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Game of Thrones Recensioni

Game of Thrones | Recensione 7×04 – The Spoils of War

Quando a volte si dice il caso: avevo preannunciato una recensione leggermente in ritardo per questo quarto episodio e invece eccolo leakare e permettermi di fare uscire l’articolo addirittura prima del previsto. Mi sento al 50% una brutta persona per aver approfittato della cosa, ma solo al 50%, perché dall’altra parte egoisticamente l’idea di risparmiarmi di andare in giro per i miei soli 5 giorni di vacanza con il borsone del pc al seguito mi toglie ogni remora, e quindi vai col ‘play’… ma poi, a fine visione, riecco il dramma: quando ancora in subbuglio per le molte emozioni mi rendo conto che ho sì assistito a qualcosa di fenomenale, ma che proprio ora che entriamo nel vivo della stagione siamo pure già esattamente a metà della stessa. Non potete, non potete farmi questo!!!

Vorrei iniziare parlando della situazione a Winterfell, dove assistiamo finalmente anche a un’altra reunion Stark, meno awkward di quella tra Sansa e suo fratello, ma comunque, a essere sincera, all’inizio un po’ più freddina di quello che mi sarei aspettata. Per carità, Sansa e Arya non sono mai state BFF quindi è perfettamente in character vederle alquanto rigide nel loro primo abbraccio nelle cripte (dà anche un senso della bravura delle attrici, abili nel mascherare il fatto che in realtà sono molto amiche: le trovo entrambe molto cresciute professionalmente in questi anni calcolando che per entrambe GoT è stata la prima esperienza nel settore), però romanticamente speravo di emozionarmi di più al primo sguardo. Col senno di poi, diciamo che anche così la scena mi è piaciuta, perché proprio giocando sulle barriere passate tra le due sorelle e quindi un’iniziale freddezza nel riabbracciarsi nonostante il lungo tempo passato distanti, con il timore e forse quasi la rassegnazione di essersi perse, gli autori hanno ben costruito un arco di emozione che si scioglie col tempo, tra discorsi che accennano alle vicissitudini affrontate dalle due e che le hanno cambiate profondamente, in modi che nessuna delle due può immaginare nell’altra, arrivando a un secondo abbraccio stavolta dal sapore più vero. Mi è piaciuto il sorriso di Sansa nell’apprendere del ritorno a casa della sorella, con l’aria saputa nel dire “so dov’è”, che mi ha ricordato molto il sorriso e il “mi sembra proprio da lei” rivolto a Brienne, quando la donna le aveva rivelato di aver visto Arya in giro, ma che questa “era vestita come un maschio”: tra le due non c’è mai stato un legame stretto come Arya può aver avuto ad esempio con Jon, sono sempre state troppo diverse, eppure in un paio di occasioni entrambe (ma perlopiù Sansa)  hanno dimostrato di pensare all’altra con tenerezza.

A preannunciarsi in questa puntata è stato poi anche un altro tipo di confronto che attendevo molto di vedere tra le due, da quando i loro cammini hanno iniziato a divergere così tanto: come reagirà Sansa nello scoprire tutto quello che ha vissuto Arya, scoprire che la sorella non è solo “un maschiaccio” appassionata di armi e combattimenti, ma che è diventata addirittura un’assassina, che ha vendicato sì la loro famiglia, ma l’ha fatto in modi cruenti? Sansa, da parte sua, ha letteralmente giustiziato Ramsey, non è da dimenticare, e anche quello non è stato proprio uno spettacolo da arcobaleni e unicorni, ma non so se è pronta a scoprire fino a che punto sua sorella si è spinta. E nonostante in genere, parlando di quando le due Stark si sarebbero rincontrate, in molti (io compresa) ci siamo chiesti come Sansa avrebbe reagito al cambiamento di Arya, nel vedere questo episodio ho anche pensato per la prima volta all’opposto: come vivrà Arya i cambiamenti della sorella? Sansa non è più la ragazzina che sogna di sposare un principe azzurro e vivere per sempre felice e contenta in una casetta di marzapane con gli uccellini che le fanno le trecce la mattina, ha sbattuto prepotentemente il muso sulla durezza della realtà, è stata data in sposa a destra e a manca come comune merce di scambio… è stata stuprata! Non mi sorprenderebbe se quel dolore malcelato che ancora la attanaglia riguardo le violenze subite da Ramsey fossero parte del mix di sentimenti apparsi sul suo volto mentre osservava sua sorella allenarsi con Brienne, nel pensare sì a quanto questa sia cambiata, ma forse io ci leggo pure una punta di gelosia: mentre Arya ha reagito brutalmente a ciò che le accadeva intorno (non giustificabile in toto, ma è la via che ha scelto per sopravvivere), Sansa è stata a lungo in balia degli eventi senza riuscire ad opporvisi e vediamo sempre più quanto la sua impotenza passata l’abbia segnata, come ora non accetti semplicemente di starsene al suo posto quando sa di poter fare di più. Tutto questo potrebbe ricollegarsi al senso di impotenza provato nel momento più sofferto della sua vita: fosse stata abile con un’arma come ora lo è Arya, avrebbe reagito? Sarebbe riuscita a fare in modo che Ramsey non la sfiorasse nemmeno?

