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Game of Thrones Recensioni

Game of Thrones | Recensione 6×08 – No One

Vorrei tanto fare una recensione ordinata, analizzare punto per punto quanto abbiamo visto in questo episodio, ma non ci riesco, sono troppo contenta per il finale e per questo comincerò proprio dalla fine, dalla dichiarazione che attendevo di sentire da settimane, anzi mesi ormai:

  

Grazie dèi per averci concesso di vedere questo giorno! Sono davvero felice di poter dire che quella dedicata ad Arya è stata una delle mie sottotrame preferite in questo “No One” (titolo che, anch’esso, si riferisce chiaramente alla situazione della giovane Stark, a quanto pare consapevole che non sarà mai Nessuno e decisa invece a tornare alla sua vecchia vita), perché è una cosa che per quanto riguarda le sue storyline non potevo affermare ormai da quasi due stagioni. Come detto già nelle settimane scorse, l’idea di lei che lascia il Continente Occidentale per dirigersi alla città di Braavos alla ricerca dei Faceless Men, ispirata dall’intrigante figura di Jaqen H’ghar, era una prospettiva interessante per Arya, mossa da un desiderio di vendetta e dalla sensazione di essere ormai sola al mondo e senza nient’altro da perdere, ma col passare del tempo ci siamo resi conto che la trama nella città libera non stava andando da nessuna parte, era troppo contorta, troppo narrata per enigmi e, soprattutto, non aveva senso nel momento in cui è stato chiaro a tutti che Arya non avrebbe mai potuto lasciarsi completamente alle spalle la vecchia sé.
Il lungo addestramento ci ha svelato le reali basi della vita di uno di questi infallibili assassini ed è stato ben presto ovvio che quello non poteva davvero essere il posto adatto ad Arya se volevamo vederla tornare sul campo a reclamare ciò che le spetta: arya01diventare una dei Faceless Men non era quello che credeva sarebbe stato quando ha lasciato le coste di Westeros, non le avrebbe dato le armi per vendicarsi dei suoi nemici perché unirsi a quel gruppo avrebbe significato dimenticare quei nemici, svestire i panni di Arya Stark per sempre, ed era evidente che quello non fosse il piano per lei. Sono fiera di vederla finalmente di nuovo sui giusti binari, consapevole come lo siamo stati anche noi spettatori per un bel po’ di tempo che ciò che la attende è al di là del Mare Stretto. E chissà che non arrivi presto (ormai probabilmente nella prossima stagione, dubito prima) il momento profetizzato da Melisandre, che uno di voi ha giustamente citato la scorsa settimana nei commenti, in cui le due si rincontreranno, cosa che vedo quasi come certa visto che immagino che il ritorno a casa per Arya implichi la ricerca di Jon, e come sappiamo il posto di Melisandre attualmente è proprio al fianco di quest’ultimo.
Prima di giungere alla conclusione della storyline di Arya, che trattandosi di un significativo dietrofront doveva per forza di cose occupare il giusto minutaggio che lo rendesse dovutamente epico, rincontriamo nuovamente Lady Crane, che dimostra di nutrire una certa simpatia nei confronti della ragazza: la vediamo recitare la sua parte nello spettacolo proprio come la ragazza le aveva suggerito ed è da lei che Arya, ferita gravemente, va a rifugiarsi e viene curata. Mi è piaciuto molto il legame affettuoso che la donna ha dimostrato in queste poche scene nei suoi confronti, anche se durante il discorso tra le due l’accennare di Arya al voler esplorare le eventuali terre a ovest di Westeros mi ha messa un po’ in allarme: il suo spirito curioso e indomito è sempre stato evidente, ma credo che questo sub-plot sia stato isolato da tutti gli altri troppo a lungo e che, narrativamente parlando, sia arrivato il momento in cui portarlo a ricollegarsi alle vicende di qualcun altro dei personaggi principali appare come la scelta più sensata e, anzi, necessaria. La dichiarazione finale di volersi dirigere a casa è dunque tutto quello che volevo sentire da Arya e che aspetto con ansia di vedere realizzarsi.
tumblr_o8p3dokRuA1qis07wo5_1280Era ovvia quale sarebbe stata la fine di Lady Crane, anticipata ad arte da un foreshadowing di Arya a inizio episodio (“con me non saresti mai al sicuro”), ma la sua uccisione e il successivo inseguimento tra i viottoli della città non fanno che portarci allo scontro finale con l’odiosissima Orfana, in cui Arya recupera il suo fedele Needle e con esso, oltre alle abilità acquisite durante il periodo di cecità, regala alla Hall of Faces un viso che non è il suo e a noi l’uscita dalla scena di Braavos che tanto attendevamo.

