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Game of Thrones Recensioni

Game Of Thrones | Recensione 5×10 – Mother’s Mercy

In diretta dalla montagna dove mi sono rifugiata a studiare per la sessione estiva, ladies and lords, ci siamo. Il season finale è qui. E pensare che io avevo preso armi e bagagli e lasciato la pianura per riuscire a passare quell’esame di linguistica che mi tormenta, non per piangere su Game Of Thrones. But then «Mother’s Mercy» happened.

Parto col dire che questa puntata per me è un «». Ci sono state cose molto, molto belle, ben fatte e oggettivamente intriganti (o terribili, ma nel senso buono); altre che proprio non si potevano vedere. In generale, comunque, una puntata promossa, anche se non aiuta a salvare una stagione che invece bollerei come «scarsa», giusto per essere gentile. Ma andiamo con ordine.

Tutto comincia con Stannis, il cui accampamento sembra sciogliersi dopo la decisione di fare un falò di principessa. E mi sembra di aver già fatto capire quanto questa cosa non mi piaccia per niente – a parte la decisione di bruciare Shireen, anche l’idea che effettivamente R’hllor stia intervenendo. Vero, abbiamo visto che il Dio Rosso, assieme al Dio dai Mille Volti, sembrerebbe una delle poche divinità capaci di fare davvero qualcosa (gli Old Gods sono un caso a parte), ma nel mondo istituito dallo show c’è comunque poco spazio per la magia, ed è stata la stessa Melisandre a dire che buona parte dei suoi trucchetti sono solo quello, trucchetti. Quindi non apprezzo i vari disgeli stile finale di Frozen, dove per un secondo sembra che mandare in fumo la principessa Baratheon sia servito. Poi Stannis sbatte a muso duro contro la realtà, e anche la Rossa con lui, sembrerebbe. Metà dell’esercito ha disertato – forse perché seguire un uomo che rende pubblico intrattenimento un atto di kinslaying non è proprio il massimo? -, e a giudicare dalla sua espressione nemmeno Melisandre l’aveva visto nei suoi fuochi. E non solo. I soldati rimasti hanno trovato la Regina, e non in un bel modo. Selyse Florent, Regina dei Sette Regni (una delle tante), penzola da un albero, suicidatasi per quello che ha deciso di fare alla figlia. E di nuovo, non sono molto convinta, ma solo perché il pentimento di Selyse ai piedi della pira di Shireen mi è sembrato tanto, tanto OOC, almeno tanto quanto la decisione di Stannis. Certo, per come è stata costruita la storia, il commento, «Ma vi sta solo bene!» è scontato, e quindi la morte della Regina non ci tocca più di tanto. Stannis invece è abbastanza scosso, e lo è ancora di più quando viene a sapere che la Rossa ha preso armi e bagagli ed è scappata. E qui Melisandre ha perso quel poco rispetto che ancora manteneva, perché io proprio non riesco a capire le sue motivazioni. Non riesco a inquadrarla – già mi riusciva difficile nel libro, dove abbiamo almeno avuto un suo POV a spiegarci i suoi motivi, figuriamoci qui -, a decidere cosa sia: fanatica, manipolatrice, altro? So solo che abbandonare l’uomo che ha praticamente spinto in tutto questo gigantesco ingranaggio di battaglie e troni è una vigliaccata, che spero pagherà presto.

 

Per Stannis di sicuro la resa dei conti è arrivata prima che per Melisandre: quando finalmente arriva davanti alle mura di Winterfell, scopre che i Bolton sono usciti a cavallo ad incontrarli in una battaglia campale, piuttosto che lasciarsi chiudere in un assedio. Mossa furba, non c’è che dire, e infatti l’esercito Baratheon, o meglio, quel che ne resta, viene spazzato via. Stannis stesso è ferito, e anche se riesce ad abbattere un paio di nemici, davanti all’ultima rivale che gli si presenta smette di lottare.
Perché Brienne of Tarth finalmente ha smesso di guardare Winterfell, e proprio nel momento in cui Sansa accende la famosa candela dalla Broken Tower (ma ne parleremo meglio dopo). Ora. È vero che la storyline di Brienne originale e canonica dei libri era abbastanza noiosetta, ma questo non significa che il trattamento che ha ricevuto questa stagione sia meglio: uno dei personaggi più interessanti, con più potenziale, che prima viene bellamente ignorato, e poi stravolto, esattamente come Stannis. Perché è vero che Brienne ha amato Renly con tutta se stessa, e che la sua morte è ancora un duro colpo da sopportare, ma la Maid of Tarth è soprattutto una donna di onore e di dovere, e non avrebbe mai voltato le spalle al suo incarico, alla sua promessa a Lady Catelyn, per seguire una vendetta personale. 
In tutto questo, c’è da dire che la scena non è male, e quello che dice Brienne, «In the name of Renly of the House Baratheon, the First of His Name, rightful King of the Andals and the Rhoynar and the First Men, I, Brienne of Tarth, sentence you to die» richiama le parole di Ned nel pilot. Sono le parole delle persone d’onore, le persone che riescono a guardare negli occhi l’uomo che stanno condannando a morte e a vibrare il colpo. Come Robb e Jon. O forse come Theon, che ha fatto la stessa cosa, sì, ma risultando essere un macellaio più che un giustiziere? Con questa vendetta, Brienne si è dimostrata cosa? Più simile all’ideale del cavaliere fedele o magari a Jaime? Anche se io non credo che Stannis sia morto, perché finché non mostrano il cadavere (o l’eventuale testa infilzata su una picca), non si può mai star sicuri. In sintesi, la teoria che avevo scritto nella scorsa recensione si è rivelata corretta – hanno fatto uscire di scena Stannis, o almeno l’hanno sconfitto, e quindi ci voleva un qualcosa che gli togliesse il favore del pubblico e facesse saltare tutti sul divano con fischi e alleluia quando l’inevitabile sarebbe arrivato. Di nuovo, io la chiamerei scrittura pigra.

Ma mentre Stannis muore (o no?) fuori dalle mura, anche dentro a Winterfell succede qualcosa. Sansa ha acceso la candela, stavolta per conto suo, ma non fa in tempo a scendere dalla torre e a ritornare alle sue stanze che si trova la strada sbarrata da Myranda, assieme a Reek. Myranda, che a quanto pare è proprio presa da Ramsay e tra un po’ diventa Hulk talmente è verde per la gelosia, minaccia Sansa con un arco carico e pronto, e le fa ben capire che a Ramsay importa solo il suo cognome, la sua famiglia, la sua capacità di dargli un erede maschio o due, e poi le farà fare la stessa fine delle altre «ragazze che lo annoiavano».
E non è questo quello a cui sempre ritorna Sansa? Essere considerata solo per il suo cognome, per il suo essere l’erede del Nord, tecnicamente, essere una pedina in un gioco più grande di lei. Per fortuna che questa doveva essere la stagione di dark!Sansa, e della super agency. È vero, la battuta con cui risponde a Myranda, «If I have to die, I want to die with still a part of me left» trasuda dignità, ma non basta a risollevare il suo personaggio, io credo.