In sostanza, la fangirl che è in me avrebbe voluto piangere di commozione a ogni scena di fratelli a lungo separati che si riabbracciano, ma a mente fredda direi che le parentesi di Winterfell sono assolutamente perfette così, in tutti i loro piccoli dettagli, nell’essere toccanti con una parola o un particolare che magari esula dal momento in sé della reunion, ad esempio quando Brienne osserva i tre fratelli ritrovati passeggiare insieme per il cortile di casa loro, e Pod esprime ad alta voce quello che sicuramente anche lei stava pensando: potrà non essere riuscita a intervenire direttamente su tutto, ma, a prescindere, ora tre dei figli di Catelyn sono sani e salvi sotto lo stesso tetto, e l’onore la fa rasserenare pensando che in qualche modo la promessa fatta è stata mantenuta.
L’emozione del ritorno a casa di Arya, che personalmente attendevo con impazienza da almeno due stagioni piene, è stata senz’altro evidenziata più dalle espressioni silenziose di Maisie Williams che non dai dialoghi con altri personaggi, nella scena in cui è seduta in un angolo a osservare la quotidianità all’interno di quella casa a lungo così lontana e ora tornata sua, quasi tirando un sospiro di sollievo. Inoltre anch’io aspetto, come preannunciato da Sansa, l’incontro con Jon, che la adorava: probabilmente il motivo principale per cui Arya stessa, alla notizia che il suo fratellastro aveva cacciato i Bolton e ripreso Winterfell, ha abbandonato i suoi propositi di vendetta a King’s Landing per dirigersi nuovamente verso nord.

Delle scene di Winterfell personalmente trovo che ciò che ancora non funziona pienamente è Bran, che ok che ora ha un compito diverso, che come espresso ad alta voce da Meera (povera Meera, liquidata con un “grazie e arrivederci” stile busta del pane dal fornaio dopo tutte le disavventure passate, dopo essersi portata dietro quel peso morto –letteralmente-, visto che a un certo punto ha pure smesso di fare conversazione come le persone normali) il vero lui è forse morto in quella caverna quando il Corvo a Tre Occhi è stato ucciso e il piccolo Stark ne ha preso il posto, e quindi ora per contratto deve fare il creepy con tutti quelli che lo circondano… ma diavolo, al momento per me è tornato al livello di interesse che provavo per i suoi POV nei libri, in cui così come ora nello show ne vedevo l’enorme potenziale per lo sviluppo della trama ma, allo stesso tempo, provavo frustrazione nel vedere tale potenziale gettato alle ortiche dal ripetersi dei soliti pattern noiosi. So che ci saranno fan di Bran là fuori pronti a dirmi il contrario, che lui è un personaggio decisivo ecc., e concordo assolutamente con voi! Solo che al momento è l’equivalente del Tyrion barzellettiere della scorsa stagione, il suo essere decisivo se lo tiene in tasca cincischiando, spiattellando là qualche momento privato delle sorelle anziché rivoluzionare il mondo.

*accurate*

Se non altro però ha almeno fatto fare due passi indietro a quel viscidone di Baelish, che pensava di poterselo rigirare come un calzino con le sue parole ben assestate e invece si è sentito rispondere con quelle famose parole da lui stesso pronunciate qualche stagione fa (il monologo “chaos is a ladder”, sul finire della 3×06, “The Climb”), e per questo kudos a Bran.