Prima di andare alla mia altra sottotrama preferita di questo episodio, ovvero le vicende a Delta delle Acque, vorrei fare un rapido salto a King’s Landing, dove Cersei dà nuovamente prova della sua poca lungimiranza con l’ennesimo sfoggio di forza bruta seguito a breve dall’ovvio (e ovviamente da lei non previsto) contrattacco ai suoi danni.
Come Dany è famosa per le scene di forte impatto, la leonessa è ormai nota per le sue one-liners apparentemente badass (“When you play the game of thrones you win or you die”, “Power is power”, giusto per menzionare un paio delle più celebri) che però non portano quasi mai a un beneficio a lungo termine per lei. Anche in questo caso il suo “I choose violence” non si rivela una mossa vincente, com’era da aspettarsi: per la semplice testardaggine di non volersi piegare a una richiesta dell’High Sparrow, fa staccare la testa a un membro del Credo Militante, cosa che porta l’astuto vecchio a instillare nella mente del giovane re la necessità di eliminare il trial by combat dalle possibilità di processo per lei. Mettere in mostra la pericolosità di Zombie!Gregor ha finito per rivoltarsi contro Cersei, che ha subito l’ennesimo scacco matto da parte di un High Sparrow che neanche appare in questo episodio, ma che io immaginavo dietro l’angolo a godersi la scena con il suo solito sorrisetto sornione sulle labbra.
Piccolo dettaglio che potrebbe quasi passare inosservato in tutto questo: poco prima della chiusura della parentesi King’s Landing, Qyburn si avvicina a Cersei informandola che le voci su cui ha mandato i suoi uccellini a indagare parrebbero più che fondate. Di che voci si tratta? Se il montaggio della puntata può fornirci in qualche modo un indizio, si potrebbe pensare all’ubicazione di Tyrion, forse ora inquadrato con maggiore certezza nel contesto di Meereen anche dagli inviati della Regina.

Il rancore di Cersei nei confronti dei due che lei considera i responsabili della morte del suo primogenito (Tyrion e Sansa) ci viene ricordato anche da Jaime nella parentesi incentrata sull’assedio di Riverrun. Che dire di questa storyline? È senz’altro quella che mi ha maggiormente catturata emotivamente in questo ottavo episodio grazie a tantissimi brevi momenti ben realizzati: il confronto tra Jaime ed Edmure, tra Brienne e il Pesce Nero… BRIENNE E JAIME!! Ora, io non sono una shipper super-gasata di questa coppia (specialmente ora che Tormund è entrato in scena io vedo cuoricini volteggiare tra lui e Brienne), ma adoro le loro scene insieme: non sono solo due personaggi scritti in modo da interagire benissimo l’uno con l’altra, ma c’è una chimica innegabile e fenomenale tra Nikolaj Coster-Waldau e Gwendoline Christie (basta pensare al momento in cui Brienne prova a restituire Oathkeeper: la risposta di Jaime è data con un trasporto che si può quasi toccare con mano).

 