 

E allo stesso tempo, tutto il character development di Theon viene buttato a mare. Theon ha avuto meno screentime di Bronn, quasi, e Theon è un personaggio chiave, è Theon quello ad avere la vera storyline a Winterfell, a compiere un percorso fantastico per liberarsi da Ramsay e dalla sua influenza. Percorso che è interamente e totalmente suo, perché partito con una persona che per lui assolutamente non significava nulla – Jeyne Poole non era la chiave del Nord, l’erede di Winterfell, la ragazza che era cresciuta quasi come sua sorella. Era una povera vittima di Ramsay, come lui, e tutta la forza che ci è voluta a Theon per uscire dalla tortura psicologica è stata tutta forza che ha scovato dentro di sé, non che gli è stata lanciata addosso da Sansa. Fatto sta che finalmente Reek sparisce, e quello a buttare giù Myranda nel cortile (stavolta i fischi e gli applausi sono sentiti) è Theon Greyjoy. Insieme, lui e Sansa si buttano giù dalle mura di Winterfell, sulla neve fresca che attutirà la caduta, e sono pronti a scappare via da Ramsay.
Certo, una scena bella, ma di un grigiore totale se si pensa ai personaggi che ne prendono parte. Theon che passa da così a cosà in un battito di ciglia, e Sansa che per l’ennesima volta si fa salvare da qualcun altro. Spero solo che Brienne la riporti alla Valle, la prossima stagione, e che finalmente possa cominciare davvero il suo arco di crescita. E qualcuno renda felice Theon, ve ne prego, che sto male a vederlo così.

 
 
 

Intanto, al di là del Mare Stretto, Meryn Trant si dimostra un essere disgustoso che non merita un posto neanche tra i vermi della terra. Per fortuna che ci pensa Arya a sistemare le cose (anche se io comunque ho trovato veramente inutile l’inizio della scena in cui picchia le altre due bambine, perché ancora, non aggiunge niente di nuovo al personaggio, sapevamo già fosse un pedofilo depravato, evitiamo di sottolinearlo ancora). Si è infiltrata dentro al bordello con una faccia rubata al Dio, e dopo essersi rivelata, vola addosso a Trant, trafiggendogli gli occhi e riempiendolo di coltellate. Quando gli dice, «I’m Arya Stark, and you’re no one», prima di tagliargli la gola e farla finita, penso di essermi commossa. Ecco, la scena con Arya mi è piaciuta, perché dimostra esattamente quello che si credeva già da un bel po’ – Arya ha troppa sete di vendetta, troppa rabbia, e anche troppo orgoglio per dimenticarsi chi è e diventare nessuno. Potrà essere una brava assassina (anche se forse dovrebbe smettere di seguire i dettami di Tarantino, ché lasciarsi pozze di sangue dietro non è proprio una genialata), ma mai una serva del Dio, calma e composta e assolutamente priva di emozioni. Arya ne ha fin troppe, e Jaqen lo sa benissimo, quando la raggiunge assieme alla waif nella camera delle facce.

 
 
 

Ammetto che non ho ben capito chi fosse chi in tutto il continuo smascherarsi che nemmeno nei finali di Scooby Doo, o se fosse tutta un’illusione nella testa di Arya. Fatto sta che Jaqen ha chiaro ormai che forse con la Stark dovrà usare le maniere forti, e quindi le toglie la vista. La scena a Braavos si conclude con Arya, spaventata, che grida, «I can’t see!». Di sicuro questo cambiamento sarà una svolta completa, per lei, con la quale dovrà convivere. Anche se io credo che niente potrà farle davvero dimenticare di essere Arya Stark, una lupa di Winterfell. The North remembers, no?

 
 
 

A Dorne, invece, il peggio sembra non avere fine. Vediamo Jaime che parte, portandosi via Myrcella e Trystane e anche Bronn. Quest’ultimo riceve una serie di frasette da peggio film erotico di terza categoria da Tyene, che sprofonda sempre di più nel baratro «Sand Fakes» assieme alle sorelle, mentre Myrcella viene baciata da un’Ellaria incredibilmente mansueta. E infatti, sulla nave, capiamo il perché. Jaime ha appena scoperto che la principessa sa benissimo di non avere neanche una goccia di sangue Baratheon (e che straordinariamente ne è anche contenta), quando il veleno che Ellaria si era spalmata sulle labbra per passarlo alla giovane Lannister fa effetto. E sembrerebbe proprio che anche Myrcella abbia tirato le cuoia (ironia della sorte, sempre per colpa del veleno, come il fratello maggiore), a meno che Bronn non abbia ancora dell’antidoto. Sebbene non me lo aspettassi, e ci sia rimasta abbastanza male, almeno ha senso. La profezia di Maggy la Rana diceva che «Gold will be their crowns, and gold their shrouds», per i figli di Cersei, implicando che sarebbero tutti e tre morti prima di lei, quindi era ovvio che prima o poi Myrcella dovesse uscire di scena. Quello che non riesco a sopportare è che l’abbia fatto per mano di Ellaria, la donna che professa di amare Oberyn al di sopra di tutto, e che assicura di stare facendo tutto in sua memoria, per vendicare la sua morte. Lo stesso Oberyn che nella stagione scorsa diceva che «We do not mutilate little girls in Dorne», e che «In some parts of the world, the rape and murder of children is considered distasteful». Certo, rendiamo Ellaria completamente incoerente e assolutamente ipocrita. Tanto, buco nella trama più, buco nella trama meno… Mi spiace, e mi spiace soprattutto per Oberyn. L’unico a tenere davvero onore alla sua memoria è il fratello maggiore, e Doran Martell resta la luce di questa storyline. Spero che nella prossima stagione riusciremo a vedere un po’ più di scene con lui, capire che tipo di persona e che tipo di politico sia, quali siano i suoi piani.