Lasciamo ora il Nord per concentrarci sulle vicende di Daenerys. Apprezzo molto come gli episodi si stiano attualmente concentrando su solo poche storyline alla volta, è meno dispersivo a livello narrativo e permette sicuramente di rendere più incisive le scene mostrare. Così a Dragonstone abbiamo modo di approfondire il rapporto tra Jon e Dany, che continuano a provare a venirsi incontro nonostante la testa dura di entrambi: ero abbastanza sicura che il bel discorsetto di Jon sui Primi Uomini e i Figli della Foresta che “si uniscono nonostante le divergenze per far fronte a un nemico comune” avesse fatto breccia in Dany, e invece quella risposta tanto sospirata (“I will fight for you”) mi fa tirare un profondo sospiro di sollievo solo per farmi tirare giù un “maccheccazz” giusto un secondo dopo al “when you bend the knee” (per questo episodio forse una instant reaction avrebbe funzionato meglio della solita recensione stando a quanto dice il mio ragazzo, che si è vissuto tutta la scena in diretta: praticamente oggi, per una questione tecnica di modem, centraline disabilitate e diosolosacosa, long story short, siamo andati entrambi a scroccare la connessione a casa dei miei, quindi eravamo nella condizione inedita in cui ci fronteggiavamo, seduti a un tavolo rotondo una davanti all’altro e, anche se lui non voleva spoiler, i miei lacrimoni/occhi spalancati/imprecazioni ed esclamazioni varie POTREBBERO aver rivelato qualcosa…). Sono dalla parte di Dany, davvero, ma in questo caso non ho accettato il suo “perché devi far crepare tutti per il tuo orgoglio?” come motivazione per far accettare a Jon il compromesso (nonostante volesse chiaramente essere un richiamo a quanto detto da Jon stesso a Mance Rayder ormai oltre due stagioni or sono), visto che è proprio di orgoglio che si tratta anche per lei: non può semplicemente accettare che il Nord si autogoverni, come ha accettato per le Isole di Ferro nel patto con Yara? Anche se Yara è semplicemente stata la prima che l’ha chiesto e ora giustamente non è che possiamo creare un precedente, sennò ‘sti Sette Regni diventano due, se tutti cominciano ad autogestirsi.

 

Apprezzo però che, nonostante la falsa partenza, il rapporto tra i due si stia davvero lentamente aprendo verso un tentare di conoscersi meglio: Jon che si informa su Dany tramite Missandei e Dany che, alla notizia della devastazione ad Highgarden, vorrebbe partire personalmente con Drogon e, tra i vari consigli, chiede di sentire quello di Jon. Daenerys, nonostante i modi a volte ritenuti dai più alquanto altezzosi, è sempre stata aperta ai consigli di persone che ritiene meritevoli della sua fiducia, in casi critici ha sempre ascoltato con attenzione tutto quello che le è stato suggerito e ho idea che le interessi ascoltare le opinioni di chi ha intorno anche perché, da brava leader, può capire molto di chi ha di fronte da ciò che le consiglieranno. Il consiglio di Jon è infatti il più saggio: così come Tyrion prima di lui, il ragazzo fa leva sul buon cuore della Regina dei Draghi ricordandole che facendo terra bruciata nella capitale non si dimostrerebbe tanto diversa dai regnanti che l’hanno preceduta, ed è proprio su quello invece che dovrebbe distinguersi, mostrando come il suo interesse sia realmente per il benessere del suo popolo.

shipper Davos

Così la scelta finale ricade sull’attaccare l’esercito Lannister FUORI King’s Landing, esercito in cui troviamo anche Bronn e, ovviamente, Jaime. E qui si scatena l’inferno… sorvolando, ancora una volta, sulla questione temporale degli spostamenti per miglia e miglia di eserciti sconfinati come, in questo caso, l’orda dei Dothraki nell’arco di un battito di ciglia: ok che le storyline non si svolgono esattamente allo stesso momento, ma qui abbiamo Dany a Dragonstone che riceve notizia della disfatta di Highgarden e arriva a intercettare Jaime & co. lungo la via del ritorno due minuti dopo… stiracchiandola un po’ potremmo anche starci, magari la via di ritorno da Highgarden è davvero luuuunga lunga e dà tempo ai Dothraki di fare il giro largo da Dragonstone per beccarli prima di arrivare alla capitale, ma allora il punto interrogativo va sull’arrivo di Theon a Dragonstone (altro momento che ho apprezzato moltissimo: l’approssimarsi del series finale si fa sempre più palpabile quando in un unico episodio si rincontrano in sequenza così tanti personaggi a lungo separati, e il faccia a faccia tra Jon e Theon, che ha sì salvato Sansa, ma è prima di tutto il responsabile del tradimento che è culminato con il Red Wedding, seppure breve è stato per me ancora più toccante di tutte le Stark reunion degli ultimi due episodi): la disfatta della flotta di Yara è precedente a tutto questo perché Euron l’ha attaccata PRIMA di andare a presentare il bottino a Cersei, e quindi prima che lui e Jaime partissero rispettivamente per Casterly Rock e Highgarden. E tutto questo tempo immane Theon l’ha passato in mare? Cazzo, ora capisco perché Gendry è ancora disperso, quel tratto del Mare Stretto è praticamente il Triangolo delle Bermuda di Westeros!! Comunque, potremmo stare qui ore a disquisire di quanto la cosa si faccia sempre meno credibile (per quanto certamente apprezzabile da un punto di vista dello sviluppo narrativo… un’evoluzione a ritmi concitati ma, ehi, d’altronde il tempo è quello che è: -3 al finale di stagione, -9 al finale di serie!), la taglierò corta in questa sede e mi limiterò a commentare ciò che di meglio ci ha offerto questa puntata: fire and blood!

