaggio sia stata ideata da Baelish proprio con il preciso intento di indurre Arya a trovarlo (perché nasconderlo anziché strapparlo subito per esempio? Evidentemente non era la sua priorità). Ho dovuto mettere in pausa e perdere qualche minuto buono per riuscire a leggere anche la parte più sfocata della pergamena ma sembra essere il messaggio che Cersei aveva fatto scrivere a Sansa per chiedere a Robb di riconoscere Joffrey come legittimo re… ne è passato di tempo, Arya potrebbe davvero credere che quelle parole fossero autenticamente di sua sorella o capirà che c’era qualcuno dietro? O magari l’intento di Littlefinger di, suppongo, mettere le due sorelle l’una contro l’altra (magari proprio per isolare Sansa e, con la scusa, liberarsi dell’intralcio di Arya) avrà successo e lui continuerà impunito nella sua missione di creare “chaos”?

Note sparse:

  • Sempre rimanendo in tema reunion fraterne, vediamo finalmente un faccia a faccia tra Tyrion e Jaime, il primo dopo la liberazione di Tyrion e uccisione di Tywin da parte di quest’ultimo… come ci si poteva immaginare l’atmosfera è alquanto tesa. Ho apprezzato molto la scena anche e soprattutto per l’eccellente recitazione di Peter Dinklage e Nikolaj Coster-Waldau, tra i fuoriclasse dell’intero cast, che hanno reso il tutto ancora più emozionante… se posso fare solo un piccolo appunto, però, mi è dispiaciuto che sia stato usato Bronn come tramite per l’incontro tra i due mentre l’avvicinamento tra Bronn e Tyrion è avvenuto off-screen: quei due erano una forza insieme, avrei tanto voluto essere una mosca per stare lì a osservare il loro incontro dopo tutto questo tempo.
  • Il ritorno di Jorah e la sua prima vera gioia con Daenerys che, una volta tanto, non lo accoglie con un’altera alzata di sopracciglio e dolci promesse di esecuzioni capitali: awwww!
  • Spero che non abbiano ripescato Gendry dal Mare Stretto solo per farlo morire a nord della Barriera. Nonostante abbia molto apprezzato in generale la scelta di metterlo accanto a Jon, e il loro tête-à-tête da bastardi di due uomini molto amici tra loro, che hanno combattuto insieme e delle cui storie si parla ancora oggi è stato molto toccante, bello l’accenno a essere la nuova generazione di un’alleanza proficua del passato, ma già che è ricomparso all’orizzonte perché non fargli rincontrare pure Arya? E non lo dico con sentimenti shipposi ma per il semplice piacere di vedere un po’ di sana emozione per quella povera crista.

     

  • E, sempre riguardo Gendry, non è adorabile che affermi di preferire il martello da guerra alla spada, proprio come Robert? No? Solo scontato dite…?
  • E, riguardo i sentimenti shipposi invece, Tormund che chiede a Jon se si è portato dietro “the big woman”… love is all you need <3
  • Il premio migliori battute dell’episodio va a… drumroll… DAVOS: “Yeah, nobody mind me, all I’ve ever done is live to a ripe old age” …eh, ‘sti ggiovani d’oggi che non danno retta!
    E poi, nonostante strizzi forse un po’ troppo l’occhio agli spettatori, infrangendo prepotentemente la quarta parete: “I thought you might still be rowing!” …sto ancora ridendo.

Vi lascio ora con un annoso quesito, oltre ovviamente al promo del prossimo episodio, che trovate come sempre a fine articolo: a letteralmente due passi dal finale, dopo morti su morti di personaggi più o meno amati e più o meno da considerarsi principali, avete anche voi l’impressione che una grossa scure stia per essere calata? Se sì, su chi credete si abbatterà?
Ho sentito molti temere per Bran, perché sarebbe il colmo dell’ironia se si portasse il segreto sull’identità di Jon nella tomba prima del tempo, ma io non credo. Bronn e Jaime hanno appena sfangato un grosso rischio (e, apro e chiudo parentesi, io non credo neanche più alla storia dei soldi: Bronn si è affezionato, diccelo!), non credo potrebbero essere neanche loro le vittime del penultimo o dell’ultimo episodio e, per quanto mi faccia male a ogni fibra del corpo ammetterlo, probabilmente anche per Cersei non è ancora arrivata l’ora (e la storia della gravidanza potrebbe anche far ulteriormente allontanare la mia speranza malcelata che fosse Jaime a ucciderla alla fine). Idem per Tyrion e Daenerys, non esiste, e voglio credere che tutti gli Stark kid siano al sicuro a Winterfell per ora. Visto dove si stanno dirigendo, la logica mi farebbe puntare verso uno della gang che ha appena lasciato Eastwatch (Jon escluso, per ovvie ragioni) ma voglio sentire anche la vostra, quindi vi lascio un sondaggio con il toto-nomi e vi invito a votare o a dirmi la vostra nei commenti se il vostro nome non è nella lista… e ovviamente aspetto anche commenti in generale sulla puntata.

Chi ci lascerà le penne entro fine stagione?

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In attesa della 7×06 vi invito come sempre a passare dai nostri amici di

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e vi do appuntamento alla prossima settimana.

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1 comment

Sam
Sam 28 Agosto 2017 at 08:22

In spaventosissimo ritardo, lo so, ma eccomi. Citando Jon, I’m Sorry. I’m so, so sorry.

Veniamo al punto: GRAZIE PER AVERMI CITATA! Awwwwwwwwwwww. <3
E sì, ho ballato la conga.
E la lampada.
E la macarena.
E ho fatto il trenino.
Come per l'incontro Jon-Daenerys, ho perso il conto degli anni che ho atteso affinché venisse confermato che Jon è un figlio legittimo.
Non poteva essere diversamente. Non solo perché Rhaegar e Lyanna si amavano, Rhaegar era fissato con la profezia del "Principe che fu promesso" (dove la parola chiave per questo argomento è Principe…. quindi legittimo), ma soprattutto perché essendo chiaro che Jon era uno dei protagonisti e IL protagonista insieme a Daenerys, non poteva che essere legittimo, perché non avrebbe avuto senso farlo passare da bastardo Stark a bastardo Targaryen.
Doveva essere legittimo e doveva restare l'unico figlio in vita di Rhaegar, per poter avere diritto di sucessione più di Daenerys. E lo ha, essendo il figlio dell'erede al trono. Viene prima di Daenerys in linea di successione a esso.
Quindi ho ballato tutto il ballabile umano e, anche se Sam aveva ragione da vendere (quindi concordo anche con te sull'analisi sui Maestri… Horace Lumacorno così ci deludi), PER LA MISERIACCOA, TACI E ASCOLTA GILLY!
Speriamo che lei si sia portata dietro 'sto libro benedetto.

Come sempre, bellissima recensione, concordo, in generale. Io non sono così frustrata dalla mancanza di rivelazioni da parte di Bran, proprio perché capisco che il suo scopo sia dirlo prima a Jon. E inoltre, per quanto folle, non ho storto il naso dinanzi al piano dei Westerosi Avengers-Suicide Squad-Compagnia dell'Anello, perché è pur vero che senza prove Cersei non acconsentirebbe mai.
Anche a me è mancata tanto la scena tra Bronn e Tyrion! Peccato l'abbiano tagliata.
Bronn fantastico anche all'inizio, con Jaime. Jaime che ci casca di nuovo come una pera cotta. -_-

Grazie e brava!

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