 
 

A Meereen, la nuova boyband «Daenerys’s Boys» all’album di debutto “Khaleesi come Back“, come dicono i meme da una settima a questa parte, aspetta tristemente il ritorno della Madre dei Draghi seduti sui gradini della sala del trono. Tra Tyrion, Daario e Jorah non so chi sia il più miserabile. Per fortuna il nostro Lannister capisce che stare fermi a piangersi addosso non è proprio la scelta più saggia, e dopo aver lanciato un paio di battute delle sue su come Jorah e Daario siano sì rivali in amore ma tanto la regina non potrà mai avere niente di serio né con uno né con l’altro, finalmente la scena nella corte Targaryen si rimette in moto – Jorah e Daario partono all’inseguimento, e probabilmente finiranno per punzecchiarsi come due tredicenni alla prima cotta; Missandei e Verme Grigio invece restano a Meereen, a cercare di evitare una guerra civile, assieme a Tyrion. Perché diciamocelo, Tyrion è l’unico che sa fare politica, lì dentro: certo, Barristan Selmy aveva una certa esperienza, dopo aver vissuto tutti quegli anni nella Fortezza Rossa, ma non è mai stato un vero giocatore, mentre Tyrion sì. E in tutto il suo arco narrativo dall’inizio ad adesso, non ha mai avuto un picco più alto di quando era Primo Cavaliere a King’s Landing. Quindi non vedo l’ora di ammirarlo in azione.
Soprattutto visto che finalmente Varys ritorna (ma dov’era finito? Ce ne ha messo di tempo per arrivare da Volantis, probabilmente se l’è fatta a piedi), e completa anche l’unica cosa che ancora gli serviva – una bella rete di spie e informatori. Tyrion è pronto. Noi anche. E siamo pure tutti entusiasti che la best broship ever sia di nuovo riunita: in due battute, Tyrion e Varys mi hanno fatta più ridere di almeno quattro o cinque puntate messe assieme. Vi si ama.

 

Per Daenerys le cose invece non vanno molto bene. Drogon l’ha sì portata via dalla Fossa di Deznak, ma adesso si ritrova sperduta nel Mare d’Erba, troppo lontana dalla città e con un drago che sembra rifiutarsi di fare qualsiasi cosa (è ferito? O magari è solo nella fase ribelle adolescente tipo, «MA’, ANCORA CINQUE MINUTI, NON VOGLIO ANDARE A SCUOLA!»). Non c’è cibo, non c’è acqua, e quindi Dany prova lo stesso a tornare a Meereen a piedi, se non fosse che avrà fatto si e no due passi quando viene raggiunta da dei cavalieri Dothraki. In meno di un battito di ciglia, c’è un intero khalasar a circondarla (in una scena che sarà sicuramente epica ma assolutamente improbabile, e tutto quello che riuscivo a pensare erano lo Svarione, I Due Porri e i Rohirrim Ultras che urlano «Lazio! Lazio! Lazio!»).
Chi sono questi Dothraki? Considerando le dimensioni del khalasar, è probabile che siano quelli che seguivano Drogo, e che se ne sono andati assieme al suo bloodrider, Jhaqo, quando hanno rifiutato di essere guidati da Daenerys. Insomma, non proprio una bella situazione, considerando quanto poco avessero a cuore la Targaryen ancora quando Drogo era vivo. Speriamo che Drogon decida di alzarsi dal letto di ossa in cui si sta rotolando e voli in soccorso della mamma.
Potrebbe anche rivelarsi un guadagno per Daenerys, in realtà – riuscisse a portarli dalla sua parte, avrebbe la cavalleria che tanto le serve per conquistare Westeros. O forse Dany non prenderebbe un intero khalasar di Dothraki screamers al suo servizio, considerando quanto siano sanguinari e violenti durante una conquista? Staremo a vedere. In generale, però, la storyline di Dany non è stata un granché, questa stagione, se si esclude il picco di quando vola via su Drogon – ma con queste premesse, nella prossima stagione potrebbe avere davvero molto da fare, e quindi ritornare un po’ più interessante. Cosa che io spero molto, perché alla fine Targaryen freak ero e Targaryen freak resterò fino alla fine dei miei giorni.

 
 
 

E ora, veniamo agli episodi più belli della puntata, e della stagione. Prima di tutto, Cersei. Oh, Cersei. A King’s Landing ormai la regina madre non riesce più a sopportare la prigionia, e quindi confessa all’Alto Passero una parte dei crimini di cui è accusata – fornicazione, anche se si guarda ben bene dal dire il nome di Jaime e cita solo Lancel. L’Alto Passero sembra crederle (anche se non penso ci caschi), ma la regina dovrà comunque comparire in un processo che giudichi quanto la sua confessione sia veritiera e quante delle altre accuse siano fondate. Però. C’é un però. Visto che ha confessato, può tornare ad aspettare l’udienza alla Fortezza Rossa, appellandosi alla Misericordia della Madre, e sopportando una walk of shame.
E quindi vediamo Cersei in piedi sugli scalini del Sept di Baelor, i capelli tagliati corti, nuda, sfilare tra il popolino di King’s Landing che non esita a sputarle in faccia e a rovesciarle ogni schifezza addosso. Diciamo subito che Lena Headey è stata straordinaria, che la sua performance è stata da brividi e meritevole di ogni Emmy Award nella storia dell’universo. Non deve essere stata una scena facile da girare (non solo per le difficoltà logistiche che la troupe aveva avuto con la città di Dubrovnik, di cui si era sentito parlare l’estate scorsa), e lei è stata divina. Ha trasmesso con gli occhi tutto quello che passava nella mente di Cersei, e che si riesce a leggere nel suo capitolo POV. Pagine e pagine in uno sguardo, quel bellissimo «I am Cersei of House Lannister, a lion of the Rock, the rightful Queen of these Seven Kingdoms, trueborn daughter of Tywin Lannister. And hair grows back» in un’espressione del viso. Applausoni, proprio.


Ma rientrando nella storia, vorrei spendere due parole su Cersei. A me Cersei non è mai piaciuta granché come persona (anche se come personaggio è davvero incredibile), ed è vero che avrei voluto strozzarla fin da quando ha preteso la testa di Lady nella prima stagione, ma ha anche i suoi pregi. È violenta e arrogante e un po’ troppo sicura di sé, ma è coraggiosa, pronta a fare qualsiasi cosa per i suoi figli, anche a subire questa orribile penitenza che è disumana e disumanizzante, se mi passate la parola, senza battere ciglio, senza piegarsi se non proprio alla fine, con i piedi sanguinanti e ogni tipo di sporcizia addosso. Certo, Cersei ha fatto i suoi errori, ma non credo si meriti il nostro odio viscerale, per due motivi. Il primo, i parallelismi che si possono tracciare con Catelyn, personaggio che comunque abbiamo sempre messo tra i «buoni» senza troppi problemi: cresciuta senza la madre (Joanna Lannister da una parte, Minisa Whent dall’altra), sposata giovane a un uomo che non conosceva (Robert Baratheon e Eddard Stark, ed è chiaro che Catelyn abbia avuto l’uomo migliore), si è vista morire davanti un figlio (Joffrey e Robb). Sono due persone molto simili, che hanno affrontato le stesse lotte che si presentano davanti alle donne a Westeros. Il secondo motivo è il fatto che sì, Cersei è sul paranoico andante, ma lo è per colpa della profezia di Maggy la Rana, una predizione che ha ascoltato da bambina e che l’ha condizionata da sempre. Non è così perché è pazza, è così perché ha passato tutta la vita a guardarsi dietro alle spalle e dietro a quelle dei suoi figli per vedere che nessun danno arrivasse loro. Quello che sto cercando di dire è che io credo debba essere giudicata con cognizione di causa, non con un semplice «ben le sta», ecco. Voi cosa ne pensate?