L’attacco di Dany alle truppe Lannister è visivamente eccezionale, gli effetti speciali e soprattutto la regia (come sempre molto dinamica in queste scene di battaglie campali, seguendo attivamente un personaggio, in questo caso a un certo punto Bronn così come avevano fatto ad esempio con Jon nella Battaglia dei Bastardi) trasportano lo spettatore dentro la scena. Avevo letteralmente la pelle d’oca quando Drogon è comparso per la prima volta all’orizzonte con Dany in groppa.

Nonostante l’azione sia concitata, non mancano i momenti che mi hanno tenuta incollata per ragioni più emotive che non per il mero movimento, ad esempio quando Tyrion compare in lontananza e riesce a scorgere suo fratello sul campo di battaglia: lì il mio cuoricino si è fatto piccolo piccolo. Tyrion CREDE in Daenerys, gliel’ha ripetuto più volte, è stato nominato il suo Primo Cavaliere perché è lì per lei, vuole davvero aiutarla, ma in tutto questo tempo il piccolo cruciale dettaglio dell’affrontare attivamente la sua famiglia, che Dany gli fa presente in questo frangente, non era stato toccato approfonditamente: il legame con la sorella sarà pure tutt’altro che idilliaco, ma nella serie Jaime e Tyrion si sono lasciati tutto sommato in buoni rapporti (scelta che ho apprezzato in uno show che aveva già poco amore familiare in quel momento), seppure l’uccisione di Tywin abbia chiaramente scalfito un po’ la certezza di Jaime di aver fatto la cosa giusta. Ma i due si vogliono bene e Tyrion soffre sicuramente molto all’idea che il fratello possa perire nel fuoco incrociato, soprattutto visto che il fuoco verrà proprio dalla fazione a cui lui è alleato.
Io personalmente poi mi sono fatta uscire un “NO!” particolarmente più acuto al ferimento di Drogon che non a tutto il resto del massacro… l’ho già detto all’inizio che sono una brutta persona. Bronn alla mega-balestra di Qyburn (ed è subito “Lo Hobbit”) mi ha scatenato reazioni contrastanti: da un lato più lo vedevo in scena prima dell’inizio della battaglia e più mi ripetevo mentalmente il mio vecchio mantra “più Bronn per tutti”… dall’altro tra Drogon colpito dal dardo e Bronn arrostito per impedirlo non sapevo per cosa pregare.

Un’esplosione di emozioni dietro l’altra, sto seriamente ancora cercando di riprendermi a distanza di qualche oretta, perché scrivendo mi sta tornando tutto in mente in maniera così vivida e travolgente… travolgente quasi quanto la consapevolezza che l’essere una brutta persona che ha approfittato del leakaggio dell’episodio per vederselo in anticipo porta con sé il peggiore dei karma: attendere DUE giorni più del solito per avere l’episodio successivo.
E dopo una chiusura così l’idea dell’attesa è quanto mai straziante
!

Lascio la parola a voi adesso, cosa ne pensate di questo quarto episodio e di dove sta andando la trama? Attendo i vostri pareri qui sotto nei commenti e come al solito, in attesa del prossimo episodio, vi invito a passare dalle pagine dei nostri amici

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The White Queen Italia

Alla prossima!

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6 comments

Federicuccia 6 Agosto 2017 at 09:42

riguardo la tempistica, ho letto un commento che diceva che l’oro di high garden fosse già arrivato a king’s landing, e io mi sono chiesta ma com’è possibile? si vede benissimo che Jaime è sulla via del ritorno e quando dà l’oro a Bron sono ancora fuori il castello di Lady Olenna. ora, a meno che non siano diventati tutti flash, la vedo impossibile come cosa!

a inizio puntata c’è Cersei la quale informa il banchiere che Jaime sta portando l’oro a king’s landing, e lui ci tiene a precisare che solo quando saranno pagati la regina avrà il loro aiuto, ergo l’oro ancora non c’è.