Questa forte chimica rende decisamente facile simpatizzare anche solo per una forte amicizia tra i due, se non proprio qualcosa di più… o nel mio caso semplicemente porta a sperare in altri cento di questi faccia a faccia carichi di tensione. Il legame tra i due è fondato sull’onore, un onore che Jaime credeva di aver perso prima di incontrare Brienne, che invece dell’onore ha fatto la sua ragione di vita. Si tratta di un legame che, a mio parere, potrebbe essere visto come addirittura più forte e profondo di una qualsiasi sottotrama romantica tra i due: sono due personaggi che, superati gli iniziali contrasti e pregiudizi, cominciano ad apparire come molto più simili di quello che loro stessi vorrebbero ammettere, che hanno decisamente molto più in comune di quanto Jaime abbia con Cersei… peccato che lui continui a essere così ciecamente infatuato della sorella che, al contrario di Brienne, ha un’influenza terribile su di lui. Anche senza renderli necessariamente una coppia canon, sappiamo per esperienza che il tempo passato con Brienne aiuta Jaime a sentirsi e a essere una persona migliore, e adoro come Nikolaj abbia davvero fatto suo questo personaggio esprimendo ogni minima sfumatura solo con uno sguardo o con un timbro di voce leggermente diverso (l’espressione rammaricata nel sentirsi dire da Brienne che in caso di attacco al Blackfish il giuramento fatto a Sansa le imporrebbe di combattere chi attacca i suoi parenti, to fight you”, è l’esempio perfetto dell’umanità espressa da questo personaggio con cui a tratti ormai empatizzo così facilmente che mi fa ancora strano associarlo all’uomo che non ha ragionato un secondo prima di spingere il piccolo Bran giù dalla torre).
In questo episodio i due lati del carattere di Jaime, quello onorevole incoraggiato dalla presenza di Brienne e quello spietato ispirato dal pensiero di Cersei, vengono a galla più che mai in contrasto tra loro, un fantastico esempio di scrittura che mette in evidenza questo dualismo in lui ponendolo in due contesti a cui si approccia in maniera diametralmente opposta: è quasi difficile riconoscere lo stesso uomo che aveva trattato diplomaticamente con Brienne la mattina quando, giunta la sera, lo vediamo minacciare Edmure di scagliare suo figlio neonato dentro le mura di Riverrun con una catapulta se non l’avesse appoggiato.
Non ho citato l’episodio con Bran a caso: “The things we do for love”, la frase pronunciata in quel frangente, torna anche in questo contesto sempre in un momento in cui Jaime, guidato dal desiderio selvaggio di risolvere la situazione il prima possibile per tornare il prima possibile da sua sorella, si mostra pronto davvero a tutto, anche alle azioni più deplorevoli. Dopo Outlander pensavo sarebbe stato difficile provare pena e vicinanza per un personaggio interpretato da Tobias Menzies, ma Jaime me l’ha reso incredibilmente semplice, con un discorso che sembra buttare alle ortiche anni di character development: finché Cersei avrà così tanto potere nel guidare le sue azioni sarà sempre la causa dietro a un Jaime che proprio non mi mancava.

Minuscola nota a margine: sì, forse in questo episodio gli autori si sono eccessivamente impegnati per dare un momento di luce agli instancabili shipper Jaime/Brienne, ma io gli voglio bene anche solo per aver dato voce a quegli shipper tramite le battute di Bronn. Vi prego, PIÙ BRONN, PIÙ BRONN PER TUTTI!!!

Alla fine della parentesi Riverrun assistiamo quindi anche alla fine dell’assedio, chiuso senza colpo ferire e, per assurdo, ancora più straziante proprio per questo motivo: dopo aver visto la fierezza di Brynden Tully nel difendere la casa della sua famiglia, anche di fronte alle minacce di uccidere suo nipote davanti ai suoi occhi o alla possibilità di lasciarsi indietro le sue terre e correre in soccorso di Sansa, e dopo aver visto il viso tirato di Edmure quando Jaime lo forza a comandare la resa ai suoi stessi uomini, l’armata congiunta di Lannister e Frey che entrano a Delta delle Acque e srotolano i drappi con il leone sulle pareti è una conclusione che fa quasi più effetto di quanto avrebbe potuto fare una carneficina. Anche il Pesce Nero muore off-screen, l’ennesimo momento topico dell’episodio a esserci raccontato anziché mostrato, ma in un episodio in cui la violenza nuda e cruda a cui la serie ci ha abituati ci viene risparmiata (tranne che nei momenti in cui i fratelli Clegane sono protagonisti… e btw, riguardo Sandor, mi incuriosisce molto la possibilità che accetti di aderire alla Fratellanza senza vessilli, soprattutto ora che con mia somma gioia li ho sentiti accennare alla minaccia a nord della Barriera, forse gli unici a parlarne così tanto a sud del continente) non mi sento di farne un difetto della puntata, perché quello che ci viene presentato viene presentato magistralmente: il combattimento al buio di Arya di cui vediamo solo l’esito finale, la notizia che Brynden è morto lottando che ci raggiunge solo a cose fatte ecc. Ho sempre sostenuto che il potere di Game of Thrones stia nel saper coinvolgere il pubblico tanto in scene d’azione al cardiopalma quanto nei tira e molla diplomatici fatti intorno a un tavolino, e trovo che quanto visto in “No One” possa essere l’ennesima prova che non c’è bisogno di entrare troppo nel dettaglio se comunque la storia a cui assistiamo fa bene il suo lavoro di colpirci, catturarci e in qualche modo emozionarci lo stesso.