 
 
 
 

Infine, la Barriera. Parlarne mi fa ancora male, e pensare che come per Robb e come per Oberyn sapevo benissimo stesse per succedere. E invece mi sono ritrovata a singhiozzare come un’idiota.
Dunque, alla Barriera Jon racconta a Sam di come i White Walkers riescano ad aggiungere centinaia e centinaia di persone al loro esercito in una manciata di secondi – la minaccia è sempre più vera, sempre più reale, e i due cercano di trovare altre soluzioni, ora che il dragonglass è fuori discussione. Certo, il dragonsteel, l’acciaio Valyriano, è una buona idea, ma le spade Valyriane rimaste a Westeros sono troppo poche per fare una differenza (e troppo preziose perché i Lord se ne separino). Alla fine, Sam propone un’idea: andare alla Cittadella, per diventare un Maestro. In questo modo avrebbe accesso alla biblioteca più grande del continente e alla sapienza dei vari Arcimaestri, e potrebbe scoprire qualcosa di più. Senza contare che adesso che Maestro Aemon è morto, alla Barriera serve qualcuno che ne prenda il posto. E quindi Jon acconsente, anche se a malincuore, perché quando Sam guida il carretto (su cui stanno anche Gilly e Piccolo Sam, ovviamente) fuori da Castello Nero, Jon è veramente rimasto solo. E com’è che diceva Ned in uno dei suoi POV? «When the snow falls and the white winds blow, the lone wolf dies, but the pack survives». Solo che Jon non ha un branco, non più.

Nemmeno l’arrivo di Davos lo aiuta, o quello di Melisandre (ecco dove voleva arrivare quando ha abbandonato Stannis). Jon è l’esempio perfetto del leader solo, che tiene su sulle sue spalle il peso delle sue decisioni e delle sue scelte senza riuscire a condividerlo con nessun altro – perché nessun altro capirebbe. E infatti, i suoi confratelli non hanno capito. Quando Olly entra nella stanza del Lord Comandante con una palese e francamente terribile scusa, che uno dei bruti sa qualcosa di Benjen Stark (Jon, dai. Abboccare a queste cose proprio no. Benjen è andato, ormai sta a fare il gangster signore della droga in Sense8), è ovvio che stia per succedere qualcosa di bruttissimo. In fondo, Jon è come Eddard: troppo concentrato a guardare al di là, al bene comune assoluto, per vedere cosa stia effettivamente succedendo nelle sue immediate vicinanze.
E quindi capisce troppo tardi che non c’è nessun Benjen Stark, ma solo un cartello con la scritta «traitor» e il coltello di Alliser Thorne nello stomaco, e poi quello di un altro confratello, e di un altro ancora, come Jeor Mormont, come Giulio Cesare, finché il colpo di grazia non arriva da Olly. Ora, per quanto mi piaccia moltissimo questo sviluppo della trama, perché ha senso (anche se i Guardiani della Notte sono più stupidi di Jon che abbocca a Benjen, se pensano che davvero togliere di torno il Lord Comandante servirà a qualcosa contro il vero nemico, ossia l’orda di zombie di ghiaccio, insomma, dai, wake up, people!), non mi piace che ci sia tutta questa importanza concentrata su Olly. Olly non è ancora un Guardiano, non è un confratello, e la sua è una vendetta personale, quindi ha ben poco senso che se ne stia lì tutto stoico a dire «For the Watch» mentre affonda il coltello nel cuore di Jon (flash di Roose Bolton e Robb Stark, anyone?). Torna a mangiare le barrette Kinder, Olly, che è meglio.



Ma Olly a parte, resta il fatto che Jon Snow è morto. Jon Snow. Morto. Jon freakin’ Snow. O forse no? Allora, qui si apre il portale speculazioni che dovrà aspettare un anno per essere risolto – o l’uscita di The Winds of Winter, anche se ad sperare in quello si sta freschi. Anche A Dance With Dragons si conclude così, con Jon che si accascia, ma io credo oggettivamente impossibile che un personaggio chiave come Jon, con così tante teorie e possibili destini attorno, possa essere levato di torno permanentemente. Non è come Robb, Jon è insostituibile. E questo è un fatto.
Senza contare che l’arrivo della Rossa, sacerdotessa dell’unico dio che sembra aver mostrato poteri di resurrezione (Thoros of Myr resuscitava Beric Dondarrion nella s2 come se non fosse poi questa gran cosa), proprio cinque minuti prima delle Idi di Marzo di Jon, sembra un po’ sospetta. Potrebbe resuscitarlo, Melisandre? Farlo rinascere, tra «salt e smoke», magari? E se ritornasse, potrebbe considerarsi libero dai doveri della Night’s Watch, visto che i loro voti sono «It shall not end until my death»? Alla fine quella frase di Maester Aemon potrebbe rivelarsi più letterale di quanto non pensassimo – “Kill the boy, and let the man be born“. Insomma, io credo che non abbiamo visto la fine di Jon, non davvero. E certo, l’intervista di Kit per Entertainment Weekly non è proprio delle migliori in fatto di speranza, ma non è che possa mettersi a spoilerare il più grande cliffhanger della storia dello show. Quindi vedremo. Io per ora vado ad affogarmi nella Nutella per sopravvivere al dolore. Perché sebbene io sia una fiera sostenitrice del «non è morto finché non vedo il cadavere su una pira», assistere a una scena così per uno dei miei personaggi preferiti è stato un duro colpo. Ululavo di dolore così tanto che penso di aver terrorizzato il vicinato.