e poi se esso fosse già arrivato a destinazione, l’attacco di Daenerys non avrebbe avuto senso di esistere, perché avrebbe giusto ucciso dei soldati ma nulla più, invece così ha causato parecchi danni a Cersei: primo la morte di soldati sia Lannister che Tarly, secondo l’arma di Qyburn è stata distrutta (bisogna ora vedere se ne hanno fabbricate altre) e terzo ha messo la banca di ferro contro Cersei!
infine Cersei avrebbe già pagato i debiti se avesse avuto l’oro a disposizione. ah, sul finale si vede Jaime sprofondare nelle acque dopo il salvataggio di Bron: magari a king’s landing arriverà la notizia che è disperso, anche se sappiamo che si salverà.

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Ale
Ale 6 Agosto 2017 at 16:31

No, credo sia come dici tu, l’oro di Highgarden è ancora sulla strada ed è proprio quello che attacca Daenerys (si vedono i molti carri distrutti da Drogon, gli stessi che a inizio puntata Jaime stava finendo di caricare e, come dici tu, a inizio puntata erano ancora poco fuori il castello di Highgarden). Oltre al fatto che, appunto, quando vediamo Cersei il rappresentante della Iron Bank le dice proprio “avrai il nostro appoggio… APPENA VEDIAMO I SOLDI”. Ci si potrebbe confondere perché il dialogo tra i due comincia con lui che le fa i complimenti per la celerità, ma parlano solo del fatto che lei l’oro se l’è procurato così in fretta e STA PER CONSEGNARLO, come hai detto tu subito dopo parlano di come l’oro stia arrivando con Jaime a supervisionarne il trasporto in prima persona. Direi che i problemi delle tempistiche sono altri al momento, inoltre se Dany avesse attaccato un plotone di soldati a caso senza oro o almeno risorse alimentari con loro sarebbe stato sì un’importante mossa di guerra per mostrare il pugno di ferro, ma credo che l’attacco fosse mirato a debilitare i Lannister sì militarmente (e comunque attaccare un plotone armato è sempre e comunque ben diverso da bruciare la capitale e civili a caso) ma anche finanziariamente.

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Leo 6 Agosto 2017 at 23:05

In realtà Randyll Tarly dice a Jamie ‘All the gold’s safely through the gates at King’s Landing’. Credo che i carri siano pieni di derrate raccolte da Tarly e suo figlio dai contadini della zona.

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Ale
Ale 13 Agosto 2017 at 16:51

Mi ero totalmente persa quella battuta, ho dovuto rivederlo (una volta tornata a casa l’altroieri). Hai ragione, l’oro non era arrivato quando Cersei parla con il rappresentante della Iron Bank ma i Lannister l’hanno mandato avanti, quindi quando vengono attaccati da Dany sono alle porte di King’s Landing con l’oro al sicuro e perlopiù rifornimenti alimentari con loro. Comunque un duro colpo (anche se avrei preferito perdessero anche l’oro, e non sarebbe comunque abbastanza per quella maledetta di Cersei), ma quello che conta è che Dany ha dimostrato l’enorme differenza tra colpire indistintamente soldati e civili pur di raggiungere la meta (come avrebbe fatto Cersei) e attaccare specificatamente militari per giunta in una zona isolata, quindi lontano da altre possibili vittime innocenti: questo è quello che le avevano consigliato Jon e Tyrion, distinguersi positivamente dai predecessori.

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Antonella 8 Agosto 2017 at 17:43

Secondo me l’oro è partito subito mentre l’esercito è rimasto ad imporre il controllo sul castello e a rifocillarsi prima di partire: non conquisti un castello di mattina e parti nel pomeriggio. Meno facile da spiegare come l’esercito di Dany sia arrivato, a nuoto? Ma la battaglia fa perdonare il quesito che resta senza risposta plausibile.

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Ale
Ale 13 Agosto 2017 at 16:54

Diciamo che nel tempo che i Lannister hanno attraversato tutto il Sud per tornare da Highgarden a King’s Landing l’esercito dei Dothraki avrebbe potuto organizzarsi in qualche modo per attraversare quella lingua di mare senza passare dalla capitale e attaccare l’esercito quasi alle porte della città, ma ancora una volta quello che mi preme è la velocità degli spostamenti in mare, specialmente quelli dei Greyjoy: mentre Euron vola da una costa all’altra di Westeros la nave di Theon passa secoli e secoli al largo prima di rientrare a Dragonstone, perché?
Al di là di questo concordo con te: la battaglia è stata visivamente fenomenale, fa dimenticare qualunque dubbio amletico sulle tempistiche xD

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