 

Concludiamo con la situazione a Meereen, fatta di partenze e ritorni: salutiamo Varys che si allontana per una missione “segreta” (back to Westeros magari? Per apparire magicamente in posti inaspettati? Just saying…) e diamo il bentornato alla Regina dei Draghi, che fa il suo trionfale rientro nella piramide proprio nel momento del bisogno, durante l’attacco alla città da parte delle navi con l’arpia sulle vele (che in precedenza avevano provvidenzialmente interrotto un improponibile momento stand-up comedy tra Tyrion, Missandei e Verme Grigio: l’ho già detto in passato, adoro l’awkwardness tra Tyrion e i due giovani servitori di Dany a cui cerca di strappare un mezzo sorriso di tanto in tanto, ma relegare la mente più acuta della famiglia Lannister unicamente a giullare d’oltremare è alquanto deludente per questo personaggio).

 

Nella prossima puntata mi sarei aspettata di vedere la battaglia infuriare sui due fronti del ghiaccio e del fuoco: Jon vs Ramsay a Winterfell mentre Drogon dà alle fiamme le navi dei master delle altre città di Slaver’s Bay, ma per quest’ultima questione ho idea che aspetteremo ancora, almeno stando al titolo e al promo del prossimo episodio (che trovate come al solito a fine articolo, sottotitolato dai nostri amici di Game of Thrones – Italy) che sembra volerci suggerire che in questa nona puntata avremo la struttura di famosi episodi n°9 come “Blackwater” e “The Watchers on the Wall”, ovvero tutta l’azione concentrata su un unico fronte… e visti gli sfidanti e le premesse in gioco, posso dire di non vedere l’ora!

Voi che ne pensate di questo terz’ultimo episodio della stagione? Attendo come sempre i vostri pareri qui sotto nei commenti, e per rimanere sempre aggiornati su tutte le novità dal set e dal cast dello show vi ricordo di seguire i nostri amici alle pagine

Game of Thrones – Italy
Game of Thrones fans page -ITA-

Alla prossima!

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6 comments

Federicuccia 13 Giugno 2016 at 17:30

commento bellissimo!

hai reso benissimo il rapporto tra jaime e brienne pur non essendo una super shipper dei due (cosa che invece io sono) e tanto!!
idem il contrasto nel carattere di jaime che in questa puntata è stato netto

ora non ho letto i libri però spero ci sia almeno un altro incontro tra lui e brienne!

cersei…purtroppo la leonessa di casa lannister non ha preso il carattere del padre, tywin tendeva alla tattica, alla manipolazione e ad ottenere alleanze vantaggiose (come jaime una volta disse a brienne “conosco mio padre non è uno che sta dalla parte dei perdenti”), cersei invece agisce senza pensare alle conseguenze. che ovviamente ricadono tutte su di lei!

ti saluto con la frase che ormai è impressa nella mia testa “a girl is arya stark of winterfell, and i’m going home”

ciao!!!

Reply
Ale
Ale 15 Giugno 2016 at 19:26

Ciao! Grazie mille per il tuo commento, mi ha fatto piacere che tu abbia apprezzato la mia visione della coppia Jaime/Brienne anche se siamo su due livelli leggermente diversi di “shipping”, ma d’altronde ribadisco che la chimica tra i due attori sia evidente, negarlo sarebbe impossibile, e questo credo che renda le loro scene insieme stupende anche per chi non apprezza l’idea di un possibile coinvolgimento romantico tra i due. Come detto, io credo che a legarli ci sia qualcosa di più profondo e li adoro proprio per questo e per l’effetto benefico che una personalità come Brienne può avere su un personaggio a volte (in questa puntata in particolare) quasi tendente al bipolare come Jaime, che avrebbe un potenziale pazzesco se solo messo sulla retta via.
Grazie ancora, alla prossima 😉

Reply
Jody 13 Giugno 2016 at 22:03

Ma veramente si rivedono Thoros di Myr e Beric Dondarrion e tu non sprechi nemmeno una riga per questo fatto???