E dunque, siamo arrivati alla fine. Cosa devo dire di questa stagione? Non credo sia stata al livello delle altre, questo è sicuro. Delle storyline sono state proprio buttate a mare (Dorne e Sansa su tutte), altre sono calate al livello «meh, passabile» (tipo Daenerys), e quelle veramente interessanti sono rimaste quelle abbastanza fedeli ai libri (Cersei e Jon). Ecco, avrei forse voluto un po’ più di fedeltà al canon, non tanto per la storia (sì, lo so benissimo anch’io che in un adattamento si devono fare dei cambiamenti), quanto per la caratterizzazione dei personaggi. Alcuni si faceva fatica a riconoscerli, quasi. Alla fine una storia può cambiare, ma il personaggio dovrebbe restare fedele a sé stesso, non stravolgersi completamente – ho letto fanfiction AU che erano più in character di Stannis e Jaime e compagnia cantante in questa stagione, il che è tutto dire.
Quindi, ecco, credo che questa sia la mia critica principale. I personaggi stravolti. E non lo dico da fan spocchiosa del libro (anche se io credo che comunque i lettori abbiano tutto il diritto di lamentarsi, con civiltà certo, perché se non avessero amato e reso famosa la saga loro la serie non ci sarebbe proprio. Ma questo è un altro discorso), ma da fan della storia in sé per sé, alla quale dispiace vedere i personaggi ridotti così. E se dovessi parlare invece quali sono le mie previsioni per la prossima stagione— non saprei proprio cosa dire. Senza TWOW tra le mani non ho la minima idea di cosa aspettarmi, e quindi passerò un anno nel terrore, suppongo. Grazie Game of Thrones, che non ti fai mai problemi a rovinarmi la vita. Thanks a lot.

Ora, io ringrazio moltissimo le nostre quattro affiliate, Game Of Thrones – Italy, Team Sansa, L’immane disgusto di Varys nei confronti dell’umanità e La dura vita di una fangirl, che ci hanno seguito durante la stagione. Continuate a passare da loro durante lo hiatus, per non restare senza Westeros in questi lunghi mesi che ci aspettano. Ringrazio all’infinito anche tutte le persone che hanno letto le recensioni e hanno commentato e con le quali si è discusso, perché alla fine è questo il bello di una serie come GoT: il fatto che appassioni così tanto da generare dibattiti su dibattiti. Se qualcuno di voi ha vinto un qualche titolo importante al FantaGoT me lo faccia sapere, mi raccomando, e noi ci rivediamo la prossima stagione (sempre che i boss mi ridiano Game Of Thrones come assegnazione)! And remember, Winter is Coming.

Considerazioni random:

  • Ma se alla fine i Baratheon erano abbastanza vicini a Winterfell da arrivarci a piedi e con l’esercito dimezzato, che senso ha avuto bruciare Shireen quando ancora avevano cavalli e carri e simili? Il senso dove sta?
  • Ma con Stannis morto, chi sarebbe l’erede legittimo? Davvero, è tutto il giorno che metto giù genealogie. Escludendo Daenerys e partendo dalla Ribellione e la dinastia Baratheon. Non c’è più nessuno. Tommen è un bastardo, Gendry pure… verrà fuori che è tutto un trigo per giustificare ancora di più Dany.
  • Parlando di Gendry, dov’è? Qualcuno lo sa? Ancora a remare?
  • E considerando che la War of the Five Kings aveva come contendenti Joffrey, Robb, Renly e Stannis, tutti morti, e Balon Greyjoy, significa che ha vinto lui? Senza mai muoversi dalle Iron Islands? L’ironia di tutto questo mi stende.
  • Myrcella e Jaime che discutono di come Cersei potrebbe reagire a Trystane sono esilaranti, però. Se non fosse che sono circondati dalla tragedia, ovviamente.
  • In tutto questo, tutti continuano a spingere Jaime verso Cersei. Che proprio no. Ma all’ennesima potenza.
  • Missandei vince il premio «Meglio vestita a Westeros, Essos e oltre» di quest’anno, comunque. La gran detentrice dell’anno scorso, la Khaleesi in persona, ha un po’ perso colpi. E se Dorne non avesse una spropositata passione per il rosa avrebbe anche potuto arrivare sul podio. #Einvece.
  • Continuo a non capire quanti anni siano passati dall’inizio della serie ad adesso. Jorah dice, «I’ve been by her side for years», implicando un periodo abbastanza lungo, ma non dovrebbero essere al limite un paio? Qualcuno ha un’idea più precisa?
  • Come abbia fatto Daenerys a non sentire il rumore di un khalasar così enorme che si avvicina al galoppo lo sa solo lei, comunque.
  • Immaginiamo le quantità industriali di fondotinta che ci sono volute per coprire tutti i tatuaggi di Lena. Più le ore per applicarle tutte.
  • Pareri e ipotesi su chi sia quel simpatico nuovo cavaliere della Kingsguard che ha preso Cersei in braccio? La stazza, la pelle grigiastra, un certo nome già visto tra i titoli di coda? Strong is here, people!
  • Ci terrei a fare qui un’ode alla meraviglia del personaggio di Samwell Tarly. Esattamente come Sam del Signore degli Anelli (del quale io ho pensato fosse sempre un richiamo), è uno a cui non daresti due soldi, grassoccio e non particolarmente portato per la guerra, ma che sfodera una forza d’animo e un coraggio incredibili. Sam è cresciuto davvero tanto da quando è arrivato per la prima volta a Castle Black, e io sono fiera di lui.
  • On the other hand, quanto sono belli Jon e Sam che parlano di donne davanti a un bicchiere d’alcool quando fuori c’è un esercito di zombie pronti a uccidere ogni forma di vita nei Sette Regni?
  • La faccia di Davos quando chiede a Melisandre di Shireen mi ha stesa, distrutta, annientata e in realtà quello che vi sta scrivendo è il mio fantasma.
  • Ma in tutto questo, Ghost dov’era? Salva Sam e non Jon? Doesn’t it sound weird?

 

Best lines:

Tyrion: «If only I knew someone with a vast network of spies
Varys: «If only

Daario: «Does he always talk so much?»

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31 comments

Istvan 16 Giugno 2015 at 19:32

A scanso di equivoci…è stato confermato che Lena Headey (Cersei), per la scena della camminata, ha usato una controfigura sulla quale hanno posto successivamente la testa dell’attrice 🙂

Reply
Dorian 18 Giugno 2015 at 22:08

ma è tecnicamente impossibile ci sono scene intere con il viso, io credo si riferiscono alla scena dei capelli forse per la pancia cresciuta so che sta per partorire, e le scene non le girano in modo cronologico ma anche a distanza di mesi.

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Francesca 19 Giugno 2015 at 00:36

tecnicamente impossibile non direi proprio, in capitan america hanno fatto lo stesso per metà film per riuscire a effetturare la trasformazione da ragazzo gracilino a palestrato

Reply
barricadeuse
barricadeuse 19 Giugno 2015 at 23:00

esatto, hanno fatto una cosa alla capitan america, penso che per chi sappia maneggiare la computer grafica sia una cosa abbastanza facile, in realtà!

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barricadeuse
barricadeuse 19 Giugno 2015 at 23:00

no, la testa era di lena, ma hanno girato la scena con due attrici, su tre giorni: lena con quella camicia grigia che ha all’inizio, ancora al sept; la controfigura nuda. poi hanno montato tutto assieme.