Reply
Ale
Ale 15 Giugno 2016 at 19:35

“e btw, riguardo Sandor, mi incuriosisce molto la possibilità che accetti di aderire alla Fratellanza senza vessilli, soprattutto ora che con mia somma gioia li [Thoros e Dondarrion] ho sentiti accennare alla minaccia a nord della Barriera, forse gli unici a parlarne così tanto a sud del continente”… hai ragione, ho dimenticato di detonare i fuochi d’artificio, ma nonostante questo speravo che da queste due righe si capisse che sono felice di averli rivisti, e non esclusivamente per la ricomparsa in sé ma, come detto, soprattutto per il fatto che parlino della minaccia a Nord. Se la Fratellanza senza vessilli si mette sul piede di guerra in quella direzione non può che presagire sviluppi interessanti, e avere Sandor con loro sarebbe un ulteriore sviluppo interessante per me inaspettato (che avrebbe in più il lato positivo di dare un senso concreto al ritorno in scena del Mastino: questo è il famoso piano che gli dei potrebbero avere in serbo per lui e per cui è ancora in giro).

Comunque se parlo più di una storyline che di un’altra in generale non credo me se ne possa fare una colpa, le recensioni sono pur sempre commenti personali e io soggettivamente posso preferire una sottotrama a un’altra e scegliere di sprecare più parole per quelle. Questa è decisamente una stagione di ritorni finora, ma se lo scrivo a ogni recap alla fine divento ripetitiva, e i commenti a fine articolo ci sono apposta per integrare quello che posso aver tralasciato ma che magari a voi va di commentare con altri utenti. Ti ringrazio quindi per aver posto l’accento su questa parte dell’episodio, qualora ad altri vada di approfondire 🙂

Reply
Al
Al 14 Giugno 2016 at 21:46

Concordo pienamente per quanto riguarda Jamie! Discorsi di ship a parte (anche perchè appunto, ora che c’è Tormund di mezzo non c’è più partita 🙂 ) Brienne sa tirare fuori il meglio da Jamie, e mi fa tanta rabbia vederlo così accecato dall’ossessione per la sorella, che non da l’impressione comunque di ricambiare il sentimento con altrettanta intensità, da ricadere nello stesso stereotipo di uomo senza onore e senza morale che gli altri gli hanno cucito addosso. Spero che questo attaccamento morboso non lo trascini a picco con la sua amata, dato le scelte pessime che Cersei sta infilando una dietro l’altra.
Applausi anche per Arya, non aspettavo altro e non vedo l’ora di assistere ad un ricongiungimento con Jon. Forse sarebbe ancora più interessante vedere un confronto fra lei e Sansa: sono maturate e cambiate molto in questo periodo, e potrebbero avere molti più punti i comune di quando si sono separate fondamentalmente ancora entrambe bambine.
Tyrion un po’ sprecato, ma Missandei e VermeGrigio come coppia comica mi fanno morire!!!!

Reply
Ale
Ale 15 Giugno 2016 at 19:45

Ahaha la risata falsissima di Tyrion alla barzelletta di Missandei è stata il top 🙂 e nonostante in genere io di ship in GoT non ne sostenga moltissime devo dire che in questa puntata lo sguardo dolcino di Verme Grigio quando lei ha tirato fuori la sua “verve comica” mi ha intenerito.
Hai ragione, quando finalmente Arya riuscirà a ricongiungersi con parte della sua famiglia vedere come le due sorelle potrebbero relazionarsi l’una con l’altra ora che sono successe così tante cose nella loro vita da quando si sono separate potrebbe essere interessante, credo anch’io che ora abbiamo molto più ad accomunarle di quando erano ancora due bambine. E in tutto questo non dimentichiamo che c’è un altro Stark in ballo, quello di cui tutti si dimenticano: se riescono a salvare Rickon arriveremmo a un numero pericolosamente alto di Stark riuniti tutti nello stesso luogo, che in genere non presagisce mai nulla di buono xD
Grazie per il commento, e sempre Tormund+Brienne4ever <3 😀

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