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barricadeuse
barricadeuse 19 Giugno 2015 at 22:59

In effetti, adesso mi sono informata un po’ di più, ho letto le interviste alla controfigura, quindi grazie per la precisazione!

Reply
Amilcare 16 Giugno 2015 at 19:44

Ecco, grazie della precisazione.
Quindi speriamo sia così, che la rossa riporti in vita Jon,
viceversa non ha più senso.

Reply
barricadeuse
barricadeuse 19 Giugno 2015 at 23:01

Insomma, altrimenti tutto il build up che c’è stato per Jon, la sua crescita come personaggio, la nascita di tutte le teorie, sarebbe stato tutto per niente.

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Giò 16 Giugno 2015 at 21:34

Credo di dover ancora riprendermi da questa puntata. Non voglio pensare che adesso passerà quasi un anno prima della sesta stagione.
Parto dal male peggiore perché insomma io l’ultima scena almeno finché non l’ho visto circondato dai suoi compagni non l’avrei mai pensata. Va bene, c’erano tutti i presupposti dato che Jon aveva i consensi sottoterra, Olly continuava a fissarlo proprio un POCHINO male, ma io speravo avessero un minimo di cervello ‘sti qua. Adesso mi aspetterei anche che prendessero e se ne andassero dalla Barriera data l’orda di morti in arrivo. Auguri.
E poi, soprattutto, è JON! Insomma tirano alla lunga il fatto che non si sappia chi siano i suoi genitori, arriva ad essere Capitano e dopo tutte le avventure passate finisce così? Jon ci ho messo tempo ad amarlo e adesso me lo fanno fuori? (Comunque credo di essere rimasta più sconvolta quando Tyrion era scomparso sott’acqua e poi salvato da Jorah che qua. Questo fa capire quanto AMI Tyrion!)
L’unica flebile speranza è Melisandre (ironia della sorte) che compare così dal nulla dopo essere fuggita dall’imminente battaglia. Perché andare lì? Perché andare verso un luogo che presto dovrà vedersela con l’avanzata dei morti? Nonsense.
Myrcella se l’è chiamata. Non conosco la storia di Ellaria dei libri ma qui è dalla prima puntata di questa stagione che fa minacce sulla figlia di Cersei quindi mi sembrava quasi strano che si arrendesse così. E ne manca solo uno.
Comunque io pensavo che la profezia quando parlava di “crowns” intendesse che tutti e tre sarebbero stati king o queen quando morivano. Mi sbagliavo.
Ad ogni modo poor Jamie. Il tempismo non è il suo forte.
Stannis presumibilmente è morto, e la scena mi è pure piaciuta ma come dici tu il tempismo di Brienne di andarsene non è da lei.
Fortunatamente Sansa se l’è cavata, grazie a Theon e adesso si prospetta interessante questa nuova storyline, più che altro perché sarebbe da Arya non da Sansa una vita da fuggitiva. La sorella (si rivedranno mai?) invece fa dei passi indietro.
Complimenti per le tue recensioni sono sempre interessanti da leggere! Uno spunto di riflessione.

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barricadeuse
barricadeuse 19 Giugno 2015 at 23:19

Melisandre non deluderci che questa è la tua possibilità di riscatto.
Per quanto riguarda i figli di Cersei, la profezia è effettivamente poco chiara: le golden crowns sono solo i capelli, o proprio una vera corona? Ed è obbligatorio che muoiano tutti prima della madre o no? Anyways, concordo, Myrcella era un po’ telefonata.
Grazie per i complimenti, spero di risentirti anche alla prossima stagione!

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mario 17 Giugno 2015 at 00:10

Dopo aver letto l’intervista a Kit Harington nutro ben poche speranze per un eventuale ritorno se le cose dette erano vere o per depistare tutti su un ipotetico effetto “Kaboooom”.

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barricadeuse
barricadeuse 19 Giugno 2015 at 23:20

Hai ragione, l’intervista è lapidaria, ma di nuovo, non potrebbe comunque lasciar trapelare indizi, si brucerebbero tutto il cliffhanger. Ci tocca aspettare i titoli di testa della 6×01 per capire DAVVERO cosa sia successo.

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Andreia 17 Giugno 2015 at 11:21

Secondo me sia i produttori sia gli attori stanno insistendo davvero TROPPO sul fatto che gionsnò è morto DAVVERO. E’ solo un modo per tenere a bada le teorie su di lui che sopravvive, per mantenere l’effetto sorpresa quando lo rivedremo nella sesta stagione 😀
(ok io continuo a sperare :'( )

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barricadeuse
barricadeuse 19 Giugno 2015 at 23:21

Concordo. O magari, come te, sono ancora qui disperata che accendo lumini ai Sette Dei e spero che non sia davvero morto. NON PUÓ ESSERE MORTO DAI È JON.

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Alex 17 Giugno 2015 at 13:14

Non è stato necessario coprire i tatuaggi dato che quel corpo non era di Lena.
Hanno usato una controfigura per le scene di nudo integrale. Sembra che Lena abbia chiaramente detto “no nudity”, con tanto di clausola contrattuale. O forse ha evitato il nudo integrale perchè era incinta?

Qualcuno è rimasto deluso…sarà perché è l’unica, o quasi, tra le attrici (adulte) principali che non ha mai mostrato un centimetro di pelle nuda nelle parti dove di solito non batte il sole?
A me va benissimo così. Le scene di nudo (o ancora peggio di sesso) avrebbero sminuito e rovinato quell’aura di donna perfetta, elegante, potente, algida e irraggiungibile che Lena ha saputo magistralmente conferire al suo personaggio.

Premetto che adoro il personaggio di Cersei, è uno dei miei preferiti, tra l’altro il suo POV è stato l’unica cosa che mi ha aiutato a finire di leggere quel polpettone allucinante che è A Feast Of Crows; premetto che adoro Lena, attrice a mio parere straordinaria e, purtroppo, poco conosciuta e anche un po’ sottovalutata, credo che Cersei/Lena sia stato il vero punto di forza di questa stagione. In generale tutta la trama di King’s Landing è stata ben sviluppata, anche se con qualche lieve sbavatura.

Amando Cersei, la walk of shame è stata per me un vero pugno nello stomaco, benché avessi già letto il libro, nulla avrebbe dovuto sorprendermi, eppure l’effetto emotivo è stato devastante. Complimenti a sceneggiatori, regista, comparse, attori primari e comprimari, truccatori, cameraman, addetti al montaggio ecc.ecc. per aver creato questo piccolo capolavoro! Standing ovation per Lena per la sua interpretazione!

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barricadeuse
barricadeuse 19 Giugno 2015 at 23:24

Ho letto tutta la questione della controfigura dopo aver scritto la recensione, ma sinceramente io non vedo cosa potrebbe lasciar delusi i fan. La scena è stata comunque da brividi, e scegliere o no se spogliarsi o meno è una scelta solo di Lena, che va rispettata. Concordo con te, anche solo con lo sguardo Lena ha saputo passare delle emozioni incredibili.
E concordo anche quando dici che King’s Landing sia stata una delle trame migliori della stagione!

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Alex 17 Giugno 2015 at 13:24

Mi sa che sono l’unico a cui non frega assolutamente nulla se Jon Snow è morto. Anzi spero che sia morto per davvero e non ritorni. Se c’è una cosa che proprio non ho mai sopportato nei libri di Martin sono queste continue resurrezioni: Dondarrion, Lady zombie, Strongenstein……basta! I non-morti non sono sufficienti?
Ok, io non sono un fan di Jon, per nulla! Non mi piace nei libri, ancor meno mi piace in GOT. E’ una figura un po’ troppo messianica per i miei gusti, quest’aura da eroe senza macchia e senza paura mi sta abbastanza sulle scatole.

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barricadeuse
barricadeuse 19 Giugno 2015 at 23:26

Più che una questione di risurrezioni à la molto fantasy, è un questione delle teorie e profezie nate attorno a Jon Snow? Allora la R+L? Azor Ahai? Insomma, mi riesce difficile credere che sia morto davvero, non con tutto questo build up attorno. Hai ragione però a dire che è comunque la figura più archetipica di tutta la saga, un eroe fatto e finito, di quelli che partono da niente e si scoprono essere eredi leggendari e bla bla bla. Un po’ alla Aragorn, per certi versi (ma solo per certi, in realtà io non li accosterei completamente. Jon ha sia l’eroe che l’antieroe dentro, direi).

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Valentina 17 Giugno 2015 at 16:03

E alla fine è successo: anche Jon è morto, e sebbene lo sapevo da lettrice speravo che almeno questo lo cambiassero.
Su Stannis visto quanto accaduto in precedenza son contenta che sia morto sebbene speravo in qualche scena di battaglia in più (ma evidentemente erano a corto di budget).
Io credo che sia morto anche se non mostrano il cadavere. Dubito che Brienne l’abbia risparmiato, e da lei non mi aspetto nemmeno che infilzi la testa su una picca, anzi forse lo seppellisce anche.
Su Melisandre hai ragione: andandosene così si comporta da vigliacca ma qui credo ci fosse la semplice volontà di D&D di farla tornare a tutti i costi alla Barriera (e se è così allora mi dispiace perché potevano gestire il suo ritorno alla Barriera molto meglio, così mi sembra tutto molto forzato).
Su Sansa invece non sono d’accordo con te: la sua non è stata una stagione facile, ma alla fine ha trovato la forza e il coraggio di scappare sapendo che questa volta non ci sarà un posto sicuro dove rifugiarsi. Probabilmente incontrerà Brienne ma non so se tornerà o meno alla Valle da un Ditocorto che alla fine l’ha venduta a quello psicopatico di Ramsay.
Su Theon invece concordo con te, ma secondo me dipende dal poco spazio che ha avuto perché alla fine si ribella a Ramsay ma questa ribellione secondo me meritava più spazio.
La scena di Arya con Trant è fantastica (da applausi). Hai ragione non sarà mai un nessuno, una serva del dio dai mille volti, perché la sua sete di vendetta non le farà mai dimenticare chi è.
Su Dorne lasciamo perdere…era scontato che Ellaria stesse dando un bacio avvelenato a Myrcella.
Mi immagino molte scene divertenti per la prossima stagione con la coppia Jorah/Daario così come sono contenta che Varys sia nuovamente al fianco di Tyron.
Dany è sicuramente messa male quindi sono curiosa di vedere cosa accadrà nella prossima stagione (caro Martin se solo tu ti decidessi a pubblicare il nuovo libro non dovrei aspettare fino alla prossima stagione…)
Le scene con Cersei mi sono piaciute moltissimo e hai ragione Lena è stata bravissima. Il suo è un personaggio che se all’inizio si odia con il tempo lo si impara a conoscere e sebbene non farò mai il tifo per lei non posso più ad oggi dire che la odio. Ma comunque un “te la sei cercata” ci sta tutto perché alla fine questa punizione che subisce è il risultato dei suoi errori.
Certo che ora che è tornata alla Fortezza Rossa vorrei proprio vedere in che modo High Sparrow pensa di poterla processare, anzi mi aspetto una Cersei più vendicativa del solito per la prossima stagione (soprattutto con la Montagna nuovamente funzionante al suo servizio).
Per ritornare su Jon per dirla come Cesare Tu quoque Olly!
Spero solo che a Ghost non riservino lo stesso trattamento che ha subito Grey Wind.
E qui ritorno al ritorno forzato di Melisandre alla Barriera che a questo punto spero faccia tornare in vita Jon sebbene l’attore abbia detto che la prossima stagione non ci sarà (spero che lo dica solo per sviarci).
Comunque era un bene che fossi sola in casa a guardare l’episodio perché ho urlato alla sua morte.
Secondo me sono passati 4-5 anni nella serie.
Complimenti per tutte le tue recensioni di GoT e spero di leggere le tue recensioni anche per la prossima stagione.

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barricadeuse
barricadeuse 19 Giugno 2015 at 23:40

Ghost in realtà risulterà il vero sopravvissuto. Diventerà lui Lord Comandante, altroché.
Grazie mille per tutti i tuoi commenti, spero di risentirti con la season 6!

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Ogre 18 Giugno 2015 at 00:37

I sette dei vogliano che la prossima stagione si veda anche ciò che succede alle Isole di Ferro, parlando delle considerazioni random. E pare pare che possa esserci uno dei personaggi più inquietanti delle Cronache (ma anche uno dei più fiqi, secondo me): Euron

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barricadeuse
barricadeuse 19 Giugno 2015 at 23:28

Come spererei che castino Euron. Victarion è il mio preferito dei fratelli Greyjoy, ma anche Euron sa il fatto suo. Certo, a condizione che venga resa loro giustizia e non salti fuori una cosa come Dorne in quest season 5.

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Ogre 18 Giugno 2015 at 00:53

Ah! Coooomunque, cito: “E considerando che la WOTFK aveva come contendenti Joffrey, Robb, Renly e Stannis, tutti morti, e Balon Greyjoy, significa che ha vinto lui? Senza mai muoversi dalle Iron Islands? L’ironia di tutto questo mi stende”. A parte che la guerra l’han vinta Tywin e i Tyrell, con ormai il solo Stannis che ancora s’incaponiva, i Greyjoy sono stati schiantati dai Bolton.

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barricadeuse
barricadeuse 19 Giugno 2015 at 23:33

Vero, l’esercito Lannister ha sconfitto tutti i suoi contendenti (in realtà hanno dovuto fare fuori gli Stark con l’infamata del Red Wedding o sarebbero andati avanti a combattere ancora per molto), ma quello ad essere stato sbaragliato dai Bolton è stato Theon. Asha teoricamente ancora è a Deepwood Motte, visto che non l’abbiamo mai neanche citata, questa stagione. Senza contare che Tywin Lannister adesso è morto anche lui, mentre Balon Greyjoy è vivo. Quindi, considerando che i cinque contendenti erano Robb Stark, Joffrey Lannister, Renly Baratheon e Stannis Baratheon, più Balon Greyjoy, e che Balon è ancora vivo, risulta essere lui il vincitore. O no?

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Chaozj 18 Giugno 2015 at 10:15

Più che una recensione è una lagna continua, al netto degli errori di battitura dei nomi (Jayne Poole), delle supposizioni sbagliate (Ellaria incoerente?) e delle battute che non fanno ridere manco le iene (non era Benjen, lui sta in un’altra serie TV!).

L’impressione è che la redattrice sia di quei fondamentalisti dei libri che sono rimasti col dente avvelenato dai cambi di storylines e ora vomita bile per ogni cosa.

Una “recensione” è tutt’altra roba che questo spreco di bits.

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barricadeuse
barricadeuse 19 Giugno 2015 at 23:37

Mi scuso per l’errore di battitura di Jeyne, che ho subito corretto – una svista, penso possa capitare. Per quanto riguarda l’incoerenza di Ellaria, mi spiego meglio: Ellaria dice di star facendo tutto questo per Oberyn, per vendicarlo. Prima di tutto, ricordiamoci teoricamente che Oberyn è morto in situazioni del tutto legali e legittime; in secondo luogo, il modo migliore che Ellaria trova per vendicarsi è far fuori Myrcella, una ragazzina assolutamente innocente dell’accaduto (e già qui…). Ma appunto, una ragazzina. Quando Oberyn diceva nella s4, “We don’t hurt little girls in Dorne”, e “In some places the rape and murder of little girls is considered distasteful”. Io trovo incoerente che l’amante di un uomo che dice queste cose, una donna intelligente e che sembrava condividere tutti i suoi valori, abbia un cambiamento così repentino. Se il veleno l’avesse passato Obara, l’avrei anche capito. Ma Ellaria no.
Ed è vero che sono sempre molto legata ai libri, e certi cambiamenti proprio mi fanno scuotere la testa, ma mi sembra di aver apprezzato anche le storyline diverse – quando queste storyline avevano senso. È tutto quello che chiedo, in realtà: logica e continuity, e rispetto per i personaggi.
Per quanto riguarda le battute, beh, questa è una recensione, non un pezzo comico, quindi se proprio non fa ridere nessuno me ne farò una ragione.

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Aubrey 19 Giugno 2015 at 00:28

Non ho letto i libri, ma il fatto che Brienne abbia trascurato Sansa per andare a vendicare Renly con la fedeltà e la dedizione di un samurai mi è piaciuto. Fa molto Bushido, 47 ronin, ecc ecc… Se Arya in questa puntata sembrava uscita fuori da un film di Tarantino Brienne sembrava uscita fuori da un film di Kurosawa!

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barricadeuse
barricadeuse 19 Giugno 2015 at 23:38

Vero, Brienne si è dimostrata molto fedele, ma c’è comunque un rovescio della medaglia: così facendo, è completamente venuta meno al nuovo giuramento, quello a cui dovrebbe essere legata, ossia quello fatto a Catelyn di salvare e proteggere le sorelle Stark. Quindi c’è un po’ una contraddizione – che ovviamente è il bello dello show!

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Aubrey 20 Giugno 2015 at 03:21

Ma -continuando con la comparazione nipponica- Renly per lei era il “daimyo” originale a cui aveva consacrato la propria lealtà no? Un personaggio che segue motivazioni “occidentali” come tutti gli altri comprimari della serie (su tutti, Bronn che seguiva Tyrion per simpatia/guadagno) magari avrebbe accantonato la vendetta originale (un atto abbastanza privo di senso dopo tutto quello che è successo) in vista di qualcosa di più concreto come salvare Sansa… Ma Brienne è un “ronin” leale che agisce secondo un proprio “bushido” personale, un personaggio “orientale”. Dopo la morte di Renly tutto quello che (nella serie, ripeto, non ho ancora letto i libri, magari Martin l’ha immaginata diversa) le abbiamo visto fare è stato andarsene su e giù per Westeros alla disperata ricerca di una nuova crociata morale a cui votarsi per dare un senso alla sua vita..appunto (e poi giuro la pianto ahaha) un po’ come le sottotrame di un film di samurai in cui il ronin fedele conosce e aiuta nuova gente nell’attesa di compiere la sua vendetta finale e riscattare l’onore del signore morto. Catelyn, Jaime, in questo senso sono state più deviazioni che obiettivi da perseguire, se la vedi in quest’ottica. Se però -per qualche imperscrutabile motivo- Brienne non ha davvero ucciso Stannis come stanno speculando in molti, da questo momento in poi tornerà a essere un personaggio “occidentale” con motivazioni fluide e meno rigide. Però Brienne come personaggio mi è sempre piaciuta proprio perché è la mosca bianca di Westeros… l’unica che segue davvero un codice d’onore. Fa tipo contrasto con gli altri.

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barricadeuse
barricadeuse 20 Giugno 2015 at 15:48

Questo senza dubbio, e tutto il tuo paragone orientale è davvero interessante da leggere. Potrebbe anche essere, per carità. Io forse lo vedo un po’ più all’occidentale e penso che se davvero adesso ha smosso mari e monti per tenere fede alla promessa a Catelyn, andarsene via per seguire quella che a tutti gli effetti è una vendetta personale non le fa molto onore.

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Aubrey 20 Giugno 2015 at 19:48

Va detto che l’abitudine degli autori di riproporre scene come questa di imminente “sollievo” per subito dopo frustrare le nostre attese sta iniziando un po’ a essere ripetitiva. La delusione della povera Arya in “Rains of Castamere” era uno sviluppo interessante, ma Brienne che si gira nel momento in cui Sansa accende la candela è puro sadismo narrativo (tra l’altro, questa volta non si tratta di una scelta fatta nel nome di quello splendido realismo che tanto ci ha fatto amare GoT nelle prime stagioni). Specialmente considerando che si tratta di Sansa, che ne ha già passate decisamente troppe